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Sede in Italia per NanoRacks

Sede in Italia per NanoRacks

NanoRacks apre il suo primo ufficio europeo presso la sede Altec di Torino per proseguire con Thales Alenia Space e la stessa Altec le opportunità di sviluppo relative alla Stazione Spaziale Internazionale. L’ufficio fungerà da centro di sviluppo di nuove opportunità di business per i clienti europei e asiatici. I clienti internazionali potranno usufruire dei servizi NanoRacks end-to-end completi  e di  consulenze tecniche tempestive. Le società forniranno insieme una serie di soluzioni end-to-end per facilitare l’accesso all’orbita terrestre bassa di clienti europei e asiatici,  incluso hardware, software e servizi di terra. Bishop, il modulo airlock a uso commerciale di NanoRacks, verrà considerato parte del portafoglio prodotti di Altec e di Thales Alenia Space.  L’ufficio ospiterà anche il personale tecnico NanoRacks come richiesto per il completamento di Bishop, il modulo airlock a uso commerciale di NanoRacks. In questo modo NanoRacks si avvarrà  dell’esperienza di Altec e Thales Alenia Space per continuare la crescita esponenziale dell’ecosistema commerciale a orbita terrestre bassa. Il primo sforzo congiunto di NanoRacks, Thales Alenia Space e lAltec sarà un workshop congiunto a Torino pianificato per la fine del 2018 per presentare il nuovo team e nello specifico, le opportunità di mercato che deriveranno dallo sviluppo dell’airlock Bishop.

Ariel svelerà 1.000 esopianeti

Ariel svelerà 1.000 esopianeti

È la missione ARIEL (Atmospheric Remote-Sensing Infrared Exoplanet Large-survey) dedicata allo studio delle atmosfere dei pianeti in orbita attorno a stelle distanti quella selezionata oggi dallo Space Programme Committee dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) quale prossima missione di classe media. Ariel verrà lanciata nel 2028 e nell’arco di quattro anni osserverà oltre 1000 esopianeti, realizzando un vero e proprio censimento della composizione chimica delle loro atmosfere. I dati raccolti permetteranno di rispondere a domande fondamentali sulla formazione ed evoluzione dei sistemi planetari e se possano esistere attorno ad altre stelle sistemi planetari simili al nostro. La missione ARIEL è stata sviluppata da un consorzio di oltre cinquanta Istituti di quindici nazioni europee: Italia, Gran Bretagna, Francia, Polonia, Spagna, Olanda, Belgio, Austria, Danimarca, Irlanda, Germania, Ungheria, Portogallo, Repubblica Ceca e Svezia. La coordinatrice della missione è Giovanna Tinetti dello University College di Londra.

L’Italia, con il sostegno dell’Agenzia Spaziale Italiana, esprime due Co-Principal Investigators, Giusi Micela dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Palermo e Pino Malaguti dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Bologna, supportati da un team che include numerosi altri scienziati e strutture dell’INAF a cui si aggiungono l’Università di Firenze, l’Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del CNR di Padova e l’Università Sapienza di Roma. “È con profonda soddisfazione che apprendiamo la notizia” commenta Nichi D’Amico, presidente dell’INAF. “Si tratta di una missione spaziale di prestigio che vede la partecipazione in prima linea del nostro Istituto. Anche geograficamente: le due strutture dell’INAF maggiormente coinvolte si trovano una a Palermo e l’altra a Bologna. Una conferma dell’efficacia della qualificata presenza dell’INAF in tutto il territorio nazionale”. “La selezione della missione ARIEL, come missione M4 del programma Cosmic Vision di ESA, rafforza un ruolo di leader per l’Italia sia scientifico che industriale nel campo della ricerca degli esopianeti, già acquisito dal nostro Paese con le altre due missioni CHEOPS e PLATO, entrambe di ESA” ribadisce Barbara Negri, responsabile dell’Unità per l’esplorazione e l’osservazione dell’universo dell’ASI. “La realizzazione da parte italiana degli elementi ottici del telescopio e del cuore dell’elettronica dello strumento rendono il ruolo nazionale ancora una volta cruciale per una missione ESA. Completa il quadro delle attività italiane il coordinamento, insieme a UK, della parte scientifica del segmento di terra che tratterà e analizzerà i preziosi dati della missione”.

La missione ARIEL osserverà pianeti con dimensioni simili a quelle di Giove e Nettuno, spingendosi fino alle cosiddette super-terre, pianeti con un diametro di poco superiore al nostro. I pianeti che verranno studiati avranno temperature principalmente comprese tra 300 0C fino a 2000 0C, e quindi saranno per la maggior parte non abitabili. La scelta di studiare corpi celesti così caldi è dovuta al fatto che, a quelle le loro atmosfere siano ben mescolate. Questa condizione consentirà agli strumenti a bordo di ARIEL di rilevare tutti gli elementi chimici presenti, compresi quelli più pesanti che altrimenti sarebbero nascosti in atmosfere più fredde e stratificate, come nel caso di Giove e Nettuno. ARIEL raccoglierà la luce visibile e infrarossa proveniente dai sistemi extrasolari, grazie ad uno specchio ellittico di circa un metro che sarà realizzato in Italia con una tecnica innovativa e il cui prototipo è stato già realizzato durante la preparazione della missione. La luce raccolta sarà scomposta dal sistema ottico e analizzata dai sensori di bordo, in maniera tale da consentire l’identificazione degli elementi chimici presenti nelle atmosfere degli esopianeti osservati durante il loro transito davanti o dietro la stella madre.

ARIEL sarà lanciato dalla base ESA di Kourou nella Guyana francese con un razzo Ariane 6 e messo in orbita al punto di Lagrange 2 (L2), un punto di equilibrio gravitazionale a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, dove il veicolo spaziale è al riparo dal Sole e ha una visione chiara di tutto il cielo. Da quella posizione sarà possibile osservare e studiare al meglio i pianeti extrasolari già scoperti da altre missioni.

 

AMI e ASI per lo Spazio

AMI e ASI per lo Spazio

Aeronautica Militare e Agenzia Spaziale Italiana hanno firmato l’accordo esecutivo per la collaborazione nelle attività di volo suborbitale e della medicina aerospaziale. L’accordo, che reca le firme del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Enzo Vecciarelli, e del Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, è stato siglato presso il Reparto di Medicina Aerospaziale all’aeroporto militare di Pratica di Mare e promuove lo sviluppo di attività congiunte tra le due Istituzioni nazionali titolari della ricerca scientifica e della sperimentazione nel settore “spazio”. L’Aeronautica Militare si è già da tempo dotata di risorse infrastrutturali e di personale altamente specializzato nel settore, aderendo anche a programmi aerospaziali internazionali, con grandi ritorni professionali e scientifici, acquisendo competenze specialistiche nei settori del volo astronautico e dei nuovi sistemi di trasporto spaziale. L’Agenzia Spaziale Italiana, parallelamente, è impegnata in progetti ed iniziative che consentano alla Nazione di cogliere le importanti opportunità tecnologiche e commerciali legate ai nuovi sistemi di trasporto aerospaziale, con particolare riguardo a quelle con profilo di volo suborbitale. Con questa cooperazione, che si esplicherà attraverso la costituzione di un apposito tavolo di esperti che concorderà e realizzerà progetti congiunti tra le due Istituzioni, allo scopo di coltivare una sinergia efficace e benefica per il sistema Paese. Esempi di tali attività sono la realizzazione di voli suborbitali ed aerospaziali, la conduzione di esperimenti scientifici, lo sviluppo di professionalità altamente specializzate ed il supporto ad operazioni nel campo della medicina aerospaziale. Per il Generale Vecciarelli “la firma dell’Accordo rappresenta la volontà di collaborazione e stretta interrelazione tra le Istituzioni militari e civili, con l’intento di costruire una governance nazionale con il supporto dell’industria, per garantire quel dominio aerospaziale, inteso come naturale estensione di quello aeronautico, essenziale per esigenze di difesa nazionale e lo sviluppo di capacità duali in un settore in forte sviluppo.” “L’accordo apre la strada a studi biomedici di avanguardia sulle condizioni umane nei voli suborbitali e spaziali” aggiunge il Presidente dell’ASI Battiston. “La storica collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana e la Difesa si inserisce nel nuovo quadro disegnato dalla nuova legge sull’aerospazio che coinvolge il governo nel suo complesso e l’industria con l’obiettivo di rafforzare le capacità nazionali in un settore strategico.”

Piccola missione per Marte

Piccola missione per Marte

Nella sede dell’Ambasciata in Italia degli Emirati Arabi Uniti è stato presentato il progetto SMS (Small Mission to marS), che ha per obiettivo l’invio di una sonda tecnologica su Marte, e presenta elementi di economicità e innovazione. La missione è stata ideata dalla società consortile ALI (Aerospace Innovation for Innovative components), che ha sede nell’area industriale di Napoli e da un team di “player” industriali e centri di ricerca del settore spaziale, quali l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte dell’INAF, il Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Napoli “Federico II”, il Distretto Aerospaziale della Sardegna (DASS), il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (socio del DASS), le società AEROSEKUR, Foxbit e Telespazio, le “start up” ENEA e Space Factory. A questi partner si è aggiunto il supporto di eccellenze internazionali quali il Dipartimento Aerospaziale della Open University, il Centro di Ricerca Spagnolo CIMNE, la Khalifa University di Abu Dhabi.

La missione prevede per la fase discendente sul pianeta rosso l’adozione dello scudo di protezione termica che utilizza la tecnologia di IRENE “Italian RE-entry NacellE”, unica al mondo nel suo genere, e contempla la possibilità del “lander” di trasportare piccoli “payload” scientifici e tecnologici, quale quello per la realizzazione di elementi strutturali sul suolo marziano il cui brevetto è di proprietà del DASS, come pure il necessario sistema di telecomunicazioni satellitari. L’uso di tali tecnologie e il progetto altamente miniaturizzato della sonda consentono di stimare l’investimento per la realizzazione della missione SMS a circa 120 milioni di dollari, incluso il lancio. Il progetto SMS sarà oggetto di discussione in occasione di un meeting bilaterale tra Italia ed Emirati Arabi.

“Riteniamo importante per lo sviluppo dell’aerospazio in Sardegna – precisa il Presidente del DASS, Giacomo Cao – che il distretto partecipi ad un gruppo altamente qualificato nel settore spaziale con una tecnologia proprietaria a suo tempo sviluppata dall’Università di Cagliari (Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali), dal CRS4 e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, attualmente Soci, nell’ambito del progetto COSMIC finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana nel 2009. Sarebbe davvero un risultato di grande rilevanza e prestigio se dalla Sardegna perverranno contributi scientifici e tecnologici per le future missioni marziane”.

Approvato il DDL Spazio

Approvato il DDL Spazio

La Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati ha approvato, in via definitiva, il testo del disegno di legge “Misure per il coordinamento della politica spaziale e aerospaziale e disposizioni concernenti l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia spaziale italiana” (il cosiddetto “ddl Spazio”) che ridisegna la governance del settore spaziale in Italia, che ha richiesto oltre quattro anni di lavoro parlamentare. “Si apre un nuovo capitolo delle spazio italiano – è il commento del presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston – L’approvazione della legge sul riordino della governance dell’Agenzia Spaziale Italiana istituzionalizza l’ottimo lavoro fatto in questi anni  dalla Cabina di Regia Spazio di Palazzo Chigi, confermando il ruolo di architetto di sistema dell’Agenzia Spaziale Italiana nell’ambito di del comitato interministeriale previsto dalla nuova legge, sotto l’alta direzione politica  della Presidenza del Consiglio. Con questa approvazione si conferma e si rende sistema un’impostazione che è stata determinante nell’affrontare con successo due Ministeriali ESA, la messa a punto del piano stralcio Space Economy e numerosi altri importanti interventi di settore. È un passo importante per dare maggiori servizi all’utenza, per garantire le infrastrutture spaziali necessarie per la  crescita  del settore spaziale, per renderlo  sempre più competitivo in sede internazionale”.

La cabina di regia, che  ha visto il  coinvolgimento dell’ASI, degli attori istituzionali e della Presidenza del Consiglio ha permesso risultati visibili , come il significativo incremento degli addetti dell’industria spaziale,   un ritorno industriale  del 130%  rispetto agli investimenti fatti dall’ Italia in  Commissione Europea, il successo dell’ingresso in borsa di Avio con il progetto VEGA, la sottoscrizione di programmi ESA ambiziosi come Space Rider,  il prossimo lanciatore europeo  VEGA-C il completamento della missione ExoMars 2020, le attività del programma Stazione Spaziale Internazionale ed i progetti tecnologici sviluppati in ambito ESA.

“Ci tengo particolarmente a ringraziare il Parlamento per lo sforzo compiuto e per il lavoro realizzato delle due X Commissioni di Camera e Senato coinvolte nel processo legislativo – aggiunge Battiston – Un particolare ringraziamento al Senatore Tomaselli e l’Onorevole Benamati e tutti i loro colleghi del gruppo interparlamentare spazio. L’approvazione di questa legge è stata bipartisan a testimonianza di un valore nazionale condiviso. Un grazie anche alla Presidenza del Consiglio: l’attenzione degli ultimi due governi per il settore spaziale ha reso possibile questi importanti risultati”.

Trump sulla Luna

Trump sulla Luna

Il presidente americano Donald Trump ha firmato il documento “Space Policy Directive1” che sancisce la volontà da parte degli Stati Uniti di fare ritorno sulla Luna prima di intraprendere il viaggio del primo equipaggio alla conquista di Marte. L’annuncio del nuovo programma, riassunto nella direttiva, cade a 45 anni esatti dall’ultima missione umana sulla Luna, portata a termine da Apollo 17. Nella Roosevelt Room della Casa Bianca, accanto a Donald Trump, per sancire il nuovo corso delle attività spaziali americane, ovvero quella che è stata definita la nuova corsa alla Luna, il vice presidente Mike Pence, il ministro dei Trasporti Elaine Chao, quello del Commercio Wilbur Ross, gli astronauti americani Peggy Whitson e Christina Koch, il secondo uomo sulla Luna Buzz Aldrin e Harrison Schmitt, astronauta dell’Apollo 17 e primo scienziato impiegato in una missione spaziale, il nuovo ministro per la Sicurezza Nazionale Kirstjen Nielsen, il consigliere per la Sicurezza Nazionale H.R. McMaster, il direttore della National Intelligence, Dan Coats e il direttore ad interim della Nasa, Robert Lightfoot. “Gli Stati Uniti sono leader e resteranno leader: questo è un passo gigantesco verso il futuro” – ha dichiarato Trump, aggiungendo che l’obiettivo “è riportare gli astronauti americani sulla Luna per la prima volta dal 1972…e questa volta non ci limiteremo a piantare la nostra bandiera ma lasceremo la nostra impronta per un eventuale viaggio verso Marte e forse, un giorno, oltre, su altri mondi. Ciò assicurerà che il programma spaziale dell’America torni ad ispirare e a guidare l’umanità”.

La «Space policy directive 1», sviluppata sulla base delle raccomandazioni del National space council, è una spinta alla conoscenza, ma soprattutto all’industria spaziale e alle tecnologie che essa può generare con ricadute significative sul sistema economico e finanziario degli USA. Questo, almeno, il proposito, che negli anni 70 e 80 ha fruttato una messe di brevetti che hanno rivoluzionato la società, fatto nascere nuove imprese e crescere quelle che hanno investito nello Spazio. Trump ha duettato con l’ex astronauta dell’Apollo, Schmitt, ottenendo assenso quando gli ha chiesto se la direttiva riporterà il focus dell’America sul programma umano di esplorazione spaziale. Di fatto, come ha spiegato Hogan Gidley, portavoce della Casa Bianca, la Nasa viene chiamata a condurre un innovativo programma di esplorazione spaziale per rispedire gli astronauti americani sulla Luna e poi su Marte. Nessun accenno alla collaborazione con Russia ed Europa, in atto sulla stazione spaziale internazionale, né tantomeno con la Cina. Lo scenario prospettato dalla Casa Bianca fa intendere che lo spazio torna a essere una sfida politica, senza escludere tuttavia programmi comuni che, nelle intenzioni di Trump, dovrebbero porre gli USA in una posizione avanzata. Lapidario, a sua volta, il vice presidente Usa Mike Pence: «gli astronauti americani non torneranno sulla Luna per lasciare orme e bandiere, ma per costruire le basi da cui partire verso Marte e oltre».