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Licia Cube conferma successo Dart

Licia Cube conferma successo Dart

Alla fine del secolo scorso potevamo solo immaginare, un giorno, di prendere di mira un asteroide e deviarne la traiettoria, soprattutto se ci fosse stato pericolo di impatto con la Terra. La NASA ci è riuscita, alle 1:14 ora italiana nella notte tra lunedì 26 e martedì 27 settembre, mostrando al mondo il successo della missione DART (Double Asteroid Redirect Test) che ha impattato contro Dimosfo, piccolo satellite naturale (diametro 160 metri) dell’asteroide Didimos (780m), attraverso gli occhi di Licia Cube, primo mini-satellite italiano a volare nello spazio profondo, che si è sganciato dalla sonda Dart, 600 kg di peso, per riprendere la scena della collisione programmata. Lanciata il 23 Novembre 2021 con un missile Falcon9 della Space X, DART ha colpito l’asteroide satellite alla velocità di 6,6 km/sec, trasmettendo le immagini dell’avvicinamento da una distanza di 11,2 milioni di km, ricevute con un ritardo di 38 secondi. Si è trattato in assoluto per primo test di difesa planetaria da asteroidi potenzialmente pericolosi in caso di impatto con la Terra, servito a dimostrare la possibilità di modificarne la traiettoria.

“La navicella spaziale ha colpito l’asteroide Dimorphos, che ha le dimensioni di uno stadio di calcio e non rappresenta una minaccia per la Terra – ha spiegato Lori Glaze, direttore della divisione di scienze planetarie della Nasa – Stiamo intraprendendo una nuova era, un’era in cui abbiamo potenzialmente la capacità di proteggerci da qualcosa come l’impatto di un asteroide pericoloso”. La raccolta delle prove di quanto avvenuto è stata affidata a Lucia Cube, realizzato da Argotec per l’Agenzia Spaziale Italiana, che ha ripreso la scena dell’impatto che Simone Pirrotta, responsabile della missione del mini-satellite italiano, ha definito spettacolare. “Nei 4 minuti prima dell’impatto – ha spiegato Pirrotta – Licia Cube ha iniziato l’inseguimento dell’asteroide guidata dall’imaging system, il sistema di giuda e controllo di assetto basato sulle immagini in tempo reale”.

Un impatto cinetico, senza cariche esplosive, per fare in modo che Dimorphos, che prima di essere colpito dalla sonda Dart orbitava attorno a Didymos in 11 ore e 55 minuti, possa avere rallentato leggermente il suo periodo orbitale. Toccherà nel 2026 a Hera, missione dell’Agenzia spaziale europea, esaminare il cratere d’impatto e i danni causati a Dimorphos, acquisendo anche i dati su composizione e natura del sistema di asteroidi. Intanto, Licia Cube ha fatto la sua parte. La prima missione completamente italiana nello spazio profondo, affidata al coordinamento scientifico dell’Inaf, ha mostrato il cono di detriti espulsi dalla superficie di Dimorphos, confermando il valore della tecnologia italiana nanosatellitare. Valore ribadito da Thomas Zurbruchen, amministratore associato del direttorato delle missioni scientifiche della NASA, il quale ha tenuto a ringraziare l’ASI e l’Italia per il fondamentale apporto nel successo della missione Dart.

Crediti immagine: NASA

AstroSamantha al comando della ISS

AstroSamantha al comando della ISS

Dopo Luca Parmitano, anche Samantha Cristoforetti ricoprirà il ruolo di comandante dell’equipaggio della Stazione spaziale internazionale. AstroSamantha prenderà le consegne da Oleg Artemeyev, che sta partecipando alla Spedizione 67, diventando il quinto comandante europeo della Stazione Spaziale (dopo Frank De Winne, Alexander Gerst, Luca Parmitano e Thomas Pesquet) e la prima donna europea ad assumere questo ruolo. La cerimonia di consegna, che prevede il simbolico passaggio di una chiave da parte del comandante uscente, è fissata per il 28 settembre 2022.

Sin dall’inizio della sua missione, Minerva, nell’aprile 2022, Samantha è stata responsabile del Segmento Orbitale degli Stati Uniti (USOS), supervisionando le attività nei moduli e nei componenti statunitensi, europei, giapponesi e canadesi della Stazione. “Sono onorata della mia nomina a comandante”, afferma Samantha “e non vedo l’ora di attingere all’esperienza che ho acquisito nello spazio e sulla Terra per guidare in orbita un team molto capace”. Il Direttore Generale dell’ESA, Josef Aschbacher, condivide la prospettiva di Samantha. “La scelta di Samantha come comandante dimostra chiaramente la fiducia e il valore che i nostri partner internazionali ripongono negli astronauti dell’ESA. Durante la missione Minerva, ha contribuito notevolmente ai successi scientifici e operativi della Stazione e il lavoro intenso continuerà ora sotto il suo comando”. David Parker, Direttore dell’Esplorazione Umana e Robotica dell’ESA, ritiene che “il bagaglio di conoscenze ed esperienze di Samantha la rende un’ottima candidata per questo ruolo. Come prima donna europea a ricoprire la carica di comandante, spinge ancora una volta in avanti i confini della rappresentanza femminile nel settore spaziale”. Il titolo completo di questo ruolo è Comandante dell’equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale. Le cariche di comando vengono assegnate sulla base di decisioni congiunte prese da NASA (Stati Uniti), Roscosmos (Russia), JAXA (Giappone), ESA (Europa) e CSA (Canada). L’ESA è rappresentata in questo processo di selezione dal Capo del Centro Europeo Addestramento astronauti (EAC) e Responsabile di programma della ISS, Frank De Winne. “Sono lieto che la programmazione sia cambiata in modo tale che a Samantha possa di nuovo essere assegnata la posizione di comandante”, afferma Frank. “Ha il nostro pieno appoggio per svolgere questo importante ruolo di leadership. Non c’è dubbio che la sua direzione garantirà ulteriori successi alla missione”.

Questa posizione è fondamentale per il continuo successo della Stazione Spaziale. Mentre sono i direttori di volo nei centri di controllo a presiedere alla pianificazione e all’esecuzione delle operazioni della Stazione, il/la comandante della Stazione è responsabile del lavoro e del benessere dell’equipaggio in orbita, deve mantenere una comunicazione efficace con i team a terra e coordina le azioni dell’equipaggio in caso di situazioni di emergenza. Dal momento che Samantha assumerà il comando nelle ultime settimane della sua permanenza a bordo, uno dei suoi compiti principali sarà quello di garantire un efficace passaggio di consegne al successivo equipaggio. “Congratulazioni a Samantha: la sua nomina è motivo di particolare orgoglio per l’Italia e per l’Europa. Come prima donna europea a ricoprire la carica di comandante, Samantha sarà ancora una volta fonte d’ispirazione per le giovani generazioni” ha commentato il presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), Giorgio Saccoccia, aggiungendo che “un incarico di tale valore affidato per la seconda volta ad un astronauta di nazionalità italiana è anche la conferma del ruolo e dell’importanza che riveste il nostro Paese nell’esplorazione dello spazio e nelle attività spaziali internazionali. Auguri Samantha da parte di tutta l’Agenzia Spaziale Italiana e dai tuoi concittadini!”.

Secondo No Go per Artemis 1

Secondo No Go per Artemis 1

Secondo rinvio del lancio della missione Artemis 1, provocato ancora una volta da una perdita di idrogeno liquido durante il caricamento del propellente nello stadio centrale del razzo Space Launch System. La decisione è stata assunta dal direttore delle operazioni di lancio, Charlie Blackwell-Thompson, dopo che i sensori posti sulla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center avevano rilevato l’anomalia. Successivamente, i tecnici della NASA hanno individuato il problema in uno dei raccordi lungo la linea di caricamento del propellente fra lo stadio centrale del razzo Sls e la piattaforma di lancio mobile. L’operazione di riempimento dei serbatoi del razzo vettore con combustibile criogenico prevede l’immissione di tre milioni di litri di idrogeno e ossigeno liquido a 240 gradi sottozero. Un primo tentativo di sigillare la sezione in cui si è verificata la perdita non ha permesso di risolvere il problema. La Nasa aveva pensato inizialmente di rinviare il lancio a lunedì 5 settembre.

Nel corso di una conferenza stampa convocata qualche ora dopo, la NASA ha spiegato che si dovrà decidere se intervenire sulla rampa di lancio o riportare il razzo vettore nell’edificio di assemblaggio. Il tempo necessario per la soluzione del problema si profila più lungo di qualche giorno. In ogni caso, si dovrà provvedere alla sostituzione delle batterie del sistema di sicurezza che interrompe il volo in caso di emergenza (Flight termination system). La nuova finestra di lancio è prevista dal 19 settembre al 4 ottobre.

Addio a Frank Drake padre del SETI

Addio a Frank Drake padre del SETI

Addio all’astronomo e astrofisico Frank Drake. Il padre del programma Seti per la ricerca di forme di intelligenza extraterrestri si è spento per cause naturali all’età di 92 anni nella sua casa di Aptos, in California. Professore emerito di astronomia e astrofisica ed ex preside di scienze naturali all’Università della California di Santa Cruz, Frank Drake ha legato il suo nome alla celebre equazione che permette di stimare il numero di forme di vita intelligenti presenti nella nostra galassia. Insieme al suo collega astrofisico Carl Sagan, scomparso nel 1996), aveva dato vita al progetto Seti (Search for Extraterrestrial Intelligence), con l’obiettivo di rilevare eventuali emissioni di onde radio di civiltà extraterrestri nella Via Lattea. Per questo nel 1974 è stato creato il Seti Institute, organizzazione senza scopo di lucro, di cui è stato presidente per 19 anni.  che si occupa di ricerca delle forme di vita oltre la Terra. Nel 1972, sempre Drake insieme a Carl Sagan, ideò la piastra collocata sulle sonde Pioneer 10 e 11, su cui è stato inciso il primo messaggio fisico inviato nello spazio dall’umanità. Frank Drake ha svolto una importante carriera nella ricerca radioastronomica, anche da direttore dell’Osservatorio di Arecibo.

(photcredits: SETI)

Nuova partenza per la Luna

Nuova partenza per la Luna

La NASA ha programmato la seconda finestra di lancio della missione Artemis 1 per sabato 3 settembre alle 20:17 ora italiana. La partenza del razzo vettore Space Launch System, inizialmente prevista alle 14:33 del 29 agosto scorso, era stata rimandata dopo la sospensione del countdown 40 minuti prima del lancio, a seguito di problemi riscontrati a uno dei quattro motori RS-25 del primo stadio alimentato da una miscela a idrogeno e ossigeno liquidi. In particolare, i responsabili della missione Artemis 1 avevano rilevato una temperatura anomala al motore numero 3, più elevata rispetto a quella di raffreddamento a – 420 gradi Fahrenheit. Una criticità che si era aggiunta a una perdita di idrogeno, non grave, a cui è stato possibile ovviare mediante la regolazione della portata del propellente. SLS spingerà la capsula Orion senza equipaggio verso l’orbita lunare, testando le condizioni a cui gli astronauti saranno sottoposti nelle future missioni Artemis 2 e 3, con l’obiettivo di affidare a una donna il ritorno sulla superficie selenita. Si spera entro il 2025, quando sarà stata completata e entrata in funzione il Lunar Gateway, la prima stazione spaziale lunare. Anche in questo caso, come per Orion, con tanto contributo tecnologico dell’Europa e dell’Italia.