da Sorrentino | Ott 28, 2015 | Industria, Primo Piano, Servizi Satellitari
Un satellite completamente elettrico permetterà di offrire servizi in banda larga, con una copertura quasi completa dell’Africa Subsahariana. E’ il frutto dell’ultimo passo nella strategia di Eutelsat per la banda larga in Africa. Il satellite di nuova generazione ad Alta Produttività, in grado di offrire una flessibilità operativa senza precedenti, è stato commissionato a Thales Alenia Space, sarà lanciato nel 2019 e diverrà il primo a utilizzare la nuova piattaforma Spacebus Neo di Thales Alenia Space.
La commessa di un satellite per banda larga ad alta capacità segue il recente annuncio da parte di Eutelsat del contratto per la concessione d’uso della capacità in banda Ka sul satellite AMOS-6, che consentirà la fornitura di servizi di banda larga all’Africa sub-sahariana a partire dal 2016. Grazie a questo nuovo satellite indipendente, Eutelsat amplierà la propria presenza in Africa, offrendo ulteriori risorse in banda larga e imponendo nuovi standard di flessibilità per i satelliti ad Alta Produttività. Sfruttando la piattaforma completamente elettrica Spacebus Neo, che unisce elevata efficienza e leggerezza di peso, Eutelsat potrà inoltre beneficiare di condizioni di lancio competitive.
La missione di riferimento di questo nuovo satellite consiste nel fornire 75 Gbps di capacità attraverso una rete di 65 fasci che insieme offrono una copertura quasi completa dell’Africa Subsahariana. Il satellite permetterà di offrire servizi in banda larga per utenti finali diretti e imprese utilizzando parabole con un diametro di circa 74 cm. Il satellite sarà inoltre ottimizzato per soddisfare le esigenze di rete collettive connesse a hotspot Wi-Fi, il supplemento di reti mobili e la connettività delle aree rurali.
Eutelsat ha inoltre la possibilità, nei mesi a venire, di perfezionare il satellite per migliorare la produttività generale e le aree di servizio. Le attività di Eutelsat riguardanti la banda larga africana, incluse le vendite, saranno gestite dalla sua nuova affiliata con sede a Londra.
“Siamo orgogliosi di poter fornire al territorio africano le tecnologie di banda larga satellitare più avanzate – ha commentato Michel de Rosen, Presidente e CEO di Eutelsat – Grazie alla piattaforma Spacebus Neo di Thales Alenia Space, stiamo varcando nuove frontiere nei satelliti ad Alta Produttività per offrire servizi di banda larga convenienti e di qualità in molti paesi africani, nei quali migliorare l’accesso Internet è una priorità chiave.”
“Siamo entusiasti di essere stati scelti dal nostro storico cliente Eutelsat per fornire la prima piattaforma completamente elettrica Spacebus Neo – ha aggiunto Jean Loïc Galle, CEO di Thales Alenia Space – Spacebus Neo unisce comprovate competenze aziendali e innovazione, offrendo una piattaforma totalmente modulare insieme a un payload Ka-HTS intelligente per una flessibilità senza precedenti e la massima produttività”. Questo contratto riflette il grande lavoro di squadra svolto da Thales Alenia Space ed Eutelsat nella ricerca della soluzione migliore per soddisfare le esigenze degli utenti e delle aspettative del mercato HTS. Questo contratto è anche il risultato concreto del sostegno da parte delle agenzie spaziali europea e francese, allo sviluppo di Neosat e da parte della sezione Alta Produttività del Piano di Investimenti francese chiamato PIA ( Plan d’Investissement d’Avenir).
da Sorrentino | Ott 14, 2015 | Industria, Politica Spaziale, Primo Piano, Programmi
Al congresso annuale della Federazione internazionale di astronautica a Gerusalemme, l’Agenzia Spaziale Italiana ha illustrato il programma del lanciatore Vega, che vedrà nascere la versione C sulla rampa nel 2018. Un workshop espressamente dedicato al piccolo razzo vettore europeo, di progettazione e sviluppo italiano, che ha permesso di mettere a fuoco le potenzialità rappresentate dall’evoluzione tecnologica del programma, a cui sono interessati sia il mondo della ricerca che dell’industria. In un’intervista rilasciata all’agenzia Askanews nel corso del 66° IAC di Gerusalemme, il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, ha sottolineato il primato raggiunto il motore del Vega, il P120, costruito a Colleferro e destinato a essere prodotto in quantità fino a 35, 37 pezzi all’anno essendo elemento comune al razzo vettore Ariane in funzione di propulsore ausiliario. il Vega sarà il primo a certificarlo con un lancio mettendo in luce le sue potenzialità\”.In attesa della versione C, Vega metterà in orbita ai primi di dicembre Lisa Pathfinder, un progetto europeo che ha lo scopo di mettere a punto le tecnologie necessarie al progetto di un futuro osservatorio spaziale per onde gravitazionali di bassa frequenza, A bordo del satellite ci sarà un sistema composto da due masse di prova e da un interferometro che, insieme all’elettronica e all’ottica associate, costituisce il LISA Technology Package (LTP), realizzato da un consorzio di enti di ricerca europei. L’obiettivo scientifico di LISA-PF è mettere alla prova il concetto stesso di rivelazione di onde gravitazionali dallo spazio, dimostrando che è possibile controllare e misurare con una precisione altissima il movimento di due masse in condizioni di caduta libera. La missione LISA-PF rientra nel quadro del Programma Scientifico dell’ESA, cui l’Italia contribuisce al 13% circa. L’imminente lancio della missione Lisa Pathfinder conferma appieno le potenzialità offerta dal programma Vega, a vantaggio del settore scientifico e di quello commerciale.
Risale al giugno 2015, in occasione del salone aerospaziale di Parigi Le Bourget, l’annuncio dell’accordo per far sì che il lanciatore Vega sia in grado di portare nello spazio una nuova generazione di satelliti a propulsione elettrica. L’obiettivo è facilitare l’accesso allo spazio al mondo delle piccole e medie imprese, dell’università e dei centri di ricerca, rilasciando i satelliti in un’orbita bassa e facendo in modo che possano raggiungere in maniera autonoma e con l’ausilio dei motori elettrici la posizione operativa.
da Sorrentino | Ott 12, 2015 | Industria, Primo Piano, Servizi Satellitari
I satelliti di Telecomunicazioni Koreasat 5A e Koreasat 7, attualmente in fase di realizzazione da parte di Thales Alenia Space, includeranno i più grandi componenti di piattaforma mai realizzati in Europa utilizzando la tecnica di stampa 3D nota come “processo di produzione additiva con fusione di letto di polvere”. Con dimensioni di circa 45cm x 40cm x 21 cm, questi supporti per antenne telemetriche e di comando sono realizzati in alluminio. Tali componenti, identici per i due satelliti, sono stati realizzati nel medesimo lotto dalla stessa strumentazione. Thales Alenia Space utilizza la stampante 3D Concept Laser Xline 1000R, la più grande macchina di fusione a raggio laser in Europa, di proprietà di Poly-Shape, una società francese partner di Thales Alenia Space. I due componenti dall’innovativo design “organico”, hanno già superato i test di accettazione sulle vibrazioni, dimostrando un comportamento dinamico perfettamente riproducibile. L’utilizzo della tecnica di stampa 3D per realizzare questo tipo di componenti offre una serie di vantaggi come il risparmio del 22% sul peso, la riduzione dei tempi di produzione di uno o due mesi, il 30% di costi in meno e prestazioni migliori. Un supporto per antenna di questo tipo è già in orbita dall’Aprile 2015 sul satellite TurkmenAlem, sempre realizzato da Thales Alenia Space. Il satellite Arabsat 6B, il cui lancio dal Guyana Space Center, nella Guyana francese, è programmato per Novembre 2015, integra treppiedi realizzati con stampa 3D. Uno degli obiettivi strategici primari di Thales Alenia Space è l’evoluzione delle proprie capacità industriali, un elemento indispensabile per soddisfare le richieste di un mercato in continuo cambiamento in termini di costi e scadenze. Thales Alenia Space sta implementando tecnologie innovative come parte fondante della sua strategia generale, considerando sempre le persone al centro del processo produttivo. Questo approccio si riflette anche nell’uso crescente di processi di produzione additiva, così come nell’utilizzo della robotica e della robotica collaborativa (“cobotica”).
da Sorrentino | Ott 7, 2015 | Industria, Politica Spaziale, Primo Piano
Lo Spazio, un tempo sinonimo di esplorazione e tecnologia, è oggi divenuto un settore strategico in cui si incontrano la competitività industriale e la capacità di offrire servizi. Questo binomio ha creato una connotazione socio economica dello spazio e ha attirato l’attenzione di Paesi e di imprese che, sempre più numerosi, hanno iniziato ad investire sviluppando una vera e propria “economia dello Spazio”. Questa la tesi sviluppata da Lanfranco Zucconi, Presidente AIPAS (associazione delle imprese per le attività spaziali), al convegno promosso da Space Renaissance al Politecnico di Torino.
Zucconi ha ricordato che, secondo l’ultimo rapporto OCSE 2014, lo Spazio occupa circa 900.000 addetti in tutto il mondo, che generano un fatturato di 256 Miliardi di dollari, dei quali 150 miliardi per servizi, telecomunicazioni, e televisione, navigazione osservazione della terra. Sebbene lo Spazio sia ritenuto una attività costosa la spesa pro-capite degli Stati è molto bassa. Il governo USA che guida la classifica con un investimento nelle attività spaziali di circa 50 miliardi di dollari l’anno, spende in realtà lo 0,3% del suo PIL. In realtà lo Spazio non è cambiato molto negli ultimi anni, con una crescita lenta se paragonata ad altri settori ad alta tecnologia come ad esempio l’informatica o la telefonia mobile. In particolare lo Spazio istituzionale nelle sue articolazioni non ha subito nel tempo un significativo cambiamento, rimanendo conservativo in un settore che tutti ritengono istintivamente ai confini dell’innovazione. Pochi esempi negli USA, in Europa e pochissimi in Italia stanno dimostrando che è possibile anzi necessario introdurre dei cambiamenti per ricercare una dimensione efficace per rendere sostenibili le attività spaziali. Purtroppo, nonostante alcune iniziative di promozione di investimenti privati negli USA, lo Spazio ha ancora bisogno di uno stato orientato a sostenerne lo sviluppo con concreti investimenti. Nonostante le difficoltà economiche degli ultimi anni le attività spaziali sono destinate a crescere e svilupparsi, rappresentando “una grande opportunità per i giovani”. Attraverso l’inserimento dei giovani nelle aziende ma anche nelle istituzioni preposte alle attività spaziali – ha concluso Zucconi – sarà possibile introdurre quei cambiamenti necessari per lo sviluppo di infrastrutture spaziali sostenibili e di servizi che il mercato del futuro richiederà.
da Sorrentino | Set 30, 2015 | Industria, Primo Piano, Servizi Satellitari

Thales Alenia Space ha firmato un contratto con l’agenzia spaziale francese CNES (Centre National d’Etudes Spatiales) relativo alla fase di progettazione e sviluppo del radar altimetro Poseidon-3C per il satellite SWOT (Surface Water and Ocean Topography), il nuovo programma d’altimetria che testerà nuove applicazioni.
Il contratto include la fornitura di un altimetro nadir (per la misurazione verticale) insieme al nuovo strumento principale, l’altimetro ad ampio spettro KaRIn (Ka-band Radar Interferometer – Interferometro radar in banda Ka). La strumentazione Poseidon-3C integrerà le più recenti innovazioni di Poseidon 3-B, già installato sul satellite Jason-3, che verrà lanciato a breve da un razzo Falcon.
La famiglia dei radar altimetro Poseidon di Thales Alenia Space consiste in radar a doppia frequenza operanti a 13.6 GHz e 5.3 GHz. Forniscono misurazioni precise relative all’altezza della superficie oceanica, un fattore essenziale per il controllo del cambiamento climatico e dell’innalzamento del livello del mare, oltre che per la dinamica di oceani e correnti, altezza delle onde e forza dei venti in superficie. Di recente, e in particolare con l’avvento di Jason 2, questi strumenti hanno ampliato le loro capacità grazie alla misurazione dell’altezza di fiumi e laghi, contribuendo così alla grande diffusione della cosiddetta “idrologia spaziale”, che sarà l’interesse della missione SWOT.
L’obiettivo di SWOT è misurare la topografia di mari e oceani, oltre che di laghi e grandi fiumi. Questa missione offrirà un inedito livello di precisione, risoluzione e velocità di aggiornamento dei dati.
da Sorrentino | Set 18, 2015 | Industria, Primo Piano, Programmi
Thales Alenia Space ha siglato il contratto con Airbus Defence and Space, primo contraente per il modulo di servizio della capsula spaziale statunitense Orion, per la progettazione e la produzione dei sistemi termomeccanici destinati all’European Service Module della capsula Orion. Orion è il nuovo veicolo per il trasporto di equipaggio della NASA per l’esplorazione dello spazio profondo. Il modulo di servizio di Orion sarà realizzato sotto contratto dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e fornirà la propulsione, l’alimentazione, il controllo termico e gli elementi chiave del sistema di sopravvivenza della capsula statunitense.
Il contratto siglato oggi da Thales Alenia Space ha un valore pari a circa 90 milioni di Euro. L’azienda spaziale di Finmeccanica e Thales, membro del Core Team insieme ad Airbus Defence and Space, realizzerà e fornirà i sistemi critici del modulo di servizio per la prima unità di volo, quali la struttura, lo scudo di protezione dai micro-meteoriti, il controllo termico, lo stivaggio e la distribuzione di acqua e gas.
Il progetto ambizioso è quello di usare la capsula Orion per missioni umane oltre l’orbita bassa terrestre verso molteplici destinazioni quali la Luna, gli asteroidi e lo Spazio profondo. La prima missione di Orion, “Exploration Mission 1”, nella quale l’Europa sarà impegnata è programmata per il 2018 e consisterà nella circumnavigazione della Luna e nel ritorno sulla Terra. Scopo di questa prima missione senza equipaggio sarà testare le prestazioni della navicella spaziale prima del suo utilizzo con esseri umani a bordo e di qualificare il nuovo sistema di lancio della NASA. La missione successiva di Orion, “Exploration Mission 2”, con astronauti a bordo, è prevista intorno al 2021.
“La firma di questo contratto è un passo significativo per Thales Alenia Space – ha dichiarato Donato Amoroso, Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia – e, ancora una volta, segna il meritato riconoscimento della competenza e dell’affidabilità conseguite dalla nostra società nel campo del volo spaziale. Con questa nuova impresa, Thales Alenia Space è orgogliosa di contribuire a espandere la presenza del genere umano oltre l’orbita bassa terrestre e a partecipare all’avventura dell’esplorazione dello spazio profondo”.