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Thales con l’India sulla Luna

Thales con l’India sulla Luna

Thales Alenia Space è stata selezionata da TeamIndus, compagnia privata indiana di esplorazione spaziale, per fornire il trasponder integrato in banda S a bordo del suo sistema di comunicazioni del veicolo che giungerà sulla Luna per trasmettere video e immagini dal rover. Il veicolo che TeamIndus sta costruendo è destinato, secondo il programma della missione, ad allunare nei primi del 2018. Il veicolo rilascerà un rover che si sposterà di almeno 500 metri e trasmetterà video e immagini in alta risoluzione sulla Terra. “Il veicolo di TeamIndus è progettato per trasportare 20 Kg di carico sulla superficie lunare e si basa su solidi sistemi di volo e per le operazioni di superficie” – ha dichiarato Rahul Narayan, Fleet Commander di TeamIndus, che ha scelto di avvalersi di Thales Alenia Space come valido partner per la fornitura dei sottosistemi essenziali per il successo della missione. TeamIndus è uno dei 5 finalisti della gara Google Lunar XPRIZE®. TeamIndus ha siglato un contratto di lancio commerciale con Antrix Corporation per il lancio di un PSVL (Polar Satellite Launch Vehicle) e ha vinto precedentemente un premio da 1 Milione di dollari come riconoscimento del suo avanzamento tecnologico.

Tecnologia 4.0 per satelliti

Tecnologia 4.0 per satelliti

Thales Alenia Space ha annunciato la costruzione di un nuovo sito a Hasselt, in Belgio, per l’assemblaggio automatizzato di celle fotovoltaiche ( PVA) sui pannelli solari per la generazione di energia. Con un budget globale di circa 20 Milioni di Euro, il nuovo sito, primo nel suo genere in Europa, intende divenire una vetrina per l’approccio produttivo Industria 4.0 di Thales Alenia Space. Il sito è complementare con le attività del centro PVA di Leonardo a Nerviano dove sono progettati e realizzati assemblaggi di pannelli fotovoltaici per i maggiori programmi dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI).  La nuova industria 4.0 permetterà alla Space Alliance e ai suoi azionisti di fornire soluzioni altamente competitive per l’assemblaggio fotovoltaico per tutti segmenti di satelliti. Thales Alenia Space ha deciso di sviluppare la produzione di assemblaggi fotovoltaici attraverso l’utilizzo di  tecnologie avanzate, capitalizzando al contempo le competenze dei team che sono alla base del processo. Le nuove tecniche includono l’assemblaggio robotizzato dei pannelli, la digitalizzazione del processo produttivo con la conseguente gestione digitale dei dati e della tracciabilità, incluso i test e le verifiche online, e utilizzo di tecnologie di realtà aumentata. Persone e macchine condividono l’ ambiente lavorativo, in un connubio armonioso tra capacità fisiche e cognitive,  aprendo così nuove possibilità in termini di maggiore efficienza e flessibilità. L’acquisizione e la rapida analisi dei dati provenienti da diverse sorgenti forniscono valore aggiunto e competitività: Thales Alenia Space pone attenzione alla gestione competente dei dati provenienti dai suoi processi di Ingegneria e di Produzione. L’industria spaziale sta subendo una profonda trasformazione, che comprende l’avvento di nuovi operatori e nuove iniziative che portano a un significativo cambiamento industriale. Mentre l’innovazione continua a giocare un ruolo strategico in un contesto competitivo,  le società devono imprescindibilmente ottimizzare i loro processi e trasformare i piani della produzione per  rispondere alle esigenze di mercato in termini di costo e ritmi di produzione accelerati.

“Con la costruzione di un centro di eccellenza di produzione automatizzata, Thales Alenia Space conferma la sua posizione all’avanguardia nell’innovazione e la sua capacità di accompagnare i propri partner nella significativa evoluzione dell’industria spaziale. Il sito sarà il primo ad essere dotato di un software automatizzato, unico al mondo per questo tipo di prodotti spaziali ”  –  ha dichiarato Jean Loïc Galle, CEO di Thales Alenia Space  –  “ Questo progetto è la messa in atto di una strategia aziendale orientata ad aumentare la nostra presenza in Europa, in piena complementarità con i siti già esistenti. Ampliamo la nostra offerta globale, trasformiamo i nostri metodi di produzione e acquisiamo la capacità di rispondere rapidamente alle necessità del mercato in veloce evoluzione nel quale operiamo”. Gli assemblaggi fotovoltaici saranno realizzati direttamente all’interno della nuova struttura di Hasselt e saranno poi integrati nei pannelli solari nello stabilimento di Cannes, in Francia.I pannelli solari sono un parte essenziale dei satelliti di telecomunicazione che imbarcano la piattaforma Spacebus realizzati da Thales Alenia Space. Gli operatori delle telecomunicazioni di oggi esigono soluzioni snelle e flessibili, prodotti innovativi e affidabili, monitoraggio in tempo reale del processo di produzione, un alto grado di tracciabilità e cicli di lavoro più brevi. Essi stanno lanciando su larga scala progetti come  le mega-costellazioni che richiedono tecnologie dirompenti e implicano sfide senza precedenti sia in termini di tecnologia che di tassi di produzione. Attraverso il suo approccio Industria 4.0, Thales Alenia Space si sta preparando ad raccogliere queste sfide. La costruzione di questo nuovo sito, inoltre, si inquadra perfettamente nel piano strategico di Thales Alenia Space, che include un incremento della propria presenza in quei Paesi chiave che stanno investendo molto nel settore spaziale.

Orion slitta al 2019

Orion slitta al 2019

Chi sperava di vedere in orbita nel 2018 Orion con il nuovo sistema di lancio SLS dovrà attendere almeno un anno. E di conseguenza il primo equipaggio sarà a bordo della capsula del futuro della NASA solo agli inizi del prossimo decennio. Il rapporto diffuso agli inizi di aprile dall’ufficio dell’ispettore generale della NASA ammetteva la necessità di effettuare ulteriori verifiche tecniche, una delle quali connessa alla progettazione dello scudo termico, facendo presagire il rinvio di Exploration Mission 1 e 2. A confermare il ritardo è arrivata una una lettera del responsabile dell’esplorazione umana della NASA, Bill Gerstenmaier, che si dichiara d’accordo con il Government Accountability Office degli Stati Uniti, secondo cui mantenere novembre 2018 come data del lancio non è nell’interesse del programma, ed è opportuno stabilire un nuovo traguardo nel 2019. La NASA aveva previsto il lancio inaugurale di SLS-Orion con la Exploration Mission 1 (EM-1) entro novembre 2018, seguita nel 2021 dalla EM-2 che dovrebbe portare un equipaggio di astronauti a bordo. Al ritardo del programma, oltre al processo di revisione del budget per il 2018, sembra abbiano contribuito negativamente anche il danneggiamento del Michoud Assembly Facility di New Orleans, colpito da un violento tornado nel febbraio 2017, e il processo di sviluppo e verifica di alcuni software dei sistemi di terra del Kennedy Space Center. Inoltre, si registrano ritardi anche nella consegna del modulo di servizio EDM fornito dall’ESA, che, trasferito da Thales Alenia Space al primo contraente Airbus, viene sottoposto alle integrazioni finali. Sulla riprogrammazione del primo volo di Orion pesa anche la richiesta formulata dal presidente americano Trump, il quale vorrebbe subito un equipaggio a bordo di Exploration Mission 1. In tal caso, è facile ritenere un ulteriore slittamento.

Countdown Virgin Galactic

Countdown Virgin Galactic

Virgin Galactic, l’azienda aerospaziale fondata da Richard Branson, ha confermato che entro la fine del 2017 effettuerà il primo volo turistico suborbitale a bordo della navetta SpaceShipTwo. Il veicolo, che trasporterà sei passeggeri al costo di 250mila dollari a testa, raggiungerà 15.000 metri di quota agganciato all’aereo WhiteKnightTwo, per poi sganciarsi e compiere il volo suborbitale a un’altezza di 100 km. In quella fase gli occupanti sperimenteranno l’esperienza dell’assenza di gravità e osserveranno la curvatura della Terra. Il programma della Virgin Galactic ha subito un forte rallentamento a seguito dell’incidente occorso il 31 ottobre 2014 durante la quarta missione di test che ha comportato la distruzione della navetta, il ferimento del pilota Peter Siebold e la morte del copilota Michael Alsbury. Le successive indagini hanno dimostrato che il crash si è verificato per errore umano. Virgin Galactic è tornata in pista nel febbraio 2016 con la presentazione del secondo veicolo, VVS Unity, che ha effettuato positivamente il primo test di planata il 3 dicembre 2016. Tra i piloti assunti da Virgin Galactic figura l’italiano Nicola Pecile, ex pilota dell’Aeronautica Militare sui caccia Tornado e poi collaudatore al Reparto sperimentale di Pratica di Mare.

Al giorno seguente risale la firma del protocollo di intesa tra Virgin Galactic e ALTEC S.p.A. (società partecipata da Agenzia Spaziale italiana e Thales Alenia Space) per effettuare voli suborbitali, addestramento astronauti e piloti, turismo spaziale. L’accordo include anche la realizzazione di un apposito spazioporto sul territorio italiano, che sarà probabilmente realizzato a partire da un aeroporto esistente. La scelta potrebbe ricadere sull’aeroporto cagliaritano di Decimonannu.

Duke racconta Apollo 16

Duke racconta Apollo 16

In Italia si celebra la missione Apollo 16, che prese il via il 16 aprile 1972 per concludersi undici giorni dopo, il 27 aprile, contrassegnata dal quinto e penultimo sbarco umano sulla Luna. La discesa sull’altopiano Descartes fu effettuata da Charles Duke, pilota del modulo lunare, in compagnia del comandante John Young, mentre Thomas Mattingly rimase in orbita sulla navicella Apollo. Duke, 81enne, decimo uomo ad avere camminato sul suolo lunare, è stato invitato a raccontare, in una serie di appuntamenti promossi da ADAA tra il 29 aprile e il 5 maggio tra Lombardia, Toscana e Piemonte, la straordinaria avventura vissuta sulla Luna, dove, nel corso di tre attività extraveicolari per un totale di 20 ore e 14 minuti, viaggiò a bordo del Lunar Rover su cui percorse 26,7 km. La missione di Apollo 16 consentì di trasportare sulla Terra 95,8 kg di campioni di rocce, più di tutte le precedenti quattro missioni sbarcate sulla Luna. Durante la permanenza sulla superficie selenita furono realizzati molti esperimenti e installate una serie di apparecchiature scientifiche, una delle quali dedicata alla misurazione della radiazione cosmica.