da Sorrentino | Set 9, 2014 | Industria, Primo Piano, Servizi Satellitari
Thales Alenia Space è in procinto di aggiornare ed espandere la sua gamma di satelliti geostazionari per telecomunicazioni Spacebus. Con 80 ordinativi registrati e oltre 500 anni di servizi in orbita, le piattaforme Spacebus sono in grado di offrire prestazioni garantite. Sono disponibili nelle versioni con sottosistemi di propulsione ibridi o chimici.
Thales Alenia Space sta ora aggiornando questa famiglia per affrontare le necessità future del mercato, capitalizzando il grande know-how di Spacebus, in particolare con Avionics 4000, e di Alphabus, integrando anche un’architettura meccanica ottimizzata, per un prodotto dalla sostenibilità garantita a lungo termine. Queste nuove piattaforme, chiamate Spacebus NEO, offriranno tecnologie all’avanguardia e saranno disponibili in diverse versioni di propulsione, tra cui anche una totalmente elettrica. La versione completamente elettrica di Spacebus NEO, in grado di trasportare payload di oltre 1.400 kg e con una potenza superiore a 16 kW, sarà disponibile da metà 2015.
La nuova gamma Spacebus NEO sarà realizzata in versioni diverse, per adattarsi a qualsiasi tipo di satellite geostazionario, dai piccoli agli extra-large. Gli operatori potranno scegliere la configurazione più adatta alle loro necessità, con propulsione totalmente elettrica, ibrida o totalmente chimica. A partire dal 2016 queste piattaforme saranno in grado di gestire payload fino a 2.000 kg, con una potenza record di 20 kW.
“Nel corso degli anni abbiamo costantemente migliorato le prestazioni delle piattaforme Spacebus, come dimostra il loro eccezionale track record,” sottolinea Bertrand Maureau, Vicepresidente per le Telecomunicazioni di Thales Alenia Space. “Oggi siamo orgogliosi di presentare questa nuova gamma. Le piattaforme Spacebus NEO saranno più solide, con un design più modulare, più potenti e leggere, per soddisfare al meglio le aspettative degli operatori in merito a competitività, flessibilità e compatibilità multi-vettore.”
da Sorrentino | Ago 29, 2014 | Primo Piano, Servizi Satellitari
Gli effetti del terremoto di magnitudo 6.1, che domenica 24 agosto ha colpito la zona della Napa Valley, in California e avvertito da almeno un milione di persone, sono monitorati costantemente dalla costellazione COSMO-SkyMed. A partire dal 26 agosto il sistema satellitare italiano di osservazione della Terra sta acquisendo dati successivamente forniti sono state al team ARIA al JPL – Caltech che provvede a elaborarli in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana e l’Università della Basilicata. I risultati delle elaborazioni sono stati pubblicati per la California Earthquake Clearinghouse e Southern California Earthquake Center Forum Response. Le mappe così costruite vengono utilizzate anche per identificare ulteriori rotture di faglia.
“Accade spesso che utenti istituzionali di paesi stranieri – dichiara il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston – chiedano all’ASI di fornire dati acquisiti da COSMO-SkyMed perché le caratteristiche tecniche del sistema, in grado di osservare anche in notturno e con qualsiasi condizione meteo, sono uniche a livello internazionale. In particolare i dati relativi al terremoto occorso nella Napa Valley in California mostrano gli spostamenti indotti dal fenomeno sismico da cui è possibile derivare informazioni sui danni alle strutture civili”.
COSMO-SkyMed rappresenta il più grande investimento italiano nel settore dell’Osservazione della Terra e costituisce una realizzazione all’avanguardia in campo mondiale. Il Sistema include un Segmento Spaziale ed un Segmento di Terra. Il Segmento Spaziale è costituito da una costellazione di 4 satelliti equipaggiati con sensori SAR (radar ad apertura sintetica) ad alta risoluzione operanti in banda X e dotati di un sistema di acquisizione e trasmissione dati altamente flessibile ed innovativo. Il Segmento di Terra è composto da infrastrutture per la gestione ed il controllo dell’intera costellazione e per la ricezione, archiviazione, elaborazione e distribuzione dei prodotti. COSMO-SkyMed consente la copertura globale del nostro pianeta operando in qualsiasi condizione meteorologica e di illuminazione (giorno/notte) e fornisce immagini geolocate ad elevata risoluzione spaziale con tempi di risposta rapidi.
da Sorrentino | Ago 6, 2014 | Industria, Politica Spaziale, Primo Piano
Thales Alenia Space ha annunciato di aver firmato con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) un accordo, del valore di 66 Milioni di Euro, per il proseguimento delle attività di COSMO-SkyMed Seconda Generazione. In particolare, la firma dà avvio all’attivazione della Fase C3 del Programma, cioè alle attività per il completamento della progettazione e degli sviluppi tecnologici di base del Sistema, sia relativamente alla componente di bordo (2 satelliti all’avanguardia tecnologica e prestazionale) che a tutte le infrastrutture terrestri (segmento di terra, operazioni e logistica).
Al fine di ottimizzare l’organizzazione di tutte le attività esecutive per la realizzazione del sistema e la gestione operativa del Programma, è stato costituito un Raggruppamento Temporaneo di Imprese che vede Thales Alenia Space Italia in qualità di mandataria e Telespazio in qualità di mandante. Nel contratto il valore della tranche relativa a Thales Alenia Space Italia è di 43,6 Milioni di Euro, di 23 Milioni quello relativo alle attività di Telespazio. Quest’ultima, in particolare, avrà la responsabilità dello sviluppo del segmento di terra e della logistica integrata delle operazioni.
“E’ davvero grande la soddisfazione – ha commentato Elisio Giacomo Prette, Presidente e Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia – per il raggiungimento di questo primo importante risultato che permetterà la prosecuzione parziale delle attività industriali del programma fino al 2015”. E’ doveroso ringraziare l’Agenzia Spaziale Italiana, in special modo il Presidente Roberto Battiston, ma anche il Ministro della Difesa Roberta Pinotti e il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, per l’impegno promesso e mantenuto nei confronti dell’industria spaziale. COSMO-SkyMed rappresenta il fiore all’occhiello della tecnologia radar a livello mondiale, costellazione duale unica nel suo genere – ha continuato Prette – mi auguro, quindi, che il finanziamento dell’intero sistema possa essere garantito entro la fine del 2014”.
Per garantire la continuità dei servizi erogati dal Sistema COSMO-SkyMed di Prima Generazione, attualmente nel pieno della sua operatività, è infatti fondamentale che il primo satellite sia operativo nel primo semestre 2017 e il secondo entro il 2018. Per raggiungere tale obiettivo, dato che la fase C3, oggi accordata, è una copertura economica solo parziale, è prioritario e indispensabile che il finanziamento di tutto il Sistema sia garantito entro la fine del 2014.
Lo sviluppo di COSMO-SkyMed Seconda Generazione garantirà un salto generazionale in termini di tecnologia, prestazioni e vita operativa del sistema e di conseguenza sarà rafforzata la leadership italiana a livello mondiale nel settore dell’Osservazione della Terra. Saranno altresì ampliate le partnership internazionali di interesse strategico come quelle già in atto con Francia e Polonia.
da Sorrentino | Ago 5, 2014 | Attualità, Missioni, Primo Piano
Dopo un viaggio lungo dieci anni, è arrivato il giorno dell’appuntamento : il 6 agosto la sonda Rosetta incontra la “sua” cometa, 67P/Churyumov-Gerasimenko, sulla quale rilascerà il lander Philae. Lanciata il 2 marzo 2004 da Kourou, nella Guiana Francese, Rosetta ha percorso più di 6 miliardi di chilometri milioni. La sonda ha sfruttato l’effetto “fionda gravitazionale” (gravity assist) una volta attorno a Marte e tre volte attorno alla Terra; inoltre ha avuto incontri ravvicinati (fly-by) con gli asteroidi “Steins” nel 2008 e “Lutetia” nel 2010. Il suo percorso è poi proseguito in stato di ibernazione: quando ha viaggiato verso l’orbita di Giove, dove i suoi pannelli solari, non potevano garantire sufficiente energia per gli strumenti ed apparati di bordo, Rosetta è stata messa in profondo letargo per 31 mesi. Si è poi svegliata automaticamente, comandata da un suo orologio interno e senza segnali provenienti dalla Terra, il 20 gennaio 2014. Dopo il risveglio, Rosetta ha proseguito l’avventura alla volta della tappa finale e principale del suo epico viaggio: la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, che scorterà nel suo avvicinamento al Sole fino alla fine del 2015, con l’obiettivo di effettuare una serie di indagini dettagliate sulle caratteristiche del nucleo e sulla superficie su cui atterrerà il lander Philae.
«Il rendez-vous di Rosetta con la cometa è un momento particolamente importante per la storia dell’esplorazione dell’Universo – ha dichiarato il prof. Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana – Ci aspettiamo molte informazioni sulla formazione del nostra sistema solare. La sonda Rosetta rappresenta uno dei molti fronti di impegno per l’ASI in campo internazionale ed europeo: a questa missione, una delle Cornerstone del programma Horizon 2000+ dell’ESA, l’ASI partecipa fornendo all’Orbiter Rosetta due strumenti a guida scientifica Italiana e un sostanziale contributo ad un terzo, a guida tedesca. Inoltre l’ASI con il DLR ed il CNES, ed altri partner europei, hanno progettato e realizzato Philae, il Lander che all’inizio di quest’inverno atterrerà sulla cometa; un’impresa mai tentata prima».
Dopo il primo appuntamento del 6 agosto, la sonda e la cometa viaggeranno insieme, raggiungendo il perielio nell’agosto del 2015 per poi allontanarsi dal Sole. Il lander Philae sarà consegnato alla superficie della cometa nel novembre 2014. Rosetta sarà in grado di comunicare e inviare dati scientifici fino a dicembre del 2015: come la famosa Stele di Rosetta e l’obelisco di Philae, la sonda europea andrà a caccia di importanti informazioni capaci di farci decifrare gli enigmi del complesso linguaggio della nebulosa protoplanetaria che ha costruito i mattoni che hanno formato il nostro Sistema Solare.
Rosetta è una missione dell’ESA con contributi dei suoi stati membri e della NASA. Il lander Philae è stato sviluppato da un consorzio internazionale a guida di DLR, MPS, CNES e ASI. La partecipazione italiana alla missione consiste in tre strumenti scientifici a bordo dell’orbiter: VIRTIS (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer) sotto la responsabilità scientifica dell’IAPS (INAF Roma), GIADA (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) sotto la responsabilità scientifica dell’Università Parthenope di Napoli, e la WAC (Wide Angle Camera) di OSIRIS (Optical Spectroscopic and Infrared Remote Imaging System) sotto la responsabilità scientifica dell’Università di Padova. A bordo del lander, sono italiani il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni SD2 (Sampler Drill & Distribution), sotto la responsabilità scientifica del Politecnico di Milano, e il sottosistema dei pannelli solari.
La sonda è stata progettata da Airbus Defence and Space (già Astrium) in qualità di prime contractor. Thales Alenia Space, ha preso parte alla missione Rosetta in qualità di contraente principale per le attività di assemblaggio, integrazione e prove del satellite e per la campagna di lancio, per le quali ha provveduto anche alla definizione ed all’approvvigionamento delle attrezzature meccaniche ed elettriche di supporto a Terra. Di particolare rilevanza è stata la verifica delle funzionalità operative autonome di cui è dotata la sonda in quanto, a causa delle notevole distanza da Terra, i segnali radio impiegano oltre 20 minuti per raggiungerla e altrettanti per arrivare al centro di controllo ESA di Darmstadt (Germania). Thales Alenia Space ha inoltre realizzato lo speciale trasponditore digitale di bordo del satellite, operante in banda S e X, essenziale per il collegamento tra la sonda e la Terra. Gli strumenti scientifici a bordo della sonda permetteranno di studiare la superficie della cometa, la composizione, la distribuzione di temperatura, di analizzare la natura dei gas e delle polveri emesse dal nucleo e la loro interazione con il vento solare.
da Sorrentino | Ago 4, 2014 | Politica Spaziale, Primo Piano
Il nuovo consiglio di amministrazione dell’Agenzia Spaziale Italiana si è lunedì 4 agosto nella sede del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Il CdA, presieduto dal prof. Roberto Battiston, comprende i due membri recentemente nominati in rappresentanza del Miur e del ministero della Difesa, il dr. Enrico Costa e il generale Alberto Rosso. Completeranno la composizione del CdA i due rappresentanti che saranno indicati dai ministeri dell’Economia e degli Affari Esteri.
Il primo consiglio di questa nuova fase operativa dell’Asi ha deliberato, tra i diversi argomenti previsti nell’ordine del giorno, la firma del contratto tra Asi e Thales Alenia Space per il finanziamento della Fase C3 del “Sistema COSMO di Seconda Generazione”, relativa alle attività per il completamento della progettazione e degli sviluppi tecnologici di base del sistema.
Il Consiglio ha stabilito anche l’avvio della selezione per la nomina del Direttore Generale dell’Asi, il processo di designazione del Consiglio Tecnico Scientifico (CTS) e l’estensione della vita operativa di alcune missioni scientifiche. Con l’insediamento del CdA, l’avvio della selezione del nuovo direttore Generale e delle procedure per la definizione del CTS, l’Agenzia intraprende la strada del compimento del processo di riorganizzazione interna.