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Il trentennale di Hubble

Il trentennale di Hubble

Il 24 aprile 1990 lo Space Shuttle Discovery (missione STS-31, il cui pilota era Charlie Bolden, che sarebbe diventato amministratore della Nasa) metteva in orbita il telescopio spaziale Hubble, lo strumento sviluppato da Agenzia Spaziale Europea e NASA che ha permesso di osservare l’universo senza il filtro dell’atmosfera terrestre. Tre anni dopo, nel corso di un’altra missione dello Shuttle, con cinque attività extraveicolari, venne effettuata una delle più complesse operazioni spaziali per porre rimedio all’aberrazione ottica dovuta a un difetto nelle lenti, a cui furono aggiunti apparati correttivi proprio come si fa con gli occhiali. Il telescopio spaziale Hubble è stato visitato altre due volte, sempre per missioni di riparazione, l’ultima nel maggio 2009, con la missione STS-125 dello Space Shuttle.

La missione trentennale di Hubble ha prodotto finora 1,4 milioni di osservazioni, fornendo una enorme mole di dati convogliati in oltre 17.000 pubblicazioni scientifiche. Ogni anno il team misto di ESA e NASA che gestisce il telescopio spaziale riceve oltre mille proposte di utilizzo, ma solo un quarto di esse vengono accolte per il tempo necessario a svolgere le osservazioni. Tante le scoperte prodotte attraverso Hubble, a cominciare dall’età dell’universo, stabilita in 13.7 miliardi di anni dal momento del Big Bang. Ha reso possibile l’osservazione della galassia più lontana, GN-z11, distante 32,1 miliardi di anni luce. Storica quella del 1994 relativa all’impatto della cometa Shoemaker-Levy 9 su Giove. Spettacolari le osservazioni di ammassi stellari, come i Pilastri della Creazione nella Nebulosa dell’Aquila, e i dischi protoplanetari attorno alle giovani stelle. Combinando i dati di Hubble e dell’osservatorio Gaia dell’ESA, nel 2019 è stato possibile affinare le dimensioni della Via lattea: 1,5 mila miliardi di masse solari con un raggio di 129mila anni luce.

 

Russia premia “Luna Italiana”

Russia premia “Luna Italiana”

Il documentario Luna Italiana – Rocco Petrone e il viaggio dell’Apollo  di Marco Spagnoli, prodotto da Istituto Luce-Cinecittà in collaborazione con History Channel e con il patrocinio di Agenzia Spaziale Italiana e NASA, ha vinto il Premio ex – aequo come Miglior documentario al Tsiolkovsky Space Fest, il più importante festival della russo sullo Spazio, legato al Museo permanente dell’Esplorazione spaziale, e uno dei principali del mondo dedicato al settore. Il documentario di Marco Spagnoli ha condiviso il Gold Prize dello Tsiolkovsky per il Miglior Documentario di oltre 50 minuti, insieme ai registi Maxim Vasûnov e Roman Naumenkov (Russia) autori del film “Baikonur. La caduta di Babbo Natale”. “In tempi come questi la figura di Rocco Petrone ci ricorda come si possano superare tutti gli ostacoli anche nei momenti più difficili e duri.” commenta Marco Spagnoli.

«È un grande risultato per un documentario dedicato alla corsa alla Luna e che ci fa sentire orgogliosi, perché incentrato su un grande italiano, figlio di emigrati in America – commenta il Presidente dell’Agenzia spaziale italiana Giorgio Saccoccia – Una storia come tante che descrive il genio e la passione di tantissimi italiani nel mondo. Un prestigioso premio che sentiamo un po’ nostro per aver creduto, come ASI, in questo progetto e averlo sostenuto». “Nessuno potrà mai dire abbastanza bene di Rocco Petrone. Non saremmo mai arrivati sulla Luna in tempo o, forse, non ci saremmo mai arrivati senza Rocco“. Con queste poche parole Isom “Ike” Rigell, ingegnere capo del Kennedy Space Center e addetto alle operazioni di lancio, restituisce tutto il peso di una figura rimasta a lungo in ombra, ma che ha avuto un ruolo centrale nel lungo e difficile percorso che ha portato, il 20 luglio del 1969, alla discesa dell’uomo sulla Luna: Rocco Petrone (1926-2006), un uomo timido e ombroso, inflessibile, infaticabile, che si è guadagnato il soprannome di “tigre di Cape Canaveral”.

Il documentario Luna italiana, ricostruisce la vita e la personalità di Rocco Petrone, direttore delle operazioni di lancio dell’Apollo, collaboratore chiave di Wernher Von Braun, che ha svolto un ruolo chiave nella conquista del cosmo. Ispirato dal libro di Renato Cantore, Dalla Terra alla Luna, Rocco Petrone, l’Italiano dell’Apollo 11, edito in Italia da Rubbettino, il documentario ricostruisce la vita di questo figlio di emigranti della Basilicata: nato negli USA e, grazie allo Ius Soli, cittadino americano, poté frequentare l’Accademia di West Point, laureandosi poi in ingegneria al MIT. Entrato nel leggendario gruppo di ingegneri che ad Hunstville in Alabama fondarono il nucleo di quella che nel 1958 sarebbe diventata la NASA, realizzò con loro la promessa di John Fitzgerald Kennedy di portare l’uomo sulla Luna prima della fine degli anni Sessanta.

Grazie a rare immagini di repertorio provenienti dagli archivi dell’Istituto Luce, Teche Rai, Associated Press, BBC e NASA, Luna Italiana racconta la storia della corsa allo spazio, ovvero il duello tra America e Unione Sovietica, in un viaggio attraverso la scienza, la cultura pop e la vita politica di quegli anni. Una storia emozionante che, oltre alla viva voce di Petrone e di altri protagonisti di quell’epoca straordinaria e irripetibile, si avvale della testimonianza di scienziati, studiosi e giornalisti per ricostruire non soltanto la sfida tecnologica per la conquista dello spazio, ma anche il contesto culturale in cui questo avvenne. Tra gli intervistati: Tito Stagno, Piero Angela, Oscar Cosulich, l’astrofisico Amedeo Balbi, l’ingegnere aerospaziale Roberto Somma, la regista Susanna Niccharelli ed altri. A dare la voce a Rocco Petrone è Francesco Montanari, mentre Laura Morante è la voce narrante del documentario.

 

ESA: come stare in isolamento

ESA: come stare in isolamento

L’Agenzia Spaziale Europea ha promosso dalle 16 alle 21 di giovedì 26 marzo un evento online su ESA WebTv e su ESA YouTube, in collaborazione con il suo partner Asteroid Day, per aiutare tutti coloro che sono in isolamento e distanziamento sociale, a godere della scienza, del nostro pianeta, e dei nostri sogni del cielo sopra di noi.

Si tratta di #SpaceConnectsUs – un’opportunità per comunicare attraverso i confini e sentire da esploratori dello spazio, artisti e scienziati come comportarci e come gestire il nostro ambiente mentre le comunità combattono una pandemia globale.Il programma include collegamenti da remoto con astronauti e ospiti da tutto il mondo, per parlare ai bambini, ai giovani e alle loro famiglie delle loro esperienze e tecniche in spazi confinati, di lezioni di vita dall’esplorazione spaziale, della loro fiducia nella scienza e delle loro fonti di ispirazione. Il programma è stato impostato in cinque segmenti linguistici con inizio alle ore 16:00 in olandese, seguito dal tedesco (alle 17:00), italiano (18:00), francese (19:00) e inglese (20:00).

Per saperne di più visita la pagina:

http://www.esa.int/Space_in_Member_States/Italy/Gli_astronauti_a_SpaceConnectsUs_per_offrire_ispirazione_durante_l_isolamento

Luna e Parmitano al MAXXI

Luna e Parmitano al MAXXI

L’Agenzia Spaziale Italiana celebra al MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, il 50esimo anniversario del primo allunaggio con un triplice evento che prevede la diretta del lancio di Luca Parmitano, protagonista della missione Beyond, previsto alle 18,28 ora italiana. Dopo il decollo della capsula Soyuz, alle 20,00 il pubblico potrà assistere all’inaugurazione della mostra Lunar City, a cura di Alessandra Bonavina: fotografie e video che raccontano l’esplorazione del nostro satellite, esposizione realizzata anche in collaborazione con INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) ed ESA, con il supporto della NASA e dell’Ambasciata Americana in Italia. A conclusione della serata, alle 21,00, nella piazza del MAXXI proiezione del trailer del docufilm Lunar City, sempre di Alessandra Bonavina.

“L’allunaggio è stato davvero un enorme passo per l’umanità che ha dato – sottolinea il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia – un forte impulso internazionale allo sviluppo e alla tecnologia dedicata alla vita quotidiana. Ha aperto le porte a un nuovo mondo che oggi ci permette di guardare ancora più in là. Al di là delle celebrazioni dobbiamo, ora, puntare lo sguardo verso le prossime sfide a cui il mondo spaziale è chiamato. La coincidenza dell’anniversario dei 50 anni della conquista umana della Luna e l’avvio della seconda missione di Luca Parmitano ci permette di focalizzare il ruolo dell’Italia nell’ambito di un settore all’avanguardia ed economicamente strategico. Gli astronauti sono tra gli ambasciatori del protagonismo italiano internazionale in un settore alla frontiera della conoscenza, della scienza e dalla forte valenza economica. La spinta economica, la cosiddetta Space Economy, è una leva finanziaria fondamentale e strategica per la crescita del paese che in questo comparto si posiziona tra le grandi potenze dello spazio a livello mondiale, con una presenza e una tecnologia avanzata in tutti gli ambiti. Guardando oltre, come suggerisce il nome della missione di Parmitano, facciamo a lui i nostri auguri per l’avvio della missione dell’ESA Beyond anche come momento per ricordare che si stanno muovendo prossimi passi che porteranno a nuove e imminenti missioni verso la luna”.

Luca Parmitano, che nel corso della missione assumerà il ruolo di comandante (terzo europeo), si aggancerà alla Stazione Spaziale Internazionale dopo circa sei ore dal decollo previsto dal cosmodromo di Baikonur e resterà a bordo della stazione fino al 6 febbraio 2020. Nel corso della sua missione, Parmitano avrà il compito di seguire oltre 200 esperimenti, 6 dei quali proposti dall’ASI. Con questa missione Parmitano farà salire a 12 il numero dei voli che hanno avuto a bordo i 7 astronauti italiani che fino ad oggi sono stati lanciati nello spazio. Gli esperimenti dell’Agenzia Spaziale Italiana sono realizzati con la collaborazione di diversi enti e università italiane e internazionali e sono: NUTRISS; ACOUSTIC DIAGNOSTICS; XENOGRISS; LIDAL; Mini-EUSO; Amyloid Aggregation.

50 anni fa il giorno della Luna

50 anni fa il giorno della Luna

Il 50ennale del primo allunaggio di un equipaggio umano, seguito dalla prima passeggiata sul suolo selenita, viene ricordato negli Stati Uniti dal presidente Trump e dai vertici della NASA insieme a due dei protagonisti della missione Apollo 11, Edwin Buzz Aldrin che fu il secondo uomo a sbarcare e Mike Collins a cui furono affidati i comandi della capsula Columbia, e ai familiari di Neil Armstrong, il primo uomo sulla Luna che è scomparso il 25 agosto 2012. La storica ricorrenza è anche occasione per riconfermare il programma Artemis che permetterà di creare un avamposto in orbita cislunare e riporterà astronauti sul nostro satellite naturale nel 2024. In tutto il resto del mondo, compresa la Russia che perse la corsa verso la Luna ma si vide riconoscere il contributo al progresso astronautico con le targhe in ricordo dei cosmonauti Yuri Gagarin e Vladimir Komarov, sono state programmate cerimonie di vario genere, mentre tutto è pronto per il lancio da Bajkonour della Spedizione 60 verso la stazione spaziale internazionale con l’italiano Luca Parmitano, il quale nel corso della missione Beyond assumerà il ruolo di comandante, il russo Alexander Skvortsov e lo statunitense Drew Morgan. La partenza fissata alle 18:28 ora italiana, viene fatta coincidere proprio con il primo sbarco dell’equipaggio di Apollo 11 sulla Luna.

Exomars 2020 ha il suo ROCC

Exomars 2020 ha il suo ROCC

Inaugurato a Torino, all’interno di ALTEC, il Rover Operation Control Center, il centro di controllo della missione ExoMars 2020 che coordinerà e monitorerà le operazioni del Rover. Alla cerimonia hanno partecipato i rappresentanti delle agenzie spaziali Italiana e Europea e di Thales Alenia Space. Intitolato a Rosalind Franklin, la scienziata che contribuì alla scoperta della struttura a doppia elica del dna, il rover Exomars si muoverà sulla superficie di Marte alla ricerca di tracce di vita, cercando di rispondere a domande che da tempo affascinano l’umanità. Il Rover preleverà campioni di suolo marziano con una trivella, costruito e realizzato da Leonardo, e li analizzerà grazie al proprio avanzato Laboratorio Analitico (ALD) realizzato da Thales Alenia Space. ExoMars sarà la prima missione caratterizzata da capacità di movimento sulla la superficie e di analisi in profondità del suolo marziano. I comandi saranno inviati al Rover tramite il Trace Gas Orbiter (TGO), lanciato nella missione ExoMars 2016 e attualmente in orbita intorno a Marte. La rete delle comunicazioni sarà gestita dall’ European Space Operations Centre (ESOC) dell’ESA a Darmstadt, in Germania.

Guidata dall’ESA insieme all’Agenzia Spaziale Russa (Roscosmos), la missione ExoMars 2020 porterà il rover europeo e una piattaforma russa sulla superficie di Marte. Il veicolo sarà lanciato da un razzo Proton nel mese di luglio 2020, quando contestualmente diventerà operativo il centro di controllo della missione presso Altec, e arriverà su Marte il 19 Marzo 2021, dopo un lungo viaggio.

“Questo è un luogo strategico sulla Terra, dal quale ascolteremo gli strumenti del Rover, vedremo ciò che Lei, Rosalind, vede e invieremo comandi per cercare tracce evidenti di vita sopra e sotto la superficie – ha affermato Jan Wörner , Direttore Generale di ESA”.

Nello studio e nell’esplorazione di Marte l’Italia, attraverso l’ASI, ha una consolidata esperienza grazie alla partecipazione – ricorda Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana – alle maggiori missioni internazionali destinate alla scoperta del Pianeta Rosso. La missione di ExoMars è il compendio della capacità tecnologica italiana messa in campo in questi anni e, che oggi nell’avvio ufficiale dei lavori del centro di controllo missione di Altec, ha l’espressione più ampia nel mostrare le competenze della comunità scientifica e della nostra industria spaziale. Attraverso il ROCC l’Europa avrà una grande opportunità di gestire le attività del Rover su Marte per pianificare e verificare gli spostamenti sulla superficie marziana, alla ricerca delle zone più idonee per gli obiettivi della missione: cercare tracce riconducibili a forme di vita passata e/o presente. Questo ci permetterà di giungere alla identificazione e diffusione di informazioni fondamentali per una più completa conoscenza del pianeta. Il ROCC sarà, quindi, fondamentale per il successo del Rover di ExoMars 2020 e per ASI, questo, sarà il primo passo per candidare la struttura verso prossime missioni per lo studio di Marte ma anche di altri corpi celesti”. Donato Amoroso, Amministratore Delegato di Thales Alenia Space in Italia, si è detto orgoglioso del ruolo in primo piano in questo ambizioso programma europeo per lo studio del Pianeta Rosso, come pure Vincenzo Giorgio, Amministratore Delegato di ALTEC, struttura logistica all’avanguardia dell’esplorazione robotica europea che ha contribuito alla realizzazione del Rover Operations Control Center.

Il Rover Operations Control Center è composto da differenti sistemi e strutture. Tra queste figurano la Operations room, dove tutte le operazioni del Rover vengono pianificate, gestite ed eseguite insieme ai team scientifici, e il MarsTerrain Simulator (MTS), dove viene simulato il terreno marziano (dal punto di vista morfologico e mineralogico) a supporto dell’attività operativa quotidiana, dei test funzionali del Rover Ground Test Model (GTM) e per riprodurre le contingenze che il Rover si trova ad affrontare sulla superficie marziana. in funzione anche un sistema per riprodurre e testare le operazioni di trapanatura e simulare la variazione di luce marziana.

Exomars 2020: il punto sulla preparazione della missione

La missione ExoMars 2020 si trova in una fase avanzata. Dopo aver integrato e testato con successo il Laboratorio Analtico (ALD), cuore del Rover, nel suo sito di Torino, in Italia, Thales Alenia Space prosegue con le attività di integrazione del Modulo Test del Rover di Terra, un simulatore completo equipaggiato con una copia del modulo ALD, che verrà utilizzato per testare tutte le attività di esplorazione e di ricerca scientifica comandate dal Rover.
Thales Alenia Space sta inoltre sviluppando il software di controllo della missione e completerà l’integrazione e il test del Modulo di Discesa (fornito da Lavochkin) compreso la sua unione al Modulo Carrier (fornito da OHB). I due elementi integrati verranno trasferiti a luglio nel sito Thales Alenia Space a Cannes, dove verrà effettuato il test ambientale. Prima di lasciare il sito Thales Alenia Space a Cannes, il Rover Rosalind Franklin, verrà installato sulla Piattaforma di Lancio Kazachok e il modulo Carrier e insieme formeranno il veicolo spaziale finale che volerà a luglio 2020 da Baikonur, in Kazakhstan, verso Marte.