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Parmitano e il respiro della Terra

Parmitano e il respiro della Terra

Agli inizi del mese di maggio 2020, a tre mesi dalla conclusione della missione Beyond, che lo ha visto nel ruolo di comandante della stazione spaziale internazionale e protagonista di lunghe e impegnative attività extraveicolari per la riparazione del rivelatore di antimateria Ams-2 dell’ASI, l’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea Luca Parmitano è entrato nelle case degli italiani, ancora in lockdown, attraverso il piccolo schermo con il docufilm “Starman”. Una pellicola che delinea la figura dell’uomo impegnato a vivere e lavorare nello spazio, sdoganandola da quella del supereroe per rivelarne la componente umana e la capacità di osservazione e decisionale, caratteristiche dominanti sia nella fase di preparazione al volo, sia nell’esecuzione dei compiti e nel raggiungimento degli obiettivi durante la lunga permanenza in orbita. Il suo riferimento al respiro e al moto della Terra, che ha espresso nella conferenza stampa post-flight, richiama l’affascinante visione del pianeta culla della vita e la consapevolezza di doversi impegnare per la sua salvaguardia, guardando oltre.

Nell’intervista rilasciata a Orbiter, Luca Parmitano si sofferma sul ruolo dell’uomo nello spazio e sullo sguardo lanciato alla Terra dalla stazione orbitale, prefigurando il passaggio all’esplorazione lunare attraverso il lunar gateway.

Crew Dragon ha attraccato alla ISS

Crew Dragon ha attraccato alla ISS

Diciannove ore dopo la partenza, avvenuta alle 21:22:45 ora italiana di sabato 30 maggio dalla rampa 39A di Cape Canaveral, la capsula Crew Dragon di SpaceX con a bordo gli astronauti Doug Hurley e Bob Behnken ha raggiunto la stazione spaziale internazionale effettuando il docking alle 16:27 di domenica 31 maggio.

Crew Dragon aveva già effettuato l’operazione di attracco alla stazione spaziale in occasione della missione Demo-1 senza equipaggio condotta nel marzo 2019. Operazione interamente gestita dai computer di bordo ma che i due astronauti hanno potuto controllare, avendo sempre a disposizione comandi manuali digitali.

Non è stato comunicato per quanto tempo i due astronauti resteranno a bordo della stazione spaziale, ma la permanenza dovrebbe essere non inferiore a 30 giorni potendo durare fino a quattro mesi, che corrisponde al tempo massimo previsto per soddisfare i parametri di efficienza dei pannelli solari della capsula. Nella prima missione dimostrativa, condotta in automatico e senza equipaggio, la Crew Dragon era rimasta attraccata per soli cinque giorni prima di rientrare in atmosfera e ammarare. Si completa, così, il successo della prima missione umana frutto della collaborazione tra SpaceX e NASA che consentirà all’agenzia spaziale americana di tornare a disporre di un sistema di lancio autonomo di astronauti.

Crew Dragon è in orbita

Crew Dragon è in orbita

La Crew Dragon di SpaceX, prima navicella privata con uomini a bordo, è stata lanciata da Cape Canaveral alle 21:22:45 ora italiana consentendo agli Stati Uniti e alla NASA di fare ripartire astronauti dal proprio territorio. Il 54enne Doug Hurley e il 50enne Bob Behnken, entrambi con esperienza ventennale da astronauti e già protagonisti di due missioni a testa dello Space Shuttle che fu pensionato nel 2011, hanno atteso il momento del lancio comodamente seduti a 70 metri d’altezza nell’abitacolo della capsula simbolo della new space economy. Hurley e Behnken raggiungeranno, dopo una serie di orbite, la stazione spaziale dove sono ad attenderli l’americano Chris Cassidy e i russi Ivan Vagner e Anatoli Ivanishin. Dopo il rinvio subito dalla missione Demo-2 di Crew Dragon mercoledì scorso, a causa di condizioni meteorologiche avverse con rischio di tempesta di fulmini, la partenza è stata riprogrammata per sfruttare la seconda finestra di lancio disponibile che consentisse di agganciare la stazione spaziale nel tempo più breve. Alle 21:37 ora italiana, 45 minuti prima dell’orario di lancio, il centro di controllo della missione a Houston, constatato il miglioramento delle condizioni meteorologiche, ha confermato di proseguire il countdown, dando inizio alle operazioni di carico del propellente che alimentano i motori del razzo Falcon 9. A lancio avvenuto, a cui ha assistito il presidente americano Trump, dopo 2 minuti e 33 secondo il primo stadio del Falcon 9 è rientrato dopo avere completato la prima fase di spinta per atterrare 9 minuti dopo la partenzaa su una piattaforma galleggiante al largo della Florida. Crew Dragon aggancerà la stazione spaziale internazionale alle 15:30 di domenica 31 maggio.

“Una giornata storica per gli Stati Uniti che dopo 9 anni tornano ad avere un accesso autonomo per gli astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale con il lancio della missione Crew Dragon Demo-2, grazie alla partnership pubblico-privato tra NASA e SpaceX  – ha commentato il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Giorgio Saccoccia – Un passo significativo che segna  l’inizio di una nuova era commerciale  per i voli spaziali umani. C’è anche il  contributo dell’Italia a questo lancio, grazie  al supporto fornito dalla base dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Broglio Space Center (BSC) di Malindi in Kenya, che fa parte delle stazioni di tracking che hanno seguito il volo della Crew Dragon verso la Stazione Spaziale. Un ringraziamento particolare a tutto lo staff dell’ASI, che ha garantito l’apertura e l’operatività della base durante questo periodo di emergenza Covid. Voglio, soprattutto, fare le congratulazioni alla NASA, nostro partner storico da più di 50 anni, per questo nuovo traguardo!”

 

Rinviato lancio Crew Dragon

Rinviato lancio Crew Dragon

Un improvviso peggioramento delle condizioni meteorologiche su Cape Canaveral e nella regione della Florida ha imposto lo stop al lancio della Crew Dragon con a bordo gli astronauti Bob Behnken e Doug Hurley, i primi due americani pronti a partire dal territorio degli Stati Uniti nove anni dopo il pensionamento degli Space Shuttle. A fare decidere per il rinvio (il distacco dalla rampa era previsto alle 22:33 e 33 secondi ora italiana) sono stati i dati relativi ai venti in quota, che non avrebbero garantito al razzo Falcon 9 di seguire in sicurezza la traiettoria di salita. Troppo stretta la finestra di lancio per consentire una riprese immediata del count-down. La seconda opportunità è fissata sabato 30 maggio alle 19:22 italiane con aggancio alla stazione spaziale alle 14:20 di domenica 31 maggio.

Crew Dragon pronta al lancio

Crew Dragon pronta al lancio

#LaunchAmerica è l’hasthag che accompagna il ritorno in orbita di astronauti americani, lanciati per la prima volta dopo nove anni dal suolo americano. Sulla storica piattaforma 39A di Cape Canaveral, la stessa da cui sono partite le missioni Apollo per la Luna e gli Space Shuttle fino all’ultima missione datata luglio 2011, è stato posizionato il razzo Falcon 9 con la capsula Crew Dragon della società SpaceX di Elon Musk. A bordo gli astronauti Bob Behnken e Doug Hurley, entrambi con esperienza nel corpo astronauti della NASA, avendo portato a termine due missioni a testa con lo Space Shuttle. Hurley, comandante della missione Demo-2 con la Crew Dragon, ha partecipato all’ultimo volo della navetta americana prima del pensionamento. Il lancio è previsto alle 22:33 e 33 secondi (ora italiana). L’aggancio alla stazione spaziale internazionale è previsto dopo 19 ore dal lancio, alle 17:30 di giovedì 28 maggio (ora italiana). In caso di problemi è prevista una nuova finestra lancio sabato 30 maggio alle 19:22 italiane con attracco alle 14:20 di domenica 31 maggio. Le condizioni meteorologiche sono migliorate rispetto alla giornata di vigilia del lancio, quando si temeva che la base potesse essere investita da una tempesta tropicale. Al lancio di Crew Dragon assisteranno a Cape Canaveral presidente Usa Donald Trump con la first lady Melania e il vicepresidente Mike Pence.

Negli ultimi nove anni la dipendenza dai sistemi di lancio spaziali russi, per trasferire in orbita gli astronauti della Nasa, è costata agli Stati Uniti 4 miliardi di dollari. Se una missione dello Space Shuttle, però, costava l’equivalente di quasi 2 miliardi di dollari al valore attuale, la Nasa corrisponde ora a SpaceX 55 milioni per ogni astronauta trasportato a bordo della Crew Dragon.

 

On Monday, March 30, 2020 at a SpaceX processing facility on Cape Canaveral Air Force Station in Florida, SpaceX successfully completed a fully integrated test of critical crew flight hardware ahead of Crew Dragon’s second demonstration mission to the International Space Station for NASA’s Commercial Crew Program; the first flight test with astronauts onboard the spacecraft. NASA astronauts Bob Behnken and Doug Hurley participated in the test, which included flight suit leak checks, spacecraft sound verification, display panel and cargo bin inspections, seat hardware rotations, and more.

Conto alla rovescia per Demo-2

Conto alla rovescia per Demo-2

Conto alla rovescia per il via alla missione Demo-2 di SpaceX, con cui la NASA riporta gli astronauti americani sulla rampa di lancio di Cape Canaveral. L’ultima volta era accaduto l’8 luglio 2011 con la missione STS-135 dello Space Shuttle Atlantis che concluse l’epopea della navetta dopo 29 anni e tre mesi. A bordo della capsula Crew Dragon della società spaziale presieduta da Elon Musk saranno gli astronauti Bob Behnken e Doug Hurley, i quali domani lasceranno la quarantena al Johnson Space Center di Houston per spostarsi all’interno della base di lancio in Florida. La partenza è programmata alle 22:32 ora italiana (le 16:32 in Florida) di mercoledì 27 maggio con il razzo Falcon 9 di SpaceX e la rampa utilizzata sarà ancora una volta la storica Pad 39A, da dove sono decollate le missioni Apollo e degli Space Shuttle. La capsula Crew Dragon, diretta alla stazione spaziale internazionale da raggiungere nelle 24 ore successive al lancio, sarà comandata da Doug Hurley, da vent’anni nel corpo astronauti, il quale nella sua carriera ha preso parte alle missioni STS-127 nel 2009 e STS-135 nel luglio 2011, come pilota della navetta e è responsabile delle operazioni con il braccio robotico. Si può dire che la NASA riparte da dove aveva lasciato, mandando in orbita uno dei componenti l’ultima missione umana partita dal suolo americano. Bob Behnken, uguale esperienza ventennale da astronauta, che ha volato con il ruolo di pilota nella missione STS-123 del 2008 e STS-130 del 2010, una volta raggiunto il complesso orbitale avrà la responsabilità delle operazioni rendez-vous, attracco e sgancio. Il computer di bordo della Crew Dragon è programmato per gestire in modo autonomo l’avvicinamento e l’attracco alla stazione spaziale, ma l’equipaggio è in grado di intervenire in caso di necessità. Non è stato indicato il periodo di permanenza dei due astronauti a bordo della stazione spaziale, ma il loro rientro avverrà con un ammaraggio al largo della costa orientale della Florida, per essere recuperati dalla nave appoggio di SpaceX, la Go Navigator. Una curiosità: il trasferimento di Bob Behnken e Doug Hurley alla rampa di lancio avverrà a bordo di una Tesla Model X, brandizzata con il logo attuale della NASA e quello storico che ha accompagnato i programmi spaziali negli anni ’70 e ’80. (photocredits:NASA/SpaceX)