Seleziona una pagina
Joint-venture tra IMS e DASS per Marte

Joint-venture tra IMS e DASS per Marte

ERASItalian Mars Society (IMS) e il Distretto AeroSpaziale della Sardegna (DASS) hanno siglato un accordo di collaborazione che permetterà di creare nuove sinergie per lo sviluppo di tecnologie avanzate da utilizzare in ambiente marziano. IMS (https://www.marssociety.it/) ha in corso di sviluppo il progetto ERAS, che riguarda la realizzazione di un centro di ricerca avanzato propedeutico e dedicato all’esplorazione umana di Marte e dello spazio, da avviare in località MADONE (BG). Il DASS (https://www.dassardegna.eu/) e i suoi Soci detengono know-how e tecnologie per consentire il sostentamento di missioni umane su Marte attraverso lo sfruttamento di risorse disponibili sul pianeta rosso.

L’accordo prevede lo svolgimento di attività di ricerca congiunte, come pure la compartecipazione a progetti di ricerca. Ulteriori elementi distintivi dell’accorso sono l’organizzazione congiunta di eventi culturali/scientifici, di dibattiti, la pubblicazione di documenti tecnici, la promozione della cultura spaziale in genere presso il grande pubblico, le aziende e i centri di studio e ricerca universitari. In particolare, l’accordo stabilisce di assegnare al Presidente del DASS e professore ordinario presso l’Ateneo cagliaritano, Giacomo Cao, la titolarità di responsabile della ricerca sulle tematiche ISRU (In Situ Resources Utilization) e ISFR (In Situ Fabrication and Repair) del progetto ERAS.

dass_bann“Si tratta – sottolinea il prof. Cao – di un importante riconoscimento degli sforzi profusi in questi anni da diversi Soci del DASS, tra i quali l’Università di Cagliari, sul progetto COSMIC finanziato nel 2009 dall’Agenzia Spaziale Italiana, che ha prodotto interessanti tecnologie oggetto di brevetti già concessi o in fase di concessione in Europa, Stati Uniti, Cina, India, Giappone e Russia”.

“La sottoscrizione dell’accordo – evidenzia il Presidente di IMS, ing. Antonio del Mastro – è di particolare rilevanza se si pensa al fatto che le tecnologie ISRU/ISFR giocano nel progetto ERAS e nell’esplorazione di Marte un ruolo chiave. L’accordo con il DASS concretizza così anche un obiettivo generale di IMS che è quello di convogliare nel progetto ERAS le migliori energie della ricerca e dell’industria italiana operanti nell’ambito dell’esplorazione marziana.

Sentinel-3A lanciato con successo

Sentinel-3A lanciato con successo

SENTINEL-3Il satellite Sentinel-3A, realizzato da Thales Alenia Space, joint venture tra Thales 67% e Finmeccanica 33%, per conto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), è stato lanciato con successo dal Cosmodromo di Pleseck in Russia, con un lanciatore Rokot. Il satellite Sentinel-3A, parte integrante del vasto programma europeo Copernicus, è caratterizzato  da un payload dotato di quattro strumenti all’avanguardia: un altimetro combinato con un radiometro a microonde per la topografia di superficie, uno strumento ottico per la rilevazione del colore degli oceani, dei laghi e dei fiumi, e un radiometro (realizzato dalla Divisione Sistemi Avionici e Spaziali di Finmeccanica) per la misurazione della temperatura superficiale di terre e mari. Sentinel-3A effettuerà una serie di missioni per studiare l’oceanografia, i cambiamenti ambientali e climatici.

Il satellite Sentinel-3A fornirà la copertura sistematica di tutta la terra e delle aree oceaniche. I dati raccolti dal satellite contribuiranno a migliorare le previsioni sui cambiamenti degli oceani e dell’atmosfera. Esso ci aiuterà, inoltre, a comprendere meglio la condizione di salute dei nostri oceani, a gestire l’industria ittica, l’agricoltura, la selvicoltura, la biodiversità, le risorse idriche, la salute pubblica, la produzione di cibo e la nostra sicurezza, nonché a monitorare, in modo puntuale, anche i cambiamenti dei livelli del mare e lo scioglimento dei ghiacci del Mar Artico.

Sentinel-3A segue il satellite Sentinel-1A, anch’esso realizzato da Thales Alenia Space,  lanciato il 3 aprile 2014. La continuità dei dati sarà garantita dagli altri satelliti delle due famiglie, Sentinel-1B/C/D e Sentinel-3B/C/D, tutti progettati da Thales Alenia Space in qualità di prime contractor. Il lancio di Sentinel-3B è previsto per il 2017 con Vega, il lanciatore leggero di Arianespace. Thales Alenia Space si è aggiudicata anche il contratto da parte di ESA per la realizzazione dei satelliti  Sentinel-3C e 3D, del valore di 450 milioni di Euro, con lancio previsto nel 2021.

“Sentinel 3-A, che segue il lancio di MSG-4 e Jason-3, è il terzo satellite realizzato da Thales Alenia Space destinato al monitoraggio del clima e dell’ambiente ad essere lanciato in poco più di sei mesi”, ha dichiarato Jean Loïc Galle, Presidente e CEO di Thales Alenia Space. “Siamo molto orgogliosi di questo lancio che conferma, ancora una volta, il livello di competenza raggiunto dalla nostra società nella realizzazione di satelliti per l’osservazione della Terra. Thales Alenia Space continua a valorizzare le proprie competenze per soddisfare le principali sfide del programma Copernicus. Questo riflette anche il ruolo determinante della società, perfettamente allineato alla visione strategica europea”.

 

I cubetti di Lisa librano nello spazio

I cubetti di Lisa librano nello spazio

LISA-Pathfinder-2La sonda LISA Pathfinder ha rilasciato entrambi i suoi cubetti di oro e platino per affrontare la sua ardua missione scientifica, mettendo queste due masse in una posizione di caduta libera mai ottenuta prima d’ora. La sonda, realizzata dall’Agenzia Spaziale Europea con il fondamentale contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e l’Università di Trento  punta a dimostrare la fattibilità tecnologica del rilevamento di onde gravitazionali nello spazio. Lanciata il 3 dicembre, LISA Pathfinder ha raggiunto la sua posizione operativa il 22 Gennaio, circa 1.5 milioni di km dalla Terra in direzione del Sole.

Mentre le verifiche sulla navicella e il suo payload prezioso continuano, per la prima volta, entrambe le masse – un paio di cubi identici di 46 mm di oro e platino –stanno galleggiando liberamente nel cuore del veicolo spaziale, ad alcuni millimetri dalle pareti dell’abitacolo. I cubi si trovano a 38 cm di distanza l’uno dall’ l’altro e sono connessi solamente da raggi laser. Durante tutta la procedura di maneggio a terra, di lancio, dei ‘burn’ che l’hanno immesso in orbita e il viaggio di 6 settimane verso la sua posizione di lavoro, ogni cubetto è stato mantenuto fermamente saldo da otto ‘dita’ che premevano su tutti gli angoli. Il 3 febbraio le dita di blocco sono state retratte e una valvola è stata aperta per far uscire qualsiasi molecola di gas residuo dall’interno del veicolo. Ogni cubo è rimasto al centro del suo abitacolo grazie a un paio di barre che li hanno delicatamente spinti da due lati opposti. Le barre sono state finalmente tolte prima da una massa sperimentale ieri e poi dall’altra oggi, lasciando i cubi galleggiare liberamente, senza contatti meccanici con il veicolo. “Per questo motivo abbiamo deciso di lanciare questi cubetti nello spazio: per ricreare le condizioni che sono altrimenti impossibili da ricreare all’interno del campo gravitazionale del nostro pianeta.”, dice Paul McNamara, project scientist di ESA. “Solamente con queste condizioni, grazie a questo spettacolare laboratorio gravitazionale, è possibile testare la caduta libera nella forma più pura possibile.” L’avvio della missione scientifica di LISA Pathfinder è stata programmato il 1 Marzo. Le onde gravitazionali sono delle minuscole fluttuazioni del tessuto spazio-temporale, predette da Albert Einstein nella sua teoria generale della gravità , recentemente osservate direttamente per la prima volta e annunciate congiuntamente dai team scientifici degli interferometri LIGO e VIRGO

“Rilasciare le masse sperimentali di LISA Pathfinder è un ulteriore passo verso l’astronomia di onde gravitazionali all’interno di questo mese memorabile: i cubetti sono, per la prima volta, sospesi in orbita e soggetti a misurazioni,” dice Stefano Vitale dell’Università di Trento e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Principal Investigator del pacchetto tecnologie di LISA. Nei prossimi mesi, LISA Pathfinder verificherà le condizioni fondamentali necessarie per la futura osservazione di onde gravitazionali nello spazio: mettendo masse sperimentali in caduta libera con un’accuratezza senza precedenti, isolando i due cubi da tutte le forze esterne ed esterne ad eccezione di una: la gravità.

Presidente Mattarella visita Houston

Presidente Mattarella visita Houston

MattarellaIl Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha concluso la sua visita negli Stati Uniti d’America recandosi a Houston, al Johnson Space Center, il centro di controllo delle missioni spaziali della NASA. Accolto al suo arrivo dal Capo del Protocollo della NASA, Susan Anderson, il Presidente Mattarella ha visitato il Centro accompagnato dal presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, e dagli astronauti Samantha Cristoforetti, Roberto Vittori, Paolo Nespoli e Luca Parmitano. Nel gruppo anche Walter Villadei, che sta svolgendo la fase di formazione. La visita è stata seguita da una rappresentanza del Sonny Carter Training Facility, del Neutral Buoyancy Laboratory, dello Space Vehicle Mockup Facility e del Christopher C. Kraft, Jr. Mission Control Centers.

“È una vista emozionante e affascinante ed è motivo di orgoglio per l’Italia, che ha una lunga storia” nell’attività spaziale. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, visitando oggi il centro spaziale della Nasa a Houston. Il Capo dello Stato ha ricordato come l’Italia partecipi nella costruzione di molte componenti delle navicelle e come si attiva la collaborazione con la Nasa. “C’è la suggestione – ha aggiunto Mattarella – di sentirsi ai confini della conoscenza, e c’è anche l’orgoglio”.

“Quel che viene fatto nello spazio è prezioso per il futuro del nostro Paese”, ha sottolienato il Capo dello Stato. Il Presidente, rispondendo ad una domanda dei giornalisti, si è anche augurato che l’Italia possa far crescere i suoi investimenti nella ricerca spaziale. Già oggi comunque l’Agenzia spaziale italiana (ASI) è una delle agenzie che collabora più intensamente con la Nasa e tantissime aziende italiane producono tecnologia avanzata per il settore spaziale.

Mattarella 2Mattarella ha parlato di giornata storica, facendo riferimento all’articolo del New York Times sulla conferma delle onde gravitazionali, che cita in modo esplicito il contributo dell’Italia”, che si aggiunge al grandissimo impegno del nostro Paese nel settore astronautico.

Il Presidente ASI Battiston ha parlato anche della sfida di un lancio su Marte definendola anche un investimento per il mondo. Su questa futura missione, ha aggiunto, l’Italia è in prima fila ma è importante che tutti i Paesi del mondo si mettano insieme perché questa è una sfida di pace ed il mondo ne ha bisogno”. Battiston ha ricordato che “ogni euro speso in questo settore produce un ritorno da due a sei volte e quindi investire porta guadagno. L’Italia ha saputo farlo e continua a farlo. Noi abbiamo un’attività spaziale di altissimo livello e naturalmente, oltre al settore privato, serve il sostegno del governo”.

 

Sorpresa: Rosetta non si arrende

Sorpresa: Rosetta non si arrende

Rosetta e cometaRosetta continuerà le operazioni di ricerca del lander Philae con l’obiettivo di riprenderne le attività. Ne dà notizia l’Agenzia Spaziale Italiana sulla base della nota rilasciata dal Tiger Team, un gruppo di esperti voluto dal Lander Steering Committee per fare il quadro dell’attuale situazione di Philae. Dopo aver analizzato i dati ricevuti nel corso degli 8 contatti avuti tra lander e orbiter nel periodo giugno/luglio 2015, il gruppo di specialisti ha formulato tre possibili scenari che spiegherebbero le difficoltà di stabilire un contatto con la sonda che giace sulla superficie della cometa 67P/Churyumov Gerasimenko dal 12 novembre 2014.Il primo presuppone che, per effetto delle temperature ambientali estremamente basse, il sistema di comunicazione o qualche altro apparato vitale del lander abbia riportato dei danni tali per cui Philae non riuscirebbe a mettersi in contatto con Rosetta; il secondo spiegherebbe l’assenza di segnali con la polvere cometaria che, depositatasi sui pannelli di Philae a causa della diminuzione dell’attività della cometa dopo aver superato il perielio (metà agosto 2015), avrebbe ridotto la capacità dei suoi pannelli solari di generare potenza elettrica. L’ultimo scenario, invece, prevede che il lander si sia mosso rispetto alla posizione in cui ha svolto la “First Science Sequence” nella zona nominata Abydos, e che le sue antenne siano invece orientate in un modo diverso da quello presunto non permettendo la ricezione dei segnali provenienti da Rosetta. “Il terzo scenario lascia uno spiraglio alla possibilità che si possa ripristinare il contatto con Philae e metterlo in condizioni di svolgere ancora indagini scientifiche sulla superficie della cometa – ha commentato Mario Salatti, project manager di Philae per ASI – è però necessario che Rosetta individui il lander e ci dica come sono posizionati i pannelli solari rispetto al Sole e come sono posizionate le sue antenne per ottimizzare le finestre di comunicazione con la sonda”. Il 22 gennaio 2016 Rosetta si è spostata nella parte sud della cometa e al momento sta orbitando ad un’altezza pari a circa 50 chilometri. Tale distanza viene monitorata di giorno in giorno ed eventualmente ridotta in una misura che garantisca comunque le massime condizioni di sicurezza per la navigazione della sonda.

“E’ una lotta contro il tempo – ha concluso Salatti – con l’attività della cometa in costante diminuzione, Rosetta può avvicinarsi sempre di più alla sua superficie: quando sarà in grado di avvicinarsi ad almeno 10 chilometri potrà risolvere adeguatamente la figura di Philae nelle immagini di OSIRIS. Allo stesso modo però, le condizioni energetiche necessarie per l’accensione del lander vanno peggiorando man mano che la distanza dal Sole aumenta. ESA valuterà di fare un “flyby” ravvicinato alla zona Abydos nelle prossime settimane, ma sull’effettiva esecuzione della manovra peserà enormemente l’esigenza di non mettere a repentaglio la sicurezza della sonda Rosetta”. “E’ una lotta contro il tempo – ha concluso Salatti – con l’attività della cometa in costante diminuzione, Rosetta può avvicinarsi sempre di più alla sua superficie: quando sarà in grado di avvicinarsi ad almeno 10 chilometri potrà risolvere adeguatamente la figura di Philae nelle immagini di OSIRIS. Allo stesso modo però, le condizioni energetiche necessarie per l’accensione del lander vanno peggiorando man mano che la distanza dal Sole aumenta. ESA valuterà di fare un “flyby” ravvicinato alla zona Abydos nelle prossime settimane, ma sull’effettiva esecuzione della manovra peserà enormemente l’esigenza di non mettere a repentaglio la sicurezza della sonda Rosetta”.

(immagine:; credit ESA)