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La seconda EVA di Parmitano

La seconda EVA di Parmitano

Seconda attività extraveicolare di Luca Parmitano, astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea e comandante della Spedizione 61 a bordo della stazione spaziale internazionale, chiamato a proseguire insieme al collega Andrew Morgan della NASA l’attività di manutenzione del cacciatore di antimateria Ams-02 (Alpha Magnetic Spectrometer), la cui prima parte si è svolta il 15 novembre scorso.

A una settimana di distanza, la seconda attività di una serie di cinque, con inizio delle operazioni alle 13:05 ora italiana (diretta streaming su NASA live). Le date delle EVA successive saranno comunicate nelle prossime settimane.

Conclusa la 3a EVA di Parmitano

Conclusa la 3a EVA di Parmitano

Luca Parmitano, astronauta italiano dell’ESA e comandante della Spedizione 61 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ha completato l’attività extaveicolare intrapresa insieme al collega d’equipaggio Andrew Morgan della Nasa per la manutenzione dello strumento Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02), un rilevatore di particelle di antimateria e di materia oscura situato in cima alla struttura a traliccio S3 della Stazione tra una coppia di pannelli solari e radiatori. Un compito particolarmente impegnativo, portato a termine con successo. Le operazioni, iniziate alle 13:05 ora italiana, si sono concluse dopo 6 ore e 39 minuti. Per Luca Parmitano si è trattato della terza uscita dal complesso orbitale, dopo le due precedenti effettuate nel corso della sua prima esperienza in orbita nel 2013, la seconda delle quali caratterizzata da una pericolosa perdita di liquido refrigerante all’interno della tuta che l’astronauta riuscì a governare con grande lucidità, permettendo di gestire una situazione estremamente difficile e mai presentatasi prima di allora. La manutenzione del rilevatore di particelle di antimateria, frutto di una collaborazione internazionale che vede in primo piano Agenzia Spaziale Italiana e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, non era stata prevista, ma si è resa necessaria per consentire la prosecuzione di un’attività di ricerca cosmica fondamentale. Con la sua terza uscita, Luca Parmitano ha accumulato 14 ore e 18 minuti di attività extraveicolare. Andrew Morgan, alla sua quarta EVA, è rimasto all’esterno per un totale di 26 ore e 57 minuti. Quella condotta da Parmitano e Morgan è la nona attività extraveicolare del 2019 a bordo della ISS, la 222esima da quando sono iniziate le missioni a bordo del complesso orbitale.

(nella foto NASA LIVE il rientro di Luca Parmitano e Andrew Morgan nella ISS)

EVA di Parmitano sulla ISS

EVA di Parmitano sulla ISS

Sei ore di intenso lavoro quello che sono stati chiamati a svolgere fuori dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) l’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Luca Parmitano insieme al collega americano Andy Morgan. Un’attività spaziale che non si potrà certo definire una passeggiata come normalmente vengono chiamate queste uscite fori dalla ISS, visto che anche la NASA le ha definite le più complesse operazioni nel vuoto cosmico dai tempi delle riparazioni sul telescopio spaziale Hubble.

Un compito straordinario dunque quello affidato i due astronauti, a partire dalle ore 13.05 italiane di venerdì 15 novembre nel corso della la prima uscita della missione europea Beyond. Questa sarà solo l’inizio di una serie di complesse passeggiate spaziali per la manutenzione dello strumento Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02) un rilevatore di particelle di antimateria e di materia oscura situato in cima alla struttura a traliccio S3 della Stazione tra una coppia di pannelli solari e radiatori. La NASA considera queste uscite, chiamate tecnicamente EVA (da Extra-Vehicular Activity), particolarmente impegnative in quanto AMS-02 non era stato inizialmente progettato per operazioni straordinarie di mantenimento. Sarà per Parmitano, attualmente comandante della Stazione Spaziale Internazionale, la terza EVA dopo quelle effettuate nel 2013 nel corso della missione Volare dell’Agenzia Spaziale Italiana. La sua seconda uscita fu caratterizzata da un pericoloso incidente che concluse l’uscita poco dopo il suo avvio.

In questa prima EVA Luca Parmitano, grazie alla sua esperienza accumulata, sarà EV-1 ossia il leader vestendo la tuta con le righe rosse per differenziarsi dal collega ed è la prima volta che un astronauta europeo ricoprirà questa carica. Il compito iniziale dei due astronauti sarà quello di sostituire il sistema di raffreddamento AMS-02 e riparare una perdita di refrigerante che serve a mantenere fredda e costante la temperatura dello strumento. La coppia sarà supportata dagli astronauti americani Christina Koch e Jessica Meir che gestiranno il braccio robotico Canadarm-2 dall’interno della Stazione contribuendo a posizionare gli astronauti attorno al loro sito di lavoro altrimenti difficile da raggiungere. L’intera passeggiata spaziale dovrebbe durare circa sei ore e preparerà la scena per almeno altre tre.

L’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02) è un rilevatore di particelle operante come modulo esterno della Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta di un ambizioso laboratorio orbitante per la fisica delle particelle, con più di 3 metri di lato per un peso complessivo di 7,5 tonnellate, il cui scopo è quello di studiare con precisione la composizione e l’abbondanza dei raggi cosmici nello spazio in cerca di tracce di antimateria primordiale e materia oscura ad energie estreme fino a qualche TeV (“tera-elettronvolt”). La maggior parte dei raggi cosmici, circa il 99%, è formato da materia “ordinaria” quali protoni e nuclei elio. Lo strumento AMS-02 è stato progettato per misurare con precisione la rarissima componente di antimateria nei raggi cosmici, come positroni ed anti-protoni, e scovare particelle di antimateria pesante, come nuclei di anti-elio, mai osservati fino ad oggi. L’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) sostengono questo esperimento dal 1995, nell’ambito di una collaborazione internazionale che comprende istituti di ricerca e università in America, Europa e Asia. I ricercatori italiani sono responsabili della realizzazione, del mantenimento e delle operazioni dei principali strumenti di bordo, e partecipano in prima persona all’analisi scientifica dei dati raccolti dallo strumento. I rivelatori di particelle di AMS-02 sono stati progettati, costruiti e sono ad oggi operati con l’apporto dei ricercatori INFN di Bologna, Milano, Perugia, Pisa, Roma La Sapienza, e Trento. ASI contribuisce alle attività di operazione dello strumento e di analisi dati con la partecipazione di ricercatori presso l’Unità di Ricerca Scientifica (ASI-URS) e Space Science Data Center (ASI-SSDC). Il rilevatore AMS-02 è stato portato in orbita con la penultima missione dello Shuttle, l’STS-134 Endeavour che aveva a bordo l’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea Roberto Vittori dell’ASI DAMA, ed è stato agganciato alla ISS dove, dal 19 maggio 2011, sta raccogliendo raggi cosmici con continuità.

 

Cygnus 12 verso la ISS

Cygnus 12 verso la ISS

La navicella spaziale Cygnus è decollata con il razzo vettore Antares dalla base americana di Wallops Island in Virginia, per raggiungere la stazione spaziale internazionale e trasferirvi un carico di 3,7 tonnellate di rifornimenti e materiali scientifici, tra cui i componenti destinati al cacciatore di antimateria Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), in funzione dal 2011 all’esterno della stazione orbitale, e a cui si lega una delle attività extraveicolari assegnate all’astronauta italiano dell’ESA Luca Parmitano, al comando della ISS. Cygnus, ribattezzata NG 12 “Alan Bean” in onore dell’astronauta che partecipò alla missione lunare Apollo 12 e fu comandante dello Skylab, è alla sua dodicesima missione di rifornimento per conto della NASA.
Il carico utile comprende 680 kg di rifornimenti per l’equipaggio, 756 kg di hardware, equipaggiamenti vari, materiale per esperimenti e una serie nanosatelliti di classe CubeSat.
Tra i nuovi esperimenti figura AstroRad Vest, un abito creato per schermare gli astronauti dalle radiazioni cosmiche, nella prospettiva di impiegarlo nelle future missioni lunari e più in là nel tempo su Marte. In questo filone di ricerca si inserisce anche l’esperimento italiano Lidal, sviluppato dall’Università di Roma Tor Vergata per l’Agenzia Spaziale Italiana, per misurare le radiazioni a bordo del complesso orbitale. Novità assoluta lo Zero-G Oven, un forno progettato per cuocere biscotti e cibo in microgravità, mentre arriva sulla stazione spaziale un sistema di riciclaggio avanzato.

EVA tutta al femminile

EVA tutta al femminile

E’ iniziata nel pomeriggio (alle 13:50 ora italiana) di venerdì 18 ottobre la prima attività extraveicolare condotta da due astronaute all’esterno della stazione spaziale internazionale. Una coppia tutta al femminile formata da Christina Koch e Jessica Meir, entrambe componenti l’equipaggio della Spedizione 61 al cui comando è l’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano, preposto ad assistere le colleghe all’esterno controllando il braccio robotico mentre Andrew Morgan, ingegnere di volo della NASA, ha fornito supporto durante l’uscita attraverso il portello. Il compito affidato alle due astronaute è la sostituzione di una delle Battery Charge/Discharge Units o BCDU, accumulatore di corrente posizionato sul traliccio della stazione. Operazione che richiedeva un tempo di esecuzione di cinque ore e mezza e durata 75 minuti in più

Christina Koch, con alle spalle già tre passeggiate spaziali e destinata a battere il record di permanenza al femminile sulla stazione orbitale con 328 giorni, indossa un casco che riporta il numero 18, Jessica Meir, dodicesima astronauta nella NASA a uscire nel vuoto, il numero 11. Quella che le vede protagoniste è la 221esima attività extraveicolare.