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BergamoScienza 2018 al via tra neuroscienze e dinosauri

BergamoScienza 2018 al via tra neuroscienze e dinosauri

Al via sabato 6 ottobre la XVI edizione di BergamoScienza, in programma fino al 21 ottobre con un calendario oltre 160 eventi, che comprendono conferenze, laboratori interattivi, spettacoli, mostre, tutti fruibili gratuitamente. Una manifestazione che concentra in 16 giorni l’attenzione sul mondo della ricerca, delle tecnologie e del sapere scientifico, attraverso la presenza di esperti e scienziati di fama mondiale, ma che ha sposato l’obiettivo della divulgazione scientifica tutto l’anno coinvolgendo i giovani e le scuole nelle attività che fanno perno sul Bergamo Science Center. L’apertura di BergamoScienza 2018 è stata affidata allo scrittore Ian McEwan e al neuroscienziato Ray Dolan, invitati a diagolare sulle emozioni tra scienza, cervello e letteratura indagando i punti di contatto fra due discipline solo apparentemente distanti. Domenica 7 ottobre alle ore 16, il paleontologo ed esperto di dinosauri Jack Horner, l’Alan Grant di Jurassik Park, consulente di Spielberg e autore della scoperta di nidi fossilizzati di dinosauri, sarà protagonista dell’incontro Riscoprire i dinosauri. Con le sue ricerche, Horner ha dimostrato che questi antichi rettili, da cui discendono i nostri uccelli moderni, accudivano i propri piccoli. Una testimonianza che ricade nella città sede dell’importante Museo di Scienze Naturali, in cui è custodito il calco del rettile volante più antico del mondo e dove è in corso la mostra sui dinosauri procrastinata fino al 6 gennaio 2019. Nel primo weekend di BergamoScienza tiene banco La Scuola in Piazza, kermesse scientifica on the road animata dagli stand di 45 istituti scolastici – dalle scuole d’infanzia all’Università – ai quali si affiancano quelli delle forze dell’ordine: Guardia di Finanza, Accademia della Guardia di Finanza, Polizia, Carabinieri, Stato Maggiore della Difesa. La Polizia scientifica propone la mostra fotografica Frammenti di storia – l’Italia attraverso le impronte, le immagini e i sopralluoghi di Polizia scientifica, curata dalla Direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato. Nel secondo weekend di ottobre si parla di spazio con un focus sugli asteroidi, oggetto di studio e potenziali miniere oltre che di costante monitoraggio per il pericolo di impatto con la Terra, e un’analisi dei progetti che mirano a liberare l’orbita terrestre dalla moltitudine di detriti, residuo di sessant’anni di missioni spaziali. (credit immagine: Laura Pietra per BergamoScienza)

Lunar City sbarca in laguna

Lunar City sbarca in laguna

Dopo la prima assoluta del film Il Primo Uomo del regista Damien Chazelle con Ryan Gosling nel ruolo di Neil Armstrong del quale la pellicola racconta la vita tra il 1961 e il 1969, l’anno dello storico sbarco sulla Luna, la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia torna a parlare di spazio. Sul red carpet gli astronauti italiani Roberto Vittori e Paolo Nespoli, tre missioni a testa in orbita, che sono intervenuti alla presentazione del docufilm Lunar City di Alessandra Bonavina, prodotto da Omnia Gold Studios Production in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e la Nasa. Lunar City, secondo capitolo della trilogia Expedition iniziata con il racconto dell’ultima missione di lunga durata condotta da Paolo Nespoli, è il racconto di come sarà il ritorno alla Luna. Un obiettivo che vede coinvolti non solo, come mezzo secolo fa, solo gli Stati Uniti, allora in competizione con la Russia, ma molti Paesi, Italia ed Europa comprese.

“Il ritorno verso la Luna servirà a definire il futuro dell’esplorazione umana nello spazio – ha detto Dylan Mathis, communication manager della NASA per la stazione spaziale internazionale, sottolineando come l’agenzia si stia preparando a mandare astronauti nell’orbita cislunare per attività orientate alla preparazione del viaggio verso Marte. Un obiettivo che si vuole perseguire con uno sforzo tecnologico internazionale molto esteso e partecipato”. Dunque, come ha sottolineato Alessandra Bonavina, il ritorno alla Luna è destinato a essere vissuto come genere umano, non come spettatore passivo, ma come attore della preparazione ed esecuzione delle missioni. Roberto Vittori e Paolo Nespoli, che si sono ritrovati a Venezia esattamente vent’anni dopo essere entrati a far parte del corpo astronauti, hanno sottolineato l’importanza di divulgare la funzione strategica delle missioni spaziali, attraverso cui allargare le frontiere dell’umanità e trasferire le conoscenze e le nuove tecnologie impiegate per i viaggi di esplorazione e la lunga permanenza lontano dal pianeta Terra. Paolo Nespoli, con le due missioni di lunga durata, ha fornito un contributo rilevante allo studio della fisiologia umana nello spazio. Alessandra Bonavina, che ha realizzato il docufilm proprio in vista del cinquantennale dello sbarco dell’uomo sul nostro satellite, il 20 luglio 1969, ha annunciato che la trilogia è destinata a completarsi con la presentazione della prossima tappa dell’esplorazione spaziale dopo la Luna, ovvero Marte.

Charity per la pediatria con il Sogno di un Astronauta

Charity per la pediatria con il Sogno di un Astronauta

“Sogno di un Astronauta“, la sinfonia commissionata al compositore Leonardo Di Lorenzo dal CALTECH (California Institute of Technology) per celebrare il lancio della navetta spaziale ATLANTIS l’11 maggio 2009, ha reso possibile concretizzare il proposito di contribuire al sostegno delle attività dell’Ospedale dei Bambini di Brescia, uno dei 13 Ospedali Pediatrici italiani e centro di riferimento italiano ed europeo per diverse patologie. Proprio a Brescia, città in cui Leonardo Di Lorenzo ha studiato e si è formato musicalmente per approdare sulla scena internazionale e scegliere di vivere e lavorare a Londra, l’autore ha voluto eseguire per la prima volta in Italia questa opera in un concerto sold out svoltosi al Teatro Grande nel febbraio 2018. Un’iniziativa di arte e charity patrocinata, tra gli altri, dall’Unione Giornalisti Aerospaziali Italiani, Associazione Culturale Orbitale e dal Comune di Brescia, e che ha consentito di devolvere il ricavato della serata alla struttura sanitaria dove ogni anno vengono assicurate oltre 35.000 prestazioni a favore dei piccoli pazienti.

La sinfonia “Sogno di un astronauta” fu eseguita in anteprima nella storica “Dabney Lounge” del campus californiano ed è stata rimessa in scena al Teatro Grande di Brescia con L’Orchestra Sinfonica dei Colli Morenici, diretta dal Maestro Giuseppe Orizio. L’obiettivo della missione dello Space Shuttle Atlantis, partita l’11 maggio 2009, era l’ultima manutenzione del telescopio orbitante Hubble; ai comandi c’era Scott Altman, il quale fu anche uno dei “veri” piloti nel film cult “Top Gun”. Due anni dopo, il 21 luglio 2011, la stessa navetta spaziale toccava per l’ultima volta la pista di atterraggio del Kennedy Space Center, facendo calare il sipario sul Programma Space Shuttle, durato 30 anni.

“Sognare di essere un astronauta e quindi creare questo sogno in musica è stata una cosa molto affascinante – ha spiegato il maestro Leonardo Di Lorenzo – La suite si divide in 3 movimenti: il decollo, il paesaggio lunare e infine il movimento che si chiama ‘Non siamo soli’, che rappresenta l’incontro degli astronauti con gli alieni. Un messaggio di fiducia e non di paura nei confronti delle cose che non conosciamo. Una metafora – ha concluso il compositore – perché alla fine siamo tutti un po’ astronauti, vogliamo tutti decollare e andare sulla Luna”.

 

Il primo uomo

Il primo uomo

In coincidenza con il 49esimo anniversario del primo sbarco umano sulla Luna, l’annuncio del film dedicato a Neil Armstrong, comandante della missione Apollo 11, che sarà proiettato in in prima mondiale mercoledì 29 agosto nella Sala Grande del Palazzo del Cinema al Lido di Venezia, in occasione della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. “Il primo uomo”, diretto da Damien Chazelle (il regista di La La Land, premiato con 6 Oscar) vede l’attore Ryan Gosling nelle vesti di Nei Armostrong, sulla cui figura si concentra il racconto della pellicola negli anni dal 1961 al 1969 che precedettero l’allunaggio. Un profondo resoconto e una narrazione in prima persona, basata sui libri di Kames R. Hansen, il film esplora i sacrifici e il costo – per Armstrong e per gli Stati Uniti – di una delle missioni più pericolose della storia. “Questo è un piccolo passo per [un] uomo, un gigantesco balzo per l’umanità”. La sua frase è rimasta famosa, la sua missione ha rivoluzionato la storia dell’umanità. Neil Armstrong è stato il primo uomo ad aver messo piede sulla Luna il 20 luglio del 1969. La storia della missione Apollo 11 della NASA è quella della realizzazione di un sogno di tutti i tempi che Il primo uomo torna a raccontare.

Busalla casa dello Spazio

Busalla casa dello Spazio

Alla vigilia del 49esimo anniversario dello sbarco umano sulla Luna, l’astronauta Franco Malerba ha presentato la seconda edizione del Festival dello Spazio che si tiene a Busalla, la cittadina nell’entroterra ligure che ha dato i natali al primo italiano andato in orbita 500 anni dopo la navigazione di Cristoforo Colombo verso il continente americano. La manifestazione, ideata nel 2017 per festeggiare il 25ennale del volo di Franco Malerba a bordo dello Space Shuttle, torna con nuovi e sempre più interessanti ingredienti. Il programma del Festival 2018, dal 27 al 29 luglio, è ispirato all’attualità dell’anno spaziale in corso, a cominciare dal lancio, previsto il 25 luglio, degli ultimi satelliti che completano la costellazione del sistema di navigazione europeo Galileo. Un’occasione per parlare del connubio di dati satellitari e terrestri nel mondo, in rapida evoluzione, delle telecomunicazioni. In occasione del trentennale di fondazione dell’Agenzia Spaziale Italiana, nella giornata inaugurale del Festival, il 27 luglio, protagonisti Luciano Guerriero, primo presidente dell’ASI, e l’attuale presidente Roberto Battiston. La sera del 27 luglio appuntamento con l’eclissi totale di luna. Un evento che offre l’opportunità di parlare, a 50 anni dalla prima storica prima circumnavigazione della Luna, delle conoscenze acquisite sul nostro satellite, degli enigmi ancora irrisolti e dei piani di esplorazione e di utilizzo come base per l’esplorazione umana di Marte. Altro anticipazione è il lancio, previsto nell’ottobre 2018, della sonda intitolata a Bepi Colombo, destinata a raggiungere il pianeta Mercurio nel 2025: una missione tecnicamente molto difficile, di altissimo interesse scientifico. In chiusura di manifestazione la presenza dell’astronauta Paolo Nespoli alle 10:30 di domenica 29 luglio.

 

Francobollo per Padre Secchi

Francobollo per Padre Secchi

In occasione della presentazione delle iniziative promosse dal Comitato nazionale per il bicentenario della nascita di Padre Angelo Secchi, fondatore dell’astrofisica in Italia, che si svolgeranno nel nostro Paese fino al 2019, il Ministero dello Sviluppo Economico emette un francobollo commemorativo realizzato dalla bozzettista Cristina Bruscaglia. È la seconda volta che a Padre Angelo Secchi viene dedicata un’emissione filatelica: il Vaticano lo ricordò con dei francobolli, tre tagli da 180, 220 e 300 lire, il 25 giugno 1979 per commemorarne il centenario della scomparsa. L’attività dell’illustre scienziato gesuita, vissuto tra il 1818 e il 1878, si svolse in un momento di grandi rivoluzioni sociali e scientifiche. Nato a Reggio Emilia, Angelo Secchi divenne famoso a livello internazionale per i suoi studi in diverse branche, ma lasciò il segno nella comunità astronomica per il suo ruolo fondamentale nello studio degli spettri delle stelle e della loro classificazione che è a fondamento dell’indagine astronomica moderna. Il suo nome è importante per l’Istituto Nazionale di Astrofisica non solo per la sua eredità scientifica, ma anche perché l’INAF possiede gran parte del patrimonio storico legato alla sua attività (strumenti, libri, carte d’archivio). Inoltre, la posizione del Meridiano di Monte Mario, detto anche Primo meridiano d’Italia, che attraversa proprio la sede centrale dell’Inaf, fu stabilita sulla base delle misure eseguite da Secchi. Infine, è da ricordare che la Torre Solare di Monte Mario, che domina la città di Roma, è intitolata insieme a Respighi, anche ad Angelo Secchi. La vignetta del francobollo raffigura un ritratto di Padre Secchi in evidenza su un particolare dell’interno dell’Osservatorio Astronomico del Collegio Romano, di cui fu direttore dal 1850 al 1878 e in cui fece installare un importante telescopio rifrattore Merz; in alto, è delimitato dalla rappresentazione di un’eclissi solare e da un disegno degli spettri stellari su cui fu basata la classificazione elaborata dallo scienziato. Completano il francobollo la leggenda “PADRE ANGELO SECCHI 1818 – 1878”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B” (che indica il prezzo di 0,95 euro).

Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente; formato carta: 48 x 40 mm; formato stampa: 44 x 36 mm; formato tracciatura: 54 x 47 mm; dentellatura: 11 effettuata con fustellatura. Con una grammatura di 90 g/mq, il francobollo verrà stampato con sei colori e la tiratura sarà di 400 mila esemplari.