Seleziona una pagina
Con Vega 20 Arianespace fa 300

Con Vega 20 Arianespace fa 300

Martedì 16 novembre alle 6:27 ora locale di Kourou, sede dello spazioporto europeo nella Guyana francese, Arianespace ha effettuato con successo il 20° lancio di Vega (VV20), il piccolo lanciatore leggero europeo costruito da Avio. Si tratta della terza missione dell’anno di Vega, che ha coinciso con il trecentesimo lancio di Arianespace dal Centro spaziale di Kourou. Vega ha messo in orbita tre satelliti di intelligence militare CERES, sviluppati per le forze armate francesi. CERES 1, 2 and 3 sono i satelliti numero 1,060, 1,061 e 1,062 lanciati da Arianespace,”Questa missione mostra l’eccezionale versatilità del lanciatore Vega”, ha affermato Stéphane Israël, amministratore delegato di Arianespace. “Il nostro lanciatore leggero aveva messo in orbita quest’anno due satelliti per la costellazione delle Pleiadi Neo per Airbus, insieme a nove payload ausiliari, e oggi continuiamo questa serie con tre satelliti CERES. Questo è il terzo successo in meno di un mese per la nostra famiglia di lanciatori, Ariane, Vega e Soyuz”.

I tre satelliti CERES (CapacitÉ de Renseignement Électromagnétique Spatiale) sono progettati per captare segnali di intelligence (SIGINT) da aree inaccessibili ai sensori di superficie, escludendo le restrizioni sui sorvoli dello spazio aereo e in tutte le condizioni meteorologiche. Miglioreranno notevolmente la consapevolezza della situazione visiva per supportare la progettazione e l’esecuzione di operazioni militari. Un sistema all’avanguardia, CERES consente alla Francia di unirsi al club molto selezionato di nazioni con queste capacità avanzate. Airbus Defence and Space è l’appaltatore principale per il segmento spaziale, ed è co-prime con Thales Defense Mission Systems, responsabile del payload e del segmento di terra. Inoltre, Thales Alenia Space agisce come subappaltatore di Airbus Defence and Space per la fornitura della piattaforma satellitare.

(photocredits: arianespace)

 

Camera Janus per Juice

Camera Janus per Juice

Leonardo ha consegnato all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) la camera ad alta risoluzione JANUS, uno dei contributi italiani alla missione JUICE (JUpiter ICy moons Explorer) del programma Cosmic Vision 2015-2025 dell’Agenzia Spaziale Europea. Il telescopio JANUS è così pronto per essere spedito in Francia per gli ultimi test prima di essere integrato sulla sonda che avrà a bordo altri 11 esperiment,i di cui 3 di responsabilità italiana e uno in collaborazione Francia-Italia.

Il lancio di JUICE è previsto al momento per il 2023 ed avrà come obiettivo Giove dove arriverà nel 2029 per una vita operativa di 3 anni. JUICE condurrà osservazioni dettagliate del gigante gassoso e delle sue tre lune più grandi: Ganimede, Callisto e Europa.

“La camera ottica dello strumento JANUS, di responsabilità italiana, permetterà lo studio approfondito dei satelliti ghiacciati di Giove – Europa, Ganimede e Callisto – che sono ritenuti molto interessanti dal punto di vista della ricerca di ambienti in grado di ospitare eventuali forme di vita” commenta Barbara Negri Responsabile del Volo Umano e Strumentazione Scientifica dell’ASI.

JANUS (acronimo di Jovis, Amorum ac Natorum Undique Scrutator) è stato realizzato da Leonardo, sotto la responsabilità dell’ASI e con il contributo e la guida scientifica dell’Università Parthenope di Napoli e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Il telescopio si unirà presto allo spettrometro MAJIS (Moons And Jupiter Imaging Spectrometer) consegnato la scorsa estate. Entrambi questi strumenti sono stati costruiti da Leonardo con il finanziamento e il coordinamento dell’ASI e la supervisione scientifica dell’INAF.

Lo strumento JANUS è una camera ottica ottimizzata per lo studio della morfologia globale, regionale e locale della superficie delle lune ghiacciate di Giove e per il monitoraggio dell’atmosfera del pianeta. Per questo è equipaggiata con un sistema di 13 filtri (5 a banda larga e 8 a banda stretta) distribuiti nell’intervallo spettrale dal visibile al vicino infrarosso (0.34 – 1.08 micron). Il sistema catadiottrico del telescopio definisce un campo di vista rettangolare di 1.29° × 1.72° e permette di raggiungere la risoluzione spaziale di 7 metri, nella fase orbitale intorno a Ganimede a 500 km dalla superfice, e di circa 10 km per le immagini dell’atmosfera di Giove. JANUS permetterà dunque l’acquisizione di immagini multispettrali ad una risoluzione e con una estensione 50 volte migliore che in passato, garantendo notevoli passi in avanti nella conoscenza di questi mondi esotici.

“Dopo le ultime ispezioni e controlli congiunti da parte ESA, ASI, INAF e Leonardo, JANUS ha ottenuto il via libera per essere trasferito presso la sede Airbus di Tolosa, per essere integrato a bordo dello spacecraft nelle prossime settimane” conferma Raffaele Mugnuolo Capo Unità USR – Satelliti Scientifici e per l’Esplorazione Robotica dell’ASI e responsabile per l’Agenzia del coordinamento del team Leonardo e dei partner internazionali per la realizzazione dello strumento JANUS.

 

Pesquet rientrato con Crew Dragon

Pesquet rientrato con Crew Dragon

L’astronauta dell’ESA Thomas Pesquet è rientrato sulla Terra insieme a Shane Kimbrough e Megan McArthur, astronauti della NASA, e a Akihiko Hoshide, astronauta della JAXA, a bordo della Crew Dragon Endeavour di SpaceX. Pesquet ha concluso così sua seconda missione di sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale. Thomas Pesquet è stato il primo europeo a volare nello spazio e a ritornare sulla Terra a bordo di un veicolo spaziale commerciale. La Crew Dragon Endeavour di SpaceX che trasportava la Crew-2 si è sganciata autonomamente dalla Stazione Spaziale Internazionale e, dopo una serie di accensioni, è entrata nell’atmosfera terrestre e ha dispiegato i paracadute per un ammarraggio morbido. Thomas Pesquet e l’equipaggio hanno effettuato un ammarraggio al largo della costa della Florida, negli Stati Uniti d’America, il 9 novembre 2021 alle 03:33 GMT (04:33 CET). A Colonia, in Germania, Pesquet sarà monitorato dal team di medicina spaziale dell’ESA mentre si riadatterà alla gravità terrestre presso il Centro Europeo Addestramento Astronauti (EAC) dell’ESA e la struttura “Envihab” del Centro aerospaziale tedesco (DLR).

(photocredits: NASA/SPACEX)

Simonetta Cheli nuovo direttore ESRIN

Simonetta Cheli nuovo direttore ESRIN

Il Consiglio dell’Agenzia Spaziale Europea ha nominato Simonetta Cheli Direttrice dei Programmi di Osservazione della Terra, succedendo a Josef Aschbacher, che è diventato Direttore Generale dell’ESA a marzo 2021. Simonetta Cheli avrà la responsabilità del centro ESRIN di Frascati ed entrerà in carica il 1° gennaio 2022. Simonetta Cheli ha lavorato presso ESA per tre decenni ricoprendo vari ruoli all’interno della Direzione dei Programmi di Osservazione della Terra, tra cui: Capo dell’Ufficio Strategia, Programma e Coordinamento, Responsabile Ufficio Coordinamento e Responsabile dell’Ufficio Relazioni Pubbliche e Istituzionali. Ha studiato Diritto ed Economia all’Università di Yale prima di laurearsi in Scienze politiche con specializzazione in Diritto internazionale presso l’Università “Cesare Alfieri” di Firenze, in Italia. Cheli ha conseguito un diploma di studi avanzati (DEA, Diploma of Advanced Studies) presso il Centre d’Etudes Diplomatiques et Stratégiques (CEDS) di Parigi.

A Simonetta Cheli sono giunte le congratulazioni del presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia, il quale considera la sua nomina tanto più rilevante perchè il centro ESRIN non solo ha sede nel territorio nazionale ma gestisce un settore, come quello dell’Osservazione della Terra, da sempre considerato strategico dall’Italia ed importantissimo per il futuro del nostro pianeta.

Inoltre, l’ESA ha istituito un Direttorato per la Commercializzazione, l’Industria e il Procurement, affidandolo alla francese Geraldine Naja, la quale entrerà in carica il 1° novembre 2022. Dal 16 febbraio 2022, invece, lo spagnolo Francisco Javier Benedicto Ruiz, attuale Responsabile del Dipartimento del Programma Galileo, assumerà l’incarico di Direttore di Navigazione.

Photocredits Simonetta Cheli@ESA

Primi taikonauti di lunga durata

Primi taikonauti di lunga durata

Alle 18:23 di venerdì 15 ottobre ha preso il via la prima missione di lunga durata cinese Shenzhou-13, partita dal Jiuquan Satellite Launch Center con un vettore Lunga Marcia 2f. a bordo della capsula Shenzhou-13 tre taikonauti: Wang Yaping, Zhai Zhigang e Ye Guangfu. L’equipaggio ha raggiunto la stazione spaziale cinese Tiangong in circa otto ore attraccando al modulo Tianhe. Resteranno in orbita fino ad aprile 2022.

Zhai Zhigang è il più esperto dei tre taikonauti, avendo preso parte nel 2008 alla missione Shenzhou-7, durante la quale è diventato il primo cinese ad effettuare una attività extraveicolare. Secondo volo anche per Wang Yaping, la quale è stata la seconda donna cinese a raggiungere lo spazio durante la missione Shenzhou 10 nel 2013. Primo volo, invece, per Ye Guangfu.

Entro la fine del 2022 la stazione Tiangong si ingrandirà con l’aggiunte dei moduli Mengtian e Wentian, raggiungendo la sua configurazione definitiva.

 

Rinvio suborbitale AMI-CNR

Rinvio suborbitale AMI-CNR

Virgin Galactic ha annunciato il rinvio della missione “Unity 23” – il 23° volo dello spazioplano VSS Unity – che verrà riprogrammata nel corso del 2022, dopo il completamento di una serie approfondita di test ed analisi sui materiali delle VMS (Virgin Mother Ship) Eve e VSS (Virgin Space Ship) Unity, rispettivamente la nave madre e lo spazioplano di Virgin Galactic, propedeutiche all’avvio di un articolato processo di aggiornamento tecnico – già pianificato per fine settembre ultimo scorso e non più procrastinabile – che servirà ad incrementarne le prestazioni. In base alle valutazioni di Virgin Galactic, questo programma di lavoro, seppur comporti un ritardo non indifferente sul programma, è ritenuto più efficiente ed opportuno per raggiungere gli obiettivi prefissati nel settore dei voli suborbitali commerciali e, allo stesso tempo, fondamentale per incrementare ulteriormente i margini di sicurezza. Nel prendere atto di tale decisione, improntata ad un principio di ottimizzazione – in sicurezza – dei processi di aggiornamento, e pertanto condivisibile dalla Forza Armata, si comunica la conseguente riprogrammazione della missione di volo sperimentale dell’Aeronautica Militare – Consiglio Nazionale delle Ricerche “VIRTUTE-1” (Volo Italiano per la Ricerca e la Tecnologia sUborbiTalE) al 2022, in un periodo che è in via di definizione da parte della Virgin Galactic.