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Soyuz MS-14 sù, Dragon rientra

Soyuz MS-14 sù, Dragon rientra

La navicella Soyuz MS-14 senza equipaggio, con a bordo il robot umanoide Skybot F-850 e il telescopio italo-russo Mini-EUSO, ha attraccato alle 5:09 del mattino al nodo Zvezda della stazione spaziale internazionale. L’operazione di avvicinamento e aggancio è stata condotta in modo automatico, seguita e controllata dall’equipaggio, tra cui Luca Parmitano, il quale insieme ad altri due colleghi aveva provveduto 24 ore prima allo spostamento dell’altra navicella Soyuz MS-13 in un diverso punto di attracco per consentire di superare il problema che aveva costretto a interrompere la manovra di arrivo della MS-14.

Nella stessa giornata di martedì 27 agosto, alle 16:42, è stato programmato il rilascio e il rientro della capsula Dragon CRS-18. Durante il rientro in atmosfera saranno testate le piccole piastrelle in ceramica poste nel bordo dello scudo termico: SpaceX sta sviluppando un nuovo sistema di protezione termica per un veicolo spaziale di prossima generazione, la navetta StarShip, che necessiterà di dissipare al rientro in atmosfera più energia di quanto mai fatto da qualunque altro mezzo finora.

Sulla ISS spostata la Soyuz MS-13

Sulla ISS spostata la Soyuz MS-13

Alexander Skvortsov, Andrew Morgan e Luca Parmitano, a bordo della stazione spaziale internazionale, hanno portato a termine la notte scorsa la delicata operazione di spostamento della navicella Soyuz MS-13 dal nodo di attracco del modulo Zvezda a quello del modulo Poisk. Il trasferimento è avvenuto con una procedura automatica e ha permesso di liberare il modulo Zvezda per consentire di riprovare l’operazione di aggancio automatico della navicella Soyuz MS-14 senza equipaggio che orbita a distanza di sicurezza dopo lo stop alla fase di avvicinamento alla stazione spaziale imposto dalla rilevazione di un malfunzionamento nel sistema di controllo automatico.
Lanciata il 22 agosto scorso dal cosmodromo di Baikonur per il volo di qualifica del razzo vettore Soyuz 2.1a, la navicella Soyuz MS-14 reca a bordo il robot umanoide Skybot F-850 “Fedor”, che non ha compito di guida, e il telescopio Italo-russo Mini-EUSO.
Il nuovo tentativo di aggancio della Soyuz MS-14 è previsto iniziare alle 23:12.

 

Manovre per aggancio Soyuz

Manovre per aggancio Soyuz

La navetta Soyuz MS-14 senza equipaggio, con a bordo il il robot umanoide Skybot 850 e il telescopio italo-russo mini-EUSO, riproverà l’aggancio automatico alla stazione spaziale internazionale alle 23:12 di lunedì 26 agosto dopo che il primo tentativo di attracco alle 7:30 di sabato 24 agosto era stato interrotto a causa di un malfunzionamento del sistema di avvicinamento. La Soyuz MS-14, che orbita a distanza di sicurezza dal complesso orbitale, sarà fatta attraccare al boccaporto dove si trova l’altra navicella Soyuz MS-13 con cui ha viaggiato l’equipaggio di Expedition 60 di cui fa parte Luca Parmitano. Questa alternativa rende necessario spostare la Soyuz MS-13, operazione delicata da eseguire manualmente, programmata a partire dalle 23:59 di domenica e affidata al comandante della navicella Alexander Skvortsov e a Luca Parmitano.

Soyuz fallisce attracco a ISS

Soyuz fallisce attracco a ISS

La navicella russa Soyuz MS-14, decollata il 22 agosto dal cosmodromo di Baikonur senza equipaggio, con a bordo il robot Skybot 850 e il telescopio italo-russo mini-EUSO, non è riuscita ad agganciarsi alla Stazione spaziale internazionale. L’attracco automatico sarebbe dovuto avvenire alle 7:30 ora italiana di sabato 24 agosto, ma un problema tecnico lo ha impedito quando mancava circa 100 metri al contatto. Ora la navetta si trova sempre alla portata della stazione ma a distanza di sicurezza, per essere in grado di ritentare l’aggancio. Il robot umanoide presente a bordo della Soyuz MS-14 non ha compiti di pilotaggio, ma solo quello di registrare tutte le fasi della missione, coincisa con il volo di collaudo del razzo vettore Soyuz 2.1a, versione migliorata e potenziata del lanciatore impiegato dall’agenzia spaziale russa per il trasferimento degli equipaggi a bordo della stazione spaziale internazionale. L’altro carico utile è rappresentato da Mini-EUSO, telescopio di nuova generazione in banda ultravioletta (UV) per lo studio ed il monitoraggio di emissioni notturne di origine terrestre, atmosferica e cosmica che sarà istallato su un oblò del modulo russo “Zvezda” per effettuare una campagna di osservazioni notturne dalla quota della Stazione Spaziale Internazionale, ossia circa 400 km. Mini-EUSO, nato da una cooperazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana e l’agenzia spaziale russa ROSCOSMOS, è coordinato da Marco Casolino, della Sezione di Roma Tor Vergata dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e dell’Università di Roma Tor Vergata, insieme al russo Mikhail Panasyuk dell’Università Statale di Mosca.

EVA a bordo di ISS

EVA a bordo di ISS

Prima passeggiata spaziale per l’equipaggio di Expedition 60 a bordo della stazione spaziale internazionale. Nick Hague ed Andrew Morgan sono i due astronauti a cui è stata affidata l’attività extraveicolare a partire dalle 14:20 italiane di mercoledì 21 agosto, della durata di circa 6 ore e mezza. Si tratta della prima esperienza per Morgan, la terza passeggiata per Hague. Il loro compito consiste nel montaggio dell’adattatore del sistema di aggancio (IDA-3) sul modulo Harmony, che consentirà l’attracco delle navette con equipaggio di SpaceX e Boeing.
Il kit dell’adattatore è arrivato sulla ISS il 28 luglio 2019, a bordo della capsula Dragon della SpaceX, insieme a rifornimenti e attrezzature scientifiche.

L’astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea, Luca Parmitano, continua nel programma di esperimenti della missione Beyond e nei prossimi mesi dovrebbe essere impegnato a sua volta in una o più attività extraveicolari, dopo quelle condotte nel 2013 durante la missione Volare.

Le immagini dell’attività extravicolare

Prima chiamata di @astroluca

Prima chiamata di @astroluca

Nove giorni dopo il suo ingresso in orbita e l’arrivo sulla stazione spaziale internazionale per dare corso alla sua seconda missione di lunga durata denominata Beyond, con il chiaro intento di guardare oltre il presente e traguardare la futura uscita dallo spazio circumterrestre, l’astronauta italiano dell’ESA Luca Parmitano ha tenuto la sua prima conferenza stampa in collegamento con il Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano. Una scelta non casuale dal momento che il polo museale ospita l’unico frammento di roccia lunare raccolto durante il programma Apollo e tenuto a battesimo anni or sono da Eugene Cernan, ultimo uomo a lasciare il suolo selenita nel dicembre 1972.

T-shirt rossa e pantaloni, alle spalle la bandiera italiana e i loghi delle agenzie spaziali europea e italiana, Parmitano è, come sempre, prodigo di riflessioni e non rinuncia alle proverbiali battute. Alla immancabile domanda relativa alla capacità di adattamento all’ambiente microgravitazionale, l’astronauta risponde che la cosa più difficile è abituarsi al caffè. In realtà, ha preparato minuziosamente il suo programma di attività che lo vedrà impegnato complessivamente in oltre 250 esperimenti, di cui 6 dell’Agenzia Spaziale Italiana e 50 dell’Agenzia Spaziale Europea con un’attenzione particolare alla fisiologia umana. Vection, per esempio, è uno degli esperimenti sulla percezione di spazio e movimento in orbita che utilizza la realtà virtuale.

Poco tempo per godersi lo spettacolare panorama del pianeta anche se Parmitano ammette di essersi affacciato dalla cupola della ISS per fotografare la sua Sicilia durante un paio di passaggi sulla verticale dell’isola. Guardare giù, per chi si trova e lavora in orbita, significa soprattutto testimoniare i cambiamenti profondi che si notano a causa del riscaldamento globale, con ghiacciai che si ritirano e deserti che avanzano.

Guardare oltre e puntare il futuro significa inevitabilmente tornare a sognare la Luna. Luca Parmitano non nasconde il desiderio di potervi sbarcare, convinto che il nostro satellite naturale sia tornato a rappresentare, dopo mezzo secolo dal primo sbarco dell’uomo, la spinta per realizzare un avamposto permanente. Intanto si prepara al ruolo di comandante della stazione spaziale, che assumerà dal mese di ottobre, primo italiano e terzo europeo a ricoprirlo.

Tanto lavoro a bordo e massima attenzione alla divulgazione delle attività attraverso i canali social. Comunicare è fondamentale, sia con i tecnici della missione e gli scienziati che hanno proposto e seguono gli esperimenti, sia per far conoscere le tipologie di test che avranno ricadute fondamentali per spingerci verso la Luna e Marte, ma anche applicazioni utili a migliorare la vita sul pianeta.