Seleziona una pagina
Oxia Planum scolpita dai venti

Oxia Planum scolpita dai venti

Non solo l’acqua, che in passato scorreva copiosa, ha modellato Oxia Planum, la regione del pianeta Marte selezionata per questa sua caratteristica come sito di atterraggio della futura missione ExoMars dell’Agenzia Spaziale Europea e Russa. Un nuovo studio su Oxia Planum guidato da Simone Silvestro, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), mostra evidenze di un cambiamento del regime dei venti avvenuto nell’ultimo periodo geologico del pianeta, l’Amazoniano, vale a dire negli ultimi tre miliardi di anni della storia del Pianeta rosso, i cui effetti sono oggi visibili nelle immagini delle rocce erose e delle sabbie presenti nella zona. Oxia Planum, situata in prossimità dell’equatore marziano, mostra segni geologici e mineralogici di due distinte epoche in cui l’acqua era presente in superficie nella cosiddetta era Noachiana, riconducibile a un intervallo di tempo compreso tra 4,1 e 3,7 miliardi di anni fa. Vista la mancanza di acqua in superficie durante l’Amazoniano, il vento è ed è stato il principale agente di modificazione della superficie. Le ipotesi formulate dal gruppo di ricerca dell’INAF potranno essere testate direttamente dalla missione ExoMars e potranno essere d’aiuto nell’interpretazione della geologia del sito di atterraggio, analogamente a quanto avvenuto per il rover Curiosity della NASA nel cratere Gale. La strumentazione meteorologica a bordo della piattaforma fissa di ExoMars che si poserà sulla superficie del pianeta permetterà di ricostruire in maggior dettaglio l’attuale regime dei venti in quella regione e, di riflesso, aiuterà gli scienziati a comprendere meglio la portata del cambiamento climatico descritto in questo studio.

Tom Cruise sulla ISS a ottobre ‘21

Tom Cruise sulla ISS a ottobre ‘21

Sarà la Axiom Space, una start up con sede a Houston, a traghettare nello spazio l’attore Tom Cruise con la capsula Crew Dragon di SpaceX fino alla stazione spaziale internazionale, per consentirgli di girare alcune scene di una nuova puntata di Mission Impossible. La missione, denominata AX-1, è stata schedulata per il prossimo mese di ottobre. La presenza di Tom Cruise a bordo di un volo spaziale diretto al complesso orbitale era stata annunciata dalla NASA nel maggio dello scorso anno. La società Axiom Space, creata per offrire voli a privati per visitare la ISS, ha stretto un accordo con la SpaceX di Elon Musk. A bordo della Crew Dragon viaggeranno in quattro. Oltre a Tom Cruise, l’astronauta della NASA Michael Lopez-Alegria, nel ruolo di comandante, il pilota di caccia Eytan Stibbe e il produttore cinematografico Doug Liman. Dopo l’attracco della Crew Dragon, l’equipaggio rimarrà a bordo della stazione spaziale per dieci giorni. Il viaggio di Tom Cruise costerà circa 55 milioni di dollari, cifra che corrisponde al valore di ognuno dei posti a bordo della Crew Dragon. In aggiunta i 35mila dollari giornalieri da corrispondere alla NASA per il periodo di permanenza a bordo della ISS.

Chang’e-5 riporta la luna

Chang’e-5 riporta la luna

La sonda cinese Chang’e-5 è rientrata con successo sulla Terra, in un’area disabitata della provincia cinese della Mongolia, alle 19 (ora italiana) di mercoledì 16 dicembre, con a bordo il prezioso carico di rocce lunari (circa 2 kg) prelevato dall’area selenita denominata Mons Rumker nell’Oceano delle Tempeste, poco distante da dove si trova la sonda Chang’e 3 arrivata sulla Luna nel 2013. La sonda Chang’e-5, lanciata lo scorso 23 con un razzo vettore Lunga Marcia 5, era riuscita a fare allunare il modulo di discesa il 1° dicembre, facendo diventare la Cina il terzo Paese a raccogliere materiale lunare, dopo Stati Uniti e l’ex Unione Sovietica, che per ultima, nel lontano 1976, aveva portato a termine la missione della sonda Luna 24. Il 3 dicembre scorso il veicolo di ascesa con a bordo il materiale geologico si è ricongiunto all’orbiter per fare ritorno sulla Terra. Il 2 kg di rocce lunari si aggiungono ai 382 trasportati sul nostro pianeta, in gran parte dagli astronauti del programma Apollo.

Allunata sonda Chang’e 5

Allunata sonda Chang’e 5

La sonda cinese Chang’e 5 ha effettuato con successo il previsto allunaggio nell’Oceanus Procellarum, ovvero Oceano delle Tempeste, finora mai visitata da altre missioni spaziali. La sonda è attrezzata per scavare fino a due metri di profondità e raccogliere 2 kg di campioni di rocce e suolo da riportare sulla Terra. Chang’e 5 è il primo veicolo a raggiungere la superficie selenita per la raccolta di campioni geologici 44 anni dopo la missione Luna 24, anch’essa robotica, condotta dall’agenzia dell’ex Unione Sovietica, che pure riportò sulla Terra rocce lunari. Nella storia dell’esplorazione lunare, le sei missioni umane del programma Apollo tra il 1969 e il 1972 hanno consentito di raccogliere 382 kg di rocce lunari. La Cina diventa la terza nazione, dopo Usa e ex Urss, a campionare il suolo lunare. La missione Chang’e 5 dell’agenzia spaziale cinese Cnsa ha avuto inizio il 23 novembre scorso con il lancio dalla base di Wenchang, nell’isola di Hainan, con il razzo Lunga Marcia 5. Quello realizzato dalla missione Chang’e 5 è il terzo allunaggio portato a termine dall’agenzia spaziale cinese, dopo il primo della missione Chang’e 3 nel 2013, seguito nel 2019 da Chang’e 4, il primo veicolo spaziale a posarsi sulla faccia nascosta della Luna.

Chang’e-5 sulla Luna e ritorno

Chang’e-5 sulla Luna e ritorno

La missione lunare Chang’e-5, iniziata con il lancio avvenuto alle 21:30 ora italiana del 23 novembre nell’ogiva del razzo vettore cinese Lunga Marcia 5, prosegue seconda il programma che prevede di arrivare nell’orbita del nostro satellite naturale e fare scendere in superficie una sonda dotata di sistema robotico per raccogliere materiale dal suolo selenita e riportarlo sulla Terra una volta risalita e riagganciatasi in orbita al veicolo principale. La missione cinese ricalca, sebbene in modo automatico, quanto fu compiuto nel corso delle sei missioni del programma Apollo tra il 1969 e il 1972. Chang’e 5 è composta da quattro moduli, due dei quali rimarranno in orbita lunare. I due moduli abbinati che effettueranno la discesa in superficie saranno impiegati, uno per raccogliere circa 2 kg di campioni (mediante una pala meccanica e una trivella in grado di arrivare fino a 2 metri di profondità), l’altro per riportare i campioni verso i moduli principali in attesa in orbita lunare per poi rientrare verso la Terra.

La zona di allunaggio prevista è quella denominata Oceanus Procellarum (Oceano delle tempeste), già oggetto di esplorazione dalla missione Apollo 12 e dalle missioni robotiche russe Luna 9 e Luna 13 e americane Surveyor 1 e Surveyor 3. La missione si concluderà a metà dicembre con l’atterraggio della sonda Chang’e-5 nel deserto della Mongolia.

L’Agenzia Spaziale Europea, dopo avere fornito assistenza alla missione cinese durante la fase di lancio attraverso la stazione di comunicazione di Kourou nella Guiana Francese, con il tracciamento della traiettoria di allontanamento del razzo, sarà ancora di supporto nella fase di rientro sulla Terra utilizzando la stazione di comunicazione spagnola di Maspalomas.

Partita missione Sentinel 6A

Partita missione Sentinel 6A

Il satellite Sentinel-6A per studi oceanografici, parte del programma Copernicus di Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea, è stato lanciato con successo dalla base di Vandenberg in California, con il razzo Falcon 9 di SpaceX. Il satellite è stato costruito da Airbus in qualità di prime contractor per conto di ESA, in collaborazione con la NASA nell’ambito del programma di monitoraggio della Terra Copernicus della Commissione Europea. Il satellite Sentinel-6 sostituirà Jason-3, costruito da Thales Alenia Space, per garantire la continuità operativa dei servizi spaziali di oceanografia.

Thales Alenia Space ha fornito il radar altimetro Poseidon-4, che sarà utilizzato anche da Sentinel-6B, un satellite identico il cui lancio è previsto per il 2026. Leonardo fornisce i pannelli fotovoltaici che garantiscono l’energia di Sentinel-6.

La missione del satellite Sentinel-6, intitolato all’ex direttore dei programmi scientifici della NASA Michael Freilich, è quella di monitorare il livello dei mari. Si tratta di una tematica correlata con il cambiamento globale e che potrebbe avere un grosso impatto su moltissime popolazioni che vivono nelle zone costiere. Il satellite permetterà di avere informazioni sul 95% dei mari (non coperti da ghiaccio) ogni 10 giorni. La missione avrà una durata di cinque anni e mezzo e permetterà di raccogliere dati accurati non solo sul livello degli oceani ma anche quelli relativi alla temperatura e umidità atmosferica.