da Sorrentino | Apr 13, 2015 | Lanci, Primo Piano, Servizi Satellitari
E’ fissata il 24 aprile 2015 la messa in orbita del satellite per telecomunicazioni militari SICRAL 2. Il lift-off è programmato per le 21:43 (ora italiana) con il razzo vettore Ariane 5 dallo spazioporto europeo di Kourou, in Guyana francese. SICRAL 2 è un programma di cooperazione del Ministero della Difesa italiano e della Direzione Generale degli Armamenti francese (DGA), che partecipano con una quota rispettivamente del 62% e del 38%, ed è stato realizzato da Thales Alenia Space e Telespazio, le due aziende che compongono la Space Alliance tra Finmeccanica e Thales. Collocato su un’orbita geostazionaria a 36mila km, SICRAL 2 avrà una vita operativa di oltre 15 anni e potenzierà le capacità di comunicazioni satellitari già assicurate, per l’Italia, da SICRAL 1 e SICRAL 1B (lanciati nel 2001 e 2009) e, per la Francia, da Syracuse 3A e Syracuse 3B (lanciati nel 2005 e 2006).
SICRAL 2 si caratterizza per una flessibilità e versatilità d’impiego mai raggiunte in passato e garantirà l’interoperabilità con gli esistenti asset satellitari, con i terminali di traffico delle Nazioni Alleate (NATO) e con le esistenti reti di telecomunicazioni nazionali. Il satellite fornirà servizi di comunicazione satellitare di tipo strategico e tattico, supportando piattaforme militari terrestri, navali e aeree impiegate dalle Forze Armate nel garantire la sicurezza interna ed esterna.
Thales Alenia Space è il principale partner industriale del Ministero della Difesa nello sviluppo del programma e ha curato la progettazione dell’intero sistema SICRAL 2 e lo sviluppo, l’integrazione e le prove del satellite nei propri Centri Integrazione Satelliti di Roma, Torino e Cannes. Inoltre, Thales Alenia Space Italia è responsabile dell’architettura del segmento di Terra e ha progettato sviluppato e integrato i Centri di Controllo di Missione, mentre Thales Alenia Space France ha avuto un ruolo analogo per il Centro di Controllo di Missione Francese nell’Infrastruttura di Syracuse.
L’azienda ha realizzato gli equipaggiamenti tecnologicamente più evoluti del satellite, tra i quali processori e antenne dei carichi utili in banda UHF e SHF, e quindi i transponder per Telecomando Telemetria e Ranging con impiego di modulazioni a Spettro Espanso. Infine avrà in carico, subito dopo le fasi di lancio, l’esecuzione delle prove di verifica e validazione dell’intero Sistema SICRAL 2, fino alla consegna al Cliente.
Telespazio ha partecipato alla realizzazione dell’intero programma SICRAL e, in particolare, per SICRAL 2 ha curato le fasi di progettazione, realizzazione, integrazione e collaudo del Centro Controllo Satellite, presso il Centro Interforze di Gestione e Controllo (CIGC) di Vigna di Valle (Roma) per quanto concerne il sistema principale, e presso il Centro Spaziale del Fucino (L’Aquila) per il sistema di back-up. Inoltre è responsabile del sistema di interconnessione tra i centri missione italiani e francesi.
Telespazio gestirà il servizio di lancio di SICRAL 2 dallo spazioporto di Kourou e le fasi LEOP e IOT, le prime prove di funzionamento del satellite in orbita, dal Centro Spaziale del Fucino. Come per SICRAL 1B, Telespazio ha partecipato agli investimenti per la realizzazione di SICRAL 2 e ne dispone quindi di parte della capacità trasmissiva per offrire servizi di comunicazioni alle Forze Armate dei Paesi della NATO.
da Sorrentino | Apr 10, 2015 | Lanci, Missioni, Primo Piano, Stazione Spaziale
Più di due tonnellate di rifornimenti ed esperimenti, tra cui tre dei dieci progetti scientifici selezionati dall’ASI per la missione FUTURA: questo il preziosissimo carico affidato alla capsula Dragon per il trasferimento sulla Stazione Spaziale Internazionale, con partenza dallo Space Launch Complex 40 di Cape Canaveral con il vettore Falcon 9 inizialmente fissata alle 22:33 ora italiana di lunedì 13 aprile e poi rinviata per le condizioni meteorologiche sulla base alle 22:10 di martedì 14 aprile, con aggancio al Nodo 2 “Harmony”.
Con il supporto di Terry Virts della NASA, sarà proprio la nostra Samantha Cristoforetti, astronauta dell’ESA e capitano pilota dell’Aeronautica Militare, ad azionare e manovrare dalla Cupola il braccio robotico di quasi 18 metri della Stazione per raggiungere e “catturare” Dragon. Si tratta del settimo viaggio della capsula verso la ISS: dopo circa 5 settimane sulla Stazione, Dragon tornerà sulla Terra con un carico di materiali dell’equipaggio, hardware ed esperimenti scientifici.

“Questo ultimo carico è particolarmente importante – ha detto il presidente dell’ASI, Roberto Battiston – perché arriva quasi a coronamento della missione FUTURA e porta sulla ISS tre esperimenti molto significativi che confermano il ruolo leader del nostro Paese anche nella ricerca in condizioni di microgravità. Esperimenti – ha sottolineato Battiston – che impegneranno la nostra Samantha Cristoforetti in questo mese di lavoro che ha ancora davanti sulla Stazione prima del rientro a Terra e da cui ci aspettiamo ricadute importanti”.
Uno dei tre esperimenti italiani a bordo di Dragon è Cell Shape and Expression (Cytospace). Realizzato dalla Kayser Italia S.r.l. e dal Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare dell’Università La Sapienza di Roma, è un esperimento di biologia che ha l’obiettivo di definire un modello in grado di descrivere l’influenza del fattore fisico microgravità sull’espressione genica, influenza che si esercita attraverso la modificazione della forma cellulare. Il modello microgravitazionale costituisce una opportunità unica per capire in che modo le forze fisiche siano in grado di determinare il destino dei sistemi biologici complessi. Queste forze, infatti, interferiscono con il citoscheletro della cellula e lo modificano, determinando stravolgimenti di forma e una lunga cascata di reazioni che interessano pressoché tutte le principali funzioni cellulari. Per quanto riguarda le ricadute, è verosimile che il progresso nelle conoscenze di questi meccanismi si possa tradurre in un progresso nella terapia di numerose affezioni in cui il citoscheletro e la forma cellulare sono coinvolti, quali le patologie del connettivo, l’osteoporosi, il cancro.
A bordo di Dragon, anche ISSpresso, un prodotto interamente italiano, realizzato da ARGOTEC con il supporto di Lavazza e in partenariato con l’ASI: non si tratta di una semplice “macchinetta del caffè”, quanto di un complesso esperimento di fisica dei fluidi che impiega un dimostratore tecnologico estremamente sofisticato per validare un sistema in grado di garantire la difficile gestione in un ambiente spaziale di liquidi ad alta pressione e alta temperatura.
ISSpresso è una macchina a capsule multifunzione in grado di servire bevande calde, tra le quali anche il tipico “caffè espresso italiano”. L’esperimento consiste in una serie di cicli di erogazione di caffè, espresso o americano, e in un flush di pulizia finale del sistema. Sarà anche possibile preparare tè, tisane e vari tipi di brodo, consentendo la reidratazione degli alimenti. ISSpresso è stato progettato per servire numerose bevande calde e per rimanere a lungo operativo a bordo della Stazione, se, una volta completato il ciclo di dimostrazione tecnologica, dovesse essere acquisito dalla NASA come sistema di bordo.
L’obiettivo principale è quello di dimostrare la corretta funzionalità di un sistema a capsule in assenza di peso, offrendo allo stesso tempo la possibilità di migliorare il benessere dell’equipaggio. Si tratta di un importante supporto psicologico per gli astronauti, che così possono sentirsi meno “lontani” da casa, avvicinarsi alle abitudini terrestri e affrontare al meglio la loro missione.
Gli obiettivi scientifici previsti si focalizzano principalmente sul miglioramento della conoscenza del comportamento dei fluidi e delle miscele in condizioni di microgravità, raccogliendo anche le opportune evidenze sperimentali sulla formazione della schiuma generata durante la preparazione del caffè. In generale, inoltre, ISSpresso è in grado di arricchire l’apporto nutrizionale degli astronauti che operano a bordo della ISS.
Presso i laboratori di ARGOTEC sono stati effettuati tutti i controlli funzionali e di sicurezza necessari per mandare in orbita ISSpresso mentre Finmeccanica-Selex ES ha collaborato alle attività di qualifica. Il raggiungimento degli obiettivi può portare a nuove importanti conoscenze sulla fluidodinamica e sul comportamento delle schiume nello spazio. I numerosi benefici, tecnici e di supporto psicologico per gli astronauti, sono facilmente applicabili a future missioni di lunga durata. Inoltre, lo studio ha già prodotto alcune innovazioni e brevetti industriali per immediate applicazioni terrestri.
Il terzo esperimento italiano in partenza con Dragon è Nanoparticles and Osteoporosis (NATO) e riguarda la ricerca sulla osteoporosi, una malattia scheletrica multifattoriale che può essere correlata a diversi fattori di rischio. Il progetto è stato realizzato dal Dipartimento di Medicina Molecolare, Unità di Biochimica, Laboratorio di Nanotecnologie, dell’Università degli Studi di Pavia, dal Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Farmacia, dell’Università degli Studi di Milano, dall’Istituto di Cristallografia del CNR e dalla Kayser Italia S.r.l. ed ha l’obiettivo di verificare l’efficacia dell’impiego di alcune nanoparticelle sulle cellule ossee come contromisura per attivare la formazione di tessuto osseo e ridurne il processo di riassorbimento. La particolare condizione di assenza di peso che si realizza in orbita favorisce l’insorgenza di questa patologia anche in soggetti sani, in forma però reversibile, rendendo la ISS un ambiente ideale per il suo studio. La comprensione della patologia e dei meccanismi biochimici e biomolecolari sottostanti è notevolmente importante per lo sviluppo di nuove strategie sui protocolli terapeutici o farmacologi per la prevenzione e lo sviluppo di contromisure efficaci. Le ricadute di questo esperimento sono innanzitutto scientifico-tecnologiche, per la ricerca delle misure di contrasto alle problematiche inerenti la riduzione di massa minerale ossea, indotta dalla permanenza nello spazio o per invecchiamento sulla terra. Naturalmente, lo studio di tali contromisure è destinato ad avere sia ricadute sociali, per la riduzione dei costi e il miglioramento della qualità della vita di coloro che invecchiano così come di coloro che lavoreranno nello spazio, sia anche economiche, per i possibili trasferimenti tecnologici alle industrie di settore, che potranno così accrescere la propria competitività a livello internazionale.
da Sorrentino | Apr 8, 2015 | Fisica, Telescienza
Il Prof. Giorgio Salvini si è spento serenamente a 94 anni, stanco ma sempre lucidissimo. Nato a Milano il 24 aprile 1920, per la sua attività di ricercatore, svolta nel campo dei raggi cosmici e delle particelle elementari, è considerato uno dei più prestigiosi fisici internazionali. Ha diretto la progettazione e la costruzione dell’elettrosincrotrone di Frascati da un miliardo di elettronvolt, strumento con cui l’Italia si è dotata di un potente mezzo di ricerca tra i più originali esistenti. Stimatissimo professore di Fisica Sperimentale all’Università di Roma, ha ricevuto il Premio del Ministro della Pubblica Istruzione per la Fisica. E’ stato Ministro dell’Università e della Ricerca, ha presieduto l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, è stato Presidente Onorario dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
Ricordiamo di seguito alcuni passi dell’ultima conferenza tenuta all’Accademia dei Lincei, il 5 luglio 2013, che può essere considerata il suo testamento di grande esponente della cultura italiana. La conferenza è stata aperta con l’annuncio di voler “contribuire a chiarire la natura del nostro stato sul nostro Pianeta Terra , valutando quanto abbiamo capito, quanto ancora non sappiamo , quanto inarrestabile è la nostra curiosità di conoscere, quanto siamo legati l’uno all’altro dall’altruismo e dalla pietà”.
“Sono piovuto su questo Mondo senza una mia scelta del posto e del tempo”…”sono un piccolo uomo , che può soffrire, perché la sua personale avventura svanirà con la sua morte : ma con il conforto d’avere contribuito allo sviluppo del grande fiume della conquista umana che almeno da secoli cammina”…”non so ancora definire con sicurezza dove sto. Non è viltà , ma effettiva mancanza di orientamento. Sento di poter dire: debbo pensare ancora per alcune migliaia di anni; tornate tra diecimila anni , e imparerete come la penso . Voi mi direte: ‘ma tra pochi anni tu non ci sarai più !’ Questo è il punto . Non credo che resterà qualcosa di me” …..”mi sento , con la mia mortalità , un membro della gran carovana umana che va”. “Una banale considerazione aritmetica ci fa concludere che, almeno in Europa , siamo tutti parenti , se spingiamo i nostri incroci di padre in figlio oltre la ventesima o trentesima generazione. E’ un punto trascurabile, ma che ci deve sempre accompagnare”.
“Non vedo ancora in me , che pur devo considerarmi uno dei passeggeri più fortunati dell’Universo , il diritto o il dovere di possedere un’anima immortale. Credo che svanirò come tutti , ma fatemi lasciare un atto di fiducia, nel quale voglio credere”.
Proprio sulla fiducia, illimitata nel Genere Umano, Giorgio Salvini, porta le conclusioni della sua conferenza e spiega che la sua fiducia poggia su tre pilastri:
“Il primo è la coscienza di esistere : sono un essere espresso dai miei antenati ( senza dei quali non saprei e non sarei nulla ) , e disposto a trasmettere ai miei successori ogni mia esperienza. Se mi sento immerso nella gran ruota della sorte umana che va e che andrà , perdo il tormento della mia mortalità , e sento anzi una mia immortalità o quasi.
Il secondo e’ la mia curiosità di sapere , e di scoprire le nostre leggi. Questo si chiama la voglia di capire e l’attività per progredire nella ricerca scientifica. La mia voglia di capire il mondo che ancora non conosciamo è notevole, e molta strada da percorrere con gioia attende i miei successori.
Il terzo pilastro è quello che posso chiamare della pietà .
Intendo la pietà nel senso latino, virgiliano: la pietà di Enea, di Anchise, di Priamo,e di San Francesco . La parola pietà associata all’amore verso i figli in tutti gli animali (si pensi alla leonessa per i suoi leoncini, alle api che difendono l’alveare ) , e per noi homines sapientes estesa a tutti i nostri simili, quando chiedono aiuto . Pietà, sinonimo ampio, che include fedeltà, sincerità, altruismo. Sono orgoglioso per aver detto con altri ‘L’altruismo è un buon affare. Questi tre pilastri possono scavalcare la nostra mortalità come individui , illuminano la continuità della nostra traccia nel futuro , ci offrono ai nostri successori come operatori futuri per ciò che impareranno.
Ognuno si senta come un navigante che saluta dalla prua della sua nave la nave dei suoi figli e dei suoi nipoti che si allontana , lieto per averla costruita e per vederla andare su nuovi mari.
Ciò che ho fatto in vita , buono o cattivo o insignificante che sia , resta dunque come un atto concreto ai miei parenti successori, ed è destinato a influenzare, pur in forma infinitesima , il loro comportamento , anche se molti di essi sono inconsapevoli di questa eredità. Questo vale per tutti gli esseri umani, pescatori ,operai, ingegneri , filosofi.
Ma c’è di più, miei cari lettori e successori . E’ un privilegio che tocca ognuno di noi , presenti nell’anno 2013 della nostra epoca. Siamo in un momento estremamente interessante , al bordo della storia dell’homo sapiens. Stiamo per sapere , per merito degli scienziati e dei tecnici e dei filosofi e degli studenti che oggi cercano con noi , se c’è vita in altri pianeti , e se addirittura in altri luoghi del cosmo c’è una vita intelligente come quella sulla Terra , o anche superiore alla nostra .
Insomma, lasciatemi dire ad ognuno : qualcosa della tua vita resta e cammina , e forse per sempre , anche se non sai come e quando . I nostri successori ce lo diranno”.
da Sorrentino | Apr 8, 2015 | Astronomia, Eventi, Missioni, Primo Piano
Il 10 aprile 2015 è la data che segna l’ingresso della sonda della Nasa Dawn nella prima orbita scientifica attorno a Cerere. Per l’occasione l’INAF ha organizzato a Palermo un evento dedicato alla missione e ai primi risultati su questo intrigante pianetino. Fin dal suo arrivo al pianeta nano Cerere, il 6 marzo 2015, la sonda Dawn della NASA ha funzionato perfettamente, continuando il suo cammino grazie al motore a ioni. La spinta del motore, combinata alla gravità di Cerere, sta gradualmente portando la sonda su un’orbita circolare attorno al pianeta nano. Tutti i sistemi e gli strumenti a bordo della sonda godono di ottima salute.
Dagli inizi di marzo, Dawn ha seguito la traiettoria prevista verso il lato oscuro di Cerere, il lato rivolto dalla parte opposta rispetto al Sole. Dopo l’aggancio gravitazionale, lo slancio della sonda l’ha portata ad una quota più elevata, raggiungendo la distanza massima di 75.400 km il giorno 18 marzo. Nella fase finale del suo avvicinamento Dawn è destinata a passare da una distanza di circa 42.000 km dalla superficie di Cerere, a 13.500 km che è la quota pianificata per la prima orbita scientifica.
Il 10 e il 14 aprile verranno acquisite le immagini ravvicinate realizzate con la camera ottica a bordo della sonda, pubblicate on-line dopo una prima analisi da parte del team scientifico. Nel primo set di immagini il pianeta nano apparirà come una falce sottile, proprio come le immagini scattate il 1° marzo, ma con una risoluzione circa 1.5 volte maggiore. Le immagini del 14 aprile riveleranno una mezzaluna leggermente più grande con dettaglio ancora maggiore. Una volta che Dawn si sarà posizionata lungo la sua prima orbita scientifica, il 23 aprile prende il via la campagna intensiva di raccolta dati.
Verso i primi di maggio le immagini miglioreranno la nostra visione di tutta la superficie, incluse le misteriose macchie luminose che hanno catturato l’attenzione di scienziati e appassionati. Ciò che rappresentano questi riflessi della luce solare è ancora fonte di dibattito, ma una visione ravvicinata potrebbe aiutare a determinare la loro natura. Le regioni che ospitano le macchie luminose probabilmente non saranno visibili per il set di immagini del 10 aprile, e ancora non è chiaro se saranno visibili per il 14 aprile. Il 9 maggio Dawn completerà la prima fase di raccolta dati su Cerere e comincerà a spiraleggiare verso a un’orbita più bassa, che le permetterà di osservare il pianeta nano da più vicino.
Il 10 aprile, in occasione dell’inserimento in orbita della sonda, l’INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo e l’INAF-IAPS di Roma, con la collaborazione dell’Agenzia Spaziale Italiana e della NASA, ha organizzato, a partire dalle 17:30, nel Palazzo dei Normanni a Palermo l’evento “Cerere ieri e oggi: da Piazzi a Dawn”, con la conferenza di Ileana Chinnici dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo e Maria Cristina De Sanctis dell’INAF-IAPS che metterà a confronto le osservazioni storiche con gli ultimi risultati scientifici della missione Dawn.
L’evento si svolge alla presenza di Davide Faraone, sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Giovanni Bignami, presidente dell’INAF, Fabrizio Bocchino, vice Presidente della Commissione Cultura del Senato Fabrizio Bocchino, Barbara Negri, Responsabile ASI Unità Osservazione dell’Universo, Roberto Lagalla, Rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Giusi Micela, direttore dell’INAF-OAPa, Pietro Ubertini, direttore dell’INAF-IAPS (Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali).
L’intero congresso sarà trasmesso sul canale INAF tv.
Presentazione video di INAF-TV: httpss://www.youtube.com/watch?v=b9fP557iD8w&list=UL
Nella foto: rappresentazione artistica della sonda Dawn in arrivo verso Cerere. Crediti: NASA/JPL
da Sorrentino | Apr 8, 2015 | Attualità, Eventi, Primo Piano
Roma torna a ospitare (11-12 aprile 2015) la NASA Space Apps Challenge, l’hackathon giunto alla terza edizione che si svolge in contemporanea mondiale in oltre 130 città. Luogo della competizione, che chiama a raccolta programmatori, designer, studenti e appassionati di spazio, è la Facoltà di Ingegneria dell’Università La Sapienza di Roma, in via Eudossiana, 18. Testimonial dell’evento italiano John Phillips, Ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Filippo Angelucci, Head of ESA IT Department and Chief Information Officer, Enrico Flamini, Chief Scientist dell’Agenzia Spaziale Italiana, Jason Kessler, Asteroid Grand Challenge e LAUNCH Program Executive della NASA, e dagli Stati Uniti il Magg. Pil. Luca Parmitano, astronauta ESA e protagonista della missione Volare dell’ASI.
Anteprima della due giorni capitolina lo streaming del Data Bootcamp di New York presso la Palestra dell’Innovazione della Fondazione, in via del Quadraro 102, ospitato dalle ore 19 fino alle 23 di venerdì 10 aprile dalla Fondazione Mondo Digitale. Attraverso il bootcamp i partecipanti possono prendere parte ad un workshop formativo su “Hardware & Robotics” e “Programming & Web App Development”.
Per partecipare alla NASA Space Apps Challenge – organizzata dall’Ambasciata Americana, dall’ESA, ASI e Università La Sapienza di Roma – è necessario registrarsi sul sito www.spaceappschallenge.org alla location Roma, dove è possibile prendere visione del programma dell’hackathon.