da Sorrentino | Mar 10, 2015 | Industria, Primo Piano
Thales Alenia Space e Omnisys hanno inaugurato il loro Centro Tecnologico Spaziale (Centro Tecnológico Espacial), ubicato all’interno del parco tecnologico di São José dos Campos, in Brasile. La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione del Presidente dell’Agenzia spaziale brasiliana AEB, di delegazioni dei ministeri per la difesa francesi e brasiliani, dell’agenzia di procurement per la difesa DGA e della delegazione spaziale della GIFAS, l’associazione di settore dell’industria aerospaziale francese.
Il Centro Tecnologico Spaziale riflette perfettamente la strategia di Thales Alenia Space, che mira a diventare un partner preferenziale nello sviluppo dell’industria spaziale brasiliana, ed è in linea con le misure implementate nell’ambito del contratto per il satellite per telecomunicazioni a uso duale SGDC, che Thales Alenia Space si è aggiudicata nel 2013. Il Centro è ubicato in posizione ideale all’interno di un parco tecnologico, che ospita anche la società Visiona, non lontano da Embraer e dall’INPE, il centro di ricerca spaziale nazionale del Brasile. Inizialmente, il Centro Tecnologico Spaziale si occuperà di sviluppare partnership tecnologiche con società brasiliane del settore spaziale.
Omnisys contribuirà con le proprie competenze, favorendo lo sviluppo delle attività ingegneristiche e di progettazione del Centro per applicazioni spaziali in contratti futuri. In un secondo tempo, il Centro Tecnologico Spaziale potrebbe anche ospitare un centro di analisi dei dati, in collaborazione con il programma europeo Copernicus, consentendo al Brasile di definire più chiaramente i propri requisiti satellitari per la gestione ambientale, con particolare attenzione alla regione amazzonica, di importanza cruciale.
Dalla firma del contratto satellitare SGDC, Thales Alenia Space ha già implementato una serie di azioni concrete concernenti lo sviluppo di una partnership spaziale con il Brasile. Nello specifico, l’Istituto spaziale della società mira ad aiutare le università brasiliane a fondare un master in ingegneria dei sistemi spaziali, ha già istituito una cattedra universitaria in materia di satelliti, e ha coordinato e finanziato varie tesi di dottorato e studi congiunti. Inoltre, nell’ambito del Technology Absorption Plan, circa 40 ingegneri brasiliani stanno ampliando le proprie conoscenze nelle tecnologie spaziali presso le sedi francesi di Thales Alenia Space.
Nel 2013, TAS ha siglato un memorandum di intenti con l’agenzia spaziale brasiliana AEB in qualità di partner principale nello sviluppo del settore spaziale brasiliano. Thales Alenia Space e AEB hanno ora stipulato l’accordo definitivo per il trasferimento delle tecnologie, che specifica nel dettaglio le idee generali del memorandum originale, gli argomenti selezionati, le tabelle di marcia, e i termini e condizioni applicativi. È stato inoltre finalizzato un accordo quadro tripartito tra Thales Alenia Space, AEB e (società brasiliana) per consentire la rapida implementazione, on demand, di contratti riguardanti il trasferimento di tecnologie.
“Con l’inaugurazione di questo Centro, Thales Alenia Space, insieme a Omnisys, conferma il proprio impegno in qualità di partner industriale preferenziale nello sviluppo del settore spaziale brasiliano,” ha affermato Joel Chenet, Vicepresidente Senior di Thales Alenia Space Brazil. “Tutte le nostre azioni hanno l’obiettivo di consentire all’industria spaziale brasiliana di produrre un proprio satellite a orbita bassa entro 3/5 anni.”
“Il Brasile è uno dei paesi chiave per Thales nell’ambito della nostra strategia internazionale di crescita sostenibile focalizzata sui mercati emergenti. La nuova unità di São José dos Campos è la nostra sesta nel paese e rinforza la nostra strategia locale di trasferimento tecnologico, implementazione di una base industriale locale e sviluppo di partnership locali. Tra le società brasiliane più innovative e pilastro di Thales nel paese, Omnisys è leader nel mercato radar di gestione del traffico aereo, un partner fondamentale della Marina brasiliana e anche un attore chiave del settore spaziale,” ha aggiunto Ruben Lazo, Vicepresidente di Thales in America Latina.
da Sorrentino | Dic 22, 2014 | Industria, Politica Spaziale, Primo Piano
La strada tracciata per la seconda generazione del sistema satellitare italiano COSMO-SkyMed proseguirà secondo i piani preventivati. Questo è il risultato di un emendamento governativo approvato nella Legge di Stabilità, che prevede specifici fondi per il settore spaziale nazionale, in particolare per il più importante programma italiano di osservazione della Terra. Nelle ultime settimane del 2014 si sono succedute prese di posizioni preoccupate relativamente alla disponibilità delle risorse necessarie per completare il programma satellitare italiano. Alcuni mezzi di informazione avevano lamentato la mancata attenzione alle attività spaziale, che, al contrario, ha ricevuto dal Governo un sostegno adeguato.
L’autorizzazione alla spesa contenuta nell’emendamento del Mef approvato dai due rami del parlamento prevede risorse per i programmi spaziali nazionali strategici in corso di svolgimento, autorizzando un contribuito all’ASI di 30 milioni per ciascuno degli anni dal 2015 al 2018. COSMO-SkyMed seconda generazione è un programma unico al mondo nel settore dell’osservazione della Terra con tecniche radar, prevede la messa in orbita di due satelliti, il primo nel 2017 e il secondo nel 2018, in sostituzione dei primi due dei quattro che compongono la prima generazione del sistema satellitare italiano. Si tratta di un programma basato su attività industriali realizzate negli stabilimenti italiani di TAS-I e Telespazio, tese alla costruzione e operazione di un sistema duale di satelliti nazionali la cui operazione è affidata congiuntamente ad ASI e alla Difesa.
‘Esprimo apprezzamento per l’ impegno straordinario del Governo nel settore spaziale, che permette all’Asi, grazie anche al supporto dei programmi bandiera del Miur, di portare a temine – ricorda il presidente dell’Agenzia spaziale Italiana, prof. Roberto Battiston – la sostituzione di due satelliti della costellazione Cosmo-Sky-Med che produce dati strategici e unici a livello internazionale per l’osservazione della terra e per la sicurezza del Paese. Il settore spaziale è indubbiamente tra i settori industriali più avanzati, in grado di produrre innovazione e ricadute importanti che riguardano l’economia nazionale. Ricordo che COSMO-SkyMed è un sistema satellitare esclusivamente italiano e fornisce dati unici per accuratezza in un settore di importanza strategica. Questa costellazione rappresenta un asset strategico fondamentale per le attività spaziali legate al monitoraggio e controllo del nostro territorio e del nostro pianeta, come si è potuto verificare regolarmente con la fornitura dei dati di Cosmo forniti alla Protezione Civile in occasioni delle recenti alluvioni. Quindi – conclude Battiston – non si tratta di spese ma di investimenti caratterizzati da un ritorno industriale, occupazionale e tecnologico di assoluto valore”.
La relazione tecnica che accompagna l’emendamento governativo descrive come COSMO-SkyMed di seconda generazione sia un programma promosso dall’ASI e dal ministero della Difesa con un accordo esecutivo che prevede un investimento complessivo di 500 milioni di euro per la realizzazione di due nuovi satelliti, di cui il 30% è già stato investito in attività industriali. Per il completamento del sistema sono sono state previste le dei progetti bandiera del Miur oltre alle risorse previste nell’autorizzazione di spesa nella legge di bilancio appena approvata.
I satelliti e la strumentazione di Cosmo Sky Med sono realizzati in Italia, da un raggruppamento temporaneo di imprese formato da Thales Alenia Space Italia (TAS-I) e Telespazio. Negli stabilimenti della Thales Alenia Space Italia di Roma, L’Aquila e Torino vengono realizzati da i satelliti mentre Telespazio ha il compito di realizzare il segmento di terra ed il segmento operativo e logistico: al programma lavorano quasi 400 tra ingegneri e tecnici italiani altamente specializzati.
Il sistema COSMO-SkyMed già operativo è stato utilizzato a supporto di interventi di protezione civile e di monitoraggio di eventi e calamità naturali in tutto il mondo. Governi di ogni parte del globo hanno richiesto all’Asi l’uso delle immagini di COSMO-SkyMed per organizzare interventi di soccorso e monitorare le situazioni di crisi, in quanto si tratta dell’ unica costellazione satellitare in grado osservare il pianeta con qualsiasi condizione meteorologica, giorno e notte e con una altra frequenza di rivisitazione.
da Sorrentino | Dic 11, 2014 | Industria, Primo Piano
Il cammino della città e del territorio de L’Aquila nell’alta tecnologia nasce dal polo elettronico e si evolve con lo sviluppo delle tecnologie spaziali, fino a quando il tragico terremoto del 6 Aprile 2009 segna indelebilmente il tessuto sociale ed economico locale. Una delle iniziative di rilancio è rappresentata dal nuovo stabilimento della Thales Alenia Space, che si impegna a mantenere la produzione in un territorio nel quale l’azienda è presente da oltre trent’anni, trasformando la tragedia in opportunità. A un anno dall’ inaugurazione del sito industriale Thales Alenia Space di L’Aquila, il 10 dicembre 2014 è stato presentato il Libro dal titolo “L’Aquila nello Spazio, il cuore della tecnologia satellitare”, edito da Mondadori Electa. La ricostruzione del sito ha consentito di mantenere sul territorio e di valorizzare un patrimonio di competenze tra i più avanzati nel mondo.
“Il terremoto del 6 Aprile è stato un evento tragico ma significativo nella storia della nostra Azienda, – ha dichiarato Elisio Prette, Presidente e Amministratore Delegato di Thales Alenia Space Italia – perché da quel momento è iniziato un cammino, un percorso fatto di tappe concrete, sfide vinte e obiettivi raggiunti, che ci ha portato fino alla celebrazione di un sito innovativo e all’avanguardia e della intensa ed eccellente attività tecnologica che in esso si svolge”. Ad un anno dalla sua inaugurazione, lo stabilimento aquilano è totalmente funzionante. Simbolo di una rinascita industriale con nuovi orizzonti e nuove opportunità, è il cuore dell’intera Thales Alenia Space nel suo contesto internazionale, fortemente impegnato in tutti quei programmi, come ExoMars e COSMO-SkyMed, che rappresentano il futuro del settore spaziale.
Nel sito si svolgono attività di sviluppo tecnologico, di industrializzazione dei prodotti, nonché la completa produzione di equipaggiamenti elettronici, ibridi, antenne e strutture in materiale composito per una vasta tipologia di applicazioni per lo spazio, come telerilevamento, telecomunicazioni, applicazioni radar per difesa e sicurezza. Le aree produttive sono state progettate con criteri di Lean Design con l’obiettivo di ottenere flussi di lavoro continui, ottimizzati e con elevata riconfigurabilità tali da soddisfare esigenze di variazione di volume di produzione e tecnologiche. La nuova struttura conta circa 300 dipendenti ed accoglie non solo la produzione storica di Thales Alenia Space, ma anche nuove linee produttive dedicate in particolare alla realizzazione di antenne satellitari SAR, leggere e di grandi dimensioni.
Attualmente il sito aquilano è impegnato nell’ingente produzione di moduli di trasmissione e ricezione (moduli TR), dei computer di bordo e dell’elettronica di controllo dell’ Antenna di missione della costellazione per telecomunicazioni del cliente americano Iridium Next, di importanti elementi per sonde interplanetarie di esplorazione dello spazio profondo come Bepi Colombo e Solar Orbiter. Sono inoltre, in fase di realizzazione apparati di TTC (Tracking Telemetry Command) per satelliti commerciali, moduli TR per telerilevamento radar per il programma Italo argentino SIASGE e le Antenne di Navigazione del Programma Galileo. Saranno prodotti, proprio nel sito Thales Alenia Space di L’Aquila, importanti elementi dei satelliti della costellazione italiana Cosmo Seconda Generazione, in particolare dell’Antenna Attiva, quindi moduli TR in banda X e larga parte dell’elettronica di controllo e gli strumenti del sottosistema radar.
Rilevante è anche il contributo fornito nell’ambito del Programma ExoMars per l’esplorazione di Marte con la realizzazione dell’antenna principale ad alto guadagno e nell’ambito del Programma europeo di Osservazione della Terra Copernicus, per i satelliti Sentinel1A e 1B, attraverso la realizzazione degli elementi chiave del radar di osservazione come i moduli TR in banda C.
da Sorrentino | Dic 10, 2014 | Industria, Politica Spaziale, Primo Piano
Le importanti ricadute sulle attività del CIRA derivanti dal successo ottenuto dall’Italia alla Ministeriale ESA del 2 dicembre 2014, sono state presentate dal prof. Roberto Battiston, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, nel corso di un seminario che si è tenuto presso il Centro di Capua. Il prof. Battiston, che insieme al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini, ha rappresentato l’Italia alla Conferenza che ha riunito a Lussemburgo i Ministri dei 20 paesi membri dell’Agenzia Spaziale Europea, ha sottolineato il coinvolgimento del CIRA in tutti i principali programmi di medio e lungo termine, a cui partecipa l’Italia, varati dalla Ministeriale.
A partire dall’accesso europeo allo spazio con una nuova generazione di lanciatori Ariane 6 e Vega C, alla prosecuzione del programma Exomars che prevede due missioni sul pianeta rosso entro il 2018. I lanciatori avranno entrambi un unico motore, il P120, che sarà sviluppato da Avio anche con la partecipazione del CIRA che da tempo collabora con l’azienda di Colleferro nel campo della propulsione spaziale. Per quanto riguarda Marte, il CIRA ha già svolto in passato delle prove per verificare l’efficacia degli airbag che consentiranno al lander di arrivare sulla superficie del pianeta rosso senza danni e continuerà a dare il suo contributo in tema materiali di protezione termica e di prove di simulazione di ingresso nell’atmosfera di Marte. Il maggiore successo per il CIRA è, però, rappresentato dalla decisione, sottoscritta da tutti i più importanti paesi, di finanziare il programma PRIDE che prevede lo sviluppo di tecnologie per i veicoli spaziali automatici con capacità di rientro sulla terra.
Per questo programma il CIRA intende sfruttare le competenze e i risultati acquisiti con le due missioni svolte nell’ambito del programma nazionale USV (unmanned space vehicle) e con il programma ESA-IXV (intermediate experimental vehicle) per il quale il Centro ha avuto e continua ad avere un ruolo importante, sia durante la fase di sperimentazione in volo del prototipo in scala reale della navicella IXV, sia nella attuale fase di esecuzione della missione finale che si svolgerà a febbraio 2015, fornendo assistenza tecnica all’ESA attraverso la presenza di propri ricercatori al Team di Progetto impegnato nelle operazioni di lancio presso la Base di Kourou.
Per le sue competenze professionali e per i suoi impianti, il CIRA entra a pieno titolo nella strategia dell’Agenzia Spaziale Italiana – ha dichiarato il prof Roberto Battiston, secondo il quale “il bilancio della ministeriale appena conclusa è più che positivo, superiore alle aspettative, per l’Europa e per l’Italia spaziale dei prossimi anni. Una grande affermazione soprattutto per il nostro Paese e un appuntamento che si è chiuso nel segno di Vega, che diventa il punto di riferimento nella famiglia dei lanciatori europei. Questo grazie al motore solido del P120, sviluppato da Avio a Colleferro e di derivazione dal P80, che sarà impiegato sia per i nuovi vettori Ariane sia per Vega. Questo si tradurrà in positivi effetti e notevoli ritorni per la nostra industria. Parliamo di un investimento di 8 miliardi in 10 anni. L’Italia diventa, così, centrale anche per garantire all’Europa l’accesso allo spazio, competitivo e adatto alla situazione di evoluzione mondiale in rapido cambiamento. Note positive derivano anche dagli altri due temi sul tappeto, ExoMars e la Stazione Spaziale Internazionale. A Lussemburgo – ha concluso Battiston – abbiamo visto l’Europa che ci piace, un grande gioco di squadra che ha aperto la strada al futuro di crescita e di sviluppo ulteriore delle attività spaziali del nostro continente”.
“Il Presidente Battiston ci ha portato splendide notizie – ha sottolineato Luigi Carrino, presidente del CIRA – l’Italia esce dalla Ministeriale europea dello spazio con importanti risultati e ottime prospettive per la ricerca e l’industria del settore. L’attenzione che il Ministro Giannini e il Presidente Battiston hanno riservato alle capacità del CIRA, consente al nostro Centro un piano di attività che prevede impegni in tutti i programmi di interesse italiano”.
La visita del presidente ASI, Roberto Battiston, coincide con la nomina dell’Ing. Mario Cosmo, fino al 2014 Direttore Tecnico dell’Agenzia Spaziale Italiana, a Direttore Generale del Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali.
(nella foto: Roberto Battiston e Luigi Carrino con i ricercatori del CIRA)
da Sorrentino | Ott 29, 2014 | Industria, Politica Spaziale, Primo Piano
Stéphane Israël, Presidente e Direttore Generale di Arianespace e Pierluigi Pirrelli, Amministratore Delegato di ELV, hanno firmato mercoledì 29 ottobre a Roma, il contratto definitivo con il quale Arianespace acquista 10 lanciatori VEGA dal costruttore italiano, per un valore economico di 257 M€. Il contratto finalizza l’ordine preliminare firmato nel novembre dello scorso anno, alla presenza del Presidente della Repubblica francese e del Presidente del Consiglio italiano.
La cerimonia della firma si è svolta presso il Ministero della Ricerca, a Roma, alla presenza del Ministro Stefania Giannini, del Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Prof. Roberto Battiston, dell’Ambasciatore di Francia, Mme Catherine Colonna, dell’Amministratore Delegato del Gruppo AVIO, Ing. Pier Giuliano Lasagni e di altri rappresentanti del istituzionali italiani.
Questi 10 lanciatori saranno operativi a partire dalla fine del 2015 e copriranno più di 3 anni di attività nel corso dei quali il contratto, insieme alle attività ad esso collegate, produrrà ricavi per ELV per circa 300 Meuro.
Dopo il successo dei primi tre lanci e la firma da parte di Arianespace dei primi 9 contratti di lancio, questo contratto sancisce le prospettive della produzione di VEGA, che si afferma come il migliore lanciatore nella categoria dei lanciatori leggeri. VEGA è un programma dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ed è stato concepito per il lancio dei piccoli satelliti scientifici e per l’osservazione della Terra in orbita bassa o eliosincrona. Con queste caratteristiche VEGA soddisfa appieno le esigenze delle Istituzioni e dei Governi europei, ma, allo stesso tempo, è di grande interesse per il mercato globale. In questa fase di industrializzazione, Arianespace è l’operatore del sistema di lancio per il VEGA, e ne assicura la commercializzazione e la responsabilità delle operazioni di lancio. VEGA si affianca al lanciatore pesante Ariane 5 ed al lanciatore medio Soyuz nell’ambito della gamma dei lanciatori di Arianespace presso il Centro Spaziale Guyanese, Porto Spaziale dell’Europa. ELV è una partecipazione pubblico-privata del Gruppo AVIO (70%) e dell’Agenzia Spaziale Italiana (30%), localizzata a Colleferro, ed è responsabile industriale del lanciatore VEGA.
Per il Ministro Giannini “il settore spaziale ha enormi potenzialità e può fare la sua parte nel rilancio della nostra economia. L’accordo di oggi ne è una dimostrazione pratica ed è anche una conferma dell’importanza della nostra industria.”
“Vega rappresenta una eccellenza tecnologica italiana e la firma del contratto è la dimostrazione dei ritorni industriali nel settore spaziale che seguono anni di investimenti in infrastrutture e personale di alta tecnologia – ha detto il presidente dell’ASI, Roberto Battiston – Ma non contano solamente in termini economici, anche se rilevanti. È la dimostrazione della presenza e capacità della nostra industria nazionale che permette all’Europa di primeggiare in un settore fortemente competitivo come quello dei lanciatori. Il programma di Vega dimostra che se sappiamo fare sistema vinciamo su tutti i fronti.”
“Vega rappresenta un successo tecnologico di cui l’Italia può davvero essere orgogliosa – ha dichiarato Stéphane Israël – Si deve molto alle eccellenze industriali di Avio in combinazione con il supporto costante del Governo italiano attraverso l’ASI: insieme sono riusciti a unire le proprie competenze all’interno di ELV per dare vita a una partnership pubblica-privata e arrivare a quello che sarà un importante risultato nell’industria spaziale. Arianespace è lieta di confermare il nuovo impulso allo sviluppo di Vega attraverso la firma con ELV di un contratto per 10 unità aggiuntive: questi lanciatori inizieranno ad essere consegnati al più presto nel 2016, come richiesto dal nostro portafoglio ordini, e 6 dei quali sono già assegnati ai vari clienti, sia istituzionali sia commerciali. Siamo determinati a proseguire la collaborazione con i nostri partner italiani per fare di Vega un programma di successo a lungo termine nel quadro dell’Agenzia Spaziale Europea.”
Pier Giuliano Lasagni, Amministratore Delegato del Gruppo AVIO ha voluto sottolineare l’impegno di tutti coloro che partecipano al successo del VEGA: “Il VEGA contribuisce alle esportazioni italiane in un settore di alta tecnologia. Questo contratto e le attività ad esso collegate contribuiscono in maniera sostanziale al mantenimento di oltre 1000 posti di lavoro qualificati in Italia ed altrettanti in Europa, almeno fino al 2018. Si tratta di tecnici e maestranze di grande competenza professionale e di ingegneria alto valore aggiunto, capace di alimentare una vivace collaborazione con Università ed altri Centri di Ricerca e Formazione in Italia e rappresentare motivo di attrazione per i “cervelli” che trovano materia ed orgoglio per confrontarsi alla pari con i loro colleghi in Europa e nel mondo”.
da Sorrentino | Set 9, 2014 | Industria, Primo Piano, Servizi Satellitari
Thales Alenia Space è in procinto di aggiornare ed espandere la sua gamma di satelliti geostazionari per telecomunicazioni Spacebus. Con 80 ordinativi registrati e oltre 500 anni di servizi in orbita, le piattaforme Spacebus sono in grado di offrire prestazioni garantite. Sono disponibili nelle versioni con sottosistemi di propulsione ibridi o chimici.
Thales Alenia Space sta ora aggiornando questa famiglia per affrontare le necessità future del mercato, capitalizzando il grande know-how di Spacebus, in particolare con Avionics 4000, e di Alphabus, integrando anche un’architettura meccanica ottimizzata, per un prodotto dalla sostenibilità garantita a lungo termine. Queste nuove piattaforme, chiamate Spacebus NEO, offriranno tecnologie all’avanguardia e saranno disponibili in diverse versioni di propulsione, tra cui anche una totalmente elettrica. La versione completamente elettrica di Spacebus NEO, in grado di trasportare payload di oltre 1.400 kg e con una potenza superiore a 16 kW, sarà disponibile da metà 2015.
La nuova gamma Spacebus NEO sarà realizzata in versioni diverse, per adattarsi a qualsiasi tipo di satellite geostazionario, dai piccoli agli extra-large. Gli operatori potranno scegliere la configurazione più adatta alle loro necessità, con propulsione totalmente elettrica, ibrida o totalmente chimica. A partire dal 2016 queste piattaforme saranno in grado di gestire payload fino a 2.000 kg, con una potenza record di 20 kW.
“Nel corso degli anni abbiamo costantemente migliorato le prestazioni delle piattaforme Spacebus, come dimostra il loro eccezionale track record,” sottolinea Bertrand Maureau, Vicepresidente per le Telecomunicazioni di Thales Alenia Space. “Oggi siamo orgogliosi di presentare questa nuova gamma. Le piattaforme Spacebus NEO saranno più solide, con un design più modulare, più potenti e leggere, per soddisfare al meglio le aspettative degli operatori in merito a competitività, flessibilità e compatibilità multi-vettore.”