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Futura ISS: in arrivo tre esperimenti ASI

Futura ISS: in arrivo tre esperimenti ASI

dragonlab-orbit-lPiù di due tonnellate di rifornimenti ed esperimenti, tra cui tre dei dieci progetti scientifici selezionati dall’ASI per la missione FUTURA: questo il preziosissimo carico affidato alla capsula Dragon per il trasferimento sulla Stazione Spaziale Internazionale, con partenza dallo Space Launch Complex 40 di Cape Canaveral con il vettore Falcon 9 inizialmente fissata alle 22:33 ora italiana di lunedì 13 aprile e poi rinviata per le condizioni meteorologiche sulla base alle 22:10 di martedì 14 aprile, con aggancio al Nodo 2 “Harmony”.

Con il supporto di Terry Virts della NASA, sarà proprio la nostra Samantha Cristoforetti, astronauta dell’ESA e capitano pilota dell’Aeronautica Militare, ad azionare e manovrare dalla Cupola il braccio robotico di quasi 18 metri della Stazione per raggiungere e “catturare” Dragon. Si tratta del settimo viaggio della capsula verso la ISS: dopo circa 5 settimane sulla Stazione, Dragon tornerà sulla Terra con un carico di materiali dell’equipaggio, hardware ed esperimenti scientifici.

Samantha Dragon

“Questo ultimo carico è particolarmente importante – ha detto il presidente dell’ASI, Roberto Battiston – perché arriva quasi a coronamento della missione FUTURA e porta sulla ISS tre esperimenti molto significativi che confermano il ruolo leader del nostro Paese anche nella ricerca in condizioni di microgravità. Esperimenti – ha sottolineato Battiston – che impegneranno la nostra Samantha Cristoforetti in questo mese di lavoro che ha ancora davanti sulla Stazione prima del rientro a Terra e da cui ci aspettiamo ricadute importanti”.

cytospaceUno dei tre esperimenti italiani a bordo di Dragon è Cell Shape and Expression (Cytospace). Realizzato dalla Kayser Italia S.r.l. e dal Dipartimento di Medicina Clinica e Molecolare dell’Università La Sapienza di Roma, è un esperimento di biologia che ha l’obiettivo di definire un modello in grado di  descrivere l’influenza del fattore fisico microgravità sull’espressione genica, influenza che si esercita attraverso la modificazione della forma cellulare. Il modello microgravitazionale costituisce una opportunità unica per capire  in che modo le forze fisiche siano in grado di determinare il destino dei sistemi biologici complessi. Queste forze, infatti, interferiscono con il citoscheletro della cellula e lo modificano, determinando stravolgimenti di forma e una lunga cascata di reazioni che interessano pressoché tutte le principali funzioni cellulari. Per quanto riguarda le ricadute, è verosimile che il progresso nelle conoscenze di questi meccanismi si possa tradurre in un progresso nella terapia di numerose affezioni in cui il citoscheletro e la forma cellulare sono coinvolti, quali le patologie del connettivo, l’osteoporosi, il cancro.

A bordo di Dragon, anche ISSpresso, un prodotto interamente italiano, realizzato da ARGOTEC con il supporto di Lavazza e in partenariato con l’ASI: non si tratta di una semplice “macchinetta del caffè”, quanto di  un complesso esperimento di fisica dei fluidi che impiega  un dimostratore tecnologico estremamente sofisticato per validare un sistema in grado di garantire la difficile gestione in un ambiente spaziale di liquidi ad alta pressione e alta temperatura.

isspressoISSpresso è una macchina a capsule multifunzione in grado di servire bevande calde, tra le quali anche il tipico “caffè espresso italiano”. L’esperimento consiste in una serie di cicli di erogazione di caffè, espresso o americano, e in un flush di pulizia finale del sistema. Sarà anche possibile preparare tè, tisane e vari tipi di brodo, consentendo la reidratazione degli alimenti. ISSpresso è stato progettato per servire numerose bevande calde e per rimanere a lungo operativo a bordo della Stazione, se, una volta completato il ciclo di dimostrazione tecnologica, dovesse essere acquisito dalla NASA  come sistema di bordo.

L’obiettivo principale è quello di dimostrare la corretta funzionalità di un sistema a capsule in assenza di peso, offrendo allo stesso tempo la possibilità di migliorare il benessere dell’equipaggio. Si tratta di un importante supporto psicologico per gli astronauti, che così possono sentirsi meno “lontani” da casa, avvicinarsi alle abitudini terrestri e affrontare al meglio la loro missione.

Gli obiettivi scientifici previsti si focalizzano principalmente sul miglioramento della conoscenza del comportamento dei fluidi e delle miscele in condizioni di microgravità, raccogliendo anche le opportune evidenze sperimentali sulla formazione della schiuma generata durante la preparazione del caffè. In generale, inoltre, ISSpresso è in grado di arricchire l’apporto nutrizionale degli astronauti che operano a bordo della ISS.

Presso i laboratori di ARGOTEC sono stati effettuati tutti i controlli funzionali e di sicurezza necessari per mandare in orbita ISSpresso mentre Finmeccanica-Selex ES ha collaborato alle attività di qualifica. Il raggiungimento degli obiettivi può portare a nuove importanti conoscenze sulla fluidodinamica e sul comportamento delle schiume nello spazio. I numerosi benefici, tecnici e di supporto psicologico per gli astronauti, sono facilmente applicabili a future missioni di lunga durata. Inoltre, lo studio ha già prodotto alcune innovazioni e brevetti industriali per immediate applicazioni terrestri.

NatoIl terzo esperimento italiano in partenza con Dragon è Nanoparticles and Osteoporosis (NATO) e riguarda la ricerca sulla osteoporosi, una malattia scheletrica multifattoriale che può essere correlata a diversi fattori di rischio. Il progetto è stato realizzato dal Dipartimento di Medicina Molecolare, Unità di Biochimica, Laboratorio di Nanotecnologie, dell’Università degli Studi di Pavia, dal Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, Facoltà di Farmacia, dell’Università degli Studi di Milano, dall’Istituto di Cristallografia del CNR e dalla Kayser Italia S.r.l. ed ha l’obiettivo di verificare l’efficacia dell’impiego di  alcune nanoparticelle sulle cellule ossee come contromisura per attivare la formazione di tessuto osseo e ridurne il processo di riassorbimento.  La particolare condizione di assenza di peso che si realizza in orbita favorisce l’insorgenza di questa patologia anche in soggetti sani, in forma però reversibile, rendendo la ISS un ambiente ideale per il suo studio. La comprensione della patologia e dei meccanismi biochimici e biomolecolari sottostanti è notevolmente importante per lo sviluppo di nuove strategie sui protocolli terapeutici o farmacologi per la prevenzione e lo sviluppo di contromisure efficaci. Le ricadute di questo esperimento sono innanzitutto scientifico-tecnologiche, per la ricerca delle misure di contrasto alle problematiche inerenti la riduzione di massa minerale ossea, indotta dalla permanenza nello spazio o per invecchiamento sulla terra. Naturalmente, lo studio di tali contromisure è destinato ad avere sia ricadute sociali, per la riduzione dei costi e il miglioramento della qualità della vita di coloro che invecchiano così come di coloro che lavoreranno nello spazio, sia anche  economiche, per i possibili trasferimenti tecnologici alle industrie di settore, che potranno così accrescere la propria competitività a livello internazionale.

Gemelli separati dallo Spazio

Gemelli separati dallo Spazio

un_anno_nello_spazioiss_exp43_crewUn anno consecutivo in orbita intorno alla Terra. Scott Kelly, 51enne astronauta americano, non è il primo destinato a trascorrere un tempo così lungo nello spazio, ma inaugura la serie di missioni di più lunga durata a bordo della stazione internazionale dove permarrà per 342 giorni insieme al russo Mikhail Kornienko. I due fanno parte dell’equipaggio di Expedition 43, partito alle 20:42 (ora italiana) del 27 marzo 2015 dalla dalla base russa di Baikonur, in Kazakhstan, a bordo della Soyuz TMA-16M insieme al cosmonauta Gennady Padalka,  che rimarrà a bordo della Iss per il periodo canonico di sei mesi.

Ma la caratteristica della missione di Scott Kelly, ribattezzata propriamente “One Year”, è legata a filo doppio all’attività parallela del fratello gemello Mark, anch’egli astronauta, rimasto a terra, con l’espresso obiettivo di studiare e mettere a confronto le reazioni e la capacità di adattamento del corpo umano in assenza di gravità con i parametri di chi conduce una vita sulle gambe ben salde  e scandita dai ritmi regolari del giorno e della notte.

La Soyuz con l’equipaggio di Expedtion 43 ha attraccato alla ISS sei ore dopo il lancio, alle 04:36 ora italiana di sabato 28 marzo e 90 minuti dopo si sono aperti i portelli.

iss_exp43_soyuztma16m_crew

Con questa missione la NASA intende testare la capacità di affrontare viaggi di lunga durata in condizioni di assenza e gravità e avviare le tappe di avvicinamento all’esplorazione umana di Marte. Ma c’è di più. Per la prima volta si offre la possibilità di verificare il cosiddetto “paradosso dei gemelli”, enunciato sulla base della Teoria della Relatività di Albert Einstein, secondo cui se un gemello parte per un viaggio interstellare, condotto quasi alla velocità della luce,  mentre l’altro invece rimane ad aspettarlo sulla Terra, al ritorno il gemello astronauta sarà invecchiato meno di quello rimasto sulla Terra. Ciò in quanto il tempo scorrerebbe in modo decisamente diverso per i due fratelli. Pur non viaggiando alla velocità della luce, l’astronauta Scott Kelly a bordo della Iss e il gemello Mark Kelly sulla Terra vivranno un’asimmetria temporale avendo due diversi sistemi di riferimento. Molta attenzione, dunque, sia ai problemi fisici che psicologici.

La Spedizione 43 è iniziata quando la Soyuz TMA-14M ha lasciato la stazione l’11 marzo 2015. Dopo aver trascorso 167 giorni a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, Barry Wilmore, Alexander Samokutyaev ed Elena Serova sono tornati a casa segnando la fine di Spedizione 42 e lasciando il orbita il Comandante Terry Virts e Ingegneri di Volo Samantha Cristoforetti dell’ESA e Anton Shkaplerov della Roscosmos, che hanno proseguito le ricerche scientifiche e la manutenzione a bordo della stazione fino all’arrivo, dei nuovi tre membri dell’equipaggio, l’astronauta NASA Scott Kelly e i cosmonauti della Roscosmos Mikhail Kornienko e Gennady Padalka, componenti tutti insieme di Spedizione 43.

L’ingegnere di Volo Scott Kelly èl’unico astronauta nella storia ad avere un gemello, Mark, anche lui nella NASA. Ha effettuato il suo primo volo spaziale nel 1999 come pilota della missione Space Shuttle STS-103 per effettuare una manutenzione al Telescopio Spaziale Hubble. Dopo aver fatto parte dell’equipaggio di riserva di Spedizione 5 alla ISS, nel 2007 è stato Comandante di STS-118 in una missione diretta alla Stazione Spaziale Internazionale, Ingegnere di Volo di Spedizione 25 e Comandante della Spedizione 26, per un totale di 180 giorni, 1 ora e 51 minuti nello spazio nel corso delle tre missioni. Kelly farà parte delle Spedizioni 43/44 come Ingegnere di Volo e Comandante delle Spedizioni 45/46. E’ stato scelto per la missione di un anno sulla ISS assieme al cosmonauta russo Mikhail Kornienko, alla sua seconda missione a bordo della ISS dove ha già trascorso sei mesi.

L’ingegnere di Volo russo Gennadi Padalka è uno dei cosmonauti con maggiore esperienza in attività. Il suo primo volo nello spazio risale al 1998 con la missione Soyuz TM-28 quando ha soggiornato 198 giorni sulla MIR. Nel marzo 2002 è stato comandante della Spedizione 9, trascorrendo sulla ISS 187 giorni, 21 minuti e 17 secondi. Nel 2009 ha svolto un’altro periodo di soggiorno sulla ISS sempre con il ruolo di Comandante per la ISS-Spedizione 19 trascorrendo ulteriori 199 giorni nello spazio. E’ stato poi assegnato come Ingegnere di Volo per la Spedizione 31 e Comandante per la Spedizione 32 decollato il 15 maggio 2012 per la ISS con la Soyuz TMA-04M. Complessivamente ha trascorso nello spazio di 710 giorni, 6 ore e 22 minuti, eseguendo nove attività extra-veicolari durante la sua carriera. Ora è stato nuovamente scelto come Ingegnere di Volo di Spedizione 43 e Comandante di Spedizione 44.

Padalka, alla quinta missione, rientrerà dopo 168 giorni con il nuovo primato di permanenza nello spazio. Infatti, al momento del rientro sulla Terra avrà superato 870 giorni battendo il precedente limite (803) che appartiene al connazionale Sergej Konstantinovic Krikalyov. Di quest’ultimo, cosmonauta di San Pietroburgo, e’ il record di permanenza ininterrotta nello spazio. Il 25 marzo 1992, Krikalyov rientrò dopo 311 giorni trascorsi sulla Stazione Spaziale Mir. Per questo venne considerato “l’ultimo cittadino dell’Unione Sovietica”.

iss_exp43_crewL’equipaggio completo di ISS-Spedizione 43: da destra il Comandante Terry Virts, assieme al cosmonauta russo Mikhail Kornienko, l’astronauta italiana dell’ESA Samantha Cristoforetti, il cosmonauta russo Anton Shkaplerov, l’astronauta NASA Scott Kelly e il cosmonauta russo Gennady Padalka.

 

 

 

I primi 100 giorni di Samantha

I primi 100 giorni di Samantha

SamanthaSamantha Cristoforetti ha festeggiato il 3 marzo 2015 i primi cento giorni trascorsi a bordo della stazione spaziale internazionale, insieme ai suoi colleghi di missione partiti il 24 novembre 2014 dal cosmodromo di Bajkonour a bordo della capsula Soyuz TMA-15M, il russo Anton Shkaplerov e l’americano Terry W. Virts. L’anniversario è stato annunciato via Twitter dall’astronauta italiana che si è regalata una piccola targa celebrativa e poi si è messa in posa a testa in giù in mezzo ai due colleghi. Oltre a essere la prima donna italiana in orbita, Samantha Cristoforetti ha inanellato un numero record di follower sull’account Twitter ma soprattutto un seguito straordinario sul blog Avamposto 42, che racconta tutte le fasi della missione Futura. Un racconto composto da innumerevoli e sensazionali immagini della Terra vista dallo spazio, dagli scatti relativi alle attività ordinarie e sperimentali che si svolgono a bordo della ISS e alle operazioni sempre delicate di attracco delle navette di rifornimento e del lavoro extraveicolare che vede Samantha Cristoforetti impegnata nella preparazione e assistenza dell’uscita dei colleghi all’esterno del complesso orbitale. Tanti i collegamenti con la Terra che hanno offerto alle scolaresche in ogni parte d’Italia di vivere l’emozione del colloquio diretto con l’astronauta. Meno simpatica la scelta degli organizzatori del Festival di Sanremo di fare apparire una diretta serale l’intervista rilasciata nella fascia pomeridiana dall’astronauta. In ogni caso Samantha Cristoforetti ha conquistato un posto nel cuore degli italiani, citata dall’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, diventando emblema e orgoglio della parte positiva del Paese. La missione Futura continua e Samantha prosegue nella conduzione dei numerosi esperimenti selezionati dall’ASI, ideati e sviluppati da Università, Enti di ricerca e PMI italiane, oltre a sperimentazioni scelte dall’ESA e dalle altre Agenzie partner della ISS. Il rientro sulla Terra è pianificato per maggio 2015.

Saluti spaziali in tutte le lingue

Saluti spaziali in tutte le lingue

CupolaL’astronauta Samantha Cristoforetti “chiama” i 100 giovanissimi studenti stranieri di tutto il mondo giunti in Italia con un programma semestrale di Intercultura. L’evento è stato programmato sabato 31 gennaio, dalle 9.00 alle 10.30, al Centro Giovanni XXII di Frascati. Il filo che unisce l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti e il centinaio di giovani studenti  stranieri dei 5 continenti è l’adesione a un programma scolastico vissuto a 17 anni in un Paese straniero grazie ai programmi della onlus Intercultura.

Samantha Cristoforetti, in quarta liceo, partì alla volta degli Stati Uniti. Un’esperienza che ha segnato il suo percorso internazionale “Come Ormai quasi 20 anni fa ho partecipato ad un programma di scambio annuale di Intercultura, non soltanto ho vissuto per un anno in una cultura diversa ma per la prima volta ho avuto l’opportunità di incontrare ragazzi e ragazze da tutto il mondo, i miei orizzonti si sono ampliati in modi che non avrei mai potuto immaginare”.

Vent’anni dopo, l’astronauta dell’ESA rivive, a 400 km di distanza dalla Terra, quelle emozioni che la hanno accompagnato nel suo anno all’estero, dialogando per poco più di un quarto d’ora con gli studenti di Intercultura nel giorno in cui essi iniziano il loro programma di studio e di vita in Italia.  Grazie all’Agenzia Spaziale Italiana, che ha permesso questo collegamento radioamatoriale in collaborazione con i radioamatori dell’ARISS e l’ESA, Agenzia Spaziale Europea, 10 di questi  100 adolescenti sono stati prescelti per porre alcune domande sia sulla sua missione sia sulle competenze che anche lei ha sviluppato da liceale e che la hanno aiutata nel suo percorso professionale. Sono quelle stesse competenze che interiorizzeranno questi ragazzi nel corso dei 6 mesi di permanenza in Italia, come imparare a convivere con persone di un’altra cultura, gestire l’ansia,  comprendere al volo le informazioni, pur non conoscendole, sviluppare una forte capacità di adattamento e così via.

Per la seconda volta, dopo il collegamento con Luca Parmitano, anche lui ex studente di Intercultura, la stazione ISS, con @astrosamantha riceve veramente un saluto dalla Terra in tutte le lingue del mondo. Dallo spazio arriva a sua volta l’augurio che, pur nelle molte diversità, gli uomini sappiano ricordare la loro comune appartenenza allo stesso pianeta e se ne sentano cittadini.

Lo studio del sonno in microgravità

Lo studio del sonno in microgravità

SamanthaL’esperimento Wearable Monitoring ha l’obiettivo di approfondire la conoscenza dei meccanismi fisiologici del sonno in microgravità e fa parte del programma di attività scientifiche e sperimentali della missione FUTURA, seconda di lunga durata organizzata e finanziata dall’Agenzia Spaziale Italiana a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Nella seconda e terza settimana di gennaio 2015, Samantha Cristoforetti, astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale Europea e capitano pilota dell’Aeronautica Militare, ha svolto con successo le prime tre registrazioni notturne previste dal progetto nell’ambito dell’attività scientifica e sperimentale della missione FUTURA.

Wearable Monitoring, proposto dalla Fondazione Don Gnocchi e svolto in collaborazione con l’Istituto Auxologico Italiano, è uno dei nove progetti selezionati e sviluppati dall’Agenzia Spaziale Italiana per la missione FUTURA. L’accurata esecuzione del protocollo sperimentale da parte dell’astronauta e l’attento coordinamento delle attività da parte di ASI e della NASA sono state determinanti per l’alta qualità dei dati raccolti.

La conoscenza dei meccanismi fisiologici del sonno in microgravità è un tema importante: durante le missioni spaziali la qualità del sonno è normalmente ridotta e questo può portare a una diminuzione dell’attenzione e della vigilanza durante le attività in veglia degli astronauti. I fattori responsabili di questo fenomeno sono in gran parte ancora da studiare. Il progetto si propone in particolare di chiarire l’andamento nel sonno dell’attività elettrica e meccanica del cuore, dei livelli di attivazione del sistema nervoso autonomo, della respirazione e della temperatura.

I dati vengono rilevati e raccolti attraverso un sistema indossabile, denominato MagIC-Space, sviluppato nel Laboratorio dei Sensori Indossabili e Telemedicina di Milano della Fondazione Don Gnocchi. Il team di sviluppo è costituito dagli ingegneri Francesco Rizzo, Paolo Meriggi e Prospero Lombardi, sotto la guida dell’ingegner Marco Di Rienzo (PI del progetto).

MagIC-Space è composto da una maglietta contenente sensori tessili per la rilevazione dell’elettrocardiogramma e del respiro, un’unità di monitoraggio per la raccolta dei dati e la misura delle vibrazioni cardiache (da cui vengono estratti gli indici di meccanica cardiaca), un termometro per la misura della temperatura cutanea e un pacco batterie per l’alimentazione del dispositivo. Il sistema è stato progettato in modo da integrare gran parte dei sensori e dei fili all’interno della maglietta. Questo accorgimento ha permesso di semplificare il setup iniziale del dispositivo e ridurre il tempo-astronauta necessario per la preparazione dell’esperimento.

Il dispositivo MagIC-Space è giunto sulla Stazione Spaziale Internazionale il 12 gennaio 2015, con la capsula SpaceX Dragon CRS-5, e il piano delle attività a bordo prevede sei registrazioni notturne nell’arco dei sei mesi di permanenza di Samantha Cristoforetti nello spazio.

In ciascuna sessione sperimentale l’astronauta indossa la maglietta sensorizzata per tutta la notte e al risveglio trasferisce i dati sul computer di bordo per la successiva trasmissione a terra. Le registrazioni vengono poi analizzate alla Fondazione Don Gnocchi dagli ingegneri Emanuele Vaini, Prospero Lombardi e Paolo Castiglioni. La raccolta dei dati a terra e l’interpretazione biologica dei risultati sono svolte in collaborazione con il team di cardiologi dell’Istituto Auxologico Italiano – dottoresse Carolina Lombardi, Giovanna Branzi e Valeria Rella – sotto il coordinamento del professor Gianfranco Parati, docente di Medicina Cardiovascolare dell’Università di Milano Bicocca.

Oltre che in situazione di microgravità, i risultati dell’esperimento potranno avere importanti ricadute anche a terra. Nel mondo occidentale una persona su quattro soffre di disturbi del sonno, che spesso richiedono monitoraggi complessi. Il dispositivo sviluppato per questo progetto è caratterizzato da un’estrema facilità d’uso e potrebbe essere agevolmente utilizzato per la diagnosi remota dei disturbi del sonno presso il domicilio del paziente, nell’ambito di servizi di telemedicina.

 

I primi due mesi di Futura

I primi due mesi di Futura

Samatnha callSeconda teleconferenza, giovedì 22 gennaio 2015, di Samantha Cristoforetti con la sede dell’Agenzia Spaziale Italiana a Tor Vergata, a 60 giorni dall’inizio di Expedition 42 e della missione Futura a bordo della stazione spaziale internazionale. A salutare l’astronauta italiana Roberto Battiston, presidente ASI, Elena Grifoni-Winters, responsabile coordination office, Directorate of human spaceflight and operations dell’Esa, e il generale Claudio Salerno, capo del 5° reparto dello Stato Maggiore Aeronautica, insieme ad alcune delle scuole partecipanti al programma didattico LISS (Lessons on International Space Station), che permette ai giovani di familiarizzare con l’esperienza che vivono gli astronauti in orbita e in particolare quella straordinaria che vede impegnata Samantha Cristoforetti.

“Buongiorno presidente, è un piacere sentirla” – esordisce Samantha, che si diverte a far galleggiare e ruotare il microfono tra una risposta e l’altra. Ancora terrestre o più aliena? – le chiede Battiston. “In questo avamposto dell’umanità nello spazio mi muovo agevolmente, mi sento a casa e ritengo di essere diventata abbastanza efficiente – risponde Samantha – E’ un’esperienza eccezionale che ogni giorno mi dà grande gioia. Dal punto di vista scientifico abbiamo fatto molto, dagli esperimenti di neurofisiologia, ai quali abbiamo dedicato due sessioni sperimentali, a quelli sul sonmo e la circolazione del sangue. Sto portando sensori per 36 ore per studiare i ritmi circadiani. Dall’arrivo della capsula di rifornimento Dragon ho a che fare con le piantine e i moscerini della mosca. Sto utilizzando un equipaggiamento che permette di studiare i cambiamenti della risposta immunitaria in microgravità.

Se Battiston le fa notare che dal parrucchiere spopola il taglio alla Samantha, ispirato all’effetto che i capelli dell’astronauta subiscono in microgravità, la rappresentante dell’ESA sottolinea come

Futura e Avamposto 42 evochino i passi propedeutici all’esplorazione umana nello spazio. Una riflessione con cui Cristoforetti concorda, ribadendo l’importanza della ricerca scientifica in orbita finalizzata allo sviluppo tecnologico, tenuto conto che molti esperimenti sono rivolti alla fisiologia umana. Quest’anno inizieranno le missioni annuali degli astronauti, proprio per approfondire le implicazioni sulla salute e affrontare anche le difficoltà psicologiche che si presenteranno quando ci avventureremo sempre più lontano dalla Terra.

Come si mantiene operativa H24 una struttura così complessa? – le chiedono.

“Da dieci anni l’ISS funziona in maniera continuativa e ciò non è affatto semplice né scontato – osserva Samantha – Lavoriamo insieme in maniera efficcace supportando operazioni complesse in sinergia con squadre sparse nei centri spaziali in tutto il mondo”

A proposito della sua formazione ed esperienza militare, Cristoforetti sente di essere aiutata in particolare dall’abitudine a lavorare e interagire con macchine e tecnologie complesse, seguire le procedure previste, nella predisposizione al lavoro di squadra e nella capacità di adattamento.

Samantha risponde alle domande preparate e lette dagli studenti presenti nell’auditorium dell’ASI.

Spiega che la maggior parte degli esperimenti è dedicata alle ricadute sulla vita terrestre. Sottolinea che la colonizzazione di Marte non è alle porte, dal momento che serviranno ancora molte missioni esplorative, ma anche si sta lavorando per quell’obiettivo e tutto ciò che si fa sulla ISS permette di sviluppare le conoscenze e tecnologie per realizzare questo passo. Quanto all’azione dei raggi cosmici, rassicura che la ISS si trova in orbita bassa e all’interno della fascia protetta. Il problema riguarderà certamente le missioni future interplanetarie. Ribadisce l’importanza fondamentale della fiducia reciproca che regna tra i membri d’equipaggio, Quanto alla percezione del tempo, ricorda di essere tra i soggetti di cui si studiano i ritmi circadiani e la capacità di adattamento alle condizioni di vita e lavoro sulla ISS, dove le percezione del tempo è scandita dagli orologi e dall’agenda elettronica.

La teleconferenza si chiude con un pensiero alla Terra dallo spazio e alla consapevolezza della fragilità del nostro pianeta. “Si ha la percezione che siamo tutti sull’astronave Terra e dobbiamo preoccuparci di tenerla in buon funzionamento. I danni fatti vanno riparati e dobbiamo imparare a fare più prevenzione”. In ultimo un abbraccio virtuale dallo spazio e per Samantha è tempo di tornare agli esperimenti.