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Lo Spazio non ha limiti

Lo Spazio non ha limiti

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La città di Trento ospita il 24 ottobre il primo International Space Forum for Global Challenges organizzato dall’International Astronautical Federation (IAF), dall’International Accademy of Astronautics (IAA) e dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). L’ideazione dell’International Space Forum for Global Challenges parte dalla considerazione che le accademie spaziali e le università sono presenti in tutto il mondo, una rete capillare di conoscenze e specializzazioni nelle discipline scientifiche e tecnologiche alla base dei programmi spaziali. Questa rete è una ricchezza fondamentale, sia per i paesi sviluppati che per i paesi in via di sviluppo a cui l’evento è particolarmente dedicato. Per mezzo dell’attività del Forum di Trento verrà rafforzato il coinvolgimento delle accademie spaziali e delle università nell’elaborazione delle politiche spaziali per far fronte a sfide globali tra le quali la tutela dell’ambiente, i cambiamenti climatici e la gestione dei “big Data”. Questi i principali temi del Forum di Trento, primo convegno internazionale a livello ministeriale sulle politiche della formazione e della ricerca associate ai programmi spaziali, e coinvolgerà membri di governo responsabili della formazione e dello spazio, così come rappresentanti delle agenzie spaziali nazionali e di istituzioni accademiche e universitarie di diversi Paesi. Con questo incontro di alto livello che coinvolge ben 83 Paesi, l’Italia conferma il suo ruolo di primo piano nel promuovere il progresso della scienza e della tecnologia con lo sviluppo di partnership internazionali per una crescita sempre più sostenibile delle attività spaziali a beneficio dell’umanità. Al termine del summit, ospitato dalle 10 alle 17 nel Palazzo della Provincia di Trento, l’illustrazione dei i punti della risoluzione approvata dagli organizzatori del vertice, presente il Ministro della Istruzione, Università e Ricerca Stefania Giannini.

 

DREAMS si era svegliato

DREAMS si era svegliato

DreamsL’Istituto Nazionale di Astrofisica annuncia importanti novità su una delle strumentazioni scientifiche più importanti della missione Exomars collocate sul lander Schiaparelli. In attesa di capire cosa sia accaduto a questo modulo durante la sua discesa verso la superficie di Marte, Francesca Esposito dell’INAF – Osservatorio Astronomico di Capodimonte, Principal Investigator della stazione meteorologica DREAMS rivela che lo strumento ha effettivamente funzionato. Mentre gli esperti dell’Agenzia Spaziale Europea continuano ad analizzare i dati ricevuti dal Trace Gas Orbiter per capire cosa sia successo al lander nella sua fase di atterraggio, la piccola stazione meteorologica DREAMS (Dust Characterisation, Risk Assessment, and Environment Analyser on the Martian Surface), nata dalla collaborazione tra INAF, ASI e CISAS di Padova, si è attivata durante la discesa del lander e ha inviato dati relativi al suo stato di funzionamento. In quei pochi secondi di trasmissione, DREAMS ha comunicato attivamente con il lander Schiaparelli. Tutti questi dati, insieme a quelli sulla discesa, ora in mano agli scienziati e ai tecnici della missione, rappresentano un prezioso bagaglio di informazioni per la seconda fase del programma Exomars, ovvero la prossima missione prevista in partenza per Marte il 2020.

«Eravamo pronti – afferma Francesca Esposito – Lo strumento DREAMS si è acceso, ha avuto il consumo di corrente previsto e, perfettamente comunicante con Schiaparelli, sarebbe stato immediatamente pronto per acquisire i dati dalla superficie marziana.» La fase di progettazione e realizzazione di DREAMS ha offerto ai ricercatori un’opportunità unica per comprendere i fenomeni presenti su Marte e la loro formazione. «Parte della scienza di DREAMS, assieme ad alcuni sensori già testati, sarà comunque riutilizzata per la prossima missione ExoMars2020 – aggiunge Esposito. Stiamo continuando a lavorare e analizzare i dati e l’INAF – Osservatorio di Capodimonte sarà responsabile dello strumento MicroMed per misurare le polveri in atmosfera marziana e i campi elettrici associati».

Exomars successo a metà

Exomars successo a metà

esocL’arrivo del lander Schiaparelli sulla superficie di Marte deve essere stato decisamente traumatico. Lo si evince dalla ricostruzione delle fasi della discesa iniziata alle 16:42 di mercoledì 19 ottobre e destinata a concludersi poco meno di sei minuti dopo. I tecnici del centro di controllo della missione Exomars all’ESOC di Darmstadt, con in testa Andrea Accomazzo che riveste il ruolo di direttore della divisione per le missioni planetaria dell’Agenzia Spaziale Europea, hanno ammesso che qualcosa non ha funzionato negli ultimi 50 secondi, dopo la separazione del paracadute supersonico che ha ridotto la velocità da 1.750 a 250 km/orari. A quel punto il sistema di retrorazzi avrebbe funzionato per soli tre secondi, un tempo insufficiente a garantire un avvicinamento al suolo secondo le procedure previsto di minimo impatto. A dettarne lo spegnimento il computer di bordo, programmato per eseguire l’intera manovra di discesa in modo automatico. L’esecuzione non corretta della procedura potrebbe essere dovuta a un problema legato al software, al sistema propulsivo a idrazina o addirittura al radar altimetro per la rilevazione dell’altezza dal suolo. In ogni caso, la struttura alveolare deformabile, studiata per attutire l’impatto da un’altezza di circa due metri, garantendo così la posizione orizzontale del lander e la salvaguardia degli strumenti scientifici, non sarebbe stata in grado di evitare il crash che a questo punto appare certo.

La conferenza stampa convocata alle 10 del mattino del giorno dopo, a seguito della lunga notte trascorsa a elaborare i dati raccolti e cercare di stabilire lo stato del lander Schiaparelli, ha avuto un prologo nelle parole di Jan Woerner, direttore generale dell’ESA, il quale ha spostato l’attenzione sul corretto inserimento in orbita del veicolo madre, il Trace Gas Orbiter, che studierà l’atmosfera marziana e attenderà l’arrivo del rover in partenza con la missione Exomars2020. «Possiamo confermarlo: abbiamo una missione in orbita intorno a Marte», ha dichiarato Woerner, prima di rispondere alle domande piovute sulle sorti dell’ Entry Descent Module (EDM) Schiaparelli. «Quello di EDM– ha voluto sottolineare Woerner – è un test di atterraggio che ci ha fornito informazioni per poter condurre al meglio la prossima fase della missione ExoMars 2020 che porterà su Marte un rover con tecnologia europea. Abbiamo i dati, il test è andato a buon fine e mi ritengo soddisfatto». Una risposta forzata e forse anche preoccupata di un altro tipo di impatto: quello sulla Ministeriale di fine anno, chiamata decidere i futuri finanziamenti. Ciò che di buono e gratificante ci si aspettava non è avvenuto, almeno per quanto riguarda la discesa su Marte. esoc 2Andrea Accomazzo è entrato più nei dettagli: «Abbiamo i dati registrati dal modulo al momento dell’entrata nell’atmosfera marziana fino a circa 50 secondi prima dell’impatto: lo scudo termico e il radar di terra hanno funzionato tutto è andato come previsto fino al distacco del paracadute. Anche i retrorazzi si sono accesi, ma non abbiamo ancora dettagli a sufficienza per poter dire che hanno funzionato in modo nominale. Confido che riusciremo a ricostruire cosa è successo negli ultimi secondi di discesa in modo da poter avere il quadro completo dell’accaduto. Dal punto di vista ingegneristico, queste informazioni sono ciò che volevamo».

Il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, invita a vedere il bicchiere mezzo pieno, sottolineando che a questo punto l’Europa ha un suo satellite nell’orbita di Marte. «Il Trace Gas Orbiter è perfettamente in orbita e operativo, e quindi in grado di monitorare e trasmetterci i dati sulla composizione dell’atmosfera marziana; il lander Schiaparelli, che era un test, a quanto sembra ha eseguito tutte le manovre previste fino a pochi secondi dal contatto con il suolo, come l’apertura del paracadute, lo sganciamento dello scudo termico e l’accensione dei razzi di frenata. Ci mancano i dati sugli ultimi secondi sui quali i tecnici stanno lavorando. Complessivamente siamo incoraggiati  – conclude – a proseguire il lavoro per ExoMars 2020, uno degli argomenti fondamentali della prossima ministeriale dell’ESA che si terrà a Lucerca i primi di dicembre».

Schiaparelli is landed (?)

Schiaparelli is landed (?)

segnaleIl lander Schiaparelli, rilasciato nel pomeriggio di domenica 16 ottobre dal veicolo orbitale della sonda Exomars, è entrato nell’atmosfera di Marte alle 16:42 di mercoledì 19 ottobre. La sua discesa programmata e gestita autonomamente dal computer di bordo, della durata di quasi sei minuti, dovrebbe essersi conclusa con l’atterraggio nella zona di Meridiani Planum. Il segnale è arrivato effettivamente alle 18:33, come previsto, raccolto dalla sonda europea Mars Express. Successivamente al centro di controllo della missione Exomars all’ESOC di Darmstadt si è appurato che il segnale è stato perso un minuto prima del touchdown. La risposta su come si sia concluso l’avvicinamento alla superficie è affidata all’analisi dei dati processati nel corso della notte, mentre il direttore delle operazioni di volo dell’ESA, Paolo Ferri, ha potuto annunciare soddisfatto il regolare ingresso in orbita del Trace Gas Orbiter che seguirà un orbita ellittica con perigeo di 400 km e apogeo di 100.000 km, che sarà progressivamente circolarizzata fino a stabilizzarsi a una quota paragonabile a quella in opera la stazione spaziale interno alla Terra. Per il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea, Jan Woerner, la discesa del lander Schiaparelli è da considerarsi in ogni caso un test fondamentale per acquisire i dati su come atterrare su Marte. Il primo segnale c’è stato, trasmesso da Mars Express al Giant Metrewave Radio Telescope di Pune in India. L’ESA si affida allo stesso Trace Gas Orbiter, oltre alle altre sonde intorno al Pianeta Rosso, come Mars Reconnaissance Orbiter della NASA.

 

Cygnus torna in orbita

Cygnus torna in orbita

CygnuisLanciata con successo con un vettore Antares, alle 1:45 ora italiana dalla base di Wallops Island in Virginia,  la navicella Cygnus ( Missione Orbital OA-5)  per il rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale. La navicella Cygnus è costituita da due componenti base: il modulo di servizio e il modulo cargo pressurizzato (Pressurized Cargo Module-PCM) realizzato da Thales Alenia Space, joint venture tra Thales 67% e Leonardo-Finmeccanica 33%, per conto di Orbital ATK. Il modulo PCM, ospita un carico di 3500 kg comprendente rifornimenti per l’equipaggio, parti di ricambio e attrezzature scientifiche. Raggiunta la Stazione Spaziale Internazionale, la navicella Cygnus sarà catturata dal braccio robotico e agganciata alla porta Nadir del Nodo 1. Completata la sua permanenza sulla ISS la navicella Cygnus sarà sganciata dal Nodo 1 per iniziare la fase di rientro, disintegrandosi durante l’ingresso in atmosfera e bruciando una massa di detriti equivalente approssimativamente al carico trasportato alla Stazione. Recentemente Thales Alenia Space ha siglato un nuovo contratto con Orbital  ATK per la fornitura di ulteriori nove moduli pressurizzati Cygnus PCM, naturale conseguenza della  capacità finora dimostrata nel soddisfare le necessità “last minute” delle missioni di rifornimento alla ISS, nonché dell’esperienza e delle competenze messe a disposizione per realizzazione di missioni per la Stazione Spaziale a supporto dell’esplorazione dello spazio.