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Ravanelli in orbita

Ravanelli in orbita

Tredicesima missione del veicolo spaziale Cygnus, lanciato con successo a bordo del vettore Antares dalla base di Wallops, in Virginia, e diretto alla Stazione Spaziale Internazionale con il suo carico di 3750 kg di rifornimenti e materiale scientifico. A bordo di Cygnus c’è il Mobile SpaceLab, una struttura per la coltura di tessuti e cellule, Plant Habitat-02, che coltiverà i ravanelli all’interno dell’Advanced Plant Habitat come esempio di pianta nutriente e commestibile.  Il carico contiene anche lo Spacecraft Fire Experiment-IV (Saffire-IV), che utilizzerà il modulo di rifornimento Cygnus, una volta che quest’ultimo avrà lasciato la stazione spaziale, per testare l’infiammabilità di diversi materiali in differenti condizioni ambientali. Tale esperimento è fondamentale per lo sviluppo di materiali resistenti e misure per la prevenzione degli incendi.

Lanciata Solar Orbiter

Lanciata Solar Orbiter

E’ stata lanciata con successo dalla base di Cape Canaveral, in Florida, alle 5:03 del mattino ora italiana di lunedì 10 febbraio, con un razzo Atlas V della NASA, la sonda “Solar Orbiter” dell’Agenzia Spaziale Europea che ha iniziato il suo viaggio che la porterà a 42 milioni di km, circa 1/3 della distanza che separa la Terra dalla nostra stella. Solar Obiter arriverà a destinazione seguendo dopo un viaggio di due anni, seguendo un’orbita fortemente ellittica.

Dopo circa 50 minuti dalla partenza, la separazione della sonda dal secondo stadio a un’altitudine di 240 chilometri, seguita dall’accensione del motore che ha fornito la spinta finale. Il controllo della missione è passato al centro ESOC (Space operation center) dell’Esa a Darmstadt, dove l’italiano Andrea Accomazzo ha confermato l’avvenuta apertura dei pannelli solari.

Sfruttando la spinta gravitazionale di Venere, uscirà dall’eclittica, il piano orbitale del sistema solare, per andare a studiare le regioni polari del Sole con un’angolazione compresa tra i 17 e i 33 gradi, allo scopo di approfondire le conoscenze sul campo magnetico, sul vento solare e sui cicli solari undicennali e ottenere misure puntuali della superficie della nostra stella. Solar Orbiter opererà in una zona con temperature vicine ai 500 gradi. Tra i dieci strumenti scientifici, c’è il coronografo italiano Metis costruito da Thales Alenia Space con Ohb Italia, per conto di Airbus Defence and Space, per lo studio della corona solare.

L’Italia partecipa alla missione fornendo una coppia di sensori di assetto stellare per la navigazione interplanetaria anche per altri strumenti della sonda

Attraverso l’Agenzia spaziale italiana, il nostro Paese fornisce una serie di contributi tecnologici, tra cui una coppia di sensori di assetto stellare per la navigazione interplanetaria realizzati da Leonardo, e quelli sviluppati delle università di Firenze, Genova, Padova, Urbino e Torino, dell’Istituto nazionale di astrofisica del Cnr.

Solar Orbiter pronta al lancio

Solar Orbiter pronta al lancio

Ultimi preparativi in corso per la partenza della sonda Solar Orbiter, la missione dell’Agenzia Spaziale Europea, che osserverà per prima il Sole da una distanza da una distanza minore di quella che lo separa da Mercurio. Lunedì 10 febbraio, alle 5.03 del mattino ora italiana l’inizio del viaggio della sonda, che in poco più di due anni la vedrà raggiungere la sua orbita, osservando il Sole da una distanza minima di sole 0,28 unità astronomiche (UA), ovvero il 28% della distanza media Terra-Sole.

Per questa importante missione, essenziale per la comprensione dell’eliosfera e del suo impatto sulla Terra, Thales Alenia Space si è trovata a fronteggiare nuove sfide da un punto di vista scientifico e tecnologico. Per prima: la protezione termica; per conto di Airbus Defense and Space ha infatti progettato e costruito lo scudo termico (HD) che proteggerà la sonda dalle altissime temperature a cui sarà sottoposta (oltre 500°).

Lo scudo termico (Heat Shield) è stato progettato per far fronte alla considerevole illuminazione solare, al freddo dello spazio profondo e alle sorgenti di calore interne, in modo da mantenere la temperatura operativa ottimale di tutta la strumentazione interna, uno dei quali, Metis, prodotto da Thales Alenia Space, congiuntamente con OHB Italia, e finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). Metis è un coronografo innovativo, progettato per fornire per la prima volta immagini in simultanea dell’intera corona solare in luce visibile polarizzata e ultravioletto in banda stretta. Metis fornirà una caratterizzazione dei componenti più importanti del plasma della corona e del vento solare che permetteranno di avere degli elementi per rispondere alle domande fondamentali sulle origini dei venti solari, sulle fonti di particelle energetiche solari e sull’eruzione e i primi cambiamenti nell’espulsione della massa coronale.

In orbita Starliner di Boeing

In orbita Starliner di Boeing

Lanciata con successo la navicella Starliner, progettata e costruita da Boeing, destinata a raggiungere senza equipaggio la stazione spaziale internazionale per il test di volo propedeutico alle missioni future con astronauti a bordo che segneranno il ritorno ai voli umani della NASA e all’indipendenza nei programmi di esplorazione. Starliner è stata trasportata in orbita da un razzo Atlas V che si è staccato dalla rampa dello Space Launch Complex 41 (SLC -41) di Cape Canaveral in Florida alle 12:36 ora italiana. Il rilascio della navicella è avvenuto, come da programma, alle 12:52, quando ha iniziato il suo viaggio di avvicinamento al complesso orbitale, al comando dell’astronauta italiano dell’ESA Luca Parmitano. Il rientro è previsto il 28 dicembre con atterraggio sulla terraferma come la Soyuz e non in mare.

Costruita dalla Boeing in collaborazione con Bigelow Aerospace, Starliner può essere portata in orbita anche da un razzo Delta IV e dal Falcon Heavy di Space X, e si differenzia dalla capsula Orion, della Nasa che potrà ospitare fino a sette astronauti e rimanere nello spazio fino a sette mesi. Se il volo di prova sarà positivo in tutte le sue fasi, la missione successiva permetterà di lanciare verso la stazione spaziale internazionale il primo equipaggio composto dagli astronauti della NASA Michael Fincke e Nicole Mann, e dall’astronauta della Boeing Chris Ferguson.

 

Cygnus 12 verso la ISS

Cygnus 12 verso la ISS

La navicella spaziale Cygnus è decollata con il razzo vettore Antares dalla base americana di Wallops Island in Virginia, per raggiungere la stazione spaziale internazionale e trasferirvi un carico di 3,7 tonnellate di rifornimenti e materiali scientifici, tra cui i componenti destinati al cacciatore di antimateria Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), in funzione dal 2011 all’esterno della stazione orbitale, e a cui si lega una delle attività extraveicolari assegnate all’astronauta italiano dell’ESA Luca Parmitano, al comando della ISS. Cygnus, ribattezzata NG 12 “Alan Bean” in onore dell’astronauta che partecipò alla missione lunare Apollo 12 e fu comandante dello Skylab, è alla sua dodicesima missione di rifornimento per conto della NASA.
Il carico utile comprende 680 kg di rifornimenti per l’equipaggio, 756 kg di hardware, equipaggiamenti vari, materiale per esperimenti e una serie nanosatelliti di classe CubeSat.
Tra i nuovi esperimenti figura AstroRad Vest, un abito creato per schermare gli astronauti dalle radiazioni cosmiche, nella prospettiva di impiegarlo nelle future missioni lunari e più in là nel tempo su Marte. In questo filone di ricerca si inserisce anche l’esperimento italiano Lidal, sviluppato dall’Università di Roma Tor Vergata per l’Agenzia Spaziale Italiana, per misurare le radiazioni a bordo del complesso orbitale. Novità assoluta lo Zero-G Oven, un forno progettato per cuocere biscotti e cibo in microgravità, mentre arriva sulla stazione spaziale un sistema di riciclaggio avanzato.

Chandrayaan-2 verso la Luna

Chandrayaan-2 verso la Luna

L’India ha lanciato la seconda missione lunare della sua storia astronautica. La Chandrayaan-2, la cui partenza era prevista il 15 luglio ma poi bloccata quando il countdown segnava meno 56 minuti e 24 secondi al decollo, a causa di un problema tecnico mai precisato dall’agenzia spaziale indiana ISRO, è stata trasportata in orbita dal razzo GSLV- MkIII, il più potente dei lanciatori indiani, levatosi dalla rampa della base di Sriharikota, isola al largo dello Stato meridionale dell’Andhra Pradesh, quando in Italia erano le 10:13 del mattino del 22 luglio, con il suo carico utile di 3,8 tonnellate. A bordo Chandrayaan-2 (che in lingua Hindi significa “Lunar Trolley”). ci sono un lander e un rover che saranno fatti allunare nella zona del polo sud del nostro satellite naturale, dove + stata già rilevata la presenza di acqua sottoforma di ghiaccio e minerali da cui estrarre idrogeno e ossigeno. Se la missione avrà successo (l’arrivo sulla Luna è previsto il 7 settembre), l’India diventerà la quarta nazione a raggiugere il suolo selenita, dopo Unione Sovietica, Stati Uniti e Cina. La prima missione indiana verso la Luna, lanciata nel 2008, è stata condotta con la sonda Chandrayaan-1, che dall’orbita ha scandagliato la superficie con i radar di bordo. Per questa nuova missione l’India ha investito 140 milioni di dollari.