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ESA: come stare in isolamento

ESA: come stare in isolamento

L’Agenzia Spaziale Europea ha promosso dalle 16 alle 21 di giovedì 26 marzo un evento online su ESA WebTv e su ESA YouTube, in collaborazione con il suo partner Asteroid Day, per aiutare tutti coloro che sono in isolamento e distanziamento sociale, a godere della scienza, del nostro pianeta, e dei nostri sogni del cielo sopra di noi.

Si tratta di #SpaceConnectsUs – un’opportunità per comunicare attraverso i confini e sentire da esploratori dello spazio, artisti e scienziati come comportarci e come gestire il nostro ambiente mentre le comunità combattono una pandemia globale.Il programma include collegamenti da remoto con astronauti e ospiti da tutto il mondo, per parlare ai bambini, ai giovani e alle loro famiglie delle loro esperienze e tecniche in spazi confinati, di lezioni di vita dall’esplorazione spaziale, della loro fiducia nella scienza e delle loro fonti di ispirazione. Il programma è stato impostato in cinque segmenti linguistici con inizio alle ore 16:00 in olandese, seguito dal tedesco (alle 17:00), italiano (18:00), francese (19:00) e inglese (20:00).

Per saperne di più visita la pagina:

http://www.esa.int/Space_in_Member_States/Italy/Gli_astronauti_a_SpaceConnectsUs_per_offrire_ispirazione_durante_l_isolamento

Videoconferenza di Luca Parmitano

Videoconferenza di Luca Parmitano

A un mese dal rientro dallo spazio, dove ha trascorso 201 giorni a bordo della stazione spaziale internazionale, l’astronauta italiano dell’ESA Luca Parmitano ha raccontato la missione Beyond rispondendo in videoconferenza con l’Agenzia Spaziale Italiana alle domande dei giornalisti. La missione, la sua seconda di lunga durata, che ha visto impegnato in oltre 250 esperimenti e soprattutto nella riparazione dello strumento AMS-2, il cacciatore di antimateria, nel corso di quattro attività extraveicolari durate complessivamente quasi 32 ore e assumendo il ruolo di comandante della stazione spaziale.

Parmitano si è detto già perfettamente riadattato, rientrato nel peso corporeo e ritenersi tra il 95 e il 99 per cento delle capacità fisico-motorie. Risultato evidente della precedente esperienza in orbita e della migliore preparazione alla fase di rientro a terra. Ha poi descritto il momento in cui è diventato comandante della stazione come il più impegnativo della missione Beyond. “Sebbene arrivassi da veterano sulla ISS, nel momento in cui ho preso il comando è cambiato il mio approccio con l’equipaggio. Un passaggio impegnativo e al tempo stesso un momento di crescita professionale, una leadership cooperativa che dal punto di vista umano è stato l’aspetto più importante e ha rappresentato un momento fondamentale di crescita professionale”. Luca Parmitano, il quale ha lungamente documentato i segni dei cambiamenti climatici apparsi evidenti dall’orbita con la speranza – come egli stesso ha sottolineato – di avere elevato il livello di consapevolezza sulla fragilità del pianeta, ha parlato dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus invitando a non lasciarsi prendere dal panico. “E’ importante avere fiducia nelle risorse e capacità di chi lavora per contenere e combattere il contagio” – ha detto, ricordando come a bordo della stazione spaziale si effettuano esperimenti sui virus che danno importanti risultati. “Ci sono due modo per unire gli esseri umani: avere un nemico comune o unire le risorse”. Da qui l’invito ad affrontare i problemi in maniera sistemica.

Tornando alla missione Beyond, il successo della riparazione di Ams-2, essere riusciti a fare upgrade del sistema di raffreddamento, consentirà di raccogliere dati sulla materia cosmica e migliorare la comprensione dell’universo. L’aspetto tecnico della complessa attività extraveicolare è stato al centro dell’anno che ha preceduto la missione di Luca Parmitano. “Ci siamo preparati a lungo e in modo approfondito. Per lo sviluppo delle sequenze abbiamo utilizzato la piscina al centro spaziale di Houston, per l’uso della strumentazione abbiamo utilizzato un sistema di sospensione robotizzato fuori dall’acqua che simula le condizioni di assenza di gravità, inoltre un sistema integrato di realtà virtuale. Una volta in orbita si scopre una certa familiarità con le condizioni di lavoro e gli strumenti appositamente ideati per il tipo di lavorazione”. Ams-2 non era stato disegnato per essere oggetto di attività extraveicolare, si trattava di ripararlo senza romperlo, a cominciare dalla bullonatura con cui era stato fissato. Nell’ultima attività extraveicolare si è provveduto a riparare una delle connessioni che risultava non perfettamente stagna. Ora il sistema funziona perfettamente e i risultati superiori alle aspettative.

Nel corso della missione Beyond, Parmitano ha interagito con il sistema di intelligenza artificiale Simon a bordo della stazione. Un sistema che non dotato ancora di una sua autonomia ma destinato a crescere e fornire un contributo anche dal punto di vista psicologico. I tecnici della NASA si sono complimentati per l’aspetto ingegneristico del robot. “Ho chiesto a Simon di raccontarmi delle barzellette, il senso di houmor di Simon mi ha aiutato a rilassarmi” – ha raccontato l’astronauta. Risultato oltre le aspettative anche per l’esperimento con rover Interact, situato nei pressi del centro Estec dell’Agenzia Spaziale Europea in Olanda e telecomandato nell’ambito della missione lunare simulata Analog-1. “Abbiamo ancora qualche anno davanti prima di essere pronti a sfruttare appieno questo tipo di tecnologia – ha detto Parmitano – Tuttavia i risultati sono andati ben oltre le aspettative. Il rover rispondeva perfettamente, eseguendo la serie di operazioni programmate. L’esperimento ha dimostrato la capacità di lavorare in maniera integrata con gli scienziati. Ritengo che con i dati raccolti in questa missione, allorquando avremo a disposizione un rover dedicato all’esplorazione lunare, saremo pronti per impiegare proficuamente questa tecnologia. La guida del rover dalla stazione ha dimostrato la capacità di controllarne i movimenti, per cui possiamo pensare ad applicazioni non solo sulla Luna o altro corpo celeste ma anche in zone impervie sulla Terra”.

Quanto al suo futuro, Luca Parmitano ha ricordato che sarà di supporto agli astronauti che saranno chiamati a svolgere missioni sulla stazione spaziale e, tra le righe del discorso, non ha nascosto la speranza di dare il proprio contributo al programma di esplorazione lunare Artemis.

Parmitano: andare oltre

Parmitano: andare oltre

La missione di Luca Parmitano sulla stazione spaziale internazionale ha permesso, attraverso la riparazione dello strumento AMS-2, di proseguire la ricerca su un capitolo fondamentale della fisica dell’universo che attiene la caccia all’antimateria e alla materia, e nel contempo gettato le basi per le future attività che vedranno equipaggi umani vivere e lavorare al di fuori della Terra. Così Jan Wörner, direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea, ha introdotto la conferenza dell’astronauta italiano, rientrato il 6 febbraio dalla missione Beyond iniziata il 20 luglio 2019 al Centro Addestramento Astronauti di Colonia. “Il successo della missione di riparazione dello lo Spettrometro Magnetico Alfa è frutto dell’addestramento ricevuto e della lunga attività di preparazione delle attività extraveicolari e dunque va condiviso con le equipe a terra e naturalmente con i colleghi astronauti a bordo del stazione spaziale –ha detto Parmitano – La missione Beyond ha aggiunto un altro importante capitolo all’esplorazione umana nello spazio, si aggiunge alle altre condotte nel recente passato ed è propedeutica alle prossime in programma”. “Esperimenti di natura scientifica, tecnologica, biologica e fisiologica si sono sommati per fornire indicazioni fondamentali per preparare al meglio i futuri avamposti umani nello spazio, spingersi verso la Luna e oltre, come lo stesso logo della missione Beyond richiama – ha sottolineato Parmitano – Vorrei che tutti fossero consapevoli della straordinaria importanza di quanto viene eseguito in orbita, perché il frutto della ricerca in assenza di gravità ricade positivamente sulla Terra”. Interrogato sui momenti più importanti durante la permanenza sulla stazione spaziale, Luca Parmitano ha fatto riferimento al periodo di transizione, circa una settimana, tra le Spedizioni 60 e 61, quando a bordo del complesso orbitale erano presenti nove astronauti. Tra essi il primo astronauta degli Emirati Arabi Uniti, musulmano, e un’astronauta di radici ebraiche. “Un connubio che richiama il valore dell’umanità che si spinge oltre per allargare confini e conoscenze, avendo come riferimento l’immagine del nostro pianeta, che riflette la sua straordinaria bellezza e fragilità”. Per Luca Parmitano è stato “un privilegio essere protagonista di un’esperienza che ha messo in evidenza una volta di più l’importanza del fattore umano nell’esplorazione spaziale”. “Se vogliamo fare esplorazione planetaria abbiamo bisogno di tutti e di una tecnologia che si adatti alle esigenze di uomni e donne astronauti” – chiosa Parmitano.

Rientrato a terra Luca Parmitano

Rientrato a terra Luca Parmitano

La navicella Soyuz Ms-13, con a bordo l’astronauta italiano dell’Esa Luca Parmitano, l’americana Christina Koch e il russo Alexander Skvortsov, è atterrata regolarmente nella steppa del Kazakistan alle 10:14 ora italiana. Si è conclusa così la missione Beyond di Luca Parmitano, iniziata il 20 luglio 2019 e culminata con l’assegnazione del comando della stazione spaziale internazionale, terzo astronauta europeo a ricoprire questo ruolo, e l’effettuazione di una serie di attività extraveicolari che hanno consentito la manutenzione e l’aggiornamento del cacciatore di antimateria Ams-02 collocato su uno dei tralicci all’esterno del complesso orbitale. Durante la permanenza a bordo della stazione spaziale, Parmitano ha eseguito oltre 50 esperimenti europei, tra cui quelli sviluppati da ricercatori italiani per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana, e 200 esperimenti internazionali. Luca Parmitano sarà trasferito al Centro Addestramento Astronauti dell’ESA a Colonia dove sabato 8 febbraio terrà una conferenza stampa.

L’americana Christina Koch ha stabilito il record di permanenza nello spazio con 328 giorni in una sola missione, seconda solo al collega della NASA Scott Kelly rimasto in orbita 340 giorni.

 Photo Credit: (NASA/Bill Ingalls)

 

La seconda EVA di Parmitano

La seconda EVA di Parmitano

Seconda attività extraveicolare di Luca Parmitano, astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea e comandante della Spedizione 61 a bordo della stazione spaziale internazionale, chiamato a proseguire insieme al collega Andrew Morgan della NASA l’attività di manutenzione del cacciatore di antimateria Ams-02 (Alpha Magnetic Spectrometer), la cui prima parte si è svolta il 15 novembre scorso.

A una settimana di distanza, la seconda attività di una serie di cinque, con inizio delle operazioni alle 13:05 ora italiana (diretta streaming su NASA live). Le date delle EVA successive saranno comunicate nelle prossime settimane.

Quante storie sulla Luna

Quante storie sulla Luna

66 artisti legati a generi ed espressioni diversi riempiono gli spazi della Galleria d’arte contemporanea Colossi di Brescia per raccontare ciò che la Luna rappresentò mezzo secolo fa. Suggestioni ed emozioni, suscitate dallo  sbarco  sulla superficie del nostro satellite naturale, sono stati interpretati attraverso opere pittoriche, sculture e installazioni. “Quante storie sulla luna… 1969-2019” è il titolo della mostra che si distingue nella miriade di iniziative legate alla missione Apollo 11, sia per originalità che ricercatezza. Quella conquista richiese il concorso di 350mila persone che, a vario titolo, contribuirono alla felice riuscita. Novecento milioni di spettatori, su 3,6 miliardi di abitanti della Terra, poterono assistere ai primi passi dell’uomo sulla Luna, un composto di immagini in bianco e nero, neppure nitide, comunque tali da rompere le certezze e convincere che una nuova era stava iniziando. Un privilegio riservato a un quarto dell’umanità, con il villaggio globale della comunicazione e dell’immagine ancora di là da venire, ma un riverbero di emozioni che abbracciò l’intero pianeta, avvolgendo le coscienze e lasciando in giro anche qualche incredulo e negazionista. L’umanità, che nei millenni si era rivolta alla Luna scandendo i tempi della vita con le sue fasi, dopo aver trovato ispirazione poetica, se ne era appropriata. E mentre ci si prepara a riconquistarla, con l’obiettivo di installarvi un avamposto e permanerci facendone un trampolino per Marte, l’altro ambito compagno celeste, l’arte moderna trova ancora motivo per rappresentarla, raccontando la prima, storica volta in cui il piede dell’uomo impresse la sua orma nella polverosa superficie selenita. Ecco perché nel centralissimo cuore della città Leonessa le mostra della galleria Colossi è imperdibile nella sua variegata proposta e quintessenza. La mostra , collettiva  celebrativa  della  ricorrenza  dei  cinquant’anni  trascorsi  dalla  storica
impresa   dell’allunaggio, è visitabile fino a sabato 20 luglio.