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Anche il capitano Kirk nello Spazio

Anche il capitano Kirk nello Spazio

Anche William Shatner, alias il mitico capitano Kirk al comando dell’astronave Enterprise nella saga di Star Trek, ha avuto la soddisfazione di entrare nell’olimpo degli uomini che hanno oltrepassato la linea di Karman, a 100 km di quota, considerata la soglia dello Spazio. A 90 anni compiuti, William Shatner è salito a bordo della navicella New Shepard NS-18 di Blu Origin insieme a Audrey Powers, vicepresidente e responsabile delle operazioni di volo di Blue Origin, Chris Boshuizen, ex ingegnere della NASA e cofondatore della società satellitare Planet Labs, e Glen de Vries, cofondatore della società di software Medidata e vicepresidente delle scienze della vita presso una società di software francese,

L’attore canadese, che ha impersonato una delle figure più amate dalla filmografia fantascientifica, è diventato anche il più anziano ad avere partecipato a una missione spaziale. In occasione del volo inaugurale di Blu Origin, avevano volato il proprietario Jeff Bezos, il fratello Mark, il 18enne Oliver Daemen  e la 82enne Wally Funk, selezionata negli anni ’60 dalla Nasa ma mai assegnata a una missione in orbita.

Il volo suborbitale di Blu Origin avviene con il distacco dal lanciatore della capsula, che descrive un’ampia parabola al vertice della quale supera la linea di Karman a 100 km d’altezza. Gli occupanti restano per una manciata di minuti nello stato di microgravità, prima del rientro nell’atmosfera con la discesa capsula frenata dai paracadute fino all’atterraggio nel deserto texano.

Ingenuity in volo su Marte

Ingenuity in volo su Marte

Sulla superficie di Marte, a breve distanza dal rover Perserevance della NASA che lo ha liberato dal suo grembo tecnologico, il drone Ingenuity si appresta a diventare il primo oggetto volante costruito dall’uomo a volare in un cielo extraterrestre. Un evento fatto coincidere volutamente con il 60esimo anniversario del primo volo umano nello spazio (Yuri Gagarin il 12 aprile 1961) e il 40esimo del primo decollo dello Space Shuttle (12 aprile 1981 la navetta Columbia con a bordo John Young e Robert Crippen). Il team della missione Mars Helicopter Tech Demo, che ha posizionato Ingenuity facendogli dispiegare e testandone i rotori fino a 50 giri al minuto, ha programmato il primo tentativo di decollo per domenica 11 aprile, riservando poi alla NASA di trasmettere, in diretta live su NASA TV e YouTube il 12 aprile alle 9.30 ora italiana, le immagini che Perseverance avrà trasmesso insieme ai dati del volo e ricevuti dal Jet Propulsion Laboratory di Pasadena in California.

Il piccolo elicottero è alimentato da batterie agli ioni litio, ha due eliche e pesa 1,8 chili sulla Terra. Ciò che può sembrare semplice, addirittura un gioco da ragazzi, in realtà è assai più complesso dovendo operare nell’atmosfera estremamente rarefatta del Pianeta Rosso (le condizioni sono equivalente a una quota di 30 km sulla Terra) e superare escursioni termiche marcate. Aiutato dai pannelli fotovoltaici che ne caricano le batterie, l’energia accumulata è servita nei giorni scorsi a proteggere la componentistica elettronica dalle temperature notturne, che scendono fino a 90 gradi sottozero. Dal punto di vista ingegneristico, il team responsabile della missione di Ingenuity è riuscito a sbloccare correttamente le pale in fibra di carbonio facendole ruotare a bassa velocità allo scopo di verificare il corretto funzionamento di tutti i sistemi di bordo. Al momento di avviare il volo, si procederà al lento e progressivo aumento della velocità di rotazione fino a raggiungere quello di decollo pari a 2.537 giri al minuto. Dopo essersi posizionato a distanza di sicurezza nella zona di Van Zyl Overlook all’interno del grande cratere Jezero, il rover Perseverance riprenderà video e immagini del primo volo di Ingenuity, che invece eseguirà solo scatti fotografici a colori, levando fino a circa tre metri di altezza per 30 secondi. A sottolineare l’importanza del primo volo su Marte, la presenza nel telaio dei pannelli fotovoltaici di un frammento del tessuto utilizzato per il primo aereo dei Fratelli Wright, che si levò da terra il 17 dicembre 1903.

 

Starship nuovo crash

Starship nuovo crash

Il razzo Starship di SpaceX, destinato a essere utilizzato per le missioni verso Marte, continua a inanellare insuccessi al termine dei test di lancio e di volo suborbitale. Dopo lo schianto durante la fase di atterraggio dei prototipi SN8 e SN9, è toccato anche a SN10 finire distrutto dopo avere dato l’impressione di un rientro a terra morbido. Invece il razzo, una volta toccata la piattaforma, si è risollevato, spinto da una prima esplosione alla base che ha innescato la grande deflagrazione distruttiva. Starship SN10, spinto da tre motori, è decollato da Boca Chica, in Texas, per il terzo test suborbitale. Raggiunta la quota di 10 chilometri di dislivello, come da programma, ha iniziato la discesa ritornando in posizione verticale, mantenendosi in asse fino al momento dell’atterraggio, seguito dall’esplosione. I prototipi SN8 e SN9 si erano schiantati durante l’atterraggio, il primo a dicembre e il secondo all’inizio di febbraio. Si indaga sulle cause del nuovo incidente, che potrebbe essere riconducibile ad una perdita di metano.

Crew Dragon per AstroSamantha

Crew Dragon per AstroSamantha

L’astronauta italiana dell’ESA Samantha Cristoforetti tornerà nello spazio ad agosto 2022 a bordo della capsula Crew Dragon di SpaceX per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, dove ha già trascorso 200 giorni fra novembre 2014 e giugno 2015 con la Spedizione 42 nel corso della missione Futura. Samantha Cristoforetti darà il cambio a un altro astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, Matthias Maurer.

I programmi della nuova missione sono stati presentati dall’Agenzia Spaziale Europea nel corso di una conferenza stampa online a cui, oltre a Samatha Cristoforetti, hanno preso parte Josef Aschbacher, neo Direttore Generale ESA, David Parker, Direttore dell’Esplorazione Umana e Robotica ESA, e Giorgio Saccoccia, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana.

In occasione del suo primo volo spaziale, Samantha Cristoforetti aveva raggiunto la stazione spaziale a bordo della capsula russa Soyuz, partita dal cosmodromo di Bajkonur. La seconda missione in orbita (la cui denominazione e il relativo logo saranno annunciati prossimamente) la vedrà componente un equipaggio formato da quattro astronauti, assegnati alla missione Crew Dragon 4 USCV-5, che sarà lanciata con il razzo vettore Falcon 9 di SpaceX dalla rampa 39A del Kennedy Space Center.

Insieme a Samantha Cristoforetti dovrebbero esserci gli astronauti americani Kiell Lindgren e Bob Hines e un cosmonauta russo. La durata prevista di permanenza in orbita sarà di sei mesi.

Oltre a dare continuità agli esperimenti di ESA e ASI già a bordo della stazione spaziale internazionale (LIDAL, NUTRISS, Acoustic Diagnostics, Mini-EUSO, sui quali Luca Parmitano ha già lavorato durante la missione ESA Beyond nel 2019, e sulla microalghe Arthrospira, nota come spirulina, a bordo della ISS da dicembre 2017,) e in attesa dei nuovi esperimenti oggetto di bando dell’Agenzia Spaziale Italiana ancora in corso, Samantha Cristoforetti impiegherà una stampante 3D in grado di produrre elementi metallici; una tecnologia che permetterà di acquisire maggiore autonomia in vista delle missioni cislunari a bordo del futuro lunar gateway.

Previsto anche un esperimento di misurazione degli elettroni nel plasma nell’alta atmosfera, per analizzarne l’influenza sulle trasmissioni dei satelliti per telecomunicazioni, che sarà eseguito utilizzando la piattaforma esterna per esperimenti Bartolomeo (nome del fratello di Cristoforo Colombo), sviluppata da Airbus e installata sul modulo europeo Columbus della Stazione spaziale internazionale. Non è noto, invece, se Samantha Cristoforetti effettuerà attività extraveicolare.

L’ora di Perseverance su Marte

L’ora di Perseverance su Marte

Dopo quasi sette mesi di viaggio, la missione Mars 2020 è arrivata al momento cruciale: la discesa nell’atmosfera del Pianeta Rosso per consentire di posare in superficie il rover Perseverance. Sette minuti che sono sempre i più delicati per portare a termine l’ammartaggio. A partire dalle 21:45 ora italiana del 18 febbraio, quando il di controllo di missione al Jpl della Nasa ha previsto gli ultimi controlli dei sistemi di bordo per poi dare inizio alla discesa di Perseverance, protetto dallo scudo termico il cui distacco avviene dopo l’apertura del paracadute. Alle 21:54, in prossimità della superficie, assistito dal radar di bordo, il rover Perseverance sarà rilasciato da un sistema a gru e adagiato delicatamente. Il segnale di manovra riuscita impiega 11 minuti per essere ricevuto sulla Terra. Sarà il primo atto del programma pluriennale Mars Sample Return. Oltre a scandagliare il sottosuolo alla ricerca di eventuali tracce di microorganismi o vita fossile, Perseverance è attrezzato per raccogliere campioni di suolo e rocce marziane, conservati in contenitori sigillati che nei prossimi anni saranno riportati sulla terra da un altro rover. Perseverance porta in grembo anche il Mars Helicopter Ingenuity, il primo drone marziano, costruito in fibra di carbonio e adatto a volare nella rarefatta atmosfera marziana, fino a un’altezza di cinque metri, con due coppie di pale funzionanti con due rotori coassiali controrotanti a ben 2.400 giri al minuto.

ESA cerca nuovi astronauti

ESA cerca nuovi astronauti

Dopo oltre un decennio, l’Agenzia Spaziale Europea ha bandito un concorso per reclutare nuovi astronaute e astronauti.  La presentazione di questa opportunità, aperta ai cittadini europei in possesso dei requisiti richiesti per proporre la propria candidatura, è avvenuta nel corso di un programma di conferenze nelle principali lingue continentali, a cui hanno partecipato, tra gli altri, Jan Wörner, direttore generale dell’ESA e Josef Aschbacher che gli succederà il 1° marzo 2021, David Parker, direttore del volo umano, Frank De Winne responsabile del centro degli astronauti europei, e gli astronauti Samantha Cristoforetti, Luca Parmitano e Tim Peake. La grande novità, contenuta nel bando di reclutamento di nuovi membri per il corpo astronautico ESA (ne saranno selezionati da 4 a 6, più da 10 a 20 nella cosiddetta riserva), è il posto che sarà riservato nell’ambito del progetto di fattibilità “Parastronauta”, per selezionare un o una astronauta con determinate condizioni di disabilità fisica. Si tratta di una scelta di grande valore etico e professionale, che rafforza i programmi di inserimento delle persone con disabilità nei compiti e mansioni relative ad attività operative e di ricerca spaziali. L’Agenzia Spaziale Europea sta lavorando con i partner internazionali e commerciali per i voli nello spazio al fine di valutare la possibilità di consentire agli astronauti che passeranno la selezione di partecipazione a una missione ESA sulla Stazione Spaziale Internazionale.

L’ESA ha predisposto un nuovo sito web per chi ha interesse a candidarsi, che offre una panoramica sul ruolo dell’astronauta dell’ESA, sui requisiti di selezione, sull’addestramento di astronauti e astronaute e sulle attività dell’ESA: https://www.esa.int/YourWayToSpace . Entrambe le selezioni per i ruoli da astronauta e astronauta con disabilità fisiche saranno aperte dal 31 marzo al 28 maggio 2021. L’ESA prenderà in considerazione solo le domande presentate sul sito web ESA Careers entro queste otto settimane. Successivamente, inizierà il processo di selezione strutturato in sei fasi, il cui completamento è previsto a ottobre 2022. «Diventare un’astronauta è stato un sogno che si è avverato. Riunisce molte delle mie passioni: scienza e tecnologia, macchinari complessi, impegnativi ambienti di lavoro, team internazionali, preparazione fisica, risonanza pubblica. E, naturalmente, ogni tanto ti capita di fare un giro su un razzo per lavoro!», dice Samantha Cristoforetti, attuale astronauta dell’ESA, riguardo le possibilità che si prospettano.