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Crew Dragon pronta al lancio

Crew Dragon pronta al lancio

#LaunchAmerica è l’hasthag che accompagna il ritorno in orbita di astronauti americani, lanciati per la prima volta dopo nove anni dal suolo americano. Sulla storica piattaforma 39A di Cape Canaveral, la stessa da cui sono partite le missioni Apollo per la Luna e gli Space Shuttle fino all’ultima missione datata luglio 2011, è stato posizionato il razzo Falcon 9 con la capsula Crew Dragon della società SpaceX di Elon Musk. A bordo gli astronauti Bob Behnken e Doug Hurley, entrambi con esperienza nel corpo astronauti della NASA, avendo portato a termine due missioni a testa con lo Space Shuttle. Hurley, comandante della missione Demo-2 con la Crew Dragon, ha partecipato all’ultimo volo della navetta americana prima del pensionamento. Il lancio è previsto alle 22:33 e 33 secondi (ora italiana). L’aggancio alla stazione spaziale internazionale è previsto dopo 19 ore dal lancio, alle 17:30 di giovedì 28 maggio (ora italiana). In caso di problemi è prevista una nuova finestra lancio sabato 30 maggio alle 19:22 italiane con attracco alle 14:20 di domenica 31 maggio. Le condizioni meteorologiche sono migliorate rispetto alla giornata di vigilia del lancio, quando si temeva che la base potesse essere investita da una tempesta tropicale. Al lancio di Crew Dragon assisteranno a Cape Canaveral presidente Usa Donald Trump con la first lady Melania e il vicepresidente Mike Pence.

Negli ultimi nove anni la dipendenza dai sistemi di lancio spaziali russi, per trasferire in orbita gli astronauti della Nasa, è costata agli Stati Uniti 4 miliardi di dollari. Se una missione dello Space Shuttle, però, costava l’equivalente di quasi 2 miliardi di dollari al valore attuale, la Nasa corrisponde ora a SpaceX 55 milioni per ogni astronauta trasportato a bordo della Crew Dragon.

 

On Monday, March 30, 2020 at a SpaceX processing facility on Cape Canaveral Air Force Station in Florida, SpaceX successfully completed a fully integrated test of critical crew flight hardware ahead of Crew Dragon’s second demonstration mission to the International Space Station for NASA’s Commercial Crew Program; the first flight test with astronauts onboard the spacecraft. NASA astronauts Bob Behnken and Doug Hurley participated in the test, which included flight suit leak checks, spacecraft sound verification, display panel and cargo bin inspections, seat hardware rotations, and more.

Frammenti di razzo sulla Terra

Frammenti di razzo sulla Terra

La missione della nuova navicella spaziale cinese è stata un successo, ma il razzo vettore Lunga Marcia 5B che l’ha lanciata, lo stesso che farà partire il primo veicolo del Dragone verso Marte nel mese di luglio, ha lasciato dietro di sé un frammento che è rientrato sulla Terra precipitano nelle acque dell’Atlantico. L’attrito con l’atmosfera, date le dimensioni (si tratta dello stadio centrale del Lunga Marcia 5B, lungo circa 30 metri e pesante 17 tonnellate), non ne ha determinato la completa distruzione, ma prodotto detriti che, rispettando i calcoli, sono caduti alle 17:33 ora italiana di lunedì 11 maggio. A confermarlo il centro di sorveglianza spaziale della Difesa americano. Anche l’Agenzia Spaziale Italiana, insieme a Inaf e Ministero della Difesa italiano, ha seguito la traiettoria di rientro del frammento di razzo, escludendo che l’Europa e il nostro Paese potessero essere a rischio di impatto.

L’Agenzia spaziale italiana, ha monitorato le orbite del relitto spaziale per gli ultimi tre giorni assieme a Inaf e al ministero della Difesa italiano, per verificare che non ci fossero rischi per il nostro Paese. Esclusi già dalla mattinata di oggi, quando gli astronomi hanno ristretto sempre di più la finestra di rientro dello stadio centrale del vettore a una striscia oraria tra le 15 e le 18. Le orbite, dopo mezzogiorno, non interessavano più né l’Italia né il sud dell’Europa.

Successo nuova navetta cinese

Successo nuova navetta cinese

Pieno successo della missione di prova della nuova navicella spaziale cinese – senza equipaggio – lanciata martedì 5 maggio con il vettore Long March-5B, dal centro di Wenchang, nella provincia insulare cinese di Hainan, e rientrata sulla Terra venerdì 8 dopo un volo di tre giorni, con atterraggio avvenuto nell’area di Dongfeng. La nuova navicella, riutilizzabile, può trasportare 6 astronauti e fino a 22 tonnellate di carico utile in orbite basse terrestri, è destinata a sostituire la capsula Shenzou. Il volo di prova ha permesso di verificare lo scudo termico e il sistema di atterraggio, basato su paracadute e airbag per attutire l’impatto al suolo. L’impiego della nuova navicella è propedeutico alla costruzione della nuova stazione spaziale cinese, denominata Tianhe, che sarà dotata di tre moduli e dovrebbe essere posta in orbita nel 2024. Il vettore Long March-5B sarà impiegato il prossimo mese di luglio per lanciare la missione Tianwen, la prima cinese con destinazione Marte.

Iniziata Expedition 63

Iniziata Expedition 63

Dal cosmodromo russo di Baikonur, in Kazakhstan, è stato eseguito con successo il lancio della navetta Soyuz MS-16 diretta alla Stazione spaziale internazionale. A bordo, l’equipaggio di Expedition 63 composto dall’astronauta della Nasa Chris Cassidy e dai cosmonauti Anatoly Ivanishin e Ivan Vagner dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, la cui missione durerà 196 giorni, con rientro a terra previsto il 22 ottobre. Si è trattato del primo lancio di una navetta con equipaggio portata in orbita dal nuovo razzo vettore Soyuz-2.1a, primo veicolo spaziale costruito unicamente con componenti di fabbricazione russa, impiegato lo scorso agosto in un volo di prova. Finora le navette Soyuz erano state lanciate con il razzo Soyuz-FG dotato di sistema di controllo ucraino.

Ad attendere il nuovo equipaggio, a bordo della stazione spaziale internazionale, ci sono il comandante russo Oleg Skripochka, subentrato a Luca Parmitano il 5 febbraio 2020, e gli americani Andrew Morgan e Jessica Meir, che rientreranno sulla Terra il 17 aprile. Chris Cassidy, che fece parte dell’equipaggio in occasione della prima missione di Luca Parmitano nel 2013 a bordo della Iss, accoglierà insieme a Ivanishin e Vagner i gli astronauti della Nasa Bob Behnken e Doug Hurley che a fine maggio raggiungeranno il complesso orbitale con la missione SpaceX Demo-2. Si tratterà del primo volo umano nello spazio con lancio dagli Stati Uniti dopo il pensionamento degli Space Shuttle nel 2011.

Ravanelli in orbita

Ravanelli in orbita

Tredicesima missione del veicolo spaziale Cygnus, lanciato con successo a bordo del vettore Antares dalla base di Wallops, in Virginia, e diretto alla Stazione Spaziale Internazionale con il suo carico di 3750 kg di rifornimenti e materiale scientifico. A bordo di Cygnus c’è il Mobile SpaceLab, una struttura per la coltura di tessuti e cellule, Plant Habitat-02, che coltiverà i ravanelli all’interno dell’Advanced Plant Habitat come esempio di pianta nutriente e commestibile.  Il carico contiene anche lo Spacecraft Fire Experiment-IV (Saffire-IV), che utilizzerà il modulo di rifornimento Cygnus, una volta che quest’ultimo avrà lasciato la stazione spaziale, per testare l’infiammabilità di diversi materiali in differenti condizioni ambientali. Tale esperimento è fondamentale per lo sviluppo di materiali resistenti e misure per la prevenzione degli incendi.

Lanciata Solar Orbiter

Lanciata Solar Orbiter

E’ stata lanciata con successo dalla base di Cape Canaveral, in Florida, alle 5:03 del mattino ora italiana di lunedì 10 febbraio, con un razzo Atlas V della NASA, la sonda “Solar Orbiter” dell’Agenzia Spaziale Europea che ha iniziato il suo viaggio che la porterà a 42 milioni di km, circa 1/3 della distanza che separa la Terra dalla nostra stella. Solar Obiter arriverà a destinazione seguendo dopo un viaggio di due anni, seguendo un’orbita fortemente ellittica.

Dopo circa 50 minuti dalla partenza, la separazione della sonda dal secondo stadio a un’altitudine di 240 chilometri, seguita dall’accensione del motore che ha fornito la spinta finale. Il controllo della missione è passato al centro ESOC (Space operation center) dell’Esa a Darmstadt, dove l’italiano Andrea Accomazzo ha confermato l’avvenuta apertura dei pannelli solari.

Sfruttando la spinta gravitazionale di Venere, uscirà dall’eclittica, il piano orbitale del sistema solare, per andare a studiare le regioni polari del Sole con un’angolazione compresa tra i 17 e i 33 gradi, allo scopo di approfondire le conoscenze sul campo magnetico, sul vento solare e sui cicli solari undicennali e ottenere misure puntuali della superficie della nostra stella. Solar Orbiter opererà in una zona con temperature vicine ai 500 gradi. Tra i dieci strumenti scientifici, c’è il coronografo italiano Metis costruito da Thales Alenia Space con Ohb Italia, per conto di Airbus Defence and Space, per lo studio della corona solare.

L’Italia partecipa alla missione fornendo una coppia di sensori di assetto stellare per la navigazione interplanetaria anche per altri strumenti della sonda

Attraverso l’Agenzia spaziale italiana, il nostro Paese fornisce una serie di contributi tecnologici, tra cui una coppia di sensori di assetto stellare per la navigazione interplanetaria realizzati da Leonardo, e quelli sviluppati delle università di Firenze, Genova, Padova, Urbino e Torino, dell’Istituto nazionale di astrofisica del Cnr.