da Sorrentino | Giu 7, 2017 | Primo Piano, Programmi, Servizi Satellitari
Dieci anni fa veniva lanciato dalla base spaziale di Vandenberg in California, il primo dei 4 satelliti della costellazione COSMO-SkyMed. A 10 anni da quel lancio i 4 satelliti, in piena operatività, rappresentano ancora oggi un fiore all’occhiello della tecnologia italiana nel mondo e costituiscono l’unica costellazione di tale tipologia oggi esistente a livello mondiale. Si tratta della più impegnativa impresa spaziale realizzata dal nostro Paese nel campo dell’Osservazione della Terra e del primo Sistema al mondo concepito per un utilizzo duale, sia di tipo civile sia militare, come in particolare il controllo di sicurezza del territorio, finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana in partnership con il Ministero della Difesa. Realizzato su commissione dell’Agenzia Spaziale Italiana da Thales Alenia Space Italia per il Segmento Spaziale e da Telespazio per il Segmento di Terra (entrambe Joint-venture Leonardo e Thales), COSMO-SkyMed è una costellazione satellitare equipaggiata con sensori Radar ad Apertura Sintetica operanti in Banda X che permettono di osservare il nostro Pianeta sia di giorno che di notte e in qualsiasi condizione meteorologica.
COSMO-SkyMed è un sofisticato Sistema che ‘osserva’ l’intero globo terrestre, fornendo informazioni utilizzabili per diverse applicazioni, grazie all’elevata risoluzione delle immagini prodotte quotidianamente, circa 1800, ai ridottissimi tempi di “rivisitazione” dei luoghi rilevati e alla rapidità con cui i dati sono resi disponibili alle differenti tipologie di utenza. Il Sistema viene utilizzato soprattutto per l’osservazione del territorio e la gestione/prevenzione dei disastri ambientali sia naturali sia di origine antropica, il monitoraggio costiero, dei ghiacci, delle risorse agricole e forestali e il controllo urbano degli edifici. La distribuzione dei dati a livello istituzionale sia nazionale sia mondiale (centri di ricerca, università, amministrazioni pubbliche, Agenzie Spaziali, ecc.) è effettuata direttamente dall’Agenzia Spaziale Italiana, mentre la commercializzazione delle immagini è affidata alla società e-GEOS nata dalla collaborazione tra Telespazio e Agenzia Spaziale Italiana. Ad oggi più di 1.000.000 di prodotti generati dalla analisi dei dati acquisiti sono stati distribuiti a livello mondiale.
“Quello di Cosmo-SkyMed è un compleanno importante che dimostra l’eccellenza del settore spaziale italiano”, ha detto il presidente dell’ASI, Roberto Battiston. “Ad una settimana dal G7 dell’ambiente che si terrà a Bologna, i 10 anni di Cosmo-SkyMed ci ricordano che il climate change si contrasta anche con la ricerca spaziale, che è in grado di fornirci una visione complessiva dei dati rilevanti per il monitoraggio dello stato di salute della Terra: delle 50 variabili fondamentali per l’analisi del clima 26 sono infatti osservabili dai satelliti. Si tratta, quindi, di una infrastruttura strategica che grazie ai due satelliti di seconda generazione, attualmente in fase di costruzione, permetteranno di mantenere in condizioni ottimali la costellazione negli anni a venire, aumentando, con le osservazioni ad alta precisione, anche il potenziale commerciale e scientifico dei dati osservativi, dati per i quali vi è una richiesta crescente a livello mondiale.”
Il Radar in Banda X permette la produzione di immagini con differente risoluzione e dimensione dell’area osservata, caratteristica questa che fa di COSMO-SkyMed un sistema “user-oriented” che risponde sia alle esigenze della comunità scientifica che alle necessità più generali della popolazione di monitorare l’ambiente e di migliorare la sicurezza sul territorio, soddisfacendo pienamente le varie finalità applicative, istituzionali e anche commerciali. La sua caratteristica duale ha richiesto, inoltre, l’adozione di misure e tecnologie capaci di tutelare la sicurezza e la riservatezza del Sistema e delle informazioni gestite.
Una costellazione unica al mondo e di fondamentale importanza nel contesto dell’attuale scenario della Space Economy europea e nazionale e che, nel futuro prossimo, potrà contare sulla continuità dei suoi servizi grazie alla realizzazione della costellazione COSMO-SkyMed di Seconda Generazione che sarà composta da due nuove unità tecnologicamente migliorate ed in grado di fornire performance ancora superiori. Il primo dei due nuovi satelliti sarà lanciato nel corso del 2018 e sarà seguito dal secondo a distanza di un anno ed entrambi si integreranno operativamente con i satelliti già in orbita.
da Sorrentino | Giu 3, 2017 | Attualità, Eventi, Eventi Scientifici e Culturali, Primo Piano, Recensioni
Franco Malerba, primo astronauta italiano, ha inaugurato il tour del 25ennale della storica missione STS-46 a bordo dello Space Shuttle Atlantis, parlando al Festival del Volo organizzato nella ex area Expo a Milano (2-4 giugno 2017). Accanto a lui Amalia Ercoli Finzi, prima donna laureata in ingegneria aerospaziale e signora italiana dello Spazio, protagonista della missione Rosetta culminata con l’approdo su una cometa di un veicolo costruito dall’uomo. Un evento scientifico promosso da Umberto Cavallaro, presidente ASITAF (associazione di astrofilatelia), saggista di storia dell’esplorazione spaziale, autore della mostra sull’Italia nello Spazio, sulle donne astronaute e sul “cibo nello spazio”, allestite al piano terreno di Palazzo Italia e Marco Majrani, ideatore del Festival del Volo e maggior esperto di storia dell’aerostatica, al quale è toccato rievocare il pionierismo e i primati storici di Milano in campo aeronautico.
Franco Malerba, che ha raccontato l’esperienza da astronauta nel libro “La Vetta – The Summit”, è stato lanciato in orbita con altri sei membri d’equipaggio il 31 luglio 1992 e ha concluso la sua missione l’8 agosto. Selezionato dall’Agenzia Spaziale Europea come specialista di missione insieme al tedesco Ulf Merbold, primo ad andare in orbita, l’olandese Wubbo Ockels e lo svizzero Claude Nicollier, Franco Malerba è stato assegnato all’esperimento con il satellite a filo Tethered, sviluppato dall’industria italiana da un’idea di Giuseppe Colombo e Mario Grossi. Toccò proprio a lui, ligure di Busalla (cittadina che dal 28 al 30 luglio 2017 ospita il Festival dello Spazio per onorare le nozze d’argento del suo concittadino astronauta), segnare l’esordio di un italiano in orbita 500 anni dopo l’approdo di Cristoforo Colombo nelle Americhe. Dopo un quarto di secolo, Malerba racconta con rinnovata passione quella missione che permise di sperimentare il satellite Tethered, attaccato ad un cavetto elettrico, destinato a essere rilasciato dalla stiva fino a venti chilometri sopra allo Shuttle in volo orbitale a 300 chilometri di quota.
In questa condizione, il sistema a filo può creare differenze di potenziale elettrico fino a 5.000 volt tra il satellite e lo Shuttle, le due estremità del filo conduttore, che si sposta attraverso il campo magnetico terrestre alla velocità di 26.000 chilometri all’ora. Mentre il satellite carico positivamente raccoglieva elettroni dalla ionosfera, due generatori di elettroni installati nella stiva dello Shuttle potevano espellere elettroni nella stessa ionosfera e pertanto creare un flusso di cariche che chiude il circuito elettrico. Purtroppo non tutto ha funzionato a dovere: il verricello del cavo si è inceppato durante la fase di rilascio del satellite che ha limitato la lunghezza del filo a soli 256 metri.
Nonostante l’inconveniente, l’esperimento di generazione di potenza elettrica ha avuto successo anche se a livelli di tensione e di corrente molto inferiori delle possibilità teoriche del sistema. Il Tethered è poi tornato in orbita nel 1996 e in quella occasione Franco Malerba fece da assistente a terra al collega Umberto Guidoni. L’idea dei satelliti a filo è ancora tenuta in forte considerazione e una delle possibili applicazioni future potrebbe essere la cattura di detriti spaziali, argomento di cui Malerba si occupa in chiave di sviluppo di possibili soluzioni tecnologiche.
Amalia Ercoli Finzi ha raccontato il grande successo della missione Rosetta, la capacità di fiondare la sonda nel suo lungo viaggio attraverso spinte gravitazioni ricevuta da Terra e Marte, l’incontro con corpi planetari minori, il letargo in cui è stata fatta cadere e l’emozione del risveglio puntuale per prepararsi al rendez-vous con la cometa 67P, il rilascio del lander Philae impregnato di tecnologia italiana e con la famosa trivella ideata dal suo Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano, fino alla gioia di ritrovarlo in un anfratto della cometa.
Il convegno dedicato al 25ennale del volo di Franco Malerba si è arricchito anche del tema dell’alimentazione degli astronauti, con la presenza di Emanuele Viscuso, delegato dell’Accademia Italiana della Cucina, il quale nell’ottobre 2007 riuscì a portare il cibo italiano sulla stazione spaziale. Un menu che comprende fregola sarda di grana grossa come primo piatto, condita con salsa di peperoni dolci della Basilicata, brasato al barolo, verdure grigliate, formaggio secco e infine dessert di pasticcini di mandorle delle Madonie, ideato da Nicola Fiasconaro, pasticciere di Castelnuovo in Sicilia.
Infine, la testimonianza di Debora Corbi, capitano dell’Aeronautica Militare Italiana, autrice del volume autobiografico “Ufficiale e gentildonna”, in cui racconta la storia personale iniziata nei primi anni 90 e la sua battaglia affinché fosse consentito alle donne di arruolarsi, conclusasi solo nel 1999 con il varo della legge apposita. Determinante, poi, l’introduzione di un periodo transitorio che per tre anni ha permesso di portare da 22 a 25 anni l’età massima per aspirare all’ingresso in Accademia Aeronautica. Un passaggio che ha permesso l’ingresso nei ruoli dell’Arma Azzurra di Samantha Cristoforetti, diventata poi la prima donna astronauta italiana.
da Sorrentino | Giu 2, 2017 | Missioni, Primo Piano, Stazione Spaziale
Dopo 196 giorni trascorsi nello spazio, i due membri dell’equipaggio di Expedition 51, Oleg Novitskiy di Roscosmos e il francese Thomas Pesquet dell’Agenzia Spaziale Europea, sono atterrati con la Soyuz MS-03 in Kazakistan, 140 km a sud-est della città di Dzezkazgan, alle 16.10 italiane di venerdì 2 giugno. Gli astronauti sono stati assistiti dalle squadre russe di recupero, che hanno aiutato l’equipaggio a uscire dal veicolo Soyuz e cominciare a riabituarsi alla gravità dopo il loro lungo soggiorno nello spazio. Oleg Novitskiy e Thomas Pesquet erano arrivati sulla Stazione Spaziale Internazionale lo scorso 19 Novembre 2016, insieme a Peggy Whitson della NASA (nuova recordwoman per periodo di permanenza in orbita, numero e ore di attività extraveicolare), che è rimasta sulla Stazione Spaziale Internazionale e tornerà a casa con l’americano Jack Fischer e il russo Fyodor Yurchikhin. Il loro rientro è fissato per il mese di settembre. Giovedì 1 giugno, prima del rientro di Novitskiy e Pesquet, il passaggio di consegne del comando della Stazione Spaziale tra la statunitense Peggy Whitson e il cosmonauta di Roscomos Fyodor Yurchikhin, che ha dato il via alla missione Expedition 52. Insieme all’altro astronauta della NASA, Jack Fischer, l’equipaggio di tre persone gestirà la stazione fino all’arrivo di tre nuovi membri: Randy Bresnik della NASA, Sergey Ryazanskiy di Roscosmos e l’astronauta italiano dell’ESA, Paolo Nespoli, impegnato nella missione VITA, frutto delle opportunità di volo che l’Italia ha ottenuto con la NASA per la fornitura dei moduli logistici MPLM. Il lancio della missione di Paolo Nespoli e dei suoi due compagni di viaggio è fissato per il 28 luglio 2017 dalla base russa di Baikonur, in Kazakistan.
da Sorrentino | Giu 2, 2017 | Eventi, Eventi Scientifici e Culturali, Primo Piano

Italian Mars Society tra i protagonisti del Festival del Volo, allestito dal 2 al 4 giugno 2017 presso il Parco Experience nella ex area Expo 2015. Tra le varie esperienze proposte nell’ambito della manifestazione, al Palazzo Italia la Realtà Virtuale con in anteprima l’ultima versione del Motivity, un tapis roulant dalla forma circolare, il treadmill che, con il supporto di un visore consente di immergersi letteralmente nell’ambiente di Marte per muoversi in superficie e operare dentro e fuori i moduli di una base spaziale, tra laboratori, serre e living.

In evidenza anche il progetto di Mars City da realizzarsi in Lombardia, vero e proprio centro di studi e ricerche propedeutici alle missioni umane su Marte. La presenza di Italian Mars Society si inserisce in un programma pensato per celebrare il 25esimo anniversario della missione STS46 di Franco Malerba, primo astronauta italiano, e dell’esperimento con il satellite a guinzaglio Tethered, in esposizione nel contesto di mostre a tema spaziale curate da Umberto Cavallaro, presidente ASITAF, associazione di astrofilatelia, con inserimento di un capitolo dedicato al cibo degli astronauti, e da Marco Majrani, massimo esperto di storia aerostatica.
da Sorrentino | Giu 2, 2017 | Lanci, Primo Piano, Servizi Satellitari

Ancora una missione di successo per Ariane 5 che, a poco meno di un mese dal secondo lancio del 2017, avvenuto il 5 maggio, nella notte del 1 luglio ha correttamente posizionato in orbita altri due satelliti, ViaSat-2 e EUTELSAT 172B. Il lancio numero 237 della famiglia Ariane, dal Centro Spaziale di Kourou, in Guyana francese, ha portato nell’orbita geostazionaria, dopo soli 42 minuti dall’inizio della missione, i due satelliti commerciali. ViaSat- 2 è un satellite che fornisce servizi di connessione internet a banda larga accessibili da mare, terra e aria e garantirà un incremento di qualità del servizio, copertura territoriale e velocità di connessione. EUTELSAT 172B è il primo satellite europeo per telecomunicazioni completamente elettrico. Garantirà servizi più efficienti per i Governi e la Pubblica Amministrazione e migliorerà i sistemi di rete aziendale e la qualità della connessione Internet in mare e in volo. Al successo del lanciatore Ariane 5 si accompagna quello di Avio che fornisce i motori a propulsione solida e la turbopompa ad ossigeno liquido.
(foto: CNES/Arianespace)