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Exomars: Telespazio VEGA Deutschland sviluppa sistema controllo missione

Exomars: Telespazio VEGA Deutschland sviluppa sistema controllo missione

ESA Exomars PHASE B1 8.05.2008Telespazio VEGA Deutschland, società controllata da Telespazio (Finmeccanica/Thales), è stata selezionata dall’Agenzia Spaziale Europea per lo sviluppo dell’ExoMars Mission Control System (MCS). Il sistema sarà utilizzato per il monitoraggio e il controllo del sistema satellitare ExoMars Trace Gas Orbiter , che raggiungerà Marte nel 2016.

ExoMars è un programma scientifico dell’ESA reso possibile dalla partecipazione di Roscosmos con il contributo della NASA. L’obiettivo sarà di ricercare tracce di vita, passata o presente, attraverso il telerilevamento dell’ambiente marziano e l’analisi dei campioni di suolo e sottosuolo con un Rover. La missione testerà nuove tecnologie che apriranno la strada al futuro programma Mars Sample Return. La prima fase della missione prevede la realizzazione del satellite Mars Trace Gas Orbiter, che sarà lanciato nel 2016, e comprenderà un modulo dimostrativo per l’entrata in atmosfera, la discesa e l’atterraggio.

Sviluppato da Telespazio VEGA Deutschland, il Mission Control System, costituirà un elemento fondamentale del programma ExoMars. Attraverso questo sistema il mission operations team potrà monitorare e controllare ogni variazione dei sistemi del segmento spaziale durante tutta la vita operativa del satellite. ExoMars sarà controllato dall’European Space Operations Center (ESA/ESOC) di Darmstadt, in Germania. Il Rover dall’ALTEC di Torino.

Telespazio VEGA Deutschland è nata nel 2012 dalla fusione di VEGA Space, attiva dal 1978, e di Telespazio Deutschland, fondata nel 1996, riunendo le competenze e il know-how sviluppati nel campo dei servizi spaziali dalle due aziende con l’obiettivo di accrescere la presenza del gruppo Telespazio in Germania. Telespazio VEGA Deutschland è prime contractor all’interno del corrente Ground Data Systems Frame Contract con l’ESOC (European Space Operations Centre), che comprende sistemi di controllo missione, simulatori, sistemi di pianificazione missione e sistemi di infrastruttura a terra.

Bando ESA BIC Lazio per start up innovative

Bando ESA BIC Lazio per start up innovative

bic-lazio2La Regione Lazio tramite BIC Lazio, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) hanno siglato un nuovo accordo per supportare l’avvio di imprese che intendono applicare conoscenze e tecnologie di derivazione spaziale in altri settori di attività, come ad esempio il monitoraggio ambientale, lo sviluppo di nuovi materiali, l’efficienza energetica, i sistemi di trasporto intelligente e di geolocalizzazione.

ESA BIC Lazio, che nasce all’interno del Programma di Trasferimento Tecnologico dell’Agenzia Spaziale Europea, prevede che le imprese ed i ricercatori abbiano non solo un supporto per lo sviluppo dell’idea imprenditoriale da parte di BIC Lazio, ma anche uno di tipo tecnico da parte di ESA ed ASI, unitamente ad un contributo finanziario.  Per accedere al finanziamento ed ai servizi di incubazione e di accompagnamento imprenditoriale occorre partecipare ad un bando. Le risorse stanziate nell’avviso (per un periodo di due anni: dal 2013 al 2014) ammontano complessivamente a 500mila euro, messe interamente a disposizione da ESA e da ASI. Ad ogni progetto selezionato spetterà un massimo di 50mila euro, per i costi legati allo sviluppo del prodotto o del servizio e alla relativa tutela di proprietà intellettuale.

L’iniziativa si rivolge a ricercatori ed aziende provenienti da uno degli “Stati Membri di ESA” (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito) che intendono avviare nel Lazio la propria attività imprenditoriale. In particolare possono partecipare al bando: aspiranti imprenditori; ricercatori, professori e personale tecnico di organismi di ricerca pubblici, privati e di università; imprese in fase di start up (costituite da non più di 5 anni). I vincitori saranno ospitati per due anni a Roma presso l’Incubatore ITech di BIC Lazio ed usufruiranno di tutoraggio imprenditoriale e tecnico, oltre che di un supporto per accedere ad altri strumenti di finanziamento. Le domande devono essere presentate tramite posta elettronica e con raccomandata A/R agli indirizzi: esabiclazio@biclazio.it e BIC Lazio Spa, Incubatore ITech, Via Giacomo Peroni 442-444, 00131 Roma.

Il bando è pubblicato sui siti web di BIC Lazio, ESA ed ASI.

www.asi.it

www.biclazio.it

www.esa.int/ttp

www.esa.int/bic

Kayser Italia torna in orbita

Kayser Italia torna in orbita

kayserSempre più saldo il filo diretto tra la Kayser Italia e l’Agenzia Spaziale Russa. Una collaborazione che ha segnato storicamente il contributo tecnologico della società spaziale livornese alla presenza italiana nello spazio con carichi scientifici e strumentazioni sperimentali d’avanguardia. Nell’ambito del progetto Ribes, due importanti esperimenti di biologia prodotti interamente dall’azienda livornese e frutto di una collaborazione bilaterale Italia-Russia, sono partiti il 19 aprile dal cosmodromo Baikonur con il vettore Soyuz-2 a bordo del satellite ‘Bion M1’, destinato a restare in orbita per 30 giorni prima di rientrare sulla Terra. Si tratta della 54esima missione spaziale di Kayser Italia, un primato che rende particolarmente fiero e soddisfatto il suo presidente, l’ing. Valfredo Zolesi.

“Torniamo nello spazio con il primo ‘Bion’ del nuovo millennio, dopo che eravamo stati sull’ultimo, il ‘Bion 10’, lanciato nel 1992. La storia ci rivede protagonisti con due esperimenti che al rientro sulla Terra forniranno risultati fondamentali per applicazioni di primaria importanza”. Il primo, il ‘Foam 2’, riguarda lo studio di un polimero a memoria di forma che diventa elastico quando viene portato ad alta temperatura. “Si tratta di un materiale plastico che resta inerte e malleabile a temperatura ambiente – spiega Zolesi – ma se viene riscaldato a 120 gradi diventa una molla. Un materiale del genere potrebbe sostituire molle di acciaio del peso sette volte superiore e quindi essere utilissimo nella tecnologia aerospaziale”. Il secondo, denominato “Diaspace 2″, è un esperimento di dosimetria, che serve a misurare le dosi di radiazioni che vengono assunte nello spazio dagli astronauti. ”Si tratta di un sensore composto da un sottilissimo strato di diamante – spiega Zolesi – che potrà servire sulla Terra per misurare le radiazioni assorbite in una centrale nucleare dagli addetti agli impianti o da quelle del personale che opera in medicina nucleare”.

Nel corso dei 27 anni di attività la società spaziale livornese ha progettato e allestito esperimenti di biologia con palloni e razzi sonda, una dozzina di missioni scientifiche a bordo di satelliti russi, undici strumenti che hanno volato con gli Space Shuttle, oltre a svolgere un’intensa collaborazione per i programmi di ricerca sulla Stazione Spaziale Internazionale, soprattutto nel campo della medicina e fisiologia umana. Apparecchiature realizzate da Kayser Italia hanno volato su satelliti italiani ed europei e sulla capsula cinese Shenzeou-8, lanciata nel novembre 2011.

Count-down per Paris Air Show

Count-down per Paris Air Show

ESA pavillon5Il Salone Internazionale dell’Aeronautica e dello Spazio di Parigi Le Bourget, in programma dal 17 al 23 giugno 2013, taglia il prestigioso traguardo della 50esima edizione. Appuntamento di rilevanza assoluta per il settore aerospazio e difesa, l’International Paris Air Show – Le Bourget è la manifestazione che si svolge con cadenza biennale e la più importante vetrina di novità del settore. Dall’anno della sua creazione, nel 1909, Il Salone dell’Aeronautica e dello Spazio ha vissuto continui sviluppi accompagnando le innovazioni tecnologiche degli ultimi 100 anni. Nel 1927, l’anno prima dell’11ª edizione del 1928, Charles Lindbergh era atterrato all’aeroporto di Le Bourget in occasione del suo primo volo senza scali tra New York e Parigi. È stato allora che le Bourget è diventato ufficialmente il sito aeronautico più conosciuta al mondo, soprattutto negli Stati Uniti. L’edizione del 1969, invece, è stata segnata dall’arrivo al salone del Concorde, primo aereo commerciale supersonico, e del Boeing 747 Jumbo Jet.

In occasione del salone del 1979 sono stati presentati il razzo Ariane e il Mirage 2000. L’edizione del centenario nel 2009 è stata festeggiata con l’esposizione di una trentina di aerei storici a testimonianza di 100 anni di innovazioni. Infine, il Salone 2011 è stato quello di tutti i record con più di 2110 espositori e la presentazione del primo aereo solare, il Solar Impulse, confermandosi la vetrina per eccellenza delle più avanzate innovazioni tecnologiche dell’industria aerospaziale.

Il Salone 2013 presenta ai visitatori 150 aeromobili circa, tra cui una parte effettuerà anche voli dimostrativi. Spettacolari e stupefacenti, queste rappresentazioni costituiscono anche un momento fondamentale per gli espositori di mostrare il loro know-how tecnologico e per i visitatori di scoprire le ultime novità in materia. Verrà inoltre organizzato, , secondo le specificità di ognuno, un intenso programma di appuntamenti d’affari, in modo da mettere in contatto acquirenti alla ricerca di soluzioni nell’ambito aeronautico e spaziale e fornitori del settore che espongono al Salone. Interessante anche l’allestimento dello spazio Impiego-Formazione, punto di incontro tra le aziende, gli istituti di formazione, le associazioni e il grande pubblico sul tema delle competenze richieste dal settore aerospaziale, promuovendone così le varie professioni e gli studi da intraprendere per accedervi.

L’Italia spaziale sarà presente con l’ASI e con stand collettivi, collocati nel prestigioso padiglione 1, all’interno della partecipazione italiana AIAD, che comprende le imprese di Torino Piemonte Aerospace, Distretto Aerospaziale Lombardo, Lazio, Campania Aerospazio, Distretto produttivo aerospaziale pugliese. Il salone ospita i protagonisti mondiali dell’aerospazio, offrendo agli espositori opportunità commerciali e momenti di aggiornamento tecnologico. Preponderante, come tradizione, la presenza dell’industria aerospaziale francese, che comprende i protagonisti dei programmi spaziali, come Arianespace, Astrium, Thales Alenia Space. Confermato l’allestimento del grande padiglione dell’Agenzia Spaziale Europea e la presenza della NASA e delle altre agenzie spaziali governative, come pure delle aziende che danno vita allo sviluppo tecnologico e alle missioni in orbita.

Sul sito dell’Air Show (www.salon-du-bourget.fr) sono disponibili notizie aggiornate sulla manifestazione e sugli eventi in programma, compresi i B2B meetings che prevedono l’organizzazione di appuntamenti tra PMI, buyer e partner tecnologici.

 

 

IL CIRA INAUGURA NUOVO LABORATORIO DI QUALIFICA SPAZIALE

IL CIRA INAUGURA NUOVO LABORATORIO DI QUALIFICA SPAZIALE

 
Fornire servizi alle aziende impegnate nella progettazione e realizzazione di dispositivi e apparati per applicazioni aerospaziali, consentendo attività di qualifica integrata in un unico sito: questo l’obiettivo del nuovo laboratorio di qualifica spaziale (LQS), finanziato interamente dalla Regione Campania, che il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA) ha inaugurato venerdì 2 marzo, alla presenza dell’assessore regionale Guido Trombetti, del Presidente del Consiglio Regionale della Campania Paolo Romano. L’ing. Enrico Saggese, presidente del CIRA, sottolinea come il nuovo laboratorio rappresenti un supporto fondamentale allo sforzo che si sta compiendo per il trasferimento tecnologico delle ricerche nel settore spaziale verso le piccole e medie industrie. L’impegno della Regione Campania testimonia la condivisione degli obiettivi e una collaborazione orientata alla crescita del tessuto produttivo e sistemistico rappresentato dalle 150 imprese operanti nel settore spaziale, 30 delle quali specializzate negli apparati.

«La creazione del Laboratorio di Qualifica Spaziale – afferma il Direttore Generale del CIRA, ing. Leopoldo Verde – si inserisce all’interno di un processo di rinnovamento industriale e gestionale che ha come obiettivo quello di consolidare il CIRA come centro di eccellenza in ambito aerospaziale, rispondendo alle precise esigenze delle Aziende che operano in questo settore, garantendo loro strumenti e tecnologie all’avanguardia che permettano di presidiare un mercato estremamente competitivo come questo». Il laboratorio LQS, continua il DG Verde, «comprende vari impianti di test, tra i quali: centrifuga, camere per test di shock termico e meccanico, camera di simulazione di condizioni ambientali estreme. Questi apparati consentiranno di eseguire prove di accelerazione, di vuoto termico, di Environmental Stress Screening, di shock termico e prove combinate di vibrazione, umidità, temperatura e altitudine». Tutte queste prove sono necessarie per essere sicuri che, una volta in orbita, le componenti dei satelliti resistano correttamente alle estreme condizioni dello spazio e il laboratorio consentirà di eseguire le prove secondo i più stringenti standard fissati dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il nuovo laboratorio è particolarmente adatto a prove per nano e pico-satelliti, quelli che pesano cioè fino a 20 chili, una tipologia che si va sempre più diffondendo tra le università per i bassi costi di lancio e sulla quale punta anche la Difesa, grazie alla possibilità di dispiegare con un solo lancio una costellazione di satelliti per operazioni di controllo e peace-keeping. Il progetto complessivo per la realizzazione del Laboratorio si è articolato in quattro fasi: analisi dei requisiti delle PMI campane/analisi di Mercato; studio di fattibilità; realizzazione del laboratorio (progettazione preliminare, esecutiva, opere civili e impianti generali); servizi di supporto nell’avviamento o nel potenziamento dell’idea imprenditoriale, che si apre con l’inaugurazione di LQS. Intanto il CIRA festeggia un importante riconoscimento. Il progetto relativo allo “Studio di Fattibilità di un sistema di Guida Navigazione Controllo Nazionale per VEGA”, promosso dall’Agenzia Spaziale Italiana ed affidato al capofila MBDA Italia insieme con il CIRA, Avio S.p.A, l’Università “Sapienza” e la Scuola di Ingegneria Aerospaziale di Roma, verrà premiato il prossimo 8 Marzo come progetto più innovativo tra quelli condotti nel 2011 da MBDA Italia. Nel corso della cerimonia formale di premiazione, si sceglierà tra i progetti premiati quello che concorrerà a livello internazionale con le altre filiali di MBDA per l’attribuzione di progetto più innovativo in assoluto. L’obiettivo del progetto, brillantemente raggiunto, è stato quello di valutare lo stato dell’arte degli algoritmi di Guida, Navigazione e Controllo (GNC) di lanciatori spaziali, individuando le aree critiche di miglioramento e proponendo un piano di sviluppo delle competenze e delle tecnologie necessarie per la sua implementazione al fine di consolidare un know how nazionale in tale settore, strategico per l’Italia. Nell’ambito delle attività svolte, grazie all’esperienza maturata negli anni passati ed in particolare relativamente allo sviluppo degli algoritmi di controllo di assetto per i futuri lanci del VEGA, il CIRA ha potuto fornire un importante contributo per la definizione di un sistema altamente innovativo di Guida e Controllo

 

Entusiasmo nello stabilimento AVIO di Colleferro

Entusiasmo nello stabilimento AVIO di Colleferro

A Colleferro, nella sede di AVIO, salutata con entusiasmo la partenza del lanciatore Vega dal Centro Spaziale Europeo di Kourou, in Guyana Francese. Il primo volo di test e qualifica del nuovo vettore spaziale europeo segna una pietra miliare per Avio, gruppo italiano leader del settore aerospaziale, che lo ha progettato e realizzato. Vega è il primo lanciatore di ultima generazione progettato e sviluppato in Italia, nell’ambito del programma spaziale ESA-ASI, per trasferire in orbita bassa (700 km) satelliti a uso istituzionale e scientifico, per l’osservazione della Terra e il monitoraggio dell’ambiente. Avio, attraverso la propria controllata ELV, ha svolto il ruolo di prime contractor, coordinando sin dall’inizio un progetto che coinvolge 40 aziende di 12 Paesi europei, in collaborazione con istituzioni, imprese e Università. “È un momento di grande soddisfazione e orgoglio, che corona lo sforzo e l’impegno di tutti noi di Avio e dei nostri partner; oggi l’Italia entra a far parte di quel ristrettissimo numero di Paesi che possono vantare una propria tecnologia di accesso allo spazio”, ha dichiarato Francesco Caio, Amministratore Delegato Avio. “Con il lancio di Vega, Avio, già leader europeo per la propulsione spaziale a solido, si afferma oggi in Europa nel ruolo di sistemista. Il nostro impegno non si ferma qui: questo lancio è il primo passo di un percorso che andrà avanti con ulteriori missioni spaziali”.

“Oggi raccogliamo i frutti di otto anni di impegno e di lavoro allo sviluppo del nuovo lanciatore, il primo realizzato interamente in fibra di carbonio”, ha dichiarato Pier Giuliano Lasagni, Responsabile Divisione Spazio di Avio. “Tutto questo è stato reso possibile grazie all’entusiasmo e alle competenze del nostro team di Colleferro (RM); il volo di Vega apre una nuova via ai servizi di lancio futuri e ci rende ancora più motivati a proseguire nelle nostre attività di ricerca e sviluppo”.

Realizzato per il 65% nello stabilimento Avio di Colleferro, Vega è un lanciatore per satelliti di piccole dimensioni, che completa la famiglia di lanciatori europei: affianca l’Ariane 5, un lanciatore per satelliti fino a 10 tonnellate, e i lanciatori Soyuz, che coprono satelliti di massa intermedia. Punti di forza commerciali di Vega sono la flessibilità nelle missioni e i costi contenuti, che rendono accessibile lo spazio anche a PMI, Università e Centri di ricerca. Ad assistere al lancio nella sede di AVIO anche gli astronauti dell’Agenzia Spaziale Europea, Paolo Nespoli e Samantha Cristoforetti.