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Fermi sull’onda gravitazionale

Fermi sull’onda gravitazionale

GRBIl telescopio Fermi della NASA potrebbe riuscire a individuare la fonte dell’onda gravitazionale rilevata il 14 settembre 2015 dagli osservatori LIGO e VIRGO e annunciata lo scorso febbraio, 100 anni dopo il postulato di Albert Einstein nella teoria della relatività. Il gruppo di ricerca che insegue questo obiettivo punta decisamente sul telescopio spaziale Fermi, che appena 4 decimi di secondo dopo il transito dell’onda gravitazionale di LIGO ha identificato un lampo di raggi gamma proveniente dalla stessa regione del cielo. Difficile che ciò possa considerarsi una coincidenza

«Prima di metterci a riscrivere i libri di fisica è bene assicurarsi che l’associazione fra Gamma Ray Burst (GRB) e fusione di buchi neri non sia una tantum», spiega Valerie Connaughton, membro del gruppo di ricerca che segue il Gamma-ray Burst Monitor (GBM) del National Space, Science and Technology Center di Huntsville, Alabama, e prima autrice di uno studio appena sottoposto a The Astrophysical Journal. Con il suo punto di vista privilegiato il GBM del Fermi telescope è lo strumento migliore per indagare GRB di durata inferiore ai 2 secondi (e che gli astrofisici si aspettano di scovare nei pressi di oggetti molto compatti come stelle di neutroni e buchi neri). In questo caso specifico, analizzare raggi gamma e onde gravitazionali potrebbe anche svelare la “ricetta” di un GRB. La porzione di cielo in cui guardare è vastissima ma incrociando i dati di LIGO e Fermi il campo si restringe notevolmente. Da 600 a 200 gradi quadrati. Ben visibili in questa animazione le onde gravitazionali che si producono durante il processo di fusione di due buchi neri di massa molto simile. Evidenziata in giallo, ecco la forte curvatura dello spazio-tempo. In arancione le increspature generate dalle masse l’una in veloce orbita attorno all’altra e viceversa. Una distorsione che va indebolendosi man mano che ci si allontana dal centro per diventare in ultima analisi onda gravitazionale (in viola). Per un sistema di buchi neri di massa circa 30 volte quella del Sole, simile a quello rilevato da LIGO, parliamo di un evento che avviene in poco più di un quarto di secondo. La simulazione incredibilmente rallentata che vediamo nelle immagini è stata eseguita grazie al supercomputer Pleiades dell’Ames Research Center NASA.

(fonte: INAF)

Parmitano fa spazio tra i giovani

Parmitano fa spazio tra i giovani

parmitano2Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea e Tenente Colonnello dell’Aeronautica Militare, protagonista nel 2013 della prima missione di lunga durata dell’ASI “Volare, è il testimonial di due importanti eventi di divulgazione ed esperienza sullo spazio dedicati ai giovani. Il Centro di Geodesia Spaziale di Matera dell’Agenzia Spaziale Italiana è la sede prescelta per l’evento finale della manifestazione Mission X, progetto didattico internazionale sul tema dell’attività fisica e della corretta alimentazione che incoraggia i ragazzi ad allenarsi come un vero astronauta. E’ il 20 aprile la data fissata per l’accoglienza di oltre 200 ragazzi, chiamati ad attorniare Luca Parmitano.

Il progetto didattico Mission X riguarda il benessere fisico e l’alimentazione: sappiamo infatti che un corpo sano è indispensabile per essere un esploratore in forma. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato nell’obesità infantile una delle questioni più gravi per la salute pubblica nel 21° secolo: una sana alimentazione e un’attività fisica regolare sono le risposte migliori a questo problema largamente prevenibile. Gli astronauti conoscono l’importanza dell’addestramento fisico per il successo di una missione spaziale, e vogliamo incoraggiare i ragazzi di tutto il mondo a imparare da loro, sebbene con un diverso obiettivo, l’importanza di una vita sana. Le attività di “Mission X – Allenati come un astronauta” includono: Ritorno alla stazione base, Addestramento fisico dell’equipaggio, Una camminata nello spazio, Missione: CONTROLLO!, Salto sulla luna, Esplora e scopri, Astrocorso di agilità, Velocità della luce, L’allenamento di un astronauta in erba, Creazione di un equipaggio, Scaliamo una montagna su Marte, Pianeta che vai, gravità che trovi, Salta sulla bicicletta spaziale e Roll’n Roll spaziale. I moduli didattici di scienze includono Ossa vive, ossa forti, Stazione di idratazione, Energia di un astronauta e Gravità ridotta, pochi grassi.

Giovedì 21 aprile il CIRA, Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, accoglie per la prima volta Luca Parmitano, per ripassare i 166 giorni trascorsi in orbita durante i quali ha partecipato allo svolgimento di 200 esperimenti scientifici e ha effettuato 2 uscite extraveicolari per compiere le necessarie operazioni di manutenzione della stazione spaziale internazionale. Nella stessa circostanza Luca Parmitano si veste da “padrino” virtuale della International Space Apps Challenge di Napoli collegandosi via Skype con l`Università Federico II di Napoli – dove alle 10.30 è in programma la conferenza di presentazione dell’evento. Lo #SpaceApps2016 è il più grande hackathon a livello mondiale, con migliaia di partecipanti in tutti i continenti. Dal 23 al 24 aprile, informatici e programmatori,insieme con appassionati di Spazio, scienziati, designer, artisti, educatori, imprenditori, studenti collaboreranno per 48 ore, con l`obiettivo di produrre soluzioni innovative a sfide globali per la vita sulla Terra e nello Spazio, basandosi su un approccio di problem solving collaborativo e open-source. Napoli fa parte del network globale di città che ospitano l`evento promosso dalla NASA per il secondo anno consecutivo. Le categorie previste per Space Apps Challenge 2016 sono sei: Technology, Aeronautics, Space Station, Solar System, Earth, Journey to Mars.

Spaceappschallenge 2016 coinvolge anche le Università di Roma e Torino. I dettagli dell’hackaton sono disponibili sul sito web: 2016.spaceappschallenge.org

ExoMars: primo “check-up” perfetto

ExoMars: primo “check-up” perfetto

ExoMars2016_TGO_EDMIl lungo viaggio verso Marte della sonda ExoMars, frutto di una collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e quella russa (Roscosmos), procede nel migliore dei modi. Nelle settimane seguenti il ​​lancio, avvenuto esattamente un mese fa, gli operatori di missione e gli scienziati coinvolti hanno accuratamente verificato che sia il modulo orbitante Trace Gas Orbiter (TGO) che il lander Schiaparelli fossero in perfetta efficienza, in attesa dell’arrivo a destinazione, programmato per ottobre. In entrambi i moduli sono presenti strumenti che vedono un fondamentale contributo italiano, sia dal punto di vista scientifico con l’Istituto Nazionale di Astrofisica e altri centri di ricerca e Università, sia dal punto di vista tecnologico e industriale, con Thales Alenia Space Italia alla guida della progettazione di entrambe le missioni ExoMars e il forte supporto fornito dall’Agenzia Spaziale Italiana.

I sistemi di controllo, navigazione e comunicazione del TGO sono stati attivati: l’antenna ad alto guadagno da 2,2 m di diametro della sonda sta già assicurando un collegamento di 2 megabit al secondo con la Terra e gli strumenti scientifici sono stati sottoposti a una serie di controlli iniziali. Quando sarà nell’orbita di Marte, TGO avrà il compito di misurare l’abbondanza e la distribuzione dei gas presenti nell’atmosfera marziana e in particolare il metano, che potrebbe fornire indizi su processi geologici o biologici attivi sul pianeta. Il modulo di discesa Schiaparelli raggiungerà la superficie di Marte testando, tra l’altro, le tecnologie necessarie per realizzare un atterraggio controllato sul pianeta.

«Tutti i sistemi di bordo, tra cui quelli relativi all’alimentazione elettrica, alle comunicazioni, ai sistemi di puntamento stellare, guida e navigazione, nonché tutti gli strumenti scientifici di Schiaparelli sono stati attivati ​​e controllati» spiega Peter Schmitz, dell’ESA, Operations Manager del veicolo spaziale. «Le attività svolte hanno permesso al team di controllo di volo di familiarizzare con le operazioni su questo sofisticato veicolo spaziale».

Il 7 aprile CaSSIS (Colour and Stereo Scientific Imaging System), la camera ad alta risoluzione di TGO disegnata e realizzata all’Università di Berna con il contributo dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e dell’ASI, è stata attivata per la prima volta e ha acquisito le prime immagini dello spazio, ovvero una porzione di cielo prossima al polo sud celeste. «L’accensione iniziale si è svolta come previsto e finora tutto sembra regolare» dice Nicolas Thomas dell’Università di Berna in Svizzera, principal investigator di CaSSIS. «Le notizie che ci arrivano da Exomars, che ormai si trova a più di 83 milioni di chilometri dalla Terra, sono davvero ottime» aggiunge Gabriele Cremonese, dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Padova, co-principal investigator della camera. «CaSSIS ha ottenuto le prime immagini di alcuni campi stellari, simulando l’acquisizione di una coppia di riprese stereoscopiche ruotando lo strumento di 180 gradi. L’analisi preliminare delle stelle osservate conferma l’eccellente qualità ottica del dispositivo e che il suo rivelatore funziona perfettamente».

composite_star_image_sub2Una volta in orbita attorno Marte, CaSSIS raccoglierà immagini stereoscopiche ad alta risoluzione della superficie del pianeta, supportando gli altri strumenti del TGO nella ricerca di gas. Nei giorni scorsi sono stati attivati con successo anche i sensori di gas in traccia e il rivelatore di particelle atomiche, in grado di individuare depositi di ghiaccio d’acqua sotto la superficie. Gli ingegneri di missione hanno anche avviato una serie di accurati controlli sui sistemi di volo e gli strumenti di Schiaparelli che, una volta raggiunta la superficie di Marte, condurrà vari studi sull’ambiente planetario. Uno dei suoi obiettivi scientifici sarà quello di ottenere le prime misure dei campi elettrici atmosferici che, combinati con le misurazioni della concentrazione di pulviscolo atmosferico, ci fornirà informazioni sulle proprietà e i processi che generano le tempeste di polvere su Marte. Questi dati verranno raccolti da DREAMS(Dust Characterisation, Risk Assessment, and Environment Analyser on the Martian Surface), la piccola stazione meteorologica frutto di una collaborazione tra INAF, ASI e CISAS di Padova. Schiaparelli raccoglierà dati e immagini anche durante i sei minuti della sua discesa.

«Gli Strumenti a bordo di TGO e Schiaparelli stanno funzionando tutti nel migliore dei modi, e i team scientifici responsabili continueranno le procedure di calibrazione e configurazione durante il viaggio verso Marte, per garantire che siano pronti per l’entusiasmate missione che ci attende» afferma Håkan Svedhem, Project Scientist di ESA per la missione ExoMars 2016.

«I risultati positivi sullo stato di tutti gli elementi in viaggio verso Marte ha rassicurato tutti quanti nel team scientifico che, adesso, sono al lavoro preparare e verificare in laboratorio i piani di acquisizione dati scientifici che saranno eseguiti quando la missione entrerà nella fase di osservazione e misure», dice Raffaele Mugnuolo, responsabile ASI per la partecipazione alle missioni ExoMars. La prossima importante tappa della missione è fissata al mese di luglio, quando i motori di ExoMars verranno accesi per indirizzare il veicolo spaziale verso la rotta finale che porta direttamente a Marte. L’arrivo è previsto per il 19 ottobre.

Nella foto in evidenza: rappresentazione artistica del Trace Gas Orbiter (Crediti: ESA/ATG medialab). All’interno dell’articolo, la prima immagine ottenuta dalla camera CaSSIS (Colour and Stereo Surface Imaging System) installata sul Trace Gas Orbiter (TGO) della missione ExoMars 2016. L’immagine riprende una porzione di cielo in prossimità del polo sud celeste. L’immagine è stata ottenuta sottraendo tra loro due riprese dello stesso campo di vista, dove nella seconda la camera è stata ruotata di 180 gradi. Emerge così una serie di coppie di punti chiari e scuri, tutte disposte nello stesso modo, che rappresentano le riprese al positivo e al negativo di stelle. Il campo di vista è di 0,2 gradi lungo l’asse orizzontale. L’immagine è una porzione di una ripresa più ampia, realizzata per rendere meglio visibili le stelle. Crediti: ESA/Roscosmos/CaSSIS

Sentinel 1-B pronto al lancio

Sentinel 1-B pronto al lancio

Sentinel-1-HRIl satellite Sentinel-1B dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), progettato ed integrato da Thales Alenia Space, è pronto per essere lanciato il 22 aprile 2016 dalla base spaziale di Kourou, in Guyana francese, a bordo di un lanciatore SOYUZ-Fregat A. Sentinel-1B fa parte della famiglia Sentinel 1 del complesso Programma di Osservazione della Terra Copernicus, coordinato dalla Commissione Europea, per il quale l’Agenzia Spaziale Europea è responsabile della componente spaziale. Sentinel-1B ha un peso al lancio di circa 2200 Kg e osserverà il nostro pianeta da un’altezza di circa 700 Km con una risoluzione tra i 5 e i 25 metri, fornendo immagini sia di giorno che di notte, in tutte le condizioni meteorologiche.

Thales Alenia Space, in qualità di primo contraente, è responsabile della progettazione, sviluppo, integrazione e test di questa costellazione, che include anche i satelliti Sentinel-1A  – lanciato nel 2014 – e Sentinel-1C e 1D, che saranno messi in orbita progressivamente a partire dal 2021. Finmeccanica contribuisce inoltre allo sviluppo dei satelliti Sentinel 1 realizzando i sensori d’assetto Autonomous Star Tracker e le unità di potenza, indispensabili per il controllo di assetto del satellite e per assicurare la disponibilità continua di immagini radar. In orbita da due anni, SentineI 1A ha già trasmesso una notevolissima quantità di dati per il monitoraggio ambientale e la risposta alle calamità naturali. Sono state fornite, ad esempio, circa 1.200 immagini radar che mostrano chiaramente i cambiamenti dei ghiacciai vicino alla costa della Groenlandia, mentre durante l’alluvione provocata dai monsoni in Myanmar i sensori radar sono stati immediatamente attivati per supportare la gestione dell’emergenza. La famiglia Sentinel 1 assicura la continuità dei dati già forniti nelle precedenti missioni ESA con ERS e Envisat, ma aumentandone l’accuratezza e la risoluzione. Rispetto a Sentinel 1A,  Sentinel 1B migliorerà il tempo di rivisita riducendolo da 12 a 6 giorni e permettendo di localizzare più rapidamente le variazioni geo-climatiche delle aree osservate.

COSMO-SkyMed monitora l’Amazzonia

COSMO-SkyMed monitora l’Amazzonia

amazzonia vista-spazioe-GEOS, società partecipata da Finmeccanica-Telespazio e dall’Agenzia Spaziale Italiana, si è aggiudicata – attraverso la società brasiliana Geoambiente – una gara indetta dal CENSIPAM (Centro di gestione per la protezione dell’Amazzonia) per il monitoraggio del fenomeno della deforestazione in Amazzonia. In particolare il contratto, valido per il 2016 e rinnovabile per un secondo anno, prevede l’acquisizione mensile dei dati satellitari provenienti dalla costellazione italiana COSMO-SkyMed e relativi a una superficie pari a un milione di chilometri quadrati del territorio dell’Amazzonia.

I sensori radar a bordo dei satelliti consentiranno un monitoraggio costante, giorno e notte e con qualsiasi condizione meteorologica, rappresentando così la soluzione ideale per il territorio amazzonico, caratterizzato per gran parte dell’anno da piogge frequenti e nuvolosità costante. I dati di COSMO-SkyMed sono già usati con successo in Brasile – dove Telespazio opera dal 1997 attraverso la controllata Telespazio Brasil – per il monitoraggio ambientale e la sicurezza (perdite di petrolio dalle piattaforme in mare, controllo delle frane), per il supporto all’agricoltura e per applicazioni in ambito difesa.

Cosmo-SkyMedIl presidente di e-GEOS, Roberto Ibba, ha espresso la soddisfazione dell’Agenzia Spaziale Italiana per la selezione del sistema COSMO-SkyMed da parte del CENSIPAM per questo importante progetto di monitoraggio satellitare radar dell’Amazzonia. Soddisfazione anche da parte di Finmeccanica, per la quale il nuovo contratto costituisce una ulteriore conferma del valore della propria tecnologia in ambito spaziale.

Finmeccanica riveste un ruolo di primo piano in COSMO-SkyMed: dai laboratori dell’azienda vengono molti equipaggiamenti – dai pannelli fotovoltaici ai sensori stellari, dalle unità di regolazione e distribuzione della potenza all’unità di amplificazione, conversione e modulazione del segnale a radiofrequenza – integrati a bordo dei quattro satelliti, realizzati dalla partecipata Thales Alenia Space (Finmeccanica 33%, Thales 67%), mentre Telespazio (Finmeccanica 67%, Thales 33%) ha sviluppato l’intero segmento di terra ed è responsabile dell’acquisizione, processamento e distribuzione dei dati satellitari – commercializzati in tutto il mondo da e-GEOS – per le applicazioni civili. Finanziato dall’ASI, dal Ministero della Difesa e dal MIUR, COSMO-SkyMed è in grado di operare in qualsiasi condizione di visibilità con un’alta frequenza di rivisitazione. Consente, inoltre, di soddisfare esigenze civili e militari, con servizi e applicazioni per il monitoraggio dell’ambiente, il controllo del territorio e del mare, l’agricoltura, la difesa dei confini e la sicurezza.

 

Flashmob per celebrare Gagarin

Flashmob per celebrare Gagarin

gagarin1Un flashmob in diverse città della Russia e la celebrazione della “Yuri’s Night”. Così il mondo ricorda il primo volo dell’uomo nello spazio. Era il 12 aprile 1961 quando il maggiore Jurij Alekseevič Gagarin, alle 9:07 ora di Mosca, decollò a bordo della navicella Vostok 1 (Oriente), dal peso di 4,7 tonnellate. Al momento dell’accensione dei motori esclamò “поехали!” «andiamo!». La missione durò complessivamente 108 minuti: la navicella compì un’intera orbita ellittica attorno alla Terra, raggiungendo un’altitudine massima di 302 km e una minima di 175 km. Fu il secondo round a favore dell’Unione Sovietica che aveva già superato la frontiera della stratosfera lanciato il 4 ottobre 1957 il primo satellite della storia, lo Sputnik 1. Nell’arco di 55 anni, dal volo di Gagarin ad oggi, sono andati in orbita 560 astronauti di 39 nazioni. L’agenzia spaziale russa Roscosmos ha deciso di ricordare l’anniversario coinvolgendo diverse città della Russia, da dove è stato predisposto il lancio di 108 mila palloncini (1000 per ogni minuto trascorso da Gagarin in orbita) raffiguranti il volto del primo astronauta della storia. Per decreto, in Russia, il 12 aprile di ogni anno si celebra il Giorno dei cosmonauti, una festa fissata nel 1962 dal Soviet Supremo dell’Urss, proprio per commemorare il primo volo orbitale umano. Ma in tutto il pianeta è anche la “Yuri’s Night”, una serata per raccontare l’inizio dell’esplorazione umana dello spazio e l’altra importante tappa che cadde vent’anni dopo la missione di Gagarin. Era il 12 aprile del 1981 quando il primo Space Shuttle Columbia di sollevò dalla rampa di Cape Canaveral.

monumento-a-gagarinYuir Il volo di Yuri Gagarin resta avvolto nel fascino al di là di ogni circostanza storica e politica. «Da quassù la terra è bellissima, senza frontiere né confini» disse osservando per la prima volta la Terra dallo spazio da uno dei tre grandi oblò della capsula. La Vostok 1 era composta da due parti: un modulo abitabile di forma sferica e un modulo di servizio provvisto dei retrorazzi e di 16 serbatoi contenenti ossigeno ed azoto. Il rientro in atmosfera avvenne con l’accensione dei retrorazzi comandata dalla stazione di controllo a terra. Il sedile eiettabile su cui era seduto Gagarin servì a espellere il cosmonauta che si separò dall’abitacolo e arrivò con il paracadute a terra in un campo a sud est di Engels, città russa sul Volga. A 27 anni Gagarin fu insignito dell’Ordine di Lenin, la più alta onorificenza nazionale.