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Vega ripartito con successo

Vega ripartito con successo

Alle 2:50 notturne (ora italiana) di giovedì 29 aprile, Arianespace ha lanciato dallo spazioporto europeo di Kourou in Guyana Francese il vettore Vega 18 (VV18), che ha collocato in orbita Pleiades Neo 3, il primo satellite ad altissima risoluzione della nuova costellazione di osservazione della Terra gestita da Airbus, oltre a cinque satelliti innovativi riuniti attorno alla struttura di dispiegamento avanzata SSMS (Small Spacecraft Mission Service). Il lanciatore leggero Vega è tornato operativo con successo dopo il fallimento della missione VV17, dovuto a un errore nella connessione del sistema di attivazione degli ugelli del motore del quarto stadio. Per Arianespace si tratta del terzo successo dopo i due lanci della Sojuz il 25 marzo e il 26 aprile 2021 dalla base spaziale Vostochny in Russia.

Arianespace ha anche effettuato il dispiegamento di piccoli satelliti con il suo servizio di lancio condiviso SSMS (Small Spacecraft Mission Service). Vega trasportava un microsatellite di osservazione per l’agenzia spaziale norvegese Norsat-3 e quattro cubesat, per gli operatori Eutelsat, NanoAvionics /Aurora Insight e Spire. Gestito per la prima volta da Arianespace nel settembre 2020, il servizio SSMS è un progetto realizzato dal team spaziale europeo. Con il finanziamento dell’Agenzia spaziale europea, il servizio SSMS sarà presto integrato da MLS, un’offerta simile offerta su Ariane 6, che consentirà ad Arianespace di moltiplicare opportunità di lancio convenienti per piccoli satelliti e costellazioni.

COSMO-SkyMed si espande

COSMO-SkyMed si espande

A distanza di quasi un anno dal lancio del primo satellite della costellazione COSMO-SkyMed di Seconda Generazione (CSG), l’Agenzia Spaziale Italiana ha firmato il contratto industriale per espandere il sistema CSG, inizialmente previsto a 2 satelliti, raddoppiandone la capacità entro il 2025. La missione CSG raggiunge pertanto oggi un importante traguardo, in linea con gli obiettivi prefissati dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dal Ministero della Difesa, che ne hanno promosso, finanziato e diretto, nel ruolo di committenti, l’intero programma di sviluppo e con gli Indirizzi del Governo in materia spaziale ed aerospaziale che hanno individuato nel settore dell’Osservazione della Terra uno dei settori strategici da implementare con priorità.Il contratto ASI, finanziato con fondi assegnati dal Ministero dell’Università e della Ricerca e complementare a quello stipulato con le medesime finalità dal Ministero della Difesa Italiano, consentirà di assicurare la piena continuità operativa al sistema COSMO-SkyMed di prima generazione, ormai in orbita da più di dieci anni, incrementandone le capacità complessive del sistema.

“La firma del contratto per l’espansione della costellazione COSMO-SkyMed di Seconda Generazione (CSG) rappresenta un evento cruciale per assicurare al Paese la continuità operativa di un’infrastruttura spaziale all’avanguardia mondiale” – ha dichiarato il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia – “L’Agenzia Spaziale Italiana è fiera di essere ancora una volta promotrice delle tecnologie d’eccellenza che tutta la filiera produttiva di CSG è in grado di esprimere, e nel contempo conferma il proprio impegno nella realizzazione di sistemi spaziali in grado di rispondere alle esigenze di una vasta platea di utilizzatori in Italia e nel Mondo, in linea con gli Indirizzi del Governo in materia spaziale.”.

Obiettivo primario di CSG è fornire ad un’utenza duale, civile e militare, i servizi di Osservazione della Terra attraverso un ampio portfolio di prodotti, ottenuti nelle diverse modalità operative del sensore SAR (Radar ad Apertura Sintetica), sia a campo stretto e risoluzione ultra-fine che a campo largo.

Il sistema CSG rappresenta oggi lo stato dell’arte dei sistemi di Osservazione della Terra basati su tecnologia radar e, grazie alle innovazioni tecnologiche e soluzioni innovative introdotte nelle componenti spaziale e terrestre, garantirà miglioramenti significativi rispetto alla prima generazione, tutt’oggi operativa, in termini di prestazioni, qualità delle immagini, efficienza dei servizi forniti agli utenti civili e governativi e maggiore vita operativa. L’elevata agilità del sistema, combinata con un salto generazionale in termini tecnologici, consentirà un ampliamento significativo delle possibili applicazioni; esse includeranno la sicurezza e sorveglianza di territori e la prevenzione e analisi di eventi calamitosi dovuti a cause naturali o antropiche.

Il Sistema CSG è realizzato per l’Agenzia Spaziale Italiana e per il Ministero della Difesa in Italia con un importante contributo di Leonardo, attraverso le sue controllate e partecipate. In particolare, Thales Alenia Space è responsabile del sistema End to End e dei satelliti Radar, mentre Telespazio, joint venture tra Leonardo (67%) e Thales (33%) è responsabile del Segmento di Terra. Inoltre, Leonardo contribuisce al programma fornendo i sensori di assetto stellare per l’orientamento del satellite, i pannelli fotovoltaici e unità elettroniche per la gestione della potenza elettrica.

E-GEOS, società costituita da Telespazio (80%) e ASI (20%), è responsabile della commercializzazione dei prodotti e servizi COSMO-SkyMed in tutto il mondo.

 

Partita missione Sentinel 6A

Partita missione Sentinel 6A

Il satellite Sentinel-6A per studi oceanografici, parte del programma Copernicus di Commissione Europea e Agenzia Spaziale Europea, è stato lanciato con successo dalla base di Vandenberg in California, con il razzo Falcon 9 di SpaceX. Il satellite è stato costruito da Airbus in qualità di prime contractor per conto di ESA, in collaborazione con la NASA nell’ambito del programma di monitoraggio della Terra Copernicus della Commissione Europea. Il satellite Sentinel-6 sostituirà Jason-3, costruito da Thales Alenia Space, per garantire la continuità operativa dei servizi spaziali di oceanografia.

Thales Alenia Space ha fornito il radar altimetro Poseidon-4, che sarà utilizzato anche da Sentinel-6B, un satellite identico il cui lancio è previsto per il 2026. Leonardo fornisce i pannelli fotovoltaici che garantiscono l’energia di Sentinel-6.

La missione del satellite Sentinel-6, intitolato all’ex direttore dei programmi scientifici della NASA Michael Freilich, è quella di monitorare il livello dei mari. Si tratta di una tematica correlata con il cambiamento globale e che potrebbe avere un grosso impatto su moltissime popolazioni che vivono nelle zone costiere. Il satellite permetterà di avere informazioni sul 95% dei mari (non coperti da ghiaccio) ogni 10 giorni. La missione avrà una durata di cinque anni e mezzo e permetterà di raccogliere dati accurati non solo sul livello degli oceani ma anche quelli relativi alla temperatura e umidità atmosferica.

Vega fallisce il lancio n. 17

Vega fallisce il lancio n. 17

Fallito il 17esimo lancio del razzo vettore europeo. Partita nella notte italiana dalla rampa del centro spaziale europeo di Kourou nella Guyana Francese, la missione VV17, che trasportava i satelliti Seosat-Ingenio del Centro spagnolo per lo sviluppo industriale Cdti e Taranis dell’agenzia spaziale francese CNES, si è interrotta otto minuti dopo il decollo. Completata la spinta propulsiva dei primi tre stadi, dopo la prima accenzione del quarto stadio si è verificata un’anomalia che ha provocato una deviazione della traiettoria del lanciatore con la conseguente conclusione prematura della missione. L’Agenzia Spaziale Europea e la società Arianespace, che gestisce i lanci dalla base di Kourou, hanno avviato l’analisi dei dati di telemetria.

 

Addio al pioniere Meggiorin

Addio al pioniere Meggiorin

Lutto nel mondo spaziale. E’ venuto a mancare a Brescia l’imprenditore Guido Meggiorin, titolare dell’omonima azienda di telecomunicazioni mobili e soprattutto pioniere dei servizi satellitari privati. Nella seconda metà degli anni ’90 fondò la MegSat Space Division, divisione spaziale del gruppo Meggiorin, prima azienda italiana a capitale privato ad avere progettato, costruito e messo in orbita due microsatelliti per telecomunicazioni. Un’impresa portata a termine con un gruppo di lavoro composto da giovani ingegneri bresciani guidati dal direttore e mission manager Giancarlo Borghesi. Il primo successo porta la data del 29 aprile 1999, quando il dimostratore tecnologico MegSat 0, con una massa di appena 34 kg, venne lanciato con un razzo vettore Cosmos-3M delle forze missilistiche strategiche russe e immesso in un’orbita di 580 km inclinata di 48 gradi. Numerosi sistemi innovativi introdotti dai progettisti del microsatellite consentono di garantire alti livelli di qualità nell’acquisizione e nel trattamento dei dati rilevati da reti di servizio tecniche, commerciali e di monitoraggio ambientale e da apparati scientifici e tecnologici in funzione a terra o a bordo di veicoli. MegSat 0 era equipaggiato con apparati di trasmissione finalizzati alla telelettura di dati terrestri come quella dei contatori dei serbatoi di gas appartenenti a utenze domestiche isolate, allo scopo di ottimizzare la logistica dei rifornimenti e ridurre i costi di esercizio dei servizi. A bordo si trovava anche l’esperimento scientifico Aurora, telescopio a doppio canale, per la misura del flusso dell’aurora boreale e del cielo notturno, sviluppato dall’Università di Trieste.

Guido Meggiorin avrebbe compiuto 77 anni il 24 settembre e due giorni dopo festeggiato il ventennale della missione MegSat 1, primo satellite operativo, lanciato il 26 settembre 2000 da Bajkonur con il vettore russo Dnepr, deriva dall’ex missile balistico intercontinentale SS 18 K, riconvertito ad usi civili.

Analogamente al Megsat 0, il secondo satellite di 55 kg, immesso in orbita circolare inclinata di 65 gradi a 645 km di quota, ha funzionato registrando i dati acquisiti durante l’intera orbita e ritrasmettendoli a ogni passaggio sulla stazione di controllo a Terra. Il satellite ha svolto quattro tipi di missioni: didattica, scientifica, tecnologica e commerciale. La missione didattica svolta in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, rivolta a 50 scuole medie italiane, ha permesso di sperimentare la gestione e controllo in orbita di un satellite con dati telemetrici, il calcolo delle orbite e tutte le attività scientifiche correlate a una missione spaziale. parte scientifica della missione è invece dedicata a un esperimento, sviluppato dal Laboratorio CARSO (Center for Advanced Research in Space Optics) in collaborazione con l’Università di Trieste, l’Università e l’INFN di Perugia e l’Istituto di Ottica applicata di Firenze, per il monitoraggio e la mappatura delle emissioni UV. A bordo vennero eseguiti un esperimento tecnologico per la qualificazione di materiali e soluzioni ingegneristiche da impiegare per le future generazioni di microsatelliti e servizi commerciali quali la telelettura dei contatori domestici di gas e acqua già sperimentata con il precedente Megsat 0.

La gestione dei microsatelliti avveniva attraversa una stazione di controllo realizzata nella sede di MegSat Space Division sulla via Triumplina a Brescia.

Settimo rinvio per Vega VV16

Settimo rinvio per Vega VV16

La missione VV16 del razzo vettore europeo Vega, sulla rampa di lancio di Kourou nella Guyana Francese, ha subìto il settimo rinvio, ancora una volta a causa di condizioni meteorologiche avverse che in questa circostanza si sono manifestate lungo la traiettoria di salita. In programma alle 3:51 ora italiana della notte scorsa, il lancio è stato spostato a data da destinarsi a causa del passaggio di un tifone sulla regione della Corea del Sud che avrebbe impedito alla locale stazione di monitoraggio di tracciare il vettore, costruito dalla Avio, nella sua progressione verso l’orbita prevista per il rilascio del carico utile composto da 53 satelliti.

Dopo il fallimento del luglio 2019, il primo dopo 14 successi consecutivi, e la pausa imposta dal lockdown legato alla pandemia da Covid-19, il ritorno sulla rampa di lancio di Vega era stato previsto per il 18 giugno 2020. Poi la serie di rinvii, dovuti alla presenza di forti venti in quota nei cieli della Guyana Francese, fino all’apertura della finestra di lancio fissata tra l’1 e il 4 settembre.

Questa missione riveste particolare valore dal punto di vista tecnologico, perché segna l’esordio del nuovo sistema di rilascio del carico utile, denominato SSMS – Small Spacecraft Mission Service (Servizio di Lancio per Piccoli Satelliti), sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea. Si tratta di una struttura modulare che può essere configurata per rispondere alle esigenze di missione, assicurando il lancio dai più piccoli CubeSat di 1 Kg ai 500 Kg dei mini satelliti. Per questo motivo, il volo è in parte finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Horizon 2020, con l’obiettivo di facilitare l’accesso allo spazio abbattendo i costi di lancio. Nella missione VV16 il razzo Vega rilascerà progressivamente 53 satelliti, per conto di 21 clienti di 13 Paesi, in una sequenza coordinata ad un’orbita eliosincrona, a una quota di circa 500 km. L’Agenzia Spaziale Europea ha contribuito allo sviluppo di quattro dei carichi utili a bordo: il micro satellite dei 113 Kg ESAIL, e tre CubeSat: Simba, PICASSO e FSSCat con a bordo la pionieristica tecnologia di intelligenza artificiale denominata Φ-sat-1.