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EXPO 2015: la Terra vista dallo Spazio

EXPO 2015: la Terra vista dallo Spazio

AGRICOLTURA_Pantelleria_Deimos-2_mar15L’EXPO 2015 è un’occasione per riflettere su quanto lo sviluppo delle tecnologie spaziali e le attività satellitari di osservazione della terra possano contribuire al miglioramento della produzione agricola e della disponibilità di cibo per le popolazioni del pianeta. Il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia propone, fino al 10 gennaio 2016, la mostra “Il mio Pianeta dallo Spazio – Fragilità e Bellezza”, progetto espositivo promosso e organizzato dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), la Presidenza Italiana del Consiglio dell’Unione Europea e la Commissione Europea. Una mostra per immagini e videoinstallazioni che offre l’opportunità di vedere il nostro pianeta con gli occhi dei satelliti e capire quanto questi preziosi strumenti possono contribuire alla sicurezza alimentare e allo studio del pianeta Terra. Curata da Viviana Panaccia e presentata al Palazzo delle Esposizioni di Roma nel 2014, nell’edizione di Milano si focalizza su agricoltura, foreste e territorio essendo i temi della sicurezza alimentare e dell’agricoltura gli argomenti di EXPO 2015. Un evento concepito per esaltare il ruolo delle tecnologie spaziali per la corretta gestione delle risorse del pianeta e alla cui inaugurazione hanno partecipato l’astronauta Luca Parmitano, Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Volker Liebig, Direttore dei Programmi di Osservazione della Terra di ESA, Simonetta Cheli , capo dell’Ufficio di Coordinamento Direttorato Programmi Osservazione della Terra

“Nutrire il pianeta significa innanzitutto averne cura – sottolinea Fiorenzo Galli, Direttore Generale del Museo della Scienza e Tecnologia – Mostrare con queste straordinarie immagini la bellezza e la fragilità della ‘nostra casa’, dà la possibilità di comprendere il valore della gestione delle risorse naturali, della protezione dell’ambiente, della tutela delle foreste che ci fanno respirare, della terra da coltivare, della biodiversità, dell’aggressività antropocenica da contenere, per dare un giusto futuro ai nostri figli”.

Il percorso espositivo, in un’area attigua all’esposizione permanente dedicata allo Spazio e all’Astronomia, verte su quattro aree tematiche; ghiacci e acqua, foreste, agricoltura e città, Gli occhi dei satelliti ci inviano immagini della Terra in cambiamento e sottolineano l’importanza fondamentale delle piattaforme orbitale di osservazione terrestre come strumento per la gestione delle risorse naturali e la protezione dell’ambiente. Oggi esistono oltre 30 aree metropolitane con più di 10 milioni di abitanti ciascuna. I dati ad alta risoluzione forniti dai satelliti sono importanti per la pianificazione e uno sviluppo sostenibile delle aree urbane e possono essere utilizzati per controllare l’inquinamento dell’aria, i rischi ambientali e le risorse idriche.

Anche la Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università La Sapienza di Roma (Aula del Chiostro di Via Eudossiana 18, dalle 14:30 di mercoledì 13 maggio), su iniziativa del prof. Marcello Onofri, promuove una conferenza per analizzare il contributo possibile della ricerca spaziale al miglioramento della produzione agricola e alla crescita dell’agricoltura sostenibile sulla Terra. A parlarne è stata chiamata Ellen Stofan, Chief Scientist della Nasa, insieme a Volker Liebig, Direttore ESA- ESRIN, Enrico Flamini, Coordinatore Scientifico dell’Agenzia Spaziale Italiana. Un’opportunità per discutere i progressi fatti nello sviluppo di nuovi metodi di alta tecnologia per affrontare le diverse sfide in agricoltura, sicurezza alimentare e cambiamenti climatici.

Nell’immagine in evidenza, l’isola di Pantelleria (credit: ESA)

Samantha un mese in più in orbita

Samantha un mese in più in orbita

cristoforetti2Un mese in più nello spazio. Il rientro a terra di Samantha Cristoforetti e dei suoi colleghi di spedizione a bordo della stazione internazionale, il russo Anton Shkaplerov e l’americano Terry Virts, slitta dal 14 maggio all’11 giugno. Il motivo è legato al lancio fallito del cargo Progress M-27M, finito fuori controllo dopo essere partito il 28 aprile scorso dalla base russa di Baikonur, nel Kazakhastan, con a bordo tre tonnellate di viveri, rifornimenti e materiali per esperimenti scientifici, e disintegratosi nell’atmosfera sull’oceano Pacifico alle quattro di notte ora italiana di venerdì 8 maggio. Il mancato funzionamento della telemetria in fase di lancio, quando era in corso la spinta del terzo stadio, ha fatto finire il cargo Progress in un’orbita più alta di quella prevista ma soprattutto ha creato un movimento di rotazione intorno all’asse del veicolo facendogli compiere un giro ogni secondo e otto decimi. Un’anomalia che ne ha reso impossibile il recupero e riallineamento nell’orbita di avvicinamento alla ISS. Anche il rientro in atmosfera è stato controllato parzialmente e la traiettoria di caduta prevedeva ampi angoli di incertezza sul punto di disintegrazione dei detriti. Alla fine tutto si è svolto nel migliore dei modi. Resta il nodo degli approvvigionamenti a bordo della stazione e della chiusura dell’inchiesta sulla cause che hanno determinato la perdita del cargo russo. A titolo precauzionale, presentando il sistema di lancio basato sul vettore Soyuz utilizzato per Progress molte similitudini con quello utilizzato per trasferire gli equipaggi in orbita, si è pensato di rinviare il cambio a bordo della ISS. Fissata all’11 giugno la partenza dalla cosmodromo di Bajkonur in Kazakistan del russo Oleg Kononenko, del giapponese Kimiya Yui e dello statunitense Kjell Lindgren. Il prolungamento della missione Futura farà diventare Samantha Cristoforetti il primo astronauta dell’Agenzia Spaziale Italiana a trascorrere più di sei mesi consecutivi in orbita. L’annuncio è stato commentato dalla stessa Cristoforetti durante il collegamento con il Conference Center di Expo 2015, quando ha ammesso di considerare un piacere e un privilegio rimanere ancora un po’ di tempo in più a bordo della stazione spaziale.

Sentinel-2A pronto al lancio

Sentinel-2A pronto al lancio

sentinel2a_bandsQuinto lancio in vista per il per Vega che dopo aver portato in orbita con successo il veicolo di rientro europeo IXV  nel febbraio scorso, si prepara a lanciare Sentinel -2A il secondo della famiglia di sei satelliti del programma di monitoraggio ambientale europeo Copernicus.

Sentinel-2A ha raggiunto la sua destinazione finale, lo spazioporto di Kourou in Guyana Francese dove in è in corso il processo di assemblaggio verticale che verrà seguito dal posizionamento del satellite nell’ultimo stadio del lanciatore, AVUM. Il satellite offrirà una visione a colori dell’ambiente terrestre, unendo l’alta risoluzione insieme a nuove capacità multispettrali. L’obiettivo della missione è monitorare i cambiamenti nella copertura del suolo e il monitoraggio della vegetazione a livello globale.

VEGA è in grado di portare un carico utile, di massa tra i 300 e i 1500 Kg, destinato a un’orbita polare bassa a una quota di 700 km E’ stato ideato in Italia che gioca un ruolo chiave dal punto di vista industriale la ELV, una società per azioni partecipata al 70% dal gruppo AVIO e al 30% dall’Agenzia Spaziale Italiana, è responsabile dello sviluppo del lanciatore nel suo complesso. Avio è invece responsabile dello sviluppo e realizzazione dei quattro  Infine, VITROCISET è responsabile della realizzazione del segmento di terra, dalla torre di lancio al banco di integrazione e test.

Il programma Copernicus è una partnership di ESA e Commissione Europea che mira a fornire all’Europa un accesso continuo, indipendente e affidabile a dati e informazioni relativi all’Osservazione della Terra. L’obiettivo è quello di garantire al nostro continente una sostanziale indipendenza nel rilevamento e nella gestione dei dati sullo stato di salute del pianeta, supportando così le necessità delle politiche ambientali pubbliche europee.

(fonte: ASI)

Tecnologia italiana per satellite turco

Tecnologia italiana per satellite turco

GOKTURK

GOKTURK

Il satellite per l’osservazione della Terra Göktürk-1, commissionato a Thales Alenia Space e Telespazio dal Ministero della Difesa turco, è stato spedito il 7 maggio 2015 al Centro di Integrazione e Test (AIT) di Ankara per l’inizio dei test ambientali.

Il contratto, firmato nel 2009 da Telespazio, come primo contraente, e dal Ministero della Difesa Nazionale della Turchia, prevede la realizzazione di un satellite di osservazione della Terra, dotato di un sensore ottico ad alta risoluzione, di un centro per l’integrazione satellitare e i test, da costruire in Turchia, e del segmento di terra completo responsabile del controllo missione, della gestione in orbita, dell’acquisizione e processamento dati.  Partner industriali locali del programma sono TAI, Aselsan, TÜBITAK UEKAE, Roketsan e TR Teknoloji.

Thales Alenia Space ha costruito il satellite e ha sviluppato il Centro di Integrazione e Test in Turchia. Telespazio, primo contraente e integratore di sistema, è responsabile del segmento di terra, dei servizi di lancio e del contratto per la copertura assicurativa, delle operazioni (inclusi il lancio e la fasi di messa in orbita e test) e del supporto di logistica integrata per l’utente finale.

L’industria turca è stata coinvolta nella fase di progettazione e sviluppo del sistema, così come nella fornitura di alcuni componenti del sistema Göktürk-1. In particolare, TAI ha fornito elementi della struttura del payload satellitare, Aselsan è responsabile dell’acquisizione e del processamento dei dati del segmento di Terra, TÜBITAK UEKAE è a capo dei dispositivi di cifratura per telecomando e telemetria e TR Teknoloji dell’edificio del Centro AIT.

Derivato dalla piattaforma Proteus sviluppata da Thales Alenia Space, il satellite Göktürk-1 include  uno strumento ottico ad alta risoluzione frutto della forte esperienza dell’azienda in questo campo. Il satellite, montato e integrato, è stato inviato presso il nuovo Centro Integrazione e Test di Ankara, una infrastruttura progettata per poter integrare diversi satelliti contemporaneamente.

Thales Alenia Space, nell’ambito del contratto Gokturk-1 con Telespazio, sarà la prima azienda nel settore spaziale a fornire un Centro completo per l’integrazione e test di satelliti.

Le camere pulite di Classe 100.000, che coprono una superficie di oltre 3.000 metri quadrati, ospiteranno tutte le apparecchiature di ultima generazione necessarie per l’integrazione e il collaudo dei satelliti. I sistemi includono un banco di prova per le vibrazioni meccaniche (shaker), una camera per prove acustiche da 950 metri cubi, una camera a vuoto termico da 350 metri cubi, un campo prova per antenne compatte e supporti per lo spiegamento di pannelli e antenne solari. Altre risorse comprendono un sistema per testare le proprietà fisiche dei satelliti (peso, centro di gravità, inerzia) e sistemi di verifica per la compatibilità elettromagnetica (EMC).

Il Programma Göktürk-1 è un’importante pietra miliare nel settore spaziale e satellitare della Turchia – ha dichiarato İsmail Demir, Sottosegretario per le Industrie della Difesa – Finora, i satelliti RÁSAT e Göktürk-2 sono stati costruiti internamente, lanciati nello spazio e resi perfettamente operativi. Basandosi su questa eredità e combinandola con l’esperienza acquisita nell’ambito del programma Göktürk-1, la Turchia intende ora produrre nuovi sistemi di osservazione della Terra e comunicazione satellitare all’interno del modernissimo stabilimento Assembly Integration and Test Center (AITC) di Ankara. Il Centro, che sarà gestito sotto la responsabilità di TUSAŞ, è destinato a essere impiegato sia nell’ambito di programmi nazionali che internazionali”.

Luigi Pasquali, Amministratore Delegato di Telespazio, ha sottolineato come Telespazio svolge un ruolo di primo piano nell’ambito dei più importanti programmi internazionali e, insieme al proprio partner nella Space Alliance, è in grado di offrire alla clientela una vasta gamma di soluzioni avanzate. Ciò è accaduto per il programma Göktürk-1 dove, in qualità di prime contractor, l’azienda ha gestito l’intero sistema  con il coinvolgimento delle industrie turche, favorendo lo sviluppo delle loro competenze e aprendo così la strada per una futura cooperazione nel mercato dell’esportazione”.

Jean Loïc Galle, Presidente e Amministratore Delegato di Thales Alenia Space, ha ricordato che Thales Alenia Space sarà il primo produttore di satelliti ad aver costruito un satellite di osservazione ottica ad alta risoluzione per un cliente estero, oltre che ad aver fornito un centro AIT all’estero. “Questo importante traguardo riflette sia un nuovo successo dell’offerta Space Alliance che la capacità di Thales Alenia Space di essere il partner naturale per i paesi che intendono ampliare il loro programma spaziale”.

 

Dragon 2: sistema di salvataggio ok

Dragon 2: sistema di salvataggio ok

pad_abort_superwide_1L’azienda spaziale privata americana SpaceX ha eseguito con successo il test sul sistema di salvataggio della capsula Dragon 2, che a partire dal 2017 dovrà consentire alla NASA di tornare a disporre di un proprio veicolo spaziale dedicato ai voli umani. Spinta dagli otto motori del razzo SuperDraco, rimasti accesi per soli 5 secondi, la capsula Dragon 2 si è sollevata dal complesso di lancio 40 nella base di Cape Canaveral e dopo 25 secondi, alla quota di 1.500 metri, si è sganciata dal suo truck (il modulo cilindrico di servizio), ha visto aprirsi i paracadute (due di frenata e stabilizzazione e poi i tre principali che ne hanno rallentato la discesa) effettuando lo splashdown nelle acque antistanti la costa della Florida.

splashdownIl test sul sistema di salvataggio è un passaggio fondamentale verso la qualifica del veicolo, destinato a trasportare sette astronauti, e presenta una novità fondamentale. I sistemi tradizionali di aborto al lancio (che hanno caratterizzato le navicelle Apollo, sono tuttora applicati alle Soyuz e previste anche per il programma Orion) vengono propulsi da un razzo montato sulla sommità del veicolo spaziale. In caso di emergenza, il motore posto sulla sommità della torre si accende nel giro di pochi secondi allontanando e mettendo in sicurezza il veicolo e il suo equipaggio. Tuttavia, questo sistema può essere utilizzato quando il veicolo spaziale è ancora sulla rampa di lancio e nei primi minuti della fase di spinta, dopodiché deve essere sganciato. Il sistema di aborto al lancio sviluppato aa SpaceX, è integrato direttamente nella capsula Dragon 2 e può funzionare fino all’arrivo in orbita. A bordo della Dragon 2, durante il test, è stato posto un manichino allo scopo di registrare le sollecitazioni a cui sarebbero sottoposti i componenti l’equipaggio in caso di aborto del lancio. Dragon 2 è destinata a trasportare gli astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale, sostituendo lo Space Shuttle pensionato nel 2011.

Guarda la sequenza di lancio e ammaraggio

Asteroide per Società Dante Alighieri

Asteroide per Società Dante Alighieri

AsteroidBelts-full[1]Un piccolo asteroide della fascia principale è stato denominato come la prestigiosa Società Dante Alighieri. Scoperto il 4 settembre 2004 a opera degli infaticabili astronomi cacciatori di comete e asteroidi dell’Osservatorio Astronomico di Andrušivka, in Ucraina, il piccolo pianeta si chiama ufficialmente “348239 Societadante”: un nome carico di storia, legato alla prestigiosa istituzione che dal 1889 promuove e tutela la lingua e la cultura italiana nel mondo. La scelta da parte dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU – International Astronomical Union) di chiamare il corpo celeste con il nome della storica Società dedicata al Sommo Poeta è legata alla storia di Yuri Ivashchenko. “L’iniziativa – spiega Franco Nicola Balloni, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Kiev e Presidente Onorario del comitato Dante della capitale ucraina – è del Direttore dell’Osservatorio Astronomico di Andrushivka, dott. Yuri Ivashchenko, socio ed ex studente d’italiano (e vincitore della borsa di studio) alla Dante di Kiev. Con lui e con l’Accademia Nazionale delle Scienze d’Ucraina abbiamo concordato che la consegna del Certificato ufficiale internazionale  avverrà nell’ambito delle celebrazioni in Ucraina del 750° anniversario della nascita di Dante a fine maggio, evento che culminerà con l’inaugurazione del monumento e del viale dedicato al padre della nostra lingua”.

traiettoria dell'asteroide societadanteL’astronomo ha ripercorso con Franco Nicola Balloni alcuni momenti significativi: ”Di ritorno da un soggiorno italiano, ho deciso di avviare un progetto che è stato attuato dopo 4 anni: con i miei fondi ho costruito un Osservatorio professionale nella città dove sono nato. Dopo 15 anni l’Osservatorio di Andrušivka si è trasformato in una base scientifica dell’Accademia Nazionale delle Scienze d’Ucraina, dove sono costantemente al lavoro con i miei colleghi da Kiev, pubblicando articoli scientifici in riviste autorevoli. Durante questi anni all’Osservatorio di Andrušìvka sono stati scoperti 117 pianeti minori, cioè gli asteroidi. C’è una tradizione secondo cui lo scopritore di un pianeta minore potrebbe suggerire il suo nome, che è considerato dal Comitato della nomenclatura dei corpi celesti dell’Unione astronomica internazionale. Questa tradizione ci arriva, attraverso i secoli, da un italiano, Giuseppe Piazzi, che nel 1801, dall’Osservatorio Nazionale del Regno delle Due Sicilie, ha scoperto il primo pianeta minore, cui diede il nome di Cerere”. E così, l’Unione Astronomica Internazionale ha registrato ufficialmente l’asteroide scoperto e studiato da Ivashchenko e dai suoi colleghi con il nome “Societadante”. Aggiunge ancora il Direttore dell’Osservatorio: “In occasione della presentazione del Certificato ufficiale del pianeta minore “Societadante”, il nostro Osservatorio, insieme al dipartimento della cultura di Andrušivka, ha stabilito di promuovere quest’anno un’iniziativa che dedicheremo a Dante Alighieri, in occasione del 750° della nascita, ricordando anche la poetessa Lesia Ucrainca, nata e cresciuta nella nostra regione Andrušivka, che al Sommo Poeta dedicò alcuni dei suoi lavori”.