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Sentinel-3A lanciato con successo

Sentinel-3A lanciato con successo

SENTINEL-3Il satellite Sentinel-3A, realizzato da Thales Alenia Space, joint venture tra Thales 67% e Finmeccanica 33%, per conto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), è stato lanciato con successo dal Cosmodromo di Pleseck in Russia, con un lanciatore Rokot. Il satellite Sentinel-3A, parte integrante del vasto programma europeo Copernicus, è caratterizzato  da un payload dotato di quattro strumenti all’avanguardia: un altimetro combinato con un radiometro a microonde per la topografia di superficie, uno strumento ottico per la rilevazione del colore degli oceani, dei laghi e dei fiumi, e un radiometro (realizzato dalla Divisione Sistemi Avionici e Spaziali di Finmeccanica) per la misurazione della temperatura superficiale di terre e mari. Sentinel-3A effettuerà una serie di missioni per studiare l’oceanografia, i cambiamenti ambientali e climatici.

Il satellite Sentinel-3A fornirà la copertura sistematica di tutta la terra e delle aree oceaniche. I dati raccolti dal satellite contribuiranno a migliorare le previsioni sui cambiamenti degli oceani e dell’atmosfera. Esso ci aiuterà, inoltre, a comprendere meglio la condizione di salute dei nostri oceani, a gestire l’industria ittica, l’agricoltura, la selvicoltura, la biodiversità, le risorse idriche, la salute pubblica, la produzione di cibo e la nostra sicurezza, nonché a monitorare, in modo puntuale, anche i cambiamenti dei livelli del mare e lo scioglimento dei ghiacci del Mar Artico.

Sentinel-3A segue il satellite Sentinel-1A, anch’esso realizzato da Thales Alenia Space,  lanciato il 3 aprile 2014. La continuità dei dati sarà garantita dagli altri satelliti delle due famiglie, Sentinel-1B/C/D e Sentinel-3B/C/D, tutti progettati da Thales Alenia Space in qualità di prime contractor. Il lancio di Sentinel-3B è previsto per il 2017 con Vega, il lanciatore leggero di Arianespace. Thales Alenia Space si è aggiudicata anche il contratto da parte di ESA per la realizzazione dei satelliti  Sentinel-3C e 3D, del valore di 450 milioni di Euro, con lancio previsto nel 2021.

“Sentinel 3-A, che segue il lancio di MSG-4 e Jason-3, è il terzo satellite realizzato da Thales Alenia Space destinato al monitoraggio del clima e dell’ambiente ad essere lanciato in poco più di sei mesi”, ha dichiarato Jean Loïc Galle, Presidente e CEO di Thales Alenia Space. “Siamo molto orgogliosi di questo lancio che conferma, ancora una volta, il livello di competenza raggiunto dalla nostra società nella realizzazione di satelliti per l’osservazione della Terra. Thales Alenia Space continua a valorizzare le proprie competenze per soddisfare le principali sfide del programma Copernicus. Questo riflette anche il ruolo determinante della società, perfettamente allineato alla visione strategica europea”.

 

In Antartide arriva Galileo

In Antartide arriva Galileo

antartideGrazie al progetto DemoGRAPE, guidato dall’INGV, è stata osservata una tempesta ionosferica in Antartide attraverso i dati acquisiti dai segnali del nuovo sistema Galileo, installato grazie al progetto “Demostrator of GNSS Research and Application for Polar Environment” , ormai entrato nella sua fase operativa. Avviato a maggio 2014 sotto il coordinamento dell’Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia (INGV) e finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), DemoGRAPE ha lo scopo di sviluppare un prototipo di servizio per l’utilizzo dei sistemi di posizionamento satellitare sulle regioni polari per tutti quegli utenti che necessitano di un posizionamento ad alta precisione, sia per applicazioni tecnologiche sia per la ricerca scientifica.

Assistenza al volo in fase di atterraggio, decollo e movimentazione in zone aeroportuali, posizionamento delle perforazioni per lo sfruttamento delle risorse naturali, previsione degli effetti perturbativi delle tempeste solari sulla Terra (meteorologia spaziale), studio della dinamica della crosta terrestre e della calotta polare, misura della concentrazione di vapore acqueo nell’atmosfera. Sono solo alcuni dei servizi offerti dai sistemi di posizionamento satellitare, definiti con la sigla GNSS (Global Navigation Satellite Systems), e di cui oggi la società fa un uso sempre maggiore. Il più noto tra i GNSS è sicuramente il sistema statunitense GPS (Global Positioning System), anche se l’Europa si sta dotando di un suo sistema: Galileo.

“L’acquisizione dei dati acquisiti nell’ambito del progetto”, afferma Lucilla Alfonsi, ricercatrice dell’INGV e coordinatrice del progetto, “ha permesso per la prima volta in Antartide, di sfruttare le informazioni fornite dai segnali trasmessi dal nuovo sistema Europeo Galileo (analogo allo statunitense GPS), per studiare gli effetti delle tempeste geomagnetiche sull’alta atmosfera (in ionosfera)”. I dati acquisiti negli ultimi giorni rivelano eventi di scintillazione ionosferica, un fenomeno che crea un disturbo sul segnale trasmesso dai satelliti e che può compromettere sia i sistemi di posizionamento che di comunicazione satellitare.

“Il disturbo si origina a seguito di anomalie che si verificano nella ionosfera e il fenomeno si osserva spesso nelle regioni polari dove le interferenze elettromagnetiche – causate dalle tempeste solari – sono più intense e frequenti, come testimonia la comparsa delle aurore boreali o australi (a seconda dell’emisfero in cui si verificano)”, continua Alfonsi. L’osservazione ionosferica è avvenuta dalle basi antartiche di SANAE IV (gestita dal Sudafrica) e EACF (gestita dal Brasile), e pone l’Italia, in qualità di leader dell’esperimento, pioniere nell’ambito delle osservazioni scientifiche in Antartide effettuate mediante il nascente sistema Galileo. Questo ambizioso obiettivo è reso possibile grazie alla collaborazione con il Politecnico di Torino, l’Istituto Superiore Mario Boella (entrambi partner del progetto) e al supporto dei colleghi sudafricani del SANSA (South African National Space Agency) e brasiliani dell’INPE (Instituto Nacional de Pesquisas Espaciais). Collaborano al progetto anche SpacEarth Tecnology s.r.l. e il Joint Research Center della Commissione Europea.

“Poter disporre di osservazioni come quelle raccolte dal progetto DemoGRAPE permette ai ricercatori di sviluppare modelli di previsione a supporto della navigazione satellitare”, conclude la ricercatrice dell’INGV. “In questo ambito i nuovi dati ricevuti dai satelliti Galileo rappresentano un valore aggiunto perché, grazie a questo sistema, la comunità scientifica dispone di un ulteriore strumento di conoscenza dello spazio, che può essere tradotta in informazioni utili a migliorare la qualità della navigazione satellitare a livello mondiale”.

 

Ariane 5 vent’anni di successi

Ariane 5 vent’anni di successi

Ariane5launch_AS4X3-640x481Il primo lancio del 2016, perfettamente riuscito, di Ariane 5 permette di festeggiare nel migliore dei modi i vent’anni di attività del razzo vettore europeo, che ha inanellato la 84esima missione della sua storia, corrispondente alla 273esima realizzata dalla famiglia europea dei lanciatori di cui fa parte anche il Vega, lanciatore di piccoli satelliti a forte componente italiana, sviluppato e prodotto da Avio. A fornire la spinta necessaria ad Ariane 5 nei primi 120 secondi dal decollo sono i motori ausiliari di Avio. Venti minuti dopo la mezzanotte (ora italiana) del 28 gennaio, Ariane 5 si è sollevato dalla piattaforma nello spazioporto di Kourou nella Guyana Francese per portare in orbita il satellite per telecomunicazioni Intelsat-29E, del peso di 6.552 kg, destinato a operare dal punto geostazionario per 15 anni e fornire servizi di connessione rapida a utenti governativi e agli operatori nel campo delle reti di telefonia mobile e nel settore delle applicazioni per la mobilità aeronautica e marittima, garantendo la copertura delle Americhe e soprattutto del nord Atlantico. Si tratta del primo di due satelliti Intelsat di nuova generazione il cui lancio è stato programmato nel 2016, anno in cui sono previste otto missioni di Ariane 5 su un totale di undici gestiti da Arianespace. Dal 1980 sono ben 524 i satelliti trasferiti in orbita dal consorzio di lancio europeo, mentre sono 56 i satelliti messi in orbita per conto dell’operatore internazionale Intelsat, la cui collaborazione è iniziata nell’ottobre 1983 con Intelsat 507 a bordo del razzo Ariane 1.

EDRS, autostrada spaziale di dati

EDRS, autostrada spaziale di dati

Eutelsat9B_EDRS_ESA-879x485Dall’inverno all’estate 2016, qualcosa è destinato a cambiare nel mondo delle telecomunicazioni via satellite. Sulla rampa di lancio di Baikonour, in Kazakistan, nella ogiva del razzo vettore Proton pronto al lift-off programmato alle 23:20 ora italiana di venerdì 29 gennaio, c’è il satellite Eutelsat-9B al cui interno c’è la piattaforma EDRS (acronimo di European Data Relay System). EDRS rappresenta il più ambizioso programma di telecomunicazione mai concepito dall’Agenzia Spaziale Europea, in grado di trasmettere ogni giorno fino a 50 terabyte di dati dallo spazio alla Terra. Non a caso è stata soprannominata SpaceDataHighway, autostrada spaziale dei dati, e utilizzerà una tecnologia laser all’avanguardia per fornire servizi di ritrasmissione di enormi quantità di dati quasi in tempo reale. L’obiettivo è migliorare in maniera drastica la rapidità di accesso a dati critici, come quelli raccolti durante i servizi di emergenza in risposta alle catastrofi naturali. Il primo elemento di EDRS, chiamato EDRS-A, comincerà a ritrasmettere informazioni dallo spazio alla Terra a partire dall’estate 2016. Veicolerà i dati dei satelliti Sentinel-1 e Sentinel-2 di Copernicus, il programma di osservazione satellitare della Terra  lanciato nel 1998 dalla Commissione Europea e da un pool di agenzie spaziali. Il programma Copernicus punta a migliorare la raccolta e la gestione europea dei dati sullo stato di salute del pianeta, e si basa su sei tipologie diverse di satelliti sentinelle. Quelli con cui comunicherà EDRS-A, Sentinel-1 e Sentinel-2, sono utilizzati rispettivamente per produrre dati radar interferometrici e per l’osservazione multi spettrale. Una volta in funzione, il sistema EDRS lavorerà per aumentare la quantità di dati provenienti dai satelliti in orbita bassa, dalla ISS e dalle navicelle senza equipaggio, arrivando a ritrasmettere fino a 50 terabyte di dati al giorno. In pratica, verrà garantito un flusso quasi continuo, che cosentirà di eliminare il ritardo nella trasmissione dei dati, rendendo gradualmente l’Europa sempre più indipendente nell’osservazione satellitare della Terra.

Telespazio per Meteosat 3a generazione

Telespazio per Meteosat 3a generazione

MeteoSat8Telespazio si è aggiudicata a fine 2015 la gara EUMETSAT per la fornitura dei servizi di lancio e messa in orbita (LEOP: Launch and Early Orbit Phase) per due satelliti -con una opzione per un terzo- della nuova costellazione Meteosat Third Generation” (MTG), che garantirà osservazioni ad alta risoluzione in ambito meteorologico e supporterà la ricerca scientifica sui cambiamenti climatici.

Telespazio guiderà un team industriale che vede la partecipazione, tra gli altri, di Thales Alenia Space France, già prime contractor per la realizzazione dei satelliti del programma MTG. Il Centro Spaziale del Fucino di Telespazio avrà la responsabilità della preparazione ed esecuzione delle operazioni di volo dei satelliti, dello sviluppo del centro di controllo LEOP, del software della dinamica del volo e della preparazione, validazione e coordinamento operativo di una rete di sei stazioni di terra in banda S.

Il programma Meteosat di terza generazione prevede due linee separate di satelliti (imaging e sounding) e sarà operativo nel periodo 2020-2040 per supportare in tempo reale le previsioni di eventi meteo ad alto impatto su Europa e Africa. I satelliti per l’osservazione avranno a bordo il nuovo sensore Lightning Imager, realizzato dalla Divisione Sistemi Avionici e Spaziali di Finmeccanica (operativa a partire dal primo gennaio 2016 nell’ambito del processo di divisionalizzazione del Gruppo Finmeccanica) per il Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare Italiana.

EUMETSAT aveva assegnato nel 2014 due contratti a Telespazio nell’ambito del programma MTG. Il primo per la progettazione, implementazione e manutenzione delle stazioni riceventi in banda Ka dei dati di missione “Mission Data Acquisition Facility” (MDAF), da installarsi presso il teleporto del Lario (Como) e quello di Leuk (Svizzera), operato da Signalhorn. Il secondo per lo sviluppo, fornitura e manutenzione delle stazioni di telemetria e comando “Telemetry, Tracking and Command” (TTC) in banda S, da installarsi presso il Centro Spaziale del Fucino e il teleporto di Cheia (Romania). Il valore complessivo dei contratti assegnati a Telespazio nel 2014 e 2015 è di 29 milioni di euro. La significativa presenza di Telespazio nel programma MTG rappresenta un importante traguardo strategico che consente la continuità e il rafforzamento di una pluriennale collaborazione dell’azienda con EUMETSAT nell’ambito dell’ingegneria del segmento di terra e delle operazioni satellitari.

«Il 2015 è stato un anno molto importante per l’industria spaziale italiana e il 2016 si prospetta come un anno ancora più interessante. Dal lancio di LISA Pathfinder e di nuovi satelliti delle costellazioni Galileo e Copernicus, fino alle scoperte rese possibili dalle sonde Rosetta, Dawn e Cassini: la tecnologia Finmeccanica è stata protagonista di importanti traguardi raggiunti nell’osservazione della Terra e nell’esplorazione planetaria e avrà un ruolo di primo piano nelle missioni spaziali del 2016, prima fra tutte ExoMars, il progetto europeo di scoperta del Pianeta Rosso», ha sottolineato Mauro Moretti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Finmeccanica, commentando l’acquisizione da parte di Telespazio del contratto per Meteosat Third Generation. «Dallo sviluppo dei satelliti e dei sensori di bordo fino al supporto alle operazioni e ai servizi, Finmeccanica è in primo piano nei programmi spaziali, importante motore di sviluppo per il futuro».

Dall’Italia i satelliti C e D Copernicus

Dall’Italia i satelliti C e D Copernicus

Sentinel-1_radar_modesThales Alenia Space ha firmato con l’Agenzia Spaziale Europea un contratto del valore di 402 ME, per la realizzazione dei satelliti Copernicus Sentinel 1C e il ricorrente 1D per il monitoraggio ambientale, nell’ambito del programma europeo Copernicus. Come per i satelliti Sentinel 1A e 1B, Thales Alenia Space Italia, in qualità di capocommessa, avrà la responsabilità della progettazione, sviluppo e integrazione dei satelliti Copernicus Sentinel 1C e 1D che imbarcheranno un radar ad apertura sintetica in banda C oltre ai sistemi avanzati di gestione e trasmissione dati e il computer di bordo. In particolare, Thales Alenia Space realizzerà i moduli T/R e gli Electronic Front Ends, uno degli aspetti tecnologici più rilevanti del satellite, cuore dell’antenna  radar ad apertura sintetica in banda C, che sarà prodotta da AIRBUS Defence&Space su specifiche di Thales Alenia Space.

Anche i satelliti Copernicus Sentinel 1 C e 1 D, che saranno lanciati progressivamente a partire dal 2021 , sono parte del complesso programma Copernicus (prima noto come GMES) coordinato dalla Commissione Europea, per il quale l’Agenzia Spaziale Europea è responsabile della componente spaziale. L’obiettivo del Programma è  garantire all’Europa una reale indipendenza nel rilevamento e nella gestione dei dati sullo stato di salute del pianeta, supportando così le necessità delle politiche ambientali pubbliche europee.

L’Italia ha un ruolo primario nel programma Copernicus, anche grazie all’Agenzia Spaziale Italiana, che ha sottoscritto e garantito un rilevante impegno del nostro paese nel campo dell’Osservazione della Terra, forte anche dell’eccellente risultato del programma COSMO-SkyMed che ha dimostrato capacità di visone dell’ASI, nonché competenze all’avanguardia dell’industria spaziale italiana.

“La firma di questo importante contratto ci rende particolarmente orgogliosi, in quanto conferma la lunga e riconosciuta esperienza di Thales Alenia Space nella realizzazione di satelliti per l’osservazione della Terra basati su tecnologie radar” – ha affermato Donato Amoroso, Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia e Deputy CEO di Thales Alenia Space – “La nostra azienda è stata premiata ancora una volta, dimostrando le capacità e le competenze necessarie per affrontare le sfide tecnologiche che questo programma rappresenta nonché la perfetta corrispondenza con le strategie europee nell’ambito delle politiche ambientali”.

Basato sulla piattaforma PRIMA, sviluppata da Thales Alenia Space per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana, i satelliti Copernicus Sentinel 1 C e 1 D avranno un peso al lancio di circa 2300 Kg e osserveranno il nostro pianeta da un’altezza di 700 Km e con una risoluzione tra i 5 e i 25 metri, a seconda della modalità operativa selezionata. Anche Finmeccanica-Selex ES contribuirà allo sviluppo dei satelliti Sentinel 1C e 1D, che saranno equipaggiati con i sensori d’assetto Autonomous Star Tracker e le unità di potenza CAPS (C-band Antenna Power Supply) e TPSU (Tile Power Supply Unit), indispensabili per il controllo di assetto del satellite e per assicurare la disponibilità continua di immagini radar.

I principali obiettivi della missione Sentinel-1  sono: mappatura delle aree urbane e degli impatti ambientali, monitoraggio dei rischi da movimenti della superficie terrestre, sorveglianza dell’ambiente marino, sicurezza marittima, monitoraggio dei ghiacci marini, monitoraggio delle foreste e dei cambiamenti climatici, immediata risposta dei servizi di emergenza. I programmi Sentinel dell’ESA includono sei famiglie di satelliti ognuna equipaggiata con strumentazione dedicata alla specifica missione di tele-rilevamento dei dati climatici: Sentinel-1 è progettato per assicurare la continuazione dei dati radar di ERS e Envisat. Il satellite Sentinel 1A,lanciato nell’Aprile 2014 è pienamente operativo  mentre il satellite gemello Sentinel 1B, il cui lancio è previsto nella primavera del 2016,  è in fase finale di test presso lo stabilimento Thales Alenia Space di Cannes.