da Sorrentino | Dic 4, 2016 | Lanci, Missioni, Primo Piano, Servizi Satellitari
Ottava missione, seconda del 2016, del lanciatore Vega, in partenza lunedì 5 dicembre alle 14:51 ora italiana dalla base spaziale di Kourou in Guiana Francese. Conclusa la campagna di integrazione e assemblati i quattro stadi del piccolo vettore, è toccato al satellite GökTürk-1° essere integrato all’interno di una capsula protettiva, il PAC (Payload Adapter Composite) e posizionato infine nel lanciatore. A seguire il caricamento dei propellenti fluidi dell’Avum. Vega è il lanciatore europeo progettato, sviluppato e realizzato in Italia da Avio attraverso la controllata ELV (partecipata al 30% da ASI). È un vettore di ultima generazione studiato per trasferire in orbita bassa (tra 300 e 1.500 km dalla terra) satelliti per uso istituzionale e scientifico, per l’osservazione della terra ed il monitoraggio dell’ambiente. Realizzato per il 65% nello stabilimento Avio di Colleferro, nei pressi di Roma, Vega è in grado di mettere in orbita satelliti di massa fino a 2000 kg e completa la famiglia dei lanciatori europei.
Avio costruirà il nuovo lanciatore Vega C e parteciperà al nuovo lanciatore Ariane 6 con i nuovi motori a solido e le turbopompe ad ossigeno liquido Vinci e Vulcain. Il nuovo motore a propulsione solida, oggi denominato P120C, che equipaggerà il nuovo vettore europeo Ariane 6 e la nuova versione più potente del lanciatore spaziale Vega sarà sviluppato e prodotto da Europropulsion (J.V. 50% Avio, 50% ASL). Per la realizzazione di questo motore e del nuovo motore Zefiro 40 (costruito e testato in Italia e che andrà ad essere il secondo stadio del lanciatore Vega), verrà utilizzato un nuovo materiale composito in fibra di carbonio pre-impregnato, realizzato direttamente da Avio nei propri laboratori di ricerca di Colleferro e in Campania.
Le fasi del lancio trasmette in diretta sul sito di Avio (www.avio.com) a partire dalle 14:36.
da Sorrentino | Dic 4, 2016 | Industria, Primo Piano, Programmi

Voli suborbitali con base operativa in Italia. Una prospettiva resa possibile dall’accordo raggiunto tra la società ALTEC S.p.A., società partecipata da ASI e Thales Alenia Space, e la VIRGIN GALACTIC, l’azienda aerospaziale americana appartenente al Gruppo Virgin, del magnate Richard Branson. In base al protocollo di intesa le due aziende valuteranno congiuntamente le opportunità operative da uno spazioporto Italiano per la Virgin Galactic, per eseguire voli sperimentali suborbitali, addestramento astronauti e piloti, scopi didattici e turismo spaziale. La collaborazione proposta si baserebbe sull’utilizzo del sistema di volo spaziale Virgin Galactic, in particolare lo Spazioplano riutilizzabile Space Ship Two ed il suo velivolo vettore, WhiteKnight Two. Il White Knight Two costituisce il primo stadio del sistema e decolla da un aeroporto convenzionale trasportando la SpaceShipTwo fino ad un’altezza di circa 15.000 metri, prima di rilasciare la navicella e consentirne l’accensione del motore a razzo che la porterà alla programmata quota operativa. L’accordo include anche la realizzazione di un apposito spazioporto sul territorio italiano, che sarà probabilmente realizzato a partire da un aeroporto esistente. L’Amministratore Delegato di Virgin Galactic, George Whitesides, si è detto “entusiasta di questo accordo con ALTEC e dell’opportunità di valutare l’uso del Sistema Spaziale Virgin Galactic seguendo i requisiti specifici dell’Europa nel settore della ricerca scientifica e dell’addestramento degli astronauti”.
“Questo accordo pone ALTEC, in cooperazione con Virgin Galactic, nelle condizioni di intraprendere attività innovative di sperimentazione spaziale in campo scientifico, di ricerca ed addestramento da uno spazioporto Italiano” ha aggiunto l’Amministratore Delegato di ALTEC, Vincenzo Giorgio: “Sarà nostro compito muovere i passi necessari per progredire nell’iniziativa a beneficio del Paese e della regione”.
Il Protocollo di Intesa rappresenta il riconoscimento del livello raggiunto dalla tecnologia Virgin Galactic per il volo spaziale suborbitale, e la lunga esperienza e competenza italiana nelle attività in campo spaziale ed aerospaziale. Roberto Battiston, Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), in riferimento all’accordo ha commentato che ”questa innovativa cooperazione rappresenta un riconoscimento della lunga tradizione e dei successi dell’Italia in campo spaziale e pone le basi per un nuovo approccio commerciale per la ricerca in microgravità e per l’addestramento degli astronauti. L’Italia è all’avanguardia nella nuova ‘space economy’ che renderà lo spazio accessibile ad una sempre maggior quantità di persone’’.
(foto: marsscientific.com)
da Sorrentino | Dic 3, 2016 | Politica Spaziale, Primo Piano, Programmi
Il proseguimento del progetto ExoMars, la conferma di Luca Parmitano sulla ISS nel 2019, l’investimento per Space Riders – il veicolo riutilizzabile per orbita bassa evoluzione dell’IXV, sviluppato dal CIRA con Thales Alenia Space Italia, – e il raddoppio degli investimenti italiani nel settore delle telecomunicazioni. Questi i 4 grandi obiettivi raggiunti dall’Agenzia Spaziale Italiana e dal governo italiano al vertice ministeriale di Paesi dell’ESA a Lucerna. «Siamo molto soddisfatti dei risultati di questa ministeriale», ha detto al termine del vertice il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston. «Siamo riusciti a includere in modo forte e con guida nazionale gran parte dei grandi programmi europei, che valorizzeranno il comparto nazionale industriale. Programmi che hanno contribuito a formare l’ossatura di questa ministeriale. Ci siamo riusciti quando era più facile, bastava mettere l’accento sul finanziamento, ma soprattutto quando le nostre proposte erano in contrasto con altre. Abbiamo dimostrato la nostra capacità propositiva e siamo comunque riusciti a farle diventare di tutti». Su ExoMars l’Italia, con l’ASI, ha di fatto fronteggiato la titubanza della Germania, portando il nostro Paese a contribuire al 45% del costo complessivo del programma ExoMars, e rafforzando la propria leadership, con possibili ulteriori ritorni industriali per il nostro Paese. Seguono gli inglesi e i francesi. Per i tedeschi, impegnati maggiormente sui possibili ritorni per lo sfruttamento della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), una partecipazione decisamente marginale. Buone notizie anche per lo sviluppo di Space Riders, con Thales Alenia Space Italia in pole position con il supporto del CIRA, a guidare l’evoluzione dell’IXV, l’unico veicolo spaziale europeo capace di rientrare a Terra per essere riutilizzabile. È probabile una partecipazione significativa della Francia, visto l’impegno assunto nella ministeriale. L’Investimento fa parte del quadro più ampio che riguarda l’evoluzione di Vega, vettore destinato al trasporto in orbita dell’IXV, e in un futuro prossimo anche dei satelliti radar, decisamente pesanti e ingombranti, come quelli della costellazione Cosmo SkyMed o Copernicus. Raddoppia, invece, l’investimento italiano nel settore delle telecomunicazioni e della navigazione, settore dove l’Italia ha sempre svolto un ruolo di leadership in Europa. Ciliegina sulla torta, la formalizzazione della richiesta ufficiale che ESA farà alla NASA per l’assegnazione di Luca Parmitano al prossimo volo di lunga durata per la ISS dell’Agenzia Spaziale Europea. Una bella notizia per l’astronauta italiano, già protagonista della missione “Volare”, e una conferma del ruolo italiano per quanto riguarda il volo umano in orbita bassa e l’utilizzo scientifico della Stazione Spaziale Internazionale. «Siamo molto orgogliosi della candidatura di Luca Parmitano», ha detto Stefania Giannini, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. «Le operazioni di volo spaziale, la scienza e la tecnologia sono un esempio fondamentale per i nostri studenti, e l’Italia è in prima linea nella scoperta di un Universo che non ha limiti di meraviglia».
Tra le decisioni assunte dall’ESA, la proroga della propria partecipazione alla Stazione Spaziale Internazionale fino al 2024, al pari di Stati Uniti, Russia, Giappone e Canada. Bilancio totale per il futuro dello spazio europeo, oltre dieci miliardi di euro, e passaggio di consegne tra la Svizzera e la Spagna, che tra due anni ospiterà il vertice ministeriale ESA.
da Sorrentino | Dic 2, 2016 | Attualità, Politica Spaziale, Primo Piano, Stazione Spaziale
Luca Parmitano, astronauta italiano dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), è stato candidato per un’opportunità di volo sulla ISS per il maggio 2019. L’annuncio è arrivato dal Direttore generale dell’ESA, Jan Woerner, durante la riunione del consiglio a livello ministeriale dell’Agenzia Spaziale Europea svoltasi a Lucerna. La decisione formale sarà presa nella primavera del 2017 dal Multilateral Crew Operations Panel (MCOP) (MCOP), il forum principale per il coordinamento e la risoluzione delle questioni relative all’equipaggio della stazione spaziale.
«Siamo molto orgogliosi della candidatura di Luca Parmitano», ha detto Stefania Giannini, Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. «Le operazioni di volo spaziale, la scienza e la tecnologia sono un esempio fondamentale per i nostri studenti e l’Italia è in prima linea nella scoperta di un universo che non ha limiti di meraviglia». Luca Parmitano, che già volato nel 2013, ha ricevuto la Distinguished Service Medal della NASA come riconoscimento per il sangue freddo dimostrato durante la passeggiata spaziale che fu interrotta a causa di perdite d’acqua nel suo casco. «Luca Parmitano è un uomo ispirato che dimostra come le persone possono superare qualsiasi ostacolo», ha detto il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Roberto Battiston. «Questa seconda opportunità di volo per Luca conferma il suo alto livello di preparazione e l’importanza del ruolo italiano in ESA, l’esplorazione dello spazio e nella scienza».
da Sorrentino | Dic 1, 2016 | Lanci, Missioni, Primo Piano, Stazione Spaziale
La navetta cargo russa Progress 65, destinata al rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale, è precipitata alcuni minuti dopo il lancio avvenuto giovedì 1 dicembre dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, alle 15:51 ora italiana. La Progress trasportava 2.442 kg di materiale, tra cui 710 kg di propellente, 420 kg di acqua e 315 kg di cibo, oltre a kit per esperimenti, pezzi di ricambio e di manutenzione. L’agenzia spaziale russa Roscosmos ha confermato che 383 secondi dopo il distacco dalla rampa, mentre era in funzione il terzo stadio del vettore Soyuz-U, si è verificato un malfunzionamento e la navicella è precipitata nel distretto di Choisky, un’area poco abitata. Testimoni hanno raccontato di scie luminose e molto rapide in caduta, il che confermerebbe la dinamica del rientro in atmosfera da una quota di circa 190 km. Si tratta del quarto fallimento in due anni per un cargo diretto alla ISS. Tra il 2014 e il 2015 sono andate perdute una navetta Cygnus, una capsula Dragon e un’altra Progress.
Il programma Progress, avviato nel 1978, ha realizzato 156 lanci, iniziando a rifornire la prima stazione spaziale russa Saluyt 6 e poi attraccando 67 volte all’attuale stazione spaziale internazionale. Il fallimento della missione non crea problemi a sei membri dell’equipaggio che si trovano in orbita- Un nuovo volo di rifornimento è programmato per venerdì 9 dicembre con il cargo HTV dell’agenzia spaziale giapponese JAXA.