da Sorrentino | Mar 4, 2015 | Attualità, Missioni, Primo Piano, Stazione Spaziale
Samantha Cristoforetti ha festeggiato il 3 marzo 2015 i primi cento giorni trascorsi a bordo della stazione spaziale internazionale, insieme ai suoi colleghi di missione partiti il 24 novembre 2014 dal cosmodromo di Bajkonour a bordo della capsula Soyuz TMA-15M, il russo Anton Shkaplerov e l’americano Terry W. Virts. L’anniversario è stato annunciato via Twitter dall’astronauta italiana che si è regalata una piccola targa celebrativa e poi si è messa in posa a testa in giù in mezzo ai due colleghi. Oltre a essere la prima donna italiana in orbita, Samantha Cristoforetti ha inanellato un numero record di follower sull’account Twitter ma soprattutto un seguito straordinario sul blog Avamposto 42, che racconta tutte le fasi della missione Futura. Un racconto composto da innumerevoli e sensazionali immagini della Terra vista dallo spazio, dagli scatti relativi alle attività ordinarie e sperimentali che si svolgono a bordo della ISS e alle operazioni sempre delicate di attracco delle navette di rifornimento e del lavoro extraveicolare che vede Samantha Cristoforetti impegnata nella preparazione e assistenza dell’uscita dei colleghi all’esterno del complesso orbitale. Tanti i collegamenti con la Terra che hanno offerto alle scolaresche in ogni parte d’Italia di vivere l’emozione del colloquio diretto con l’astronauta. Meno simpatica la scelta degli organizzatori del Festival di Sanremo di fare apparire una diretta serale l’intervista rilasciata nella fascia pomeridiana dall’astronauta. In ogni caso Samantha Cristoforetti ha conquistato un posto nel cuore degli italiani, citata dall’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, diventando emblema e orgoglio della parte positiva del Paese. La missione Futura continua e Samantha prosegue nella conduzione dei numerosi esperimenti selezionati dall’ASI, ideati e sviluppati da Università, Enti di ricerca e PMI italiane, oltre a sperimentazioni scelte dall’ESA e dalle altre Agenzie partner della ISS. Il rientro sulla Terra è pianificato per maggio 2015.
da Sorrentino | Mar 4, 2015 | Lanci, Primo Piano, Servizi Satellitari
ll satellite per telecomunicazioni SICRAL 2, per il Ministero della Difesa italiana e per la Direzione Generale degli Armamenti francese (DGA), è giunto alla base di lancio di Kourou, in Guyana francese, da dove verrà lanciato il 15 Aprile 2015. Il satellite, sviluppato negli Stabilimenti di Roma, L’Aquila, Cannes e Tolosa, è stato integrato negli stabilimenti di Roma e Torino di Thales Alenia Space, ed ha successivamente effettuato tutte le prove ambientali presso il sito francese di Cannes. Prima della sua messa in orbita con il vettore Ariane 5 di Arianespace, il satellite sarà sottoposto ai test e alle finalizzazioni pre-lancio presso la base di Kourou.
SICRAL 2 rappresenta un tassello fondamentale ed essenziale per la cooperazione italo-francese nel settore della Difesa e costituisce un Sistema spaziale all’avanguardia dal punto di vista tecnologico, in grado di potenziare la capacità di comunicazioni satellitari militari già offerte dai satelliti nazionali SICRAL 1 e SICRAL 1B per L’Italia e dal sistema francese Syracuse. SICRAL 2 è un programma di cooperazione dei Ministeri della Difesa italiana e francese con una partecipazione finanziaria rispettivamente del 68% e del 32%, nell’ambito di un Accordo Quadro più ampio tra i due Paesi, che coinvolge anche le rispettive Agenzie Spaziali ed ha portato nel recente passato al lancio del Satellite duale per comunicazioni a banda larga denominato Athena Fidus. Il satellite SICRAL 2 è caratterizzato da una massa di 4360Kg ed una potenza di 7KW; sono imbarcati due payload italiani in banda SHF e UHF, un payload francese in banda SHF, un payload per la ricezione dei telecomandi e la trasmissione delle telemetrie con protezione spread spectrum.
Thales Alenia Space è il principale partner industriale del Ministero della Difesa nello sviluppo del programma SICRAL2. In continuità con il ruolo ricoperto nelle missioni precedenti SICRAL 1 e SICRAL 1B, l’Azienda ha avuto la responsabilità del Segmento spaziale, l’architettura di Sistema del Segmento di terra, con lo sviluppo del centro di controllo della missione e delle comunicazioni. Telespazio ha partecipato agli sviluppi del Ground Segment curando le fasi di progettazione, realizzazione, integrazione e collaudo del Centro di Controllo Satellite a Vigna di Valle e del Fucino.
Telespazio in particolare, ha partecipato attivamente alla realizzazione di SICRAL 2 finanziandone una quota dei costi di sviluppo e ricevendo in cambio l’utilizzo di parte della capacità trasmissiva del satellite, che le permetterà di offrire servizi di comunicazioni alle Difese dei Paesi membri della NATO. La società gestirà anche il servizio di lancio di SICRAL 2 dallo Spazioporto europeo di Kourou, e le fasi LEOP (Launch and Early Orbit Phase) e IOT (In Orbit Test) dal Centro Spaziale del Fucino.
Il Sistema SICRAL 2 potenzierà le telecomunicazioni satellitari di tipo strategico e tattico della Difesa italiana e francese, garantendo l’interoperabilità con gli esistenti asset satellitari, con i terminali di traffico delle Nazioni Alleate (NATO) e con le esistenti reti di telecomunicazioni nazionali.
da Sorrentino | Feb 24, 2015 | Politica Spaziale, Primo Piano
Si rafforza la collaborazione tra l’Agenzia Spaziale Italiana e il Centre National d’Études Spatiales, i cui presidenti, Roberto Battiston e Jean-Yves Le Gall, hanno siglato un Protocollo d’Intesa per confermare la cooperazione bilaterale nel settore spaziale. La firma del documento s’inserisce nel quadro di un importante vertice intergovernativo tra Italia e Francia, guidato dal premier italiano Matteo Renzi e dal capo dell’Eliseo François Hollande, che si è tenuto a Parigi.
“I rapporti tra Italia e Francia – ha dichiarato Roberto Battiston – sono i più lunghi e intensi nel campo della cooperazione in campo spaziale. La firma del Protocollo d’Intesa ne è una conferma: come di consueto, con il presidente del CNES Jean-Yves Le Gall, abbiamo ribadito i forti punti di convergenza, la chiara volontà di collaborazione e di continuità strategica. Oggi abbiamo voluto dare anche un segnale di forte attenzione allo sviluppo dell’alta formazione e a ulteriori opportunità sullo scambio di ricercatori, alla promozione della cooperazione nel settore industriale e all’istituzione di gruppi di lavoro per stimolare progetti comuni in risposta a bandi della Commissione Europea”.
Telecomunicazioni Satellitari, Osservazione della Terra, Scienza, Lanciatori, Horizon 2020, Innovazione e trasferimento della tecnologia spaziale, Palloni stratosferici sono le aree di comune interesse definite all’interno del documento, il cui obiettivo è approfondirle e definire specifici accordi attuativi per ciascuna area d’intesa. Per le Telecomunicazioni Satellitari l’ASI e il CNES metteranno in piedi un gruppo di lavoro bilaterale di studio sull’utilizzo della banda Ka e Q: l’obiettivo è consentire alle due Agenzie di migliorare i modelli di propagazione in queste bande di frequenza, con un forte interesse per lo sviluppo dei futuri satelliti a banda larga, come il satellite commerciale europeo THD-SAT.
Sull’Osservazione della Terra, soprattutto per quel che riguarda il cambiamento climatico, la gestione delle emergenze e dei rischi e il monitoraggio ambientale, la cooperazione italo-francese punta a migliorare lo sfruttamento e l’utilizzo dei dati dei satelliti iperspettrali, SAR e ottici.
Per il segmento scientifico, proseguirà la cooperazione sulle missioni per lo sviluppo degli strumenti per le missioni ESA, JUICE e ATHENA. Nell’ambito dei Lanciatori, sono stati individuati tre campi d’interesse: propulsione e stadio per lanciatore riutilizzabile, ricerca sui fenomeni di oscillazione di pressione usando l’esperienza maturata dalla cooperazione POD-X, scambi nel settore dell’educazione.
Con riferimento al programma Horizon 2020, tra le priorità identificate rientrano i due programmi bandiera Galileo (applicazioni GNSS, R&S relativi alle infrastrutture spaziali) e Copernicus (l’evoluzione di servizi, servizi di downstream, accesso e utilizzo dei dati).
Per favorire l’innovazione e il trasferimento delle tecnologie spaziale, sarà istituito un gruppo di lavoro per lo scambio delle esperienze maturate e delle migliori pratiche relative alla istituzione e all’organizzazione dei BIC (Business Incubation Center) dell’ESA. Al centro dell’intesa anche la promozione degli scambi e della cooperazione del settore industriale, con incontri “business-to-business”, nel quadro dei distretti e dei gruppi industriali regionali esistenti (Aerospace Valley e Pegase in Francia, incubatore italiano per la Tecnologia Aerospaziale e dei Distretti Regionali aerospaziali in Italia).
da Sorrentino | Feb 20, 2015 | Primo Piano, Servizi Satellitari
e-GEOS, società costituita da Telespazio (80%) e dall’Agenzia Spaziale Italiana (20%), si è aggiudicata un contratto della Commissione Europea, del valore di 12 milioni di Euro, per fornire mappe satellitari per la gestione delle emergenze. Il contratto, identificato come Copernicus Emergency Management Service – Rapid Mapping, sarà attivo nel periodo 2015-2019. L’attività costituisce il servizio operativo del programma europeo per l’osservazione della Terra Copernicus e rappresenta una unicità a livello mondiale nel campo della gestione delle emergenze. e-GEOS già nel 2012 si era aggiudicata il contratto dalla Commissione Europea per la fornitura di tali servizi nel triennio 2012-2014. In questo periodo il Copernicus Emergency Management Service è stato attivato in più di 100 eventi, e ha prodotto oltre 1000 mappe satellitari relative a 46 Paesi in Europa e nel mondo. Nell’ambito del nuovo contratto, un consorzio guidato da e-GEOS e formato dalla controllata tedesca GAF, dall’Agenzia spaziale tedesca (DLR), dai partner Ithaca (Italia), Sirs e Sertit (Francia) elaborerà e renderà disponibili alla Commissione Europea, in poche ore dall’attivazione del servizio da parte dell’utente autorizzato, mappe satellitari di aree colpite da un disastro naturale o da crisi umanitarie. Per la gestione su scala mondiale del servizio Copernicus Emergency Management, attivo 24 ore al giorno su 365 giorni l’anno, il consorzio si avvale di un accesso dedicato a dati satellitari multi missione attivato tra l’Unione Europea e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA). La Commissione Europea rende disponibili le mappe satellitari, a titolo gratuito, a tutti gli utenti che operano in Europa nel settore della protezione civile, delle emergenze e della gestione del territorio, facilitando la valutazione dei danni e la gestione degli interventi di soccorso. Il Programma Copernicus assiste, inoltre, operazioni umanitarie internazionali di soccorso, in collaborazione con Nazioni Unite, Banca Mondiale e Organizzazioni non governative. Sul portale Copernicus (emergency.copernicus.eu), gestito direttamente dalla Commissione Europea, sono pubblicati i risultati del servizio in tempo quasi reale in accordo con la policy di Copernicus di condivisione e riuso dei dati.
da Sorrentino | Feb 11, 2015 | Lanci, Missioni, Primo Piano
Pieno successo del lancio dimostrativo della navetta sperimentale europea Ixv (Intermediate eXperimental Vehicle), progettata per raggiungere lo spazio e rientrare a Terra. Il suo primo volo, a bordo del lanciatore Vega, è iniziato alle 14:40 (ora italiana) di mercoledì 11 febbraio dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana Francese. Un ritardo di 40 minuti rispetto all’orario previsto. Il countdown è stato interrotto a 4 minuti dal GO, per effettuare controlli ai sistemi di telemetria, ed è ripreso alle 14:36 ora italiana. La sequenza di lancio è stata dettata da Laura Appoloni, direttore delle operazioni nel centro di controllo di Arianespace a Kourou. Il volo di IXV, veicolo spaziale sperimentale delle dimensioni di un automobile e il peso di 1.844 kg, è durato appena 100 minuti e si è concluso con un ‘tuffo’ nell’Oceano Pacifico.
Un’altra giornata storica per l’Europa dello spazio, che ha portato a termine con precisione una missione fondamentale per dotare l’Europa di una propria capacità di rientro orbitale e un proprio sistema riusabile di trasporto spaziale. Una nuova occasione per celebrare il ruolo primario dell’Italia, protagonista sia nello sviluppo del lanciatore che del veicolo di rientro atmosferico. Il volo di IXV è servito a validare gli aspetti innovativi del progetto, la forma del veicolo, la sua semplicità e la performance delle sue ali, nonché la sua manovrabilità per un atterraggio di precisione. Un progetto innovativo, di cui è ‘prime contractor’ Thales Alenia Space Italia, coadiuvata da circa 40 altre aziende europee, con il contributo allo sviluppo da parte del CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) di Capua. Gli ultimi test sul veicolo sono stati effettuati presso gli stabilimenti Thales Alenia Space di Torino, dove sono state verificate tutte le strutture e i materiali. Il CIRA ha qualificato, attraverso una serie di prove tecniche, sia la stabilità di carico sia i sottosistemi di recupero e di galleggiamento. La missione è stata controllara dal centro ALTEC (Advanced Logistics Technology Engineering Centre) di Torino. Dopo essersi separato dall’ultimo stadio del vettore Vega, che lo ha spinto fino all’inserimento nella traettoria suborbitale a 320 km di quota, 19 minuti dopo la partenza dal complesso ELA-1 di Kourou, IXV ha raggiunto la quota di 413 km prima di iniziare la discesa ed il rientro nell’atmosfera terrestre fino allo splash-down. Nella fase di discesa IXV ha raggiunto i 7,5 chilometri al secondo all’ingresso in atmosfera, riducendo progressivamente la velocità. A 30 km di altezza l’apertura in sequenza dei paracadute che ne hanno attutito l’ammaraggio. IXV effettuerà rimane a galla grazie a quattro galleggianti, per poi essere messo in sicurezza dalla nave attrezzata per il suo recupero. L’elevata aerodinamicità che caratterizza l’Intermediate eXperimental Vehicle è ottenuta sfruttando la forma della fusoliera che massimizza la portanza e la manovrabilità. IXV è provvisto di un sistema di guida, navigazione e controllo ad alte prestazioni che utilizza superfici aerodinamiche controllate automaticamente, ed è dotato di uno scudo termico per sostenere le temperature elevate che si svilupperanno durante il rientro in atmosfera. Una missione di successo anche per Avio, responsabile del lanciatore Vega che, per soddisfare i requisiti del volo sperimentale, ha realizzato per la prima volta una complessa traiettoria est-equatoriale. L’Italia è presente anche con l’Università la Sapienza di Roma.
La ricostruzione del volo di IXV
La traiettoria di lancio e quella del volo suborbitale sono state seguite con i sistemi di telemetri dalle stazioni di terra, la prima delle quali collocata a Libreville e gestita da CNES, utilizzata per tracciare l’ultimo stadio del lanciatore di IXV, il cosiddetto AVUM (Attitude Vernier Upper Module. La seconda stazione fissa è collocata a Malindi, gestita dall’ASI, ed è utilizzata per il tracciamento della traiettoria di IXV all’inizio della fase balistica. La terza Ground Station è stata posizionata a Tarawa, atollo corallino della Repubblica di Kiribati nell’Oceano Pacifico. La nave per il recupero di IXV ospita un’antenna trasportabile per l’esatta individuazione del punto di ammaraggio. Alle 16:01 il centro di controllo della missione ha comunicato che la nave aveva agganciato il segnale di telemetria di IXV in fase di avvicinamento al punto prestabilito di caduta. Alle 16:10 la conferma dell’apertura del sistema di paracadute. Alle 16:19 le telecamere della nave di recupero hanno immortalato in lontananza lo splash-down.
“Quattro successi in 4 orbite diverse – ha commentato il numero uno dell’ESA, Jean-Jacques Dordain – dimostrano non solo l’affidabilità, ma anche la straordinaria flessibilità di VEGA”. “Il quarto successo di VEGA in altrettanti tentativi è una ulteriore conferma dell’eccellenza italiana nel settore dei lanciatori – ha aggiunto Stèphane Israel, CEO e Chairman di Arianespace.
Il presidente ASI, Roberto Battiston, ha parlato di giornata storica per l’Italia, che conferma tutta la sua competenza e capacità internazionale nel settore Spaziale. Vega si è dimostrato un vero cavallo di razza: quatto lanci, quattro successi. Una soddisfazione rinforzata dalla presenza a bordo della navicella IXV. “L’Europa – ha aggiunto Battiston – sta cercando la sua strada nel settore del rientro dallo Spazio e l’Italia, che sta fornendo le tecnologie necessarie, è in prima linea su questo. Non si tratta di un progetto visionario, ma di qualcosa di estremamente concreto, che mette immediatamente a fuoco cosa serve per permettere all’Europa di avere le tecnologie necessarie a sviluppare sistemi di ritorno a terra di missioni spaziali”.
Soddisfazione anche al CIRA, dove il presidente Luigi Carrino si è detto orgoglioso per il contributo decisivo dato dal nostro Centro alle fasi di progettazione, test e assistenza alla missione. Nell’ambito di questo progetto il CIRA, forte delle competenze e dei risultati acquisiti con le due missioni eseguite nell’ambito del programma nazionale USV (Unmanned Space Vehicle), ha svolto un ruolo significativo. Oltre agli studi in materia di aerodinamica e aerotermodinamica, alle attività di qualifica del sistema di protezione termica, il CIRA ha progettato ed eseguito il drop test da elicottero di un prototipo in scala reale del velivolo IXV per la sperimentazione del sistema di discesa e di recupero. Ed anche nella attuale fase di esecuzione della missione finale, il CIRA fornisce assistenza tecnica all’ESA attraverso la partecipazione di propri ricercatori al Team di Progetto impegnato nelle operazioni di lancio presso la Base di Kourou.