da Sorrentino | Lug 22, 2015 | Astronomia, Primo Piano
Le osservazioni del telescopio ALMA (Atacama Large Millimeter-submillimeter Array) dell’European Southern Observatory (ESO) hanno permesso di individuare le più lontane nubi di gas contenenti stelle in formazione all’interno di galassie nell’universo primordiale, spingendosi a un’epoca di ‘appena’ 800 milioni di anni dopo il Big Bang. Con queste osservazioni gli astronomi hanno la possibilità di vedere come hanno preso forma le prime galassie e come queste abbiano ionizzato l’idrogeno neutro che permeava l’universo, rendendolo di nuovo trasparente alla radiazione elettromagnetica nell’epoca che prende il nome di “era della reionizzazione”. Ma non solo: queste misure super dettagliate hanno permesso di identificare per la prima volta delle strutture di gas, polveri e stelle all’interno di oggetti celesti così lontani.
A guidare il team internazionale di astronomi che ha condotto le indagini, tra cui alcuni italiani e dell’INAF, è stato Roberto Maiolino del Cavendish Laboratory e Kavli Institute for Cosmology presso l’Università di Cambridge, nel Regno Unito. La scoperta è partita dalle osservazioni condotte con ALMA, dedicate alla ricerca delle flebili emissioni del carbonio ionizzato provenienti da lontane nubi di gas in cui si stavano formando nuove stelle. L’obiettivo era studiare l’interazione tra la generazione di stelle giovani e ammassi di gas freddo da cui si stavano formando le prime galassie che, con la loro radiazione, hanno contribuito a reionizzare l’universo.
Per una di queste galassie – la cui sigla è BDF2399 – ALMA è riuscito a captare il debole segnale prodotto dal carbonio e addirittura a riconoscere che la sua origine non era nel centro della galassia, ma in una zona periferica. «Questa è l’identificazione del più distante segnale prodotto dal carbonio in una galassia “normale”, a meno di un miliardo di anni dopo il Big Bang» dice Andrea Ferrara, della Scuola Normale Superiore di Pisa e membro del Consiglio di Amministrazione dell’INAF, che ha partecipato allo studio pubblicato oggi in un articolo sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. «Questo risultato ci dà l’opportunità di osservare il processo di formazione delle prime galassie. Per la prima volta stiamo vedendo galassie primordiali non come ammassi indistinti di materia, ma come oggetti dotati di una struttura interna».
Secondo gli astronomi l’emissione così decentrata del carbonio registrata in BDF2399 è dovuta al fatto che le nuvole di gas nelle regioni centrali della galassia possono essere disgregate dalla radiazione prodotta da giovani stelle o esplosioni di supernovae che si addensano in quelle zone.
Combinando le nuove osservazioni di ALMA con simulazioni al computer, è stato possibile capire in dettaglio i processi evolutivi nelle galassie primordiali. Gli effetti della radiazione emessa dalle stelle, la sopravvivenza delle nubi molecolari, l’emissione di radiazione ionizzante e la complessa struttura del mezzo interstellare possono ora essere calcolati e confrontati con le osservazioni. E secondo i ricercatori, la galassia BDF2399 è probabilmente una tipica sorgente che ha contribuito al processo di reionizzazione.
«Questo risultato è il completamento di un lungo lavoro di ricerca e selezione di queste lontanissime galassie che il nostro gruppo di ricerca dell’INAF ha iniziato 6 anni fa, sempre usando telescopi dell’ESO» commenta Adriano Fontana, dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Roma, che ha partecipato all’indagine. «Adesso progettiamo di applicare la stessa tecnica per osservare le altre galassie del nostro campione».
Per Roberto Maiolino «Questo studio sarebbe stato semplicemente impossibile senza ALMA, poiché nessun altro strumento potrebbe raggiungere la sensibilità e la risoluzione spaziale necessaria. Anche se questa è una delle osservazioni più profonde realizzate fino ad oggi, ALMA non ha raggiunto i suoi limiti. In futuro, questo formidabile strumento riuscirà ad osservare la struttura dettagliata delle galassie primordiali e seguire in modo accurato la formazione delle primissime galassie».
Nel team che ha condotto lo studio guidato da Roberto Maiolino, oltre ad Andrea Ferrara e Adriano Fontana hanno partecipato anche Laura Pentericci, Andrea Grazian, Marco Castellano e Paola Santini (INAF-Osservatorio Astronomico di Roma), Eros Vanzella (INAF-Osservatorio Astronomico di Bologna), Stefano Cristiani (INAF-Osservatorio Astronomico di Trieste), Livia Vallini (Scuola Normale Superiore, Pisa, Università di Bologna e associata INAF), Simona Gallerani (Scuola Normale Superiore, Pisa e associata INAF) e Stefano Carniani (Cavendish Laboratory – Kavli Institute for Cosmology, Università di Cambridge, Regno Unito e Università di Firenze, associato INAF).
Questa veduta è una combinazione di immagini di ALMA e del VLT (Very Large Telescope). L’oggetto centrale è una galassia molto distante, chiamata BDF 3299, vista quando l’Universo aveva meno di 800 milioni di anni. La nube rossa brillante in basso a sinistra è ottenuta dalle osservazioni ottenute da ALMA di una grande nube di materia in procinto di formare la nuova galassia molto giovane. (Crediti: ESO/R. Maiolino)
da Sorrentino | Lug 22, 2015 | Politica Spaziale, Primo Piano
Sviluppo e sostegno ai progetti di investimento e ricerca nella regione Campania è lo scopo principale del protocollo d’intesa firmato dal presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, e da Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana. Le due istituzioni si impegnano per cinque anni a collaborare in attività, studi e sviluppi finalizzati alla realizzazione di progetti di ricerca e innovazione e al potenziamento delle infrastrutture nel settore spaziale in ambito regionale. La sigla del protocollo è avvenuta a conclusione del primo workshop nazionale dedicato alle Tecnologie per mini e micro satelliti che è svolto nella sede del CIRA – Centro Italiano Ricerche Aerospaziali – a Capua.
L’ASI e la Regione mettono in comune le proprie competenze con l’obiettivo di giungere a un utilizzo coordinato delle risorse e delle attività impiegate nel settore spaziale tra i livelli nazionale e regionale, con lo scopo di favorire e sostenere progetti di investimento in ricerca e sviluppo in campo spaziale. L’intento è evitare la frammentazione delle risorse che rende inefficiente qualunque tipo di programma.
Tale accordo evidenzia come il neo presidente della Regione Campania consideri l’aerospazio come uno dei settori produttivi portanti dell’economia del territorio e intenda, dunque, tutelare e valorizzare questo patrimonio di competenze e produttività facendolo rientrare tra gli Assi prioritari della Linea di Intervento “Campania Regione Innovativa”.
“L’aerospazio è la nostra punta di diamante – – ha dichiarato il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca – La nuova Campania non parcellizza risorse europee. Faremo, invece, grandi investimenti in grandi settori. Misureremo la capacità di creare brevetti, di fare economia, di investire in ricerca e occupazione qualificata. Siamo la prima regione a definire un quadro di sostegno alle infrastrutture del settore dell’aerospazio”.
“La competitività impone di fare sistema a tutti i livelli. Uno dei compiti dell’Asi è quello di architetto di sistema promuovendo progetti e iniziative che coinvolgano anche le Regioni. La firma di oggi rientra in un percorso condiviso che auspico permetterà di raggiungere importati traguardi. Occorre eliminare quel processo che spesso contraddistingue l’Italia, fatto di frammentazione e di interessi particolari. È particolarmente significativo che oggi la firma sia avvenuta nella sede del Cira, Centro fondamentale per la progettazione e creazione dei progetti aerospaziali del futuro” – ha affermato il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston
“Siamo pronti ad accettare la sfida. Il CIRA è pronto a mettere a disposizione il suo straordinario patrimonio di capacità e conoscenze al servizio dell’interesse pubblico. Questo protocollo, che è il primo ad essere firmato da una Regione italiana con l’ASI, dovrà indicare la strada migliore per superare il problema della dispersione delle risorse tra livelli regionali e nazionale. E’ un costo che il Paese non si può più permettere, che la Campania non vuole più pagare. Sono certo che dal CIRA e dalle altre eccellenze presenti in Campania partirà il riscatto della Regione che possiede molti punti di forza” ha concluso il Presidente del CIRA, Luigi Carrino.
L’attuazione dell’intesa sarà affidata a successivi protocolli su specifiche tematiche e attività che saranno di volta in volata concordati, anche ampliando la collaborazione ad altre istituzioni. Un Comitato composto da quattro rappresentanti, due per ciascun ente, avrà il compito di definire tali protocolli e di occuparsi della gestione delle attività di collaborazione.
da Sorrentino | Lug 20, 2015 | Eventi, Politica Spaziale, Primo Piano
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il Capitano dell’Aeronautica Militare Samantha Cristoforetti, rientrata lo scorso 11 giugno dalla missione spaziale “FUTURA”. Nel corso dell’udienza il Capo dello Stato ha consegnato al Cap. Cristoforetti l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”. All’incontro erano presenti il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Gen. S.A. Pasquale Preziosa, il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, e il Capo dell’Ufficio di coordinamento del direttorato del volo umano e operazioni dell’Agenzia Spaziale Europea, Elena Grifoni Winters.
Il video dell’udienza diffuso dal Quirinale
da Sorrentino | Lug 18, 2015 | Attualità, Eventi, Primo Piano, Programmi
Il 14 luglio 2015, alle ore 16:30, nella Reggia di Caserta, è stato scandito il countdown che ha sancito la nascita del Center for Near Space (CNS), centro di competenza dedicato allo Spazio con la finalità di contribuire ad una sempre maggiore diffusione della cultura spaziale tra le nuove generazioni ed il grande pubblico, favorendo un positivo orientamento della società verso lo sviluppo del settore privato dell’Astronautica Civile. Il termine “Near” esprime il desiderio di incoraggiare l’utilizzo crescente della parte più vicina del Quarto Ambiente, ossia la regione compresa tra la stratosfera e l’orbita bassa terrestre (LEO, low earth orbit). Puntando a stimolare lo sviluppo di un settore spaziale privato anche in Italia ed Europa, non si può che restare in quella parte nella quale per oltre 50 anni l’uomo ha maggiormente operato. Ma “Near” ha in generale anche l’obiettivo di avvicinare i cittadini allo Spazio, da sempre fonte inesauribile di ispirazione e libertà di immaginazione, nonché volano di una miriade di ricadute tecnologiche sulla Terra. Questo consente di sviluppare attività anche al di là dell’orbita bassa, come ad esempio l’architettura delle future stazioni spaziali orbitanti, lunari o marziane.
Il CNS è il primo centro di competenza dell’Italian Institute for the Future (IIF), organizzazione not-for-profit con l’obiettivo di elaborare scenari e previsioni sul futuro e promuovere politiche sostenibili e di lungo termine per l’Italia del domani. Si ispira alla tradizione dei centri di Futures Studies diffusi in diversi paesi del mondo, con la differenza di non limitarsi a studiare e analizzare i diversi possibili futuri, ma di aiutare a costruire il miglior futuro possibile. Un autentico movimento per il futuro.
L’evento di presentazione del CNS, ospitato nella sede dell’Associazione Arma Aeronautica – sezione di Caserta, ha visto L’Ing. Gennaro (Rino) Russo, Vicepresident IIF e Head del CNS, illustrare le motivazioni, lo scenario globale e gli obiettivi principali del Centro, con proiezioni di filmati di grande ispirazione sui possibili scenari spaziali futuri e su alcuni progetti specifici come l’Hyplane; successivamente l’Ing. Vincenzo Torre, Secretary General del CNS, ha presentato l’assetto organizzativo del Centro e le linee strategiche ed i progetti per i prossimi tre anni.
Al battesimo del nuovo Centro sono intervenuti, tra gli altri, il Gen. Elia Rubino, presidente dell’Associazione Arma Aeronautica di Caserta, che ha omaggiato la nascita del CNS donando il gagliardetto dell’Associazione all’Ing. Rino Russo, ed il Dr. Roberto Paura presidente di IIF che introducendo le varie attività dell’Istituto ha più volte ribadito di credere nel sogno spaziale con la speranza che guardando al futuro le nuove generazioni possano ritrovare quella fiducia soprattutto nell’economia del nostro Paese. Il Prof. Luigi Carrino, presidente del CIRA e del Distretto Aerospaziale della Campania, ha sottolineato l’importanza di alimentare e supportare iniziative come CNS, capaci di sviluppare e sostenere delle vere e proprie “vision”; presente anche la Dott.ssa Antonella Ciaramella, Consigliere della Regione Campania, ha elogiato l’entusiasmo e la determinazione dei componenti del CNS, impegnandosi a seguirne da vicino gli sviluppi alla ricerca dei modi migliori per supportarne l’azione. La partecipazione di personalità e di una folta platea di pubblico hanno rappresentato la cornice ideale, arricchita dalla visita conclusiva che i partecipanti hanno fatto al velivolo sperimentale IXV (Intermediate eXperimental Vehicle) dell’Agenzia Spaziale Europea, che recentemente ha effettuato un importante test di rientro atmosferico guidato e che è in questi giorni in mostra alla Reggia di Caserta.
Obiettivi e strategie del Center for Near Space
I principali progetti strategici del Center for Near Space che sono stati illustrati nel corso dell’evento sono:
“CaelestiaSydera”, una serie di iniziative scientifiche (conferenze, workshop e seminari) per avvicinare il pubblico e soprattutto i giovani all’ambiente “Spazio”, su tematiche quali sistemi economici di accesso allo Spazio sub-orbitale e relative tecnologie, mezzi di trasporto, permanenza e vita dell’umanità nello Spazio;
“EduSpace”, momenti formativi orientati agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, per identificare modi e possibilità di coinvolgimento nelle attività del CNS, e far crescere nei giovani l’entusiasmo verso le discipline scientifiche;
“NearSpaceExplo”, progetto che va nella direzione di incentivare l’utilizzo dello Spazio da parte dell’uomo comune, stimolando le istituzioni, i centri di ricerca e le industrie ad investire nella progettazione e sviluppo tecnologico in ambito Near Space sia per scopi scientifici che ludici (come il turismo spaziale), avendo come principale perimetro d’interesse la capacità italiana di progettazione di sistemi per il volo sub-orbitale, facendo leva su una forte integrazione tra aeronautica e spazio. Ne è un esempio il progetto Hyplane, veicolo ipersonico, concepito e coordinato dall’ing. Russo (nella sua veste di CEO della startup innovativa Trans-Tech srl) e dal Prof. Raffaele Savino del Politecnico “Federico II” di Napoli, e membro dello Scientific Committee del CNS. Hyplane è uno spazioplano da 6 posti e Mach 4-5, in grado di decollare e atterrare orizzontalmente all’interno del sistema di norme che disciplinano gli aeroporti comuni, e può adottare profili di volo atti a realizzare una serie di parabole tipiche per sperimentare condizioni di microgravità, raggiungendo quote superiori a 70 km, oppure può volare su distanze di 6000 km in meno di 2 ore ad una quota di crociera di 30 km;
“OrbiTecture”, dedicato alla fase più a lungo termine del turismo spaziale orbitale, prevede lo studio di architetture infrastrutturali spaziali, in termini di fattibilità e progettazione concettuali, con specifico riguardo a laboratori, hangar di integrazione, hotel (strutture gonfiabili, produzione di gravità artificiale per mezzo di sistemi rotanti), con posizionamento in LEO o in un punto lagrangiano, così come stazioni spaziali lunari e/o marziane;
“JumpinFuture”, per promuovere la commercializzazione dell’uso di velivoli dell’aviazione generale esistenti in Italia ed altrove per fare campagne di volo con manovre simili a piccoli voli parabolici con circa 5 secondi di gravità ridotta, come viatico per attrarre persone verso i voli parabolici veri (sensazione fisica di assenza di gravità) e quindi verso il turismo spaziale.
Il Center for Near Space opera presso la sede di IIF a Napoli e presso gli uffici del DAC (Distretto Aerospaziale Campano) nella sede dell’Unione Industriali di Caserta.
https://www.nearspace-iif.it
da Sorrentino | Lug 18, 2015 | Eventi, Industria, Primo Piano, Programmi
Il CIRA – Centro Italiano Ricerche Aerospaziali – ospita il primo workshop dedicato alle Tecnologie Nazionali per mini e micro satelliti, imperniato su una tre giorni dal 20 al 22 luglio 2015. Obiettivo del convegno, a cui si sono registrati oltre trecento esperti appartenenti alla comunità industriale, tecnologica e scientifica nazionale, è di definire e mappare lo stato delle tecnologie nazionali per i mini e micro satelliti e di raccogliere idee, progetti e prospettive sugli sviluppi tecnologici nel settore al fine di creare un Gruppo Nazionale stabile sulle tecnologie per piccoli satelliti in grado di proporre e valutare possibili sinergie, rafforzare linee d’intervento e identificare target di sistema e prodotto. Ad aprire i lavori sono stati chiamati rappresentanti dei tre enti che hanno collaborato nell’organizzazione del workshop: il Responsabile di Propulsione e Aerotermodinamica Giorgio Saccoccia per l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), il Presidente per l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) Roberto Battiston, il Presidente del CIRA Luigi Carrino
Oltre alla presentazione dei risultati di uno studio ASI-ESA svolto su questa specifica tematica, gli argomenti trattati nei circa 70 lavori previsti riguardano le tecnologie abilitanti per lo sviluppo di piattaforme per mini e micro satelliti, come i sistemi di potenza e propulsivi, controllo di posizione ed orbita, strutture, materiali e meccanismi, controllo termico e gestione dati e comunicazione. In più, sessioni dedicate alle capacità di sperimentazione e qualifica, alla messa a punto di opportuni segmenti di terra e sistemi di lancio e dispiegamento in orbita, nonché all’analisi dei possibili scenari di missione. Il tutto completati da un’area espositiva per consentire ai partecipanti di presentare hardware e prodotti.
A conclusione dei lavori, al fine di fare sistema e di rilanciare i risultati del Convegno in una prospettiva industriale, per il giorno 22 luglio è stata organizzata una Tavola Rotonda con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e dei principali enti ed aziende del settore. Oltre ai Presidenti di ASI e CIRA, il Gen. Carlo Magrassi della Cabina di Regia della Presidenza del Consiglio, l’AD di Thales Alenia Space Italia, Donato Amoroso, il Presidente di Altec, Massimo Grimaldi, il CEO di Sitael, Nicola Zaccheo, l’AD di Telespazio, Luigi Pasquali, l’AD di CGS, Roberto Aceti, di Marco Stanghini di Selex.