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Crew Dragon 2 verso la ISS

Crew Dragon 2 verso la ISS

La seconda missione della navetta Crew Dragon di SpaceX, spinta dal razzo Falcon 9, ha preso il via alle 11:49 ora italiana di venerdì 23 aprile da Cape Canaveral. Dopo circa nove minuti dopo il decollo è avvenuto il regolare inserimento nell’orbita circolare a 200 km di quota, da dove la capsula inizierà il progressivo avvicinamento fino all’attracco alla stazione spaziale internazionale nella giornata di sabarto 24 aprile. Dopo il lancio, il primo stadio del razzo Falcon 9 (già utilizzato nella missione Demo1 senza uomini a bordo) è rientrato a terra, toccando la piattaforma marina posto al largo della Florida. A bordo della Crew Dragon “Endeavour”, la stessa che ha effettuato la missione Demo2 nell’agosto 2020, un equipaggio di quattro astronauti: gli americani della NASA Shane Kimbrough e Megan McArthur, pilota e consorte di Bob Behnken che ha volato nella stessa capsula otto mesi fa, il giapponese Akihiko Hoshide della JAXA e l’astronauta francese dell’ESA Thomas Pesquet, alla sua seconda esperienza sulla ISS con la missione di sei mesi denominata Alpha e destinato a ricoprire il ruolo di comandante del complesso orbitale verso la fine del periodo di permanenza in orbita. Pesquet sarà il quarto europeo a ricoprire il ruolo di comandante, dopo gli astronauti ESA Frank De Winne, Alexander Gerst e Luca Parmitano. Pesquet è stato il primo europeo a essere lanciato dagli Stati Uniti dal 2011, quando fu Roberto Vittori, astronauta italiano dell’ESA, a partire con lo Space Shuttle Endeavour per la missione che trasferì sulla stazione spaziale internazionale lo Spettrometro Magnetico Alfa (AMS). Inoltre, va ricordato che proprio in questi giorni si celebra il ventennale della missione Sts-100 della Nasa, sempre con lo Shuttle “Endeavour”, in cui l’italiano Umberto Guidoni divenne il primo astronauta europeo a bordo della stazione spaziale internazionale.

(nella foto, da sinistra: Pesquet, McArthur, Kimbrough e Hoshide . credits: NASA)

NASA prova motori razzo SLS

NASA prova motori razzo SLS

La NASA ha fissato per sabato 16 gennaio il test di accensione dei motori del nuovo sistema di lancio SLS (Space Launch System) che sarà impiegato nelle missioni del programma di esplorazione lunare Artemis. Il primo lancio del nuovo, potente razzo vettore, le cui dimensioni sono paragonabili a quello del Saturno V utilizzato nel programma Apollo, dovrebbe avvenire nella seconda metà del 2021 e permetterà di trasferire nello spazio la capsula Orion.

La prima missione Artemis I non avrà equipaggio e servirà a testare tutti i sistemi di bordo per permettere la presenza in assoluta sicurezza degli astronauti. Nella prova generale di accensione del 16 gennaio saranno provati contemporaneamente tutti e quattro i motori del Core State (lo stadio centrale, di colore arancione). Durante il test, verranno caricati oltre 2600 m3 di propellente criogenico nei serbatoi e si darà successivamente il via al test vero e proprio con l’accensione dei motori RS-25 (gli stessi impiegati dallo Space Shuttle) testando così anche i sistemi elettronici e l’avionica.

Il sistema di lancio SLS è costituito da serbatoi di idrogeno liquido (raffreddato a -252°C) e di ossigeno liquido (a -182°C). Tutti superati i sette precedenti test. Il tempo di accensione previsto per i quattro motori sarà di 485 secondi.

Starship in volo con crash finale

Starship in volo con crash finale

Spettacolare test del prototipo SN8 di Starship, il nuovo sistema di lancio di SpaceX, decollato alle 23:45 italiane del 9 dicembre dal centro sperimentale di Boca Chica, Texas e rimasto in volo per 6 minuti e 40 secondi, raggiungendo tutti gli obiettivi ad eccezione dell’atterraggio che si è concluso con un crash distruttivo. Spinto da tre motori Raptor, il prototipo SN8 di Starship ha raggiunto la quota prevista di 12,5 km, effettuato la manovra “backflip“, ovvero abbandonatoi l’assetto verticale e , spenti i motori Raptor, si è disposto in assetto planato con controllo aerodinamico di alette e sistema di razzetti ausiliari, per poi recuperare l’assetto verticale, riaccendere i motori Raptor e compensare fino ad annullarlo il movimento orizzontale indotto dal volo planato. La fase di rientro è avvenuta con un solo motore Raptor in funzione, la zona di atterraggio è stata centrata ma troppo duramente e il veicolo è esploso al suolo. E’ lo stato lo stesso Elon Musk ad annunciare via twitter che la pressione dei serbatoi supplementari, dove è stivata la riserva di carburante per l’accensione finale, era troppo bassa durante la riaccensione dei motori. Ciò ha causato il raggiungimento di una velocità terminale troppo alta durante l’atterraggio. SpaceX ha ottenuto importanti indicazioni dal volo test e, con ogni probabilità, nelle prossime settimane effettuerà una seconda prova con il prototipo SN9 mentre la catena di produzione di Starship avanza ed è in fase in completamento l’SN15.

Partita missione Sentinel 6A

Partita missione Sentinel 6A

Il satellite Sentinel-6A per studi oceanografici, parte del programma Copernicus di Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea, è stato lanciato con successo dalla base di Vandenberg in California, con il razzo Falcon 9 di SpaceX. Il satellite è stato costruito da Airbus in qualità di prime contractor per conto di ESA, in collaborazione con la NASA nell’ambito del programma di monitoraggio della Terra Copernicus della Commissione Europea. Il satellite Sentinel-6 sostituirà Jason-3, costruito da Thales Alenia Space, per garantire la continuità operativa dei servizi spaziali di oceanografia.

Thales Alenia Space ha fornito il radar altimetro Poseidon-4, che sarà utilizzato anche da Sentinel-6B, un satellite identico il cui lancio è previsto per il 2026. Leonardo fornisce i pannelli fotovoltaici che garantiscono l’energia di Sentinel-6.

La missione del satellite Sentinel-6, intitolato all’ex direttore dei programmi scientifici della NASA Michael Freilich, è quella di monitorare il livello dei mari. Si tratta di una tematica correlata con il cambiamento globale e che potrebbe avere un grosso impatto su moltissime popolazioni che vivono nelle zone costiere. Il satellite permetterà di avere informazioni sul 95% dei mari (non coperti da ghiaccio) ogni 10 giorni. La missione avrà una durata di cinque anni e mezzo e permetterà di raccogliere dati accurati non solo sul livello degli oceani ma anche quelli relativi alla temperatura e umidità atmosferica.

Vega fallisce il lancio n. 17

Vega fallisce il lancio n. 17

Fallito il 17esimo lancio del razzo vettore europeo. Partita nella notte italiana dalla rampa del centro spaziale europeo di Kourou nella Guyana Francese, la missione VV17, che trasportava i satelliti Seosat-Ingenio del Centro spagnolo per lo sviluppo industriale Cdti e Taranis dell’agenzia spaziale francese CNES, si è interrotta otto minuti dopo il decollo. Completata la spinta propulsiva dei primi tre stadi, dopo la prima accenzione del quarto stadio si è verificata un’anomalia che ha provocato una deviazione della traiettoria del lanciatore con la conseguente conclusione prematura della missione. L’Agenzia Spaziale Europea e la società Arianespace, che gestisce i lanci dalla base di Kourou, hanno avviato l’analisi dei dati di telemetria.

 

Via a missione SpaceX Crew1

Via a missione SpaceX Crew1

Partita regolarmente alle 1:27 (ora italiana), nella notte di lunedì 16 novembre (le 19:27 di domenica in Florida), dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center, la missione SpaceX Crew1 della NASA diretta alla stazione spaziale internazionale. A bordo della capsula Crew Dragon, ribattezzata Resilience, quattro astronauti: Michael HopkinsVictor Glover e Shannon Walker della NASA e Soichi Noguchi dell’agenzia spaziale giapponese JAXA, che entrano a far parte dell’equipaggio del completo orbitale per i prossimi sei mesi. Il lancio aveva subito un rinvio a causa della presenza di forte venti in quota, dovuta alla presenza nell’area della tempesta tropicale Età, che avrebbe reso problematico il rientro del primo stadio del razzo Falcon 9, avvenuto regolarmente anche in questa circostanza. 

Poco più di 9 minuti dopo la partenza di SpaceX Crew-1, il primo stadio è atterrato correttamente sulla piattaforma denominata Just Read the Instructions (JRTI), posta sul punto di rientro in mare al largo della Florida. L’attracco alla stazione spaziale internazionale della capsula Crew Dragon è stato programmato circa 27 ore dopo il lancio, anziché dopo 8 ore e mezza come previsto inizialmente.