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Tom Cruise sulla ISS a ottobre ‘21

Tom Cruise sulla ISS a ottobre ‘21

Sarà la Axiom Space, una start up con sede a Houston, a traghettare nello spazio l’attore Tom Cruise con la capsula Crew Dragon di SpaceX fino alla stazione spaziale internazionale, per consentirgli di girare alcune scene di una nuova puntata di Mission Impossible. La missione, denominata AX-1, è stata schedulata per il prossimo mese di ottobre. La presenza di Tom Cruise a bordo di un volo spaziale diretto al complesso orbitale era stata annunciata dalla NASA nel maggio dello scorso anno. La società Axiom Space, creata per offrire voli a privati per visitare la ISS, ha stretto un accordo con la SpaceX di Elon Musk. A bordo della Crew Dragon viaggeranno in quattro. Oltre a Tom Cruise, l’astronauta della NASA Michael Lopez-Alegria, nel ruolo di comandante, il pilota di caccia Eytan Stibbe e il produttore cinematografico Doug Liman. Dopo l’attracco della Crew Dragon, l’equipaggio rimarrà a bordo della stazione spaziale per dieci giorni. Il viaggio di Tom Cruise costerà circa 55 milioni di dollari, cifra che corrisponde al valore di ognuno dei posti a bordo della Crew Dragon. In aggiunta i 35mila dollari giornalieri da corrispondere alla NASA per il periodo di permanenza a bordo della ISS.

Dragon ha raggiunto la ISS

Dragon ha raggiunto la ISS

La navicella spaziale Dragon, ribattezzata Resilience, con a bordo gli astronauti della NASA Michael Hopkins (comandante), Victor Glover e Shannon Walker e il giapponese Soichi Noguchi, ha raggiunto la Stazione Spaziale Internazionale dopo poco poù di 27 ore di volo orbitale, attraccando intorno alle 5 del mattino ora italiana al modulo Harmony. La missione SpaceX Crew1 vede per la prima volta un astronauta nero, Victor Glover, partecipare a una spedizione di lunga durata a bordo del complesso orbitale. Prima volta anche di un non americano, nel caso specifico Soichi Noguchi, a bordo di mezzo spaziale privato. Ad accogliere l’equipaggio di Dragon Crew1 i tre componenti la Spedizione 64: il comandante della stazione spaziale Sergey Ryzhikov, il collega russo Sergey Kud-Sverchkov e l’americana Kate Rubins.

Via a missione SpaceX Crew1

Via a missione SpaceX Crew1

Partita regolarmente alle 1:27 (ora italiana), nella notte di lunedì 16 novembre (le 19:27 di domenica in Florida), dal Launch Complex 39A del Kennedy Space Center, la missione SpaceX Crew1 della NASA diretta alla stazione spaziale internazionale. A bordo della capsula Crew Dragon, ribattezzata Resilience, quattro astronauti: Michael HopkinsVictor Glover e Shannon Walker della NASA e Soichi Noguchi dell’agenzia spaziale giapponese JAXA, che entrano a far parte dell’equipaggio del completo orbitale per i prossimi sei mesi. Il lancio aveva subito un rinvio a causa della presenza di forte venti in quota, dovuta alla presenza nell’area della tempesta tropicale Età, che avrebbe reso problematico il rientro del primo stadio del razzo Falcon 9, avvenuto regolarmente anche in questa circostanza. 

Poco più di 9 minuti dopo la partenza di SpaceX Crew-1, il primo stadio è atterrato correttamente sulla piattaforma denominata Just Read the Instructions (JRTI), posta sul punto di rientro in mare al largo della Florida. L’attracco alla stazione spaziale internazionale della capsula Crew Dragon è stato programmato circa 27 ore dopo il lancio, anziché dopo 8 ore e mezza come previsto inizialmente.

Equipaggio Crew1 al KSC

Equipaggio Crew1 al KSC

L’equipaggio della missione Crew 1 della Nasa è giunto al Kennedy Space center di Cape Canaveral in Florida, da dove il 14 novembre è previsto il lancio della navetta spaziale Crew Dragon di SpaceX diretta alla stazione spaziale internazionale. L’equipaggio, accolto dall’amministratore della NASA Jim Bridenstine, è composto dagli astronauti americani Michael Hopkins (comandante), Victor Glover (pilota) e Shannon Walker, specialista di missione come il giapponese Soichi Noguchi della Jaxa (l’agenzia spaziale nipponica). Dopo il riuscito volo di collaudo con gli astronauti della Nasa Doug Hurley e Bob Behnken a bordo della capsula Dragon, la prima a dirigersi verso la stazione spaziale dal territorio americano nel maggio scorso a distanza di nove anni dal pensionamento dello Space Shuttle, la missione Crew 1 apre la nuova fase operativa dell’attività spaziale, basata sulla collaborazione tra la NASA e l’azienda privata SpaceX. La partenza avverrà dalla piattaforma di lancio 39A di Cape Canaveral quando in Italia saranno le ore 1,49 del 15 novembre. L’equipaggio della Crew 1 raggiungerà i componenti la Spedizione 64 a bordo della ISS, l’astronauta della Nasa Kate Rubins e i cosmonauti russi Sergey Ryzhikov e Sergey Kud-Sverchkov di Roscosmos.

 

Da 20 anni nella casa in orbita

Da 20 anni nella casa in orbita

Sono passati venti anni da quando il primo equipaggio si è insediato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS); da allora è stata permanentemente abitata. Un laboratorio tra le stelle costruito modulo dopo modulo tra il 1998 e il 2011 fino a quando lo space shuttle, il mezzo più pratico per portare i pezzi in orbita, è andato in pensione. È da sempre considerata come l’opera ingegneristica più ardita che l’uomo abbia mai concepito dai tempi delle piramidi egizie. Un posto di lavoro unico, dove, utilizzando lo stato di microgravità, si possono eseguire esperimenti altrimenti impossibili. Dall’orbita a circa 400 km di quota si studiano, tra le altre cose, la fisiologia umana, la biologia, si osservano la Terra e l’Universo lontano.

Oltre il 40% dei moduli della componente occidentale della stazione spaziale sono stati costruiti a Torino dalla Thales Alenia Space, grazie al Memorandum sottoscritto nel 1997 i tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la NASA. Un’intesa che ha permesso all’Italia, unico Paese europeo, ad avere un doppio acceso allo sfruttamento del grande laboratorio orbitale e di avere voli supplementari di astronauti.

Tra i diversi moduli e laboratori c’è la Cupola: sette finestre affacciate sul nostro pianeta, che conferiscono alla ISS il privilegio di uno sguardo panoramico verso la Terra senza uguali. La cupola è anche il luogo dove gli astronauti hanno la giusta visuale per manovrare il braccio meccanico per agganciare le navicelle automatiche in arrivo. Si aggiungono a questa realizzazione i moduli logistici Leonardo (lasciato permanentemente agganciato nel 2011 su richiesta della NASA, Donatello e Raffaello, trasportati nella stiva dello shuttle, per costruire e trasferire sulla ISS materiale vario. Grande come un campo di calcio, la ISS a 400 km di altezza viaggia a una velocità di circa 28.00 chilometri orari portando le sue 450 tonnellate a compiere il giro della Terra ogni 90 minuti. Ogni giorno gli astronauti e cosmonauti assistono a 16 albe e 16 tramonti.

La Stazione Spaziale Internazionale è il più grande esempio di collaborazione internazionale. Coinvolge 5 tra le più grandi agenzie spaziali del mondo: l’americana NASA, la russa ROSCOSMOS, l’europea ESA (di cui l’ASI è il terzo contributore, primo per il volo umano), la giapponese JAXA e la canadese CSA. A bordo si sono susseguiti 241 astronauti di 19 diverse nazionalità e tra loro anche cinque dei nostri sette astronauti che dal 1992 od oggi hanno viaggiato nello spazio per un totale di 10 missioni: Umberto Guidoni, e gli astronauti ESA Roberto Vittori, Paolo Nespoli, Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti. Quest’ultima è attualmente in addestramento in previsione di un suo nuovo volo pianificato tra il 2022 e il 2023.

Il nostro Paese grazie ad una presenza costante ha collezionato vari primati sia a livello di ricerca che a livello personale. Per la parte scientifica l’ASI ha fatto volare ben 73 esperimenti che hanno toccato svariati campi della scienza. Alcuni di questi sono stati realizzati in collaborazione con scuole e università nazionali dando così anche un contributo educativo. Dei 73 esperimenti 69 sono stati effettuati con la NASA, 1 con l’agenzia russa ROSCOSMOS e 3 con l’Agenzia Spaziale Europea. Se si guarda al nostro apporto dato attraverso gli astronauti basti pensare che Umberto Guidoni è stato il primo europeo nel 2001 ad entrare nell’avamposto cosmico ancora in fase di costruzione. Paolo Nespoli il “meno giovane” europeo ad avervi soggiornato per un lungo periodo nel 2017. Luca Parmitano è stato nel corso della sua seconda missione nel 2019 il comandante dell’ISS ed ha effettuato 6 uscite nello spazio: un record continentale per numero e durata di attività extra-veicolare. Questi sono solo alcuni dei record che l’Italia ha ottenuto viaggiando a bordo dell’avamposto cosmico. Nel prossimo futuro della ISS si prevede che dal 2028 le aziende private potranno sfruttare ancora le sue strutture. Qualche anno per utilizzarla come un albergo per facoltosi turisti o come posto di produzione di materie estremamente pure grazie alla condizione di microgravità.

“Partecipare fin dall’inizio al più grande programma di cooperazione spaziale internazionale come è quello della Stazione Spaziale Internazionale – ha commentato Giorgio Saccoccia, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana – è stato per il nostro Paese un’occasione unica che ci ha permesso di diventare un riferimento mondiale nel settore dell’esplorazione spaziale soprattutto per quanto riguarda i moduli pressurizzati. Questo è un grande punto d’orgoglio per l’ASI. E adesso grazie all’esperienza acquisita sulla ISS possiamo giocare un ruolo da leader anche sull’orbita lunare e sulla superficie del nostro satellite. Ma anche il futuro della ISS ovvero quello commerciale vede per l’Italia e le nostre industrie nuove opportunità economiche grazie alla possibilità di sviluppare nuovi prodotti sfruttando la microgravità”.

 

 

Thales Alenia Space verso la Luna

Thales Alenia Space verso la Luna

 

Thales Alenia Space svilupperà due moduli principali per la futura stazione in orbita cislunare – Lunar Orbital Platform – Gateway (LOP-G). Si tratta di I-HAB (International Habitat), il modulo dove verranno ospitati gli astronauti, e ESPRIT, il modulo per le comunicazioni e il rifornimento. Questi due moduli costituiscono il contributo europeo al Gateway. La prima tranche del contratto I-HAB, (del valore di 36 milioni di euro, l’importo globale è di 327 milioni di euro) è stata firmata con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Lo sviluppo di ESPRIT, invece, è già iniziato grazie all’Autorizzazione a Procedere (ATP) e la relativa firma del contratto prevista entro la fine di quest’anno.

Gateway, l’infrastruttura orbitale lunare che prevede un equipaggio a bordo, è uno dei pilastri del programma Artemis della Nasa, progettato per riportare l’uomo sulla Luna entro il 2024. Frutto di una cooperazione internazionale, attualmente coinvolge NASA (Stati Uniti), ESA (Europa), JAXA (Giappone) e CSA (Canada), con ciascun partner incaricato dello sviluppo di elementi complementari, da assemblare e rendere operativi in orbita lunare a partire dal 2024. La stazione orbitante, del peso di circa 40 tonnellate, verrà assemblata nello spazio, in una orbita quasi rettilinea (NRHO)* attorno alla Luna. Si tratta di un’orbita eccentrica con apogeo a 70.000 km e perigeo a 3.000 km, che consente alla stazione spaziale di ruotare attorno alla Terra alla stessa velocità della Luna, così che dalla Terra sarà vista come un’aureola lunare.

L’infrastruttura comprenderà principalmente moduli abitativi per l’equipaggio che offriranno anche capacità di attracco per altri veicoli e per la capsula della navicella spaziale Orion, moduli logistici, elementi in grado di garantire la comunicazione tra la Terra e la Luna, camere di decompressione per le attività extraveicolari dell’equipaggio e per esperimenti scientifici, nonché un braccio robotico. La stazione Gateway potrà ospitare equipaggi di un massimo di 4 persone contemporaneamente, per periodi da uno a tre mesi. Gateway svolgerà un ruolo fondamentale per le nuove conoscenze sulla superficie lunare e su quella circostante, permettendo alla NASA di acquisire le competenze necessarie per l’invio dei primi esseri umani su Marte nei prossimi anni.

Caratteristiche e funzioni dei due moduli

I-HAB (International-Habitat) è il modulo pressurizzato che fornirà alloggio per l’equipaggio ma anche un punto di attracco per fornire interfacce e risorse ai veicoli in transito verso la Luna. Grazie alla consolidata esperienza di Thales Alenia Space nello sviluppo di moduli pressurizzati per stazioni orbitanti e alle nuove tecnologie e processi in corso di sviluppo, I-HAB sarà in grado di garantire la transizione dalla ISS alla nuova generazione di infrastrutture per l’esplorazione dello spazio profondo. Il modulo soddisferà esigenze e prestazioni in continua evoluzione grazie a strutture più leggere e ad un sistema di protezione ottimizzato per micrometeoriti, a sistemi di aggancio più evoluti, a una struttura avionica  funzionale e migliorata, a un sistema di controllo termico più efficiente con radiatori dispiegabili per garantire la piena capacità autonoma di espulsione del calore, a sistemi di condizionamento innovativi. I-HAB sperimenterà, per la prima volta, una lunga esposizione nell’ ambiente dello spazio profondo, offrendo l’opportunità di testare e dimostrare potenziali soluzioni progettuali per la protezione dalle radiazioni cosmiche. Non essendoci equipaggio per la maggior parte della sua permanenza in orbita, esso richiederà anche soluzioni dedicate per operazioni robotiche, sia a bordo che esterne. Fondamentale sarà il supporto della realtà virtuale per la creazione di alloggi interni più confortevoli, sfruttando soluzioni modulari e riconfigurabili per ottimizzare spazio e comfort per l’equipaggio. L’Europa fornirà il modulo abitativo collaborando con altre agenzie spaziali. Il sistema ambientale e di supporto vitale sarà realizzato da JAXA, parti di avionica e software dalla NASA e componenti robotiche dalla CSA. L’integrazione di tutti questi elementi in I-HAB farà leva sulla grande esperienza già sviluppata da Thales Alenia Space nella gestione delle attività per i Nodi 2 e 3 della ISS. Il lancio di I-HAB è previsto nel 2026.

ESPRIT (European System Providing Refuelling, Infrastructure and Telecommunications) consiste in 2 due elementi principali. Il primo, denominato HLCS (Halo Lunar Communication System), assicura le comunicazioni tra Gateway e la Luna. Il lancio è previsto per la fine del 2024 insieme ad HALO, il primo modulo abitativo e logistico, fornito dagli Stati Uniti e derivato dal modulo cargo di rifornimento Cygnus (per la ISS). Thales Alenia Space è stata selezionata per fornire la struttura primaria e il sistema di protezione dai micrometeoriti di HALO. ESPRIT include un secondo elemento denominato ERM (Esprit Refueling Module) che combina il rifornimento del Gateway con un piccolo modulo pressurizzato dotato di finestre. L’ERM fornirà il rifornimento attivo del Gateway con xeno e propellenti chimici per prolungarne la vita operativa e sarà di supporto per il riutilizzo del modulo di atterraggio lunare (Lunar Lander) e di futuri veicoli per viaggi nello spazio profondo o verso Marte (Deep Space Transponder). Il tunnel pressurizzato dell’ERM è dotato di ampie finestre che offrono una vista a 360° sullo Spazio, sulla Luna, sulla Terra e sul Gateway. Questo volume pressurizzato conterrà anche elementi logistici e altro per l’equipaggio. La consegna è prevista per il 2026, con il lancio l’anno successivo.