Seleziona una pagina
Astrofisici italiani prevedono esplosione supernova

Astrofisici italiani prevedono esplosione supernova

supernovaPrevedere l’esplosione di una supernova poteva sembrare, fino a qualche decenni addietro, materia da fantascienza. Se poi un tale evento si è verificato dieci miliardi di anni fa, ben prima della formazione del nostro sistema solare che vanta un’età di cinque miliardi di anni, si intuisce come la capacità di annunciare un fenomeno basando su osservazioni rivoluzioni di fatto l’astrofisica. A riuscirci è stato il Centro Internazionale di Astrofisica Relativistica (Icra), con sede all’Università La Sapienza di Roma e guidato dall’astrofisico Remo Ruffini, che ha pubblicato le conclusioni sulla rivista scientifica online ArXiv basandosi sulle osservazioni condotte con il Gran Telescopio Canarias. Un lavoro magistrale condotto da gruppo di giovani ricercatori e studenti – sotto la direzione scientifica del prof. Remo Ruffini e appartenenti al dottorato internazionale di Astrofisica Relativistica. Si tratta di un primato assoluto per il giovane gruppo di astrofisici italiani, capaci di intravedere con largo anticipo quello che sarebbe stato visibile nel giro di quindici giorni come atto finale della vita di una stella gigantesca, mettendo in relazione i lampi di raggi gamma e il sopraggiungere dell’esplosione connesso al massimo splendore. E’ la prima volta nella storia dell’astrofisica e dell’astronomia che si e’ in grado di prevedere un simile fenomeno. La stella che ha originato la supernova faceva parte di un sistema binario, la cui stella compagna era una stella di neutroni. L’esplosione della supernova ha generato trasferimento di massa stellare sulla stella compagna, che e’ collassata trasformandosi in un ‘buco nero’ ed emettendo un Gamma Ray Burst. Grazie all’allertamento fornito dal gruppo del prof. Ruffini, i telescopi spaziali hanno potuto osservare con nitidezza il fenomeno, nella direzione della costellazione del Leone, avendone conferma alle 22:21 (ora italiana) del 14 maggio 2013 dal Gran Telescopio Canarias (GTC) dove operava  Anna Penacchioni, studentessa del dottorato internazionale Icranet a Roma.

Italia-Giappone, collaborazione continua

Italia-Giappone, collaborazione continua

JaxaUtilizzo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), osservazione terrestre per il monitoraggio di calamità naturali, scienza e tecnologia: questi sono i settori in cui Italia e Giappone hanno intensificato i loro rapporti negli ultimi anni. Il seminario celebrato iall’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo “Italy and Japan: Space Cooperation Frontiers” evidenzia le eccellenti relazioni bilaterali tra i due Paesi in tale ambito, e la proficua e consolidata collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) e quella che sta nascendo con il CIRA, il Centro Italiano Ricerche Aerospaziali, per lo sviluppo di un unmanned space vehicle (USV3) di nuova generazione.

Il seminario rientra tra le iniziative della rassegna “Italia in Giappone 2013” coordinata dall’Ambasciata d’Italia a Tokyo il cui “Focus su Scienza, Tecnologia e Innovazione” inaugurato lo scorso 16 aprile si snoda per diverse settimane con numerosi appuntamenti dedicati alla ricerca, alla scienza e alle capacità industriali del nostro Paese. In questa cornice si inserisce inoltre la firma del Decimo Programma Esecutivo dell’Accordo di cooperazione bilaterale in ambito scientifico e tecnologico, attivo tra Italia e Giappone dal 1988. L’ambasciatore italiano in Giappone, Domenico Giorgi, ha aperto i lavori e i presidenti di ASI e CIRA, Enrico Saggese, e della JAXA, Naoki Okumura, hanno illustrato le attività delle due agenzie spaziali. Un momento di particolare interesse sarà l’intervento dei due astronauti, l’italiano Roberto Vittori e il giapponese Soichi Noguchi, che hanno lavorato insieme nella Stazione Spaziale Internazionale, e  condivideranno con il pubblico le rispettive esperienze professionali. Le attività sulla Stazione Spaziale hanno una forte valenza scientifica sia per l’Italia che per il Giappone. L’impiego del laboratorio orbitante coinvolge i due Paesi in differenti campi di applicazione, tra cui il sistema di osservazione di raggi cosmici con il progetto CALET (Calorimetric Electron Telescope) che è un significativo esempio di collaborazione a bordo della ISS. Il seminario sarà anche un’occasione per fornire i risultati e le informazioni più recenti ottenute grazie a questo esperimento. Inoltre, Italia e Giappone presentano similitudini in termini di rischio sismico: il monitoraggio delle calamità naturali attraverso sistemi satellitari rappresenta un rilevante punto di interesse per la cooperazione in questo settore.

Bando ESA BIC Lazio per start up innovative

Bando ESA BIC Lazio per start up innovative

bic-lazio2La Regione Lazio tramite BIC Lazio, l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) hanno siglato un nuovo accordo per supportare l’avvio di imprese che intendono applicare conoscenze e tecnologie di derivazione spaziale in altri settori di attività, come ad esempio il monitoraggio ambientale, lo sviluppo di nuovi materiali, l’efficienza energetica, i sistemi di trasporto intelligente e di geolocalizzazione.

ESA BIC Lazio, che nasce all’interno del Programma di Trasferimento Tecnologico dell’Agenzia Spaziale Europea, prevede che le imprese ed i ricercatori abbiano non solo un supporto per lo sviluppo dell’idea imprenditoriale da parte di BIC Lazio, ma anche uno di tipo tecnico da parte di ESA ed ASI, unitamente ad un contributo finanziario.  Per accedere al finanziamento ed ai servizi di incubazione e di accompagnamento imprenditoriale occorre partecipare ad un bando. Le risorse stanziate nell’avviso (per un periodo di due anni: dal 2013 al 2014) ammontano complessivamente a 500mila euro, messe interamente a disposizione da ESA e da ASI. Ad ogni progetto selezionato spetterà un massimo di 50mila euro, per i costi legati allo sviluppo del prodotto o del servizio e alla relativa tutela di proprietà intellettuale.

L’iniziativa si rivolge a ricercatori ed aziende provenienti da uno degli “Stati Membri di ESA” (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito) che intendono avviare nel Lazio la propria attività imprenditoriale. In particolare possono partecipare al bando: aspiranti imprenditori; ricercatori, professori e personale tecnico di organismi di ricerca pubblici, privati e di università; imprese in fase di start up (costituite da non più di 5 anni). I vincitori saranno ospitati per due anni a Roma presso l’Incubatore ITech di BIC Lazio ed usufruiranno di tutoraggio imprenditoriale e tecnico, oltre che di un supporto per accedere ad altri strumenti di finanziamento. Le domande devono essere presentate tramite posta elettronica e con raccomandata A/R agli indirizzi: esabiclazio@biclazio.it e BIC Lazio Spa, Incubatore ITech, Via Giacomo Peroni 442-444, 00131 Roma.

Il bando è pubblicato sui siti web di BIC Lazio, ESA ed ASI.

www.asi.it

www.biclazio.it

www.esa.int/ttp

www.esa.int/bic

Nuovo successo per Vega

Nuovo successo per Vega

 

Lancio perfetto del Vettore Europeo di Generazione Avanzata (Vega) partito alle 4:06 (ora italiana) del mattino del 7 maggio dalla base europea di Kourou nella Guyana Francese, esattamente come era avvenuto il 13 febbraio 2012. Si è aperta così per il Vega l’era commerciale. Grazie all’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e alle industrie del nostro Paese, l’accesso allo spazio per l’Europa e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è oggi una realtà sempre più versatile e vantaggiosa. Concepito dall’Agenzia Spaziale Italiana già dagli anni Novanta, il lanciatore per piccoli carichi sviluppato dall’Agenzia Spaziale Europea è partito e ha portato in orbita un satellite istituzionale ed i primi due carichi commerciali: il satellite Proba-V dell’ESA, che effettuerà un censimento globale della vegetazione della Terra, il satellite vietnamita VNREDSAT ed una piccola missione di ricerca dell’Estonia basata sul concetto dei CUBEsat.

Il primo volo operativo di Vega è ancora più “italiano” del volo inaugurale: da adesso anche il ‘cervello’ del lanciatore, cioè il suo programma di guida, navigazione e controllo è infatti interamente Made in Italy. Un ulteriore elemento che incrementa il ruolo del nostro Paese, che attraverso l’Agenzia Spaziale Italiana finanzia oltre il 65% del programma.

“Il secondo grande successo di Vega – ha dichiarato Enrico Saggese, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana – conferma il ruolo di eccellenza dell’Italia nel settore spaziale. Vega è il fiore all’occhiello del nostro Paese, il suo elevato valore industriale ci rende protagonisti nello scenario mondiale. L’era commerciale iniziata oggi ci vede impegnati anche nell’evoluzione di Vega, sia assicurando la sua costante progressione tecnologica, sia migliorando le caratteristiche delle capacità di carico, in modo da permettere una programmazione di diversi lanci l’anno. Da oggi inizia a essere sempre più evidente il potenziale di questo piccolo lanciatore, così agile e versatile da renderci estremamente competitivi a livello internazionale in un settore strategico”.

Con il lancio di oggi ha preso l’avvio il programma VERTA dell’ESA, il cui obiettivo è quello di dimostrare la versatilità del lanciatore Vega su una molteplicità di missioni differenti; i lanci previsti nel programma sono cinque. Ad oggi il costo di un volo è di 35 milioni di euro, ma si prevede di introdurre diversi miglioramenti anche con l’obiettivo della riduzione del costo di lancio. Vega porta piccoli satelliti di alta tecnologia che a orbite basse compiono un utile lavoro di osservazione ambientale e costituisce una sorta di nave scuola che permette ai nostri ingegneri di conquistare formazioni professionali d’avanguardia. Da queste derivano ricadute utili nelle applicazioni della nostra vita quotidiana in vari campi, rafforzando nel contempo la capacità industriale europea. Al programma Vega, finanziato in ESA per il 65 % dall’Agenzia Spaziale Italiana, partecipano anche Francia, Olanda, Svizzera, Belgio, Spagna e Svezia. La maggior parte del vettore viene realizzata in Italia: l’Agenzia Spaziale Italiana svolge un duplice ruolo, da un lato finanzia il programma dell’ESA, e dall’altro attraverso la società partecipata ELV SpA consente la realizzazione industriale del sistema. La società, partecipata al 70% da Avio ed al 30% da ASI, è infatti il Primo Contraente industriale dell’ESA per lo sviluppo del Vega. Al progetto hanno partecipato numerose aziende italiane: dal principale partner industriale Avio, al contributo di Cira, MBDA, e Telespazio. Presso il Centro di Kourou hanno lavorato, nell’ambito del Segmento di terra, anche Vitrociset, CGS, Selex ES, e sono inoltre presenti le società partecipate, Europropulsion e Regulus, per la produzione dei motori.

Il lancio, inizialmente previsto il 3 maggio e poi rinviato a causa di condizioni meteorologiche avverse con vento forte in quota sullo spazioporto di Kourou, è avvenuto a pochi giorni dalla scomparsa di Maurizio Di Giacinto, docente di Ingegneria Aerospaziale alla Sapienza, che ha fornito al progetto Vega importanti contributi scientifici che ne hanno segnato la realizzazione. A lui è stato idealmente dedicato questo lancio da numerosi ex-studenti di Ingegneria Aerospaziale di Sapienza, oggi responsabili di molte delle attività nella base di Kourou.

All’ESRIN Centro di allerta NEO

All’ESRIN Centro di allerta NEO

ESRINESRIN, il Centro dell’Agenzia Spaziale Europea per l’Osservazione della Terra situato a Frascati, ospita il 22 maggio, alla presenza degli esperti ESA e dei partner principali dell’industria e della ricerca europei, la cerimonia di inaugurazione del ‘Near Earth Object Coordination Centre’, il nuovo sistema di avvertimento per la ricerca di asteroidi e meteoriti.
Il NEO-CC sarà il punto centrale di accesso ad una rete europea di sorgenti dati NEO (Near Earth Object, oggetti vicini alla Terra) e di fornitori di informazioni in corso di formazione all’interno del Programma SSA (Space Situational Awareness) dell’ESA. Gli scienziati stimano che ci siano oltre 600.000 asteroidi nel nostro sistema solare, circa 10.000 dei quali sono oggetti vicini alla Terra (NEO), ad esempio la loro orbita si avvicina a quella della Terra ed un impatto con il nostro pianeta non può essere escluso. Prova drammatica che ciascuno di questi può colpire la Terra si è avuta il 15 febbraio 2013, quando un oggetto non identificato che viaggiava a 67.000 km orari e che si pensa avesse un diametro di 17-20mt è esploso sopra Chelyabinsk, Russia, con un’energia 20-30 volte quella della bomba atomica di Hiroshima. La risultante onda ha causato danni estesi e feriti.
Il NEO-CC dell’ESA fungerà da Centro dati pre-operativo per migliorare l’avvertimento di impatto e darà supporto agli esperti nel campo unendo gli assetti europei nuovi ed esistenti, i sistemi ed i sensori; sosterrà l’integrazione e le operazioni iniziali della rete di distribuzione delle informazioni del Centro NEO dell’Agenzia. Il Centro servirà anche come punto focale per gli studi scientifici necessari per migliorare i servizi di allerta NEO e fornire dati quasi in tempo reale agli utenti europei ed internazionali, compresi organi scientifici, organizzazioni internazionali ed agli organi decisionali governativi.

Maggiori informazioni sul Programma SSA dell’ESA
https://www.esa.int/ssa
https://www.esa.int/ssa_neo
Pagine web NEO-CC
https://neo.ssa.esa.int/

L’Astronomia verso Horizon 2020

L’Astronomia verso Horizon 2020

eso1118aBologna ospita l’appuntamento annuale della SAIt, la Società Astronomica Italiana, evoluzione della Società Spettroscopisti Italiana fondata dall’astronomo Pietro Tacchini nel 1871. Il 57° Congresso della SAIt, organizzato con la collaborazione e il supporto dell’INAF, rappresenta una autorevole occasione di presentazione, approfondimento e discussione di temi e risultati scientifici, progetti ed attività di grande impatto ed attualità o prospettiva per l’intera comunità, includendo in questo sia il mondo della ricerca professionale, sia quello didattico e formativo, sia quello della comunicazione e della divulgazione. Ovviamente con uno sguardo alla ricerca e alla scienza nel complesso, per l’importanza che la cultura scientifica rappresenta nella crescita di un Paese. E proprio a richiamare lo sforzo comune che deve essere fatto per difendere questo importante ambito culturale, l’apertura del congresso è stata dedicata alla Città della Scienza di Napoli e alla sua futura ricostruzione. La SAIt, infatti,  svolge un ruolo di istituzione aperta alla intera comunità scientifica, didattica e di divulgazione offrendo una “palestra” di incontro e confronto fra tutti coloro che, a qualunque titolo, si occupano o anche solo si interessano di astronomia.

Con tale intento SAIt e INAF hanno organizzato il congresso, pianificando un ricco programma di informazione e discussione su un ampio spettro di problematiche legate alle eccellenze scientifiche e ai grandi progetti, oltre a due workshop dedicati a didattica, divulgazione, outreach, conservazione e valorizzazione del patrimonio storico e museale.

L’intento è quello di illustrare lo stato di avanzamento di molti progetti, i problemi ad essi connessi e le opportunità che possono offrire. In questo quadro, la giornata finale è stata dedicata alla rimodulazione del piano di attività decennale, redatto nel 2006, alla luce da una parte dei continui, spettacolari sviluppi della ricerca e, dall’altra, di una indispensabile realistica valutazione delle risorse scientifiche, economiche e umane in un contesto nazionale particolarmente difficile.

Per offrire ai partecipanti un’adeguata panoramica della ricerca astronomica italiana, è stato dato ampio spazio ai risultati conseguiti dai giovani ricercatori, coinvolti in prima persona nella presentazione dei propri lavori. La loro presenza e il naturale bisogno di reclutarne sempre di nuovi così da garantire all’astrofisica il necessario apporto di nuove idee, spiega la decisione di dedicare un workshop specifico  alla didattica ed alla formazione.