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10 satelliti Iridium® NEXT!

10 satelliti Iridium® NEXT!

Il quinto gruppo di dieci satelliti Iridium NEXT, realizzati da Thales Alenia Space, è stato lanciato con successo da SpaceX dalla base militare di Vandenberg in California con il vettore Falcon 9. Ora la costellazione Iridium® NEXT conta ora 50 satelliti per la comunicazione in orbita. Space X si riprometteva anche di recuperare l’ogiva dei satelliti, equipaggiate con particolari paracadute rettangolari che avrebbero dovuto farle veleggiare fino alle navi appoggio, ma la missione non è riuscita. Resta il successo del lancio. Thales Alenia Space è prime contractor per il programma Iridium® NEXT, responsabile della realizzazione, integrazione e validazione in orbita degli 81 satelliti di Iridium Next, oltre che della definizione e validazione dell’intero sistema. I satelliti sono stati integrati in serie da Orbital ATK, sottocontraente di Thales Alenia Space, nel suo stabilimento produttivo di satelliti di Gilbert, in Arizona, sotto la supervisione in loco del team di Thales Alenia Space. Tulle le operazioni di lancio e messa in orbita (LEOP), e di test in orbita (In Orbit Tests) sono state eseguite nel centro di controllo SNOC (Iridium’s Satellite Network Operation Center) di Leesburgh. Il successo di questo quinto lancio Iridium® NEXT consolida ulteriormente la reputazione dell’azienda per le eccellenti competenze dimostrate in qualità di prime contractor  per così sofisticati sistemi di comunicazioni satellitari (SATCOM). “Due terzi dei nostri satelliti sono ora in orbita e le prestazioni superano le aspettative. I prossimi due gruppi di satelliti Iridium NEXT sono già pronti in previsione del sesto e del settimo lancio – ha dichiarato Denis Allard, Iridium NEXT Vice President per Thales Alenia Space – Tutto procede nella giusta direzione per raggiungere il nostro obiettivo, ovvero lanciare tutti i 75 satelliti Iridium NEXT ad orbita terrestre bassa nel 2018 ” .

La costellazione Iridium® NEXT offre connettività globale grazie ai suoi 66 satelliti interconnessi a un’altitudine di 780 km, con nove satelliti di riserva in orbita e sei altri satelliti di riserva a terra. Questo sistema internazionale fornisce capacità senza pari nelle telecomunicazioni in movimento (individui, veicoli di terra, veivoli, navi) e assicura una copertura completa in tutto il mondo, inclusi gli oceani. Grazie alla sua copertura globale e al funzionamento indipendente Iridium NEXT fornisce assistenza indispensabile in condizioni molto difficili, come in aree isolate, durante disastri naturali o durante conflitti, per citarne alcuni. Completamente indipendente da qualsiasi network di terra, offre comunicazioni sicure, protette da intrusioni e hacking.

 

La missione EarthCARE

La missione EarthCARE

Thales Alenia Space ha consegnato il 15 marzo il radiometro a banda larga (BBR), uno strumento scientifico per la missione satellitare Earth Cloud Aerosol and Radiation Explorer (EarthCARE) dell’Agenzia Spaziale Europea. Progettato e realizzato da Thales Alenia Space nel Regno Unito, è stato consegnato al centro di integrazione satellitare Airbus Defense & Space (primo contraente) di Friedrichshafen, in Germania. La missione EarthCARE, sviluppata in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA), aiuterà a comprendere meglio la relazione fra nuvole, fluidi e radiazioni e i loro effetti combinati sul sistema climatico della Terra. Una missione ad alta priorità che migliorerà la nostra comprensione della scienza alla base della climatologia e delle previsioni meteorologiche. Il radiometro a banda larga misurerà sia il flusso solare riflesso sia il flusso termico terrestre, prendendo le misure attraverso lo spettro dall’ultravioletto all’infrarosso. Si compone di tre telescopi, sofisticati sistemi di calibrazione e rivelatori appositamente sviluppati per coprire l’intero spettro. Al centro di una sfida significativa di progettazione ed ingegneria, il BBR stabilirà un nuovo standard nel settore della radiometria satellitare. Gli ingegneri di Thales Alenia Space nel Regno Unito hanno guidato la progettazione, la costruzione e il collaudo del BBR. Altre aziende e università britanniche hanno dato il loro contributo significativo a questo strumento, tra cui il Rutherford Appleton Laboratory (assemblaggio dei telescopi), ESR (meccanismo di assemblaggio) e SciSys (software di bordo). Il BBR è il primo strumento ottico di osservazione terrestre prodotto da un team britannico per una missione ESA da più di 20 anni. Inoltre, Leonardo ha contribuito alla missione EarthCARE fornendo al prime contractor Airbus il trasmettitore laser di potenza a stato solido dello strumento ATLID (Atmospheric Lidar), i sensori d’assetto e il generatore fotovoltaico per l’alimentazione del satellite.

Iris per il traffico aereo

Iris per il traffico aereo

Thales Alenia Space e Inmarsat, il principale fornitore di comunicazioni satellitari mobili a livello mondiale, lavoreranno insieme all’Agenzia Spaziale Europea sull’innovativo programma Iris che migliorerà la gestione del traffico aereo in Europa. Il programma “Iris with IOC” supporta il masterplan definito in Single European Skies ATM Research (SESAR) e svilupperà servizi di comunicazione satellitare per la gestione del traffico aereo, garantendo lo scambio continuo di informazioni sulla posizione di volo degli aerei e sui punti di navigazione, consentendo ai piloti e ai controllori di volo di definire rotte ottimizzate per quanto riguarda i tempi di volo, il consumo di carburante e le emissioni di CO2. Il programma utilizzerà le soluzioni IP sulla piattaforma SB-S di Inmarsat, già impiegata dalle compagnie aeree, per diminuire la pressione sugli attuali e affollati collegamenti radio in VHF, prossimi alla saturazione. Il progetto avrà una durata di 36 mesi organizzata in due fasi: la prima riguarda la finalizzazione del sistema Iris per fornire il servizio IOC (Initial Operation capability), in linea con gli obiettivi a medio termine dell’iniziativa SESAR della Commissione Europea; a seguire, la definizione del sistema Iris FOC (Full Operational Capability) a supporto di obiettivi di lungo termine di SESAR. Insieme ad Inmarsat, il progetto Iris è guidato dal core team composto da Thales Alenia Space e CGI. Thales Alenia Space sarà principalmente focalizzata sulla definizione del sistema Iris FOC, per il quale l’azienda sarà responsabile della progettazione del segmento spaziale, inclusa la roadmap ed i pre-sviluppi tecnologici. Thales Alenia Space contribuirà inoltre alla definizione ed al progetto di sistema, incluse prestazioni e sicurezza. Iris è l’elemento del programma ARTES (Advanced Research in Telecommunications Systems) di ESA dedicato alla comunicazione satellitare per la gestione del traffico aereo (ATM). Iris supporta il piano generale SESAR – Single European Sky ATM Research –  lanciato nel 2006 da EUROCONTROL e dalla Comunità europea. Entro il 2021, Iris IOC fornirà comunicazioni bordo-terra per il controllo iniziale “4D” della rotta, localizzando un aeromobile in quattro dimensioni: latitudine, longitudine, altitudine e tempo. Ciò consentirà di tracciare precisamente i voli ed operare una gestione più efficiente del traffico aereo. I collegamenti via satellite ad alta capacità diventeranno la norma per le operazioni e le comunicazioni vocali saranno impiegate solo per operazioni specifiche ed eccezionali. Entro il 2028, Iris FOC consentirà la piena gestione della traiettoria 4D su spazi aerei in tutto il mondo e il collegamento dati sarà il principale mezzo di comunicazione tra i controllori di volo e gli equipaggi di condotta.

 

Eutelsat 16C satellite record

Eutelsat 16C satellite record

Il satellite per telecomunicazioni EUTELSAT 16C, lanciato il 17 aprile 2000, è stato recentemente deorbitato, dopo ben 17 anni e 10 mesi di servizio affidabile. Progettato per una vita operativa in orbita di 10 anni, EUTELSAT 16/C SEASAT è stato il primo satellite commerciale acquisito da un operatore satellitare europeo e ha segnato l’inizio della cooperazione tra le industrie spaziali russe ed europee. Lanciato con un razzo Proton – Block DM, il satellite è stato costruito per Eutelsat da un team integrato di ISS Reshetnev, in qualità di primo contraente e Thales Alenia Space come fornitore del payload. Per Thales Alenia Space si è trattato del primo di una lunga serie di progetti realizzati in collaborazione con la ISS Reshetnev (più di 30). Ha rappresentato, inoltre, un’apertura più ampia del mercato russo (35 payload o satelliti già consegnati o in costruzione da Thales Alenia Space, l’avvio di programmi congiunti con un produttore russo per i mercati di esportazione (5) nonché l’implementazione di un piano di cooperazione industriale con l’industria spaziale russa a livello di equipaggiamenti. Il payload EUTELSAT/16C/SESAT ha offerto 18 canali in banda Ku, consentendo a Eutelsat di offrire servizi di trasmissione televisiva, trasmissione dati e video, internet a banda larga, telelearning, telemedicina e servizi di trasferimento software. Il satellite EUTELSAT ha offerto agli utenti un alto grado di flessibilità operativa, poiché era dotato di un fascio largo e di uno a spot orientabile in commutazione fra loro.

 

 

Mezza anomalia per Ariane 5

Mezza anomalia per Ariane 5

Suspense per la prima missione del 2018 di Ariane 5, il cui lancio è avvenuto alle 23:20 ora italiana del 25 gennaio dalla base di Kourou nella Guyana Francese. A bordo due satelliti commerciali per le telecomunicazioni, SES-14 (costruito da Airbus Defence and Space) e Al Yah 3 (di Orbital ATK), che risultano essere stati posti in orbita dal razzo vettore europeo ma non è chiaro se abbiano raggiunto la quota prestabilita. Subito dopo il lancio qualche secondo dopo l’accensione del secondo stadio, la stazione di controllo di Natal in Brasile non è riuscita ad acquisire la telemetria del razzo, rimasto in silenzio anche rispetto alle stazioni di tracking di Ascencion nel Sud Atlantico, Libreville in Gabon e Malindi in Kenya. Un blackout tutto da chiarire, iniziato nove minuti dopo il distacco dalla rampa di lancio e protrattosi fino al 37esimo minuto dopo l’inizio della missione. Arianespace ha dichiarato che i centri di controllo hanno ricevuto conferma della separazione di entrambi i satelliti che risultano in orbita, anche se non è stato chiarito se si tratta dell’orbita prestabilita. L’anomalia, oggetto di verifica, è stata confermata anche da Stéphane Israel, presidente e amministratore delegato di Arianespace.

Nella storia di Ariane 5, entrato in servizio nel 1996, c’è il precedente del lancio del satellite Artemis, avvenuto nel 2001, che fu inserito in un’orbita più bassa rispetto a quella prevista, a causa del malfunzionamento dello stadio superiore del razzo vettore, e poi lentamente riposizionato alla quota operativa corretta nel corso dei mesi successivi. Nel 2018 Arianespace ha programmato 14 missioni di Ariane 5. Il satellite Al Yah 3 è il primo di una nuova generazione di satelliti per telecomunicazioni, destinato a fornire servizi onternet a banda larga in Africa e Brasile. Il satellite SES 14, che trasporta anche lo strumento Gold della NASA per lo studio della termosfera e della ionosfera terrestre, ha il compito di fornire servizi per la navigazione marittima e aerea, comunicazioni wireless a banda larga in America del Nord, Centro e Sud America, Caraibi, Nord Atlantico e parti d’Europa.

Ariane 5 spinge Galileo

Ariane 5 spinge Galileo

Il lanciatore Ariane 5 ha portato a termine la sua sesta missione del 2017 posizionando correttamente in orbita quattro satelliti del sistema di navigazione europeo Galileo. Il decollo dalla base europea di Kourou, nella Guyana francese, è avvenuto come previsto alle 19:30 ora italiana del 12 dicembre. Con questo successo, Arianespace ha messo in orbita 22 satelliti della costellazione e, nel 2018, sempre con Ariane 5, ne posizionerà altri quattro, arrivando al totale di 26 previsti (24 operativi più 2 di riserva). Galileo è un sistema di navigazione e localizzazione satellitare europeo, concepito per usi civili e in grado di offrire indicazioni sul posizionamento ad altissima precisione. I satelliti 19, 20, 21 e 22 trasportati da Ariane 5 sono stati rilasciati dopo tre ore e 35 minuti alla quota di 22.925 chilometri, in attesa di raggiungere l’orbita definitiva. I primi servizi di localizzazione satellitare basati su Galileo sono iniziati il 15 dicembre 2016. Il sistema di navigazione Galileo, promosso dalla Commissione Europea e realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea, vede l’Italia partecipe con le aziende Leonardo, Thales Alenia Space e Telespazio. Avio partecipa al lanciatore Ariane 5 con i motori a propulsione solida e la turbopompa ad ossigeno liquido.