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Rientro di corpo spaziale

Rientro di corpo spaziale

Nel weekend di festività pasquali, l’Italian Space Surveillance and Tracking Operation Center (ISOC) di Pratica di Mare, congiuntamente al Poligono Interforze di Salto di Quirra (PISQ), e con il supporto di Leonardo-Vitrociset e GMSpazio, ha operato costantemente per monitorare il rientro in atmosfera di un oggetto segnalato inizialmente dal Comando statunitense delle operazioni spaziali venerdì 10 aprile.  L’oggetto, risultato poi essere un componente (rocket body) di un vettore utilizzato per inviare un carico alla International Space Station (ISS), è stato tracciato con successo dal Multi-Frequency Doppler Radar (MFDR) del PISQ nella giornata di Sabato 11 aprile, consentendo all’ISOC di prevedere tempestivamente e con precisione il rientro dell’oggetto, che si è verificato nella tarda serata di domenica 12 aprile. L’Italia, primo Paese in Europa ad effettuare la rilevazione dell’oggetto, ha poi messo i dati raccolti dall’ISOC a disposizione delle altre nazioni europee, come previsto dagli accordi internazionali di riferimento.

L’ISOC, gestito dall’Aeronautica Militare, nell’ambito della collaborazione nazionale fra Ministero della Difesa, Agenzia Spaziale Italiana (ASI)  ed Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), per i servizi di Space Surveillance e Tracking a favore ed in collaborazione con l’Unione Europea, coordina la rete di sensori, ottici e radar, nazionali,  destinati a seguire le traiettorie degli oggetti che orbitano intorno alla Terra, e ha la capacità di stabilire, dall’analisi dei dati rilevati, la possibilità di collisioni fra satelliti, dei satelliti con detriti spaziali  e, come nel caso in questione, l’orario di rientro in atmosfera degli oggetti in esame nonché, in collaborazione con una estesa rete di attori globali, contribuire alla determinazione della possibile area di impatto con la superficie terrestre,  con diverse ore di anticipo. Queste capacità della Difesa erano già state messe alla prova con successo anche durante altre festività pasquali, quelle del 2018 quando l’ISOC, grazie al coordinamento con il PISQ e con il supporto dell’ASI e altre articolazioni dello Stato, garantendo il monitoraggio del rientro incontrollato dall’atmosfera della stazione spaziale cinese Tiangong-1.

 

Cambio di comando sulla ISS

Cambio di comando sulla ISS

Prima della mezzanotte tra il 15 e il 16 aprile si è svolta la cerimonia di cambio di comando a bordo della stazione spaziale internazionale, con l’affidamento del ruolo all’americano Chris Cassidy. A passargli le consegne è stato il cosmonauta Oleg Skripochka di Roscosmos, che aveva avvicendato l’astronauta italiano dell’ESA Luca Parmitano agli inizi dello scorso febbraio e si prepara a rientrare sulla terra a bordo della navicella Soyuz MS-15 insieme agli astronauti americani Andrew Morgan and Jessica Meir. Con il cambio di commando, è iniziata ufficialmente la missione Expedition 63, che vede impegnati con il comandante Cassidy i cosmonauti russi dell’agenzia Roscosmos Anatoly Ivanishin and Ivan Vagner, partiti con lui dal cosmodromo di Bajkonour. Il rientro a terrà dell’equipaggio di Expedition 62 è previsto alle venerid 17 aprile nelle steppe del Kazakhstan, a sud-est di Dzhezkazgan.

Iniziata Expedition 63

Iniziata Expedition 63

Dal cosmodromo russo di Baikonur, in Kazakhstan, è stato eseguito con successo il lancio della navetta Soyuz MS-16 diretta alla Stazione spaziale internazionale. A bordo, l’equipaggio di Expedition 63 composto dall’astronauta della Nasa Chris Cassidy e dai cosmonauti Anatoly Ivanishin e Ivan Vagner dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, la cui missione durerà 196 giorni, con rientro a terra previsto il 22 ottobre. Si è trattato del primo lancio di una navetta con equipaggio portata in orbita dal nuovo razzo vettore Soyuz-2.1a, primo veicolo spaziale costruito unicamente con componenti di fabbricazione russa, impiegato lo scorso agosto in un volo di prova. Finora le navette Soyuz erano state lanciate con il razzo Soyuz-FG dotato di sistema di controllo ucraino.

Ad attendere il nuovo equipaggio, a bordo della stazione spaziale internazionale, ci sono il comandante russo Oleg Skripochka, subentrato a Luca Parmitano il 5 febbraio 2020, e gli americani Andrew Morgan e Jessica Meir, che rientreranno sulla Terra il 17 aprile. Chris Cassidy, che fece parte dell’equipaggio in occasione della prima missione di Luca Parmitano nel 2013 a bordo della Iss, accoglierà insieme a Ivanishin e Vagner i gli astronauti della Nasa Bob Behnken e Doug Hurley che a fine maggio raggiungeranno il complesso orbitale con la missione SpaceX Demo-2. Si tratterà del primo volo umano nello spazio con lancio dagli Stati Uniti dopo il pensionamento degli Space Shuttle nel 2011.

ESA: come stare in isolamento

ESA: come stare in isolamento

L’Agenzia Spaziale Europea ha promosso dalle 16 alle 21 di giovedì 26 marzo un evento online su ESA WebTv e su ESA YouTube, in collaborazione con il suo partner Asteroid Day, per aiutare tutti coloro che sono in isolamento e distanziamento sociale, a godere della scienza, del nostro pianeta, e dei nostri sogni del cielo sopra di noi.

Si tratta di #SpaceConnectsUs – un’opportunità per comunicare attraverso i confini e sentire da esploratori dello spazio, artisti e scienziati come comportarci e come gestire il nostro ambiente mentre le comunità combattono una pandemia globale.Il programma include collegamenti da remoto con astronauti e ospiti da tutto il mondo, per parlare ai bambini, ai giovani e alle loro famiglie delle loro esperienze e tecniche in spazi confinati, di lezioni di vita dall’esplorazione spaziale, della loro fiducia nella scienza e delle loro fonti di ispirazione. Il programma è stato impostato in cinque segmenti linguistici con inizio alle ore 16:00 in olandese, seguito dal tedesco (alle 17:00), italiano (18:00), francese (19:00) e inglese (20:00).

Per saperne di più visita la pagina:

http://www.esa.int/Space_in_Member_States/Italy/Gli_astronauti_a_SpaceConnectsUs_per_offrire_ispirazione_durante_l_isolamento

Videoconferenza di Luca Parmitano

Videoconferenza di Luca Parmitano

A un mese dal rientro dallo spazio, dove ha trascorso 201 giorni a bordo della stazione spaziale internazionale, l’astronauta italiano dell’ESA Luca Parmitano ha raccontato la missione Beyond rispondendo in videoconferenza con l’Agenzia Spaziale Italiana alle domande dei giornalisti. La missione, la sua seconda di lunga durata, che ha visto impegnato in oltre 250 esperimenti e soprattutto nella riparazione dello strumento AMS-2, il cacciatore di antimateria, nel corso di quattro attività extraveicolari durate complessivamente quasi 32 ore e assumendo il ruolo di comandante della stazione spaziale.

Parmitano si è detto già perfettamente riadattato, rientrato nel peso corporeo e ritenersi tra il 95 e il 99 per cento delle capacità fisico-motorie. Risultato evidente della precedente esperienza in orbita e della migliore preparazione alla fase di rientro a terra. Ha poi descritto il momento in cui è diventato comandante della stazione come il più impegnativo della missione Beyond. “Sebbene arrivassi da veterano sulla ISS, nel momento in cui ho preso il comando è cambiato il mio approccio con l’equipaggio. Un passaggio impegnativo e al tempo stesso un momento di crescita professionale, una leadership cooperativa che dal punto di vista umano è stato l’aspetto più importante e ha rappresentato un momento fondamentale di crescita professionale”. Luca Parmitano, il quale ha lungamente documentato i segni dei cambiamenti climatici apparsi evidenti dall’orbita con la speranza – come egli stesso ha sottolineato – di avere elevato il livello di consapevolezza sulla fragilità del pianeta, ha parlato dell’emergenza legata alla diffusione del coronavirus invitando a non lasciarsi prendere dal panico. “E’ importante avere fiducia nelle risorse e capacità di chi lavora per contenere e combattere il contagio” – ha detto, ricordando come a bordo della stazione spaziale si effettuano esperimenti sui virus che danno importanti risultati. “Ci sono due modo per unire gli esseri umani: avere un nemico comune o unire le risorse”. Da qui l’invito ad affrontare i problemi in maniera sistemica.

Tornando alla missione Beyond, il successo della riparazione di Ams-2, essere riusciti a fare upgrade del sistema di raffreddamento, consentirà di raccogliere dati sulla materia cosmica e migliorare la comprensione dell’universo. L’aspetto tecnico della complessa attività extraveicolare è stato al centro dell’anno che ha preceduto la missione di Luca Parmitano. “Ci siamo preparati a lungo e in modo approfondito. Per lo sviluppo delle sequenze abbiamo utilizzato la piscina al centro spaziale di Houston, per l’uso della strumentazione abbiamo utilizzato un sistema di sospensione robotizzato fuori dall’acqua che simula le condizioni di assenza di gravità, inoltre un sistema integrato di realtà virtuale. Una volta in orbita si scopre una certa familiarità con le condizioni di lavoro e gli strumenti appositamente ideati per il tipo di lavorazione”. Ams-2 non era stato disegnato per essere oggetto di attività extraveicolare, si trattava di ripararlo senza romperlo, a cominciare dalla bullonatura con cui era stato fissato. Nell’ultima attività extraveicolare si è provveduto a riparare una delle connessioni che risultava non perfettamente stagna. Ora il sistema funziona perfettamente e i risultati superiori alle aspettative.

Nel corso della missione Beyond, Parmitano ha interagito con il sistema di intelligenza artificiale Simon a bordo della stazione. Un sistema che non dotato ancora di una sua autonomia ma destinato a crescere e fornire un contributo anche dal punto di vista psicologico. I tecnici della NASA si sono complimentati per l’aspetto ingegneristico del robot. “Ho chiesto a Simon di raccontarmi delle barzellette, il senso di houmor di Simon mi ha aiutato a rilassarmi” – ha raccontato l’astronauta. Risultato oltre le aspettative anche per l’esperimento con rover Interact, situato nei pressi del centro Estec dell’Agenzia Spaziale Europea in Olanda e telecomandato nell’ambito della missione lunare simulata Analog-1. “Abbiamo ancora qualche anno davanti prima di essere pronti a sfruttare appieno questo tipo di tecnologia – ha detto Parmitano – Tuttavia i risultati sono andati ben oltre le aspettative. Il rover rispondeva perfettamente, eseguendo la serie di operazioni programmate. L’esperimento ha dimostrato la capacità di lavorare in maniera integrata con gli scienziati. Ritengo che con i dati raccolti in questa missione, allorquando avremo a disposizione un rover dedicato all’esplorazione lunare, saremo pronti per impiegare proficuamente questa tecnologia. La guida del rover dalla stazione ha dimostrato la capacità di controllarne i movimenti, per cui possiamo pensare ad applicazioni non solo sulla Luna o altro corpo celeste ma anche in zone impervie sulla Terra”.

Quanto al suo futuro, Luca Parmitano ha ricordato che sarà di supporto agli astronauti che saranno chiamati a svolgere missioni sulla stazione spaziale e, tra le righe del discorso, non ha nascosto la speranza di dare il proprio contributo al programma di esplorazione lunare Artemis.

Ravanelli in orbita

Ravanelli in orbita

Tredicesima missione del veicolo spaziale Cygnus, lanciato con successo a bordo del vettore Antares dalla base di Wallops, in Virginia, e diretto alla Stazione Spaziale Internazionale con il suo carico di 3750 kg di rifornimenti e materiale scientifico. A bordo di Cygnus c’è il Mobile SpaceLab, una struttura per la coltura di tessuti e cellule, Plant Habitat-02, che coltiverà i ravanelli all’interno dell’Advanced Plant Habitat come esempio di pianta nutriente e commestibile.  Il carico contiene anche lo Spacecraft Fire Experiment-IV (Saffire-IV), che utilizzerà il modulo di rifornimento Cygnus, una volta che quest’ultimo avrà lasciato la stazione spaziale, per testare l’infiammabilità di diversi materiali in differenti condizioni ambientali. Tale esperimento è fondamentale per lo sviluppo di materiali resistenti e misure per la prevenzione degli incendi.