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Aeolus studierà i venti

Aeolus studierà i venti

Airbus Defence and Space di Tolosa ha aperto le porte dello stabilimento dove è stato completato il satellite Aeolus dell’Agenzia Spaziale Europea, dotato di un’innovativa tecnologia laser per misurare i venti globali, pronto per essere spedito in Guyana francese per il lancio affidato al vettore Vega di Avio. Le caratteristiche del satellite Aeolus, posto nella camera pulita dello stabilimento a Tolosa, sono state illustrate da Mathilde Royer, Capo dell’Osservazione della Terra, Navigazione e Scienze di Airbus Space Systems, e Josef Aschbacher, Direttore dei Programmi di Osservazione della Terra dell’ESA. Si tratta, infatti, del primo satellite con tecnologia lidar ad essere lanciato per lo studio del vento ed è la prima volta che la tecnologia laser UV viene usata per misurazioni derivate dallo spazio. Sondando l’atmosfera con un potente laser, Aeolus permetterà di migliorare la nostra conoscenza delle dinamiche e dei processi tropicali relativamente alle variazioni climatiche e, soprattutto, di migliorare le previsioni meteorologiche. Il laser genera una luce ultravioletta che viene indirizzata verso la Terra. Questa luce rimbalza dalle molecole dell’aria e dalle particelle piccole come per esempio polvere, ghiaccio e goccioline di acqua presenti nell’atmosfera. La frazione di luce che si riflette di ritorno verso il satellite viene raccolta dal telescopio di Aladin e misurata. Molti aspetti della nostra vita quotidiana sono influenzati dal meteo, pertanto va da sè che previsioni meteorologiche accurate siano importanti per le attività commerciali come l’agricoltura, la pesca, l’edilizia ed i trasporti – e, in generale, le previsioni rendono più semplice pianificare i giorni a venire. Sebbene le previsioni abbiano fatto considerevoli passi avanti negli ultimi anni, i meteorologi hanno urgentemente bisogno dei dati globali del profilo dei venti per migliorarle ancora di più. Il satellite Aeolus, che fa parte del programma di Osservazione della Terra dell’ESA, partirà dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana Francese, a bordo del lanciatore Vega, costruito da Avio e che può mettere in orbite bassa satelliti del peso di 300-1500 kg. Valore del contratto di lancio, sottoscritto tra ESA e Arianespace nel settembre 2016, è di 32.57 milioni di euro. Aeolus sarà lanciato su un’orbita eliosincrona a 320 km di altezza. Questo profilo orbitale permetterà di misurare la velocità dei venti ortogonalmente alla direzione di volo del satellite con un angolo di 35 gradi rispetto al nadir. Il primo satellite ESA di Osservazione della Terra ad essere portato in orbita da Vega è stato, nel 2015, Sentinel-2A.

SpaceX lancia in due tappe

SpaceX lancia in due tappe

Il sesto gruppo di satelliti Iridium® NEXT, realizzati da Thales Alenia Space, è stato lanciato con successo da SpaceX dalla base militare di Vandenberg in California. Ora sono 55 i satelliti in orbita e le loro prestazioni superano le aspettative. I prossimi due gruppi di 10 satelliti Iridium NEXT sono già pronti in previsione del settimo e dell’ottavo lancio. L’obiettivo è lanciare tutti i 75 satelliti Iridium NEXT ad orbita terrestre bassa nel 2018. Il razzo Falcon 9 di SpaceX ha portato in orbita un totale di sette satelliti, cinque satelliti Iridium e due satelliti GRACE-FO della NASA. I due gruppi di satelliti sono stati rilasciati ad altitudini differenti: prima quelli della NASA intorno ai 490 chilometri, poi gli Iridium ad oltre 800 chilometri. La prima fase si è stata completata circa 11 minuti e 30 secondi dopo il lancio, la seconda un’ora dopo. Dopo il distacco del primo stadio del Falcon 9, rientrato sulla Terra, il secondo stadio ha raggiunto i 490 chilometri di altitudine, inclinandosi di 30 gradi, per mettere in posizione i due satelliti GRACE-FO e sganciarli: uno è stato orientato verso la Terra, l’altro verso lo spazio, posizionati in orbite distanti 220 chilometri. Dopo il primo rilascio, il razzo Falcon 9 ha ripreso il suo viaggio riaccendendo i motori del secondo stadio per sganciare i cinque satelliti Iridium

Thales Alenia Space è prime contractor per il programma Iridium® NEXT, responsabile della realizzazione, integrazione e validazione in orbita degli 81 satelliti di Iridium Next, oltre che della definizione e validazione dell’intero sistema. I satelliti sono stati integrati in serie da Orbital ATK, sottocontraente di Thales Alenia Space, nel suo stabilimento produttivo di satelliti di Gilbert, in Arizona, sotto la supervisione in loco del team di Thales Alenia Space. Tutte le operazioni di lancio e messa in orbita (LEOP), e di test in orbita  (In Orbit Tests) sono state eseguite nel centro di controllo SNOC (Iridium’s Satellite Network Operation Center) di Leesburgh. La costellazione Iridium® NEXT offre connettività globale grazie ai suoi 66 satelliti interconnessi a un’altitudine di 780 km, con nove satelliti di riserva in orbita e sei altri satelliti di riserva a terra. Questo sistema internazionale fornisce capacità senza pari nelle telecomunicazioni in movimento (individui, veicoli di terra, veivoli, navi) e assicura una copertura completa in tutto il mondo, inclusi gli oceani. Grazie alla sua copertura globale e al funzionamento indipendente Iridium NEXT fornisce assistenza indispensabile in condizioni molto difficili, come in aree isolate, durante disastri naturali o durante conflitti, per citarne alcuni. Completamente indipendente da qualsiasi network di terra, offre comunicazioni sicure, protette da intrusioni e hacking.

Primo lancio del Bangladesh

Primo lancio del Bangladesh

Bangabandhu Satellite-1, il primo satellite del Bangladesh, è stato lanciato con successo dalla base di Cape Canaveral a bordo di un razzo Falcon 9 della SpaceX, dopo aver lasciato il sito Thales Alenia Space di Cannes il 28 Marzo scorso. Per l’intera nazione del Bangladesh poter assistere al successo del lancio del suo primo satellite verso lo spazio è stato davvero un momento storico ed emozionante. Il satellite per le telecomunicazioni e per la trasmissione televisiva e radiofonica diminuirà il divario digitale, diffondendo servizi di trasmissione e telecomunicazione in aree rurali e introducendo servizi vantaggiosi, incluso quelli direct-to-home, in tutto il paese e su tutta la regione. Thales Alenia Space è stata responsabile della progettazione, della produzione, dei test e della consegna in orbita di Bangabandhu Satellite-1, e si è occupata anche dei due segmenti di Terra (primario e secondario), che sfrutteranno gli strumenti SpaceOps per la pianificazione e il monitoraggio della missione. Bangabandhu Satellite-1 è dotato di 26 trasponditori in banda Ku e 14 in banda C. Offrirà copertura in banda Ku sul Bangladesh e sulle acque territoriali del Golfo del Bengala, India, Nepal, Bhutan Sri Lanka, Filippine e Indonesia e fornirà, inoltre, copertura in banda C sull’intera regione. Il satellite Bangabandhu Satellite-1 include tutte le componenti necessarie a gestire il business dei clienti e a fornire servizi agli utenti finali del gestore della rete.

Lanciato Sentinel 3B

Lanciato Sentinel 3B

Il satellite Sentinel-3B, costruito da Thales Alenia Space per l’Agenzia Spaziale Europea è stato lanciato con successo da un lanciatore Rockot dal Cosmodromo di Plesetsk, in Russia. Sentinel-3B, che fa parte del programma europeo di osservazione della Terra Copernicus, imbarca una serie di strumenti all’avanguardia per il monitoraggio del nostro Pianeta e dei suoi cambiamenti. Si tratta di due strumenti ottici (OLCI – Ocean and Land Color Instrument e SLSTR-Sea and Land Surface Temperature Radiometer) e due strumenti in radiofrequenza (SRAL-Synthetic-aperture Radar ALtimeter e MWR-Microwave Radiometer), che forniranno misure per determinare la topografia di oceani, ghiacci marini e corpi idrici sulla terraferma. In particolare, il radiometro SLSTR (Sea and Land Surface Temperature Radiometer), realizzato da un consorzio industriale internazionale guidato da Leonardo, fornisce misure accuratissime della temperatura superficiale della Terra e dei suoi oceani, garantendo così informazioni fondamentali per meteorologia, climatologia e controllo del riscaldamento globale, ed è inoltre dotato di due canali per il monitoraggio degli incendi.

Sentinel-3B monitorerà sistematicamente tutte le superfici terrestri e gli oceani della Terra, raccogliendo dati che contribuiranno a migliorare le previsioni oceanografiche e atmosferiche. Il satellite ci aiuterà, inoltre, a comprendere meglio lo stato di “salute” degli oceani, delle risorse ittiche e idriche, dell’agricoltura, delle foreste, della biodiversità, della salute pubblica e della sicurezza alimentare. Ci permetterà, allo stesso tempo di monitorare con precisione i cambiamenti di altezza dei mari e la contrazione dei ghiacci polari. L’orbita di Sentinel-3B a 815 km, rivisitando la stessa area regolarmente, permette di scansionare l’intera superficie della Terra, utilizzando sensori sia radar che ottici. Grazie a questo tipo di scansione della superficie, Sentinel-3B offre numerose di applicazioni: monitoraggio delle correnti marine e quindi degli spostamenti dell’inquinamento, del plancton e della biomassa marina che se ne ciba, delle variazioni del livello degli oceani, del monitoraggio dei ghiacci polari, delle foreste, delle aree agricole. Alcuni satelliti del programma Copernicus sono già in orbita: Sentinel 1A, lanciato nel 2014; 2A, lanciato nel 2015; 1B e 3A, lanciati nel 2016; 2B e 5P, lanciati nel 2017. Questi satelliti stanno già trasmettendo un notevole flusso di dati grezzi, utilizzati insieme ad altri satelliti per l’osservazione della Terra. Il successo del lancio di Sentinel-3B rappresenta una svolta importante per Thales Alenia Space dato che ora le tre missioni sonocomplete .

Thales Alenia Space si è aggiudicata il contratto iniziale con l’Agenzia Spaziale Europea già nel dicembre 2009, con Telespazio che dirige le operazioni di segmento di terra per l’intera missione Sentinel-3. Telespazio ha sviluppato il Payload Data Ground Segment (PDGS) utilizzato per elaborare i dati generati dalla missione Sentinel 3, consentendo agli utenti di accedere alle informazioni e alle applicazioni rese disponibili da Sentinel-3A e Sentinel-3B entro tre ore dall’acquisizione dei dati.

 

10 satelliti Iridium® NEXT!

10 satelliti Iridium® NEXT!

Il quinto gruppo di dieci satelliti Iridium NEXT, realizzati da Thales Alenia Space, è stato lanciato con successo da SpaceX dalla base militare di Vandenberg in California con il vettore Falcon 9. Ora la costellazione Iridium® NEXT conta ora 50 satelliti per la comunicazione in orbita. Space X si riprometteva anche di recuperare l’ogiva dei satelliti, equipaggiate con particolari paracadute rettangolari che avrebbero dovuto farle veleggiare fino alle navi appoggio, ma la missione non è riuscita. Resta il successo del lancio. Thales Alenia Space è prime contractor per il programma Iridium® NEXT, responsabile della realizzazione, integrazione e validazione in orbita degli 81 satelliti di Iridium Next, oltre che della definizione e validazione dell’intero sistema. I satelliti sono stati integrati in serie da Orbital ATK, sottocontraente di Thales Alenia Space, nel suo stabilimento produttivo di satelliti di Gilbert, in Arizona, sotto la supervisione in loco del team di Thales Alenia Space. Tulle le operazioni di lancio e messa in orbita (LEOP), e di test in orbita (In Orbit Tests) sono state eseguite nel centro di controllo SNOC (Iridium’s Satellite Network Operation Center) di Leesburgh. Il successo di questo quinto lancio Iridium® NEXT consolida ulteriormente la reputazione dell’azienda per le eccellenti competenze dimostrate in qualità di prime contractor  per così sofisticati sistemi di comunicazioni satellitari (SATCOM). “Due terzi dei nostri satelliti sono ora in orbita e le prestazioni superano le aspettative. I prossimi due gruppi di satelliti Iridium NEXT sono già pronti in previsione del sesto e del settimo lancio – ha dichiarato Denis Allard, Iridium NEXT Vice President per Thales Alenia Space – Tutto procede nella giusta direzione per raggiungere il nostro obiettivo, ovvero lanciare tutti i 75 satelliti Iridium NEXT ad orbita terrestre bassa nel 2018 ” .

La costellazione Iridium® NEXT offre connettività globale grazie ai suoi 66 satelliti interconnessi a un’altitudine di 780 km, con nove satelliti di riserva in orbita e sei altri satelliti di riserva a terra. Questo sistema internazionale fornisce capacità senza pari nelle telecomunicazioni in movimento (individui, veicoli di terra, veivoli, navi) e assicura una copertura completa in tutto il mondo, inclusi gli oceani. Grazie alla sua copertura globale e al funzionamento indipendente Iridium NEXT fornisce assistenza indispensabile in condizioni molto difficili, come in aree isolate, durante disastri naturali o durante conflitti, per citarne alcuni. Completamente indipendente da qualsiasi network di terra, offre comunicazioni sicure, protette da intrusioni e hacking.

 

La missione EarthCARE

La missione EarthCARE

Thales Alenia Space ha consegnato il 15 marzo il radiometro a banda larga (BBR), uno strumento scientifico per la missione satellitare Earth Cloud Aerosol and Radiation Explorer (EarthCARE) dell’Agenzia Spaziale Europea. Progettato e realizzato da Thales Alenia Space nel Regno Unito, è stato consegnato al centro di integrazione satellitare Airbus Defense & Space (primo contraente) di Friedrichshafen, in Germania. La missione EarthCARE, sviluppata in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA), aiuterà a comprendere meglio la relazione fra nuvole, fluidi e radiazioni e i loro effetti combinati sul sistema climatico della Terra. Una missione ad alta priorità che migliorerà la nostra comprensione della scienza alla base della climatologia e delle previsioni meteorologiche. Il radiometro a banda larga misurerà sia il flusso solare riflesso sia il flusso termico terrestre, prendendo le misure attraverso lo spettro dall’ultravioletto all’infrarosso. Si compone di tre telescopi, sofisticati sistemi di calibrazione e rivelatori appositamente sviluppati per coprire l’intero spettro. Al centro di una sfida significativa di progettazione ed ingegneria, il BBR stabilirà un nuovo standard nel settore della radiometria satellitare. Gli ingegneri di Thales Alenia Space nel Regno Unito hanno guidato la progettazione, la costruzione e il collaudo del BBR. Altre aziende e università britanniche hanno dato il loro contributo significativo a questo strumento, tra cui il Rutherford Appleton Laboratory (assemblaggio dei telescopi), ESR (meccanismo di assemblaggio) e SciSys (software di bordo). Il BBR è il primo strumento ottico di osservazione terrestre prodotto da un team britannico per una missione ESA da più di 20 anni. Inoltre, Leonardo ha contribuito alla missione EarthCARE fornendo al prime contractor Airbus il trasmettitore laser di potenza a stato solido dello strumento ATLID (Atmospheric Lidar), i sensori d’assetto e il generatore fotovoltaico per l’alimentazione del satellite.