da Sorrentino | Giu 19, 2014 | Attualità, Missioni, Primo Piano, Stazione Spaziale
Altra tappa di avvicinamento di Samantha Cristoforetti, astronauta italiana dell’Agenzia Spaziale Europea e capitano dell’Aeronautica Militare, alla missione Futura che dal 23 novembre 2014 e per sei mesi la trasferirà a bordo della Stazione Spaziale Internazionale la missione italiana FUTURA in qualità di Flight Engineer e membro dell’equipaggio della spedizione ISS 42/43. Il lancio avverrà dal cosmodromo di Baikonur a bordo della navetta russa Soyuz TMA. Tra i numerosi impegni che l’attendono e oltre ai nove esperimenti da condurre in orbita, la prima donna astronauta italiana diventa soggetto operativo e testimonial di Avamposto42, il sito web dedicato ai temi della nutrizione e della salute nello Spazio e sulla Terra, prescelti a rappresentare il messaggio comunicativo centrale della missione.
L’obiettivo di Avamposto42 è creare un collegamento tra uno dei settori più avanzati, come quello spaziale, e gli aspetti concreti di un sano stile di vita sulla Terra. A introdurre questo ruolo primario affidato a Samantha Cristoforetti è stato Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, insieme ai rappresentanti dell’Agenzia Spaziale Europea e dell’Aeronautica Militare Italiana. Per la prima volta in una missione spaziale sarà disponibile il caffè espresso, grazie a un brevetto Made in Italy e a una macchina del peso di 20 kg funzionante con classiche cialde in grado di riprodurre in assenza di gravità il processo che porta in pressione l’acqua. Ma ci sarà anche una stampante 3D che segnerà una vera e propria rivoluzione nelle attività a bordo di un avamposto spaziale. A tale proposito, Elena Grifoni-Winters, Responsabile Coordination Office, Directorate of Human Spaceflight and Operations dell’ ESA, ha sottolineato il valore scientifico ed anche il significato economico dei 40 esperimenti che Samantha condurrà sulla ISS, nove dei quali proposti e sviluppati sotto la guida e responsabilità dell’Agenzia Spaziale Italiana. Il sito web “Avamposto42”, voluto e sostenuto da Samantha Cristoforetti – e realizzato da ESA, ASI e Aeronautica Militare – permetterà a tutti di seguire il suo lavoro di astronauta dal 19 giugno fino al termine della missione Futura a bordo della ISS, che prenderà il via dall’enclave russa di Baikonour e durerà fino a maggio 2015.
“Avamposto42”, il cui titolo esplicitamente si ispira alla geniale, e ironica, trovata di Douglas Adams su “Guida galattica per autostoppisti” (secondo cui “42” sarebbe la risposta di un supercomputer alla “Domanda fondamentale sulla Vita, l’Universo e tutto quanto”), si propone come “un build-up, un work-in-progress che – ha spiegato la Cristoforetti – spero aggreghi da qui ai prossimi mesi anche tante curiosità diverse. Gli astronauti europei hanno spesso scelto un ‘tema’, una ‘chiave’, su cui puntare la comunicazione della loro missione; io guardando anche alla mia storia personale ho scelto di puntare sulla Nutrizione e sulla Salute, che è qualcosa che riguarda tutti da vicino”.
“Non bisogna dimenticare che lo Spazio –ha sottolineato il presidente dell’ASI, Roberto Battiston – La componente degli astronauti è la più visibile ed è certamente la più importante per condurre le missioni basate su esperimenti destinati a impattare sullo sviluppo tecnologico e sulla vita di tutti i giorni in chiave multidisciplinare. Ma è la punta di un iceberg, perché dietro ogni astronauta e ogni missione c’è un lavoro capillare di studiosi, tecnici, ricercatori. Centinaia di persone che contribuiscono al successo dei programmi.
da Sorrentino | Giu 15, 2014 | Eventi, Primo Piano, Stazione Spaziale
L’astronauta italiana dell’Esa e capitano pilota dell’Aeronautica Militare, Samantha Cristoforetti, ha ricevuto dai piloti disabili del WeFly! Team, la bandiera che a novembre porterà con sé sulla Stazione Spaziale Internazionale durante la missione dell’Asi (Agenzia spaziale italiana) “Futura”, per offrire dallo Spazio all’Umanità una “visione inclusiva” delle diversità, dimostrando che non esistono limiti insormontabili e, anche quando si devono affrontare problemi seri, con determinazione e tenacia, è sempre possibile perseguire gli obiettivi che ci si prefigge. La cerimonia si è svolta sabato 14 giugno all’Aero Club Cremona
“Questi piloti, queste persone sono per me una grande fonte d’ispirazione – ha commentato l’astronauta – imponiamo spesso agli altri e a noi stessi limiti che derivano da carenze della nostra immaginazione. Gli amici di WeFly! dimostrano che è possibile spiccare il volo e andare a vedere cosa c’è oltre quei limiti. Per me è bastato incontrare Alessandro e Marco perché, immediatamente, la mia visione di pilota si sia allargata per sempre”.
“Il nostro obiettivo – ha aggiunto Marco Cherubini, pilota e presidente del WeFly! Team – è dimostrare che pur avendo difficoltà motorie si può volare, anche ad altissimi livelli. In realtà il volo è un po’ una metafora per far capire a tutti che non bisogna abbattersi di fronte a una grande difficoltà ma reagire e trovare in noi stessi le motivazioni per guardare avanti e lottare per raggiungere la meta”.
Il WeFly! Team è l’unica pattuglia acrobatica al mondo composta da piloti disabili che volano su aerei ultraleggeri modificati; un comando speciale, progettato dallo stesso leader, Alessandro Paleri, ingegnere aerospaziale, consente di pilotare senza usare le gambe per il controllo del timone. È nato con un primo embrione nel 2005 diventando una pattuglia nel 2007. Composto oggi da Alessandro Paleri (leader), tetraplegico dal 1987 e da Marco Cherubini (gregario sinistro), disabile dal 1995, coadiuvati dall’istruttore Erich Kustatscher, gregario destro, l’unico non disabile del gruppo, il WeFly! Team porta con orgoglio i colori italiani negli air show di tutto il mondo, facendosi apprezzare per la precisione e l’accuratezza tecnica con cui disegna in cielo evoluzioni in formazione serrata.
Nello Spazio con Samantha Cristoforetti volerà anche la musica dei violini del celebre liutaio cremonese Antonio Stradivari. Come colonna sonora all’iniziativa “WeFly! con Futura… osa volare”, infatti, è stata scelta “L’Estate” del celebre compositore italiano Antonio Vivaldi (1678-1741) eseguita con alcuni dei più preziosi violini costruiti da Stradivari ed oggi gelosamente custoditi nel museo di Cremona, dedicato alla sua memoria. Lo stesso brano farà da introduzione alle esibizioni del WeFly! nelle manifestazioni aeree di tutto il mondo.
da Sorrentino | Gen 22, 2014 | Eventi, Missioni, Primo Piano, Stazione Spaziale
La silohuette della stazione spaziale sullo sfondo del cielo stellato e l’azzurro del nostro pianeta con i raggi del sole che si espandono all’orizzonte. E’ il logo ufficiale della missione Futura dell’Agenzia Spaziale Italiana, svelato nel corso della conferenza stampa ospitata a Palazzo Chigi, alla presenza di Samantha Cristoforetti, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea e pilota dell’Aeronautica Militare che parteciparà alla Spedizione 42/43 sulla Stazione Spaziale Internazionale; Enrico Saggese, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana; Maria Cecilia Guerra, sottosegretario del Ministero del Lavoro; Gen. Pasquale Preziosa, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare. Il logo è stato scelto dal grande pubblico ed è caratterizzato dal nome della missione: FUTURA. Il simbolo della missione oltre a contenere il nome FUTURA, ricorda anche i concetti di ricerca, scoperta, esplorazione, entusiasmo e meraviglia, per una missione che avrà l’obiettivo di valorizzare il ruolo femminile nello spazio, e le capacità nazionali di eccellenza di fare ricerca e innovazione tecnologica sulla ISS.
Samantha Cristoforetti è stata selezionata dall’Agenzia Spaziale Europea nel 2009 insieme ad altri cinque astronauti, tra cui Parmitano. Dei sei astronauti scelti in quella circostanza, tre erano militari e tre civili. I due italiani appartengono entrambi all’Aeronautica Militare Italiana. La data di partenza della missione Futura è fissata per il 24 novembre 2014. Samantha Cristoforetti vivrà sei mesi sulla stazione orbitale, non effettuerà attività extraveicolare come ha fatto Parmitano ma utilizzerà il braccio robotico adibito allo spostamento di carichi esterni e alle operazioni di aggancio. La preparazione al volo è a buon punto. A fine maggio l’equipaggio di cui fa parte Samantha Cristoforetti fungerà da riserva a Bajkonur in occasione del lancio che precede la missione Futura. Nei prossimi mesi l’astronauta italiana si concentrerà sul programma di esperimenti che l’Italia trasferirà a bordo della ISS. Si tratta di test che prospettano importanti ricadute sia per i futuri viaggi di lunga durata nello spazio, sia per i risultati che potranno tornare utili nel campo della clinica medica. Tra gli esperimenti previsti figurano lo studio sulla decalcificazione ossea condotte con nanoparticelle in vitro, che potrà contribuire a contrastare meglio l’osteoporosi, un metodo di valutazione non invasivo basato sulla saliva per determinare la decalcificazione negli astronauti, lo studio sul ritorno del sangue venoso dal cervello che si propone di approfondire il campo delle malattie neurodegenerative, l’osservazione della capacità di adattamento del cervello alla microgravità, uno studio sui disturbi del sonno attraverso la meccanica cardiaca. Di grande interesse l’esperimento sull’uso della stampante 3D nello spazio, che in futuro dovrebbe permettere agli astronauti di stampare componenti direttamente a bordo. Il presidente ASI Enrico Saggese ha ricordato che Samantha Cristoforetti parla anche cinese. Un riferimento non casuale, perché l’Italia aspira a partecipare al network di attività a bordo della stazioni spaziali, oltre alla ISS che resterà attiva almeno fino al 2024 (l’annuncio è stato dato dalla NASA il 9 gennaio a Washington in occasione della conferenza mondiale delle agenzie spaziali di 35 nazioni) anche quella che la Cina ha in programma di mettere in orbita nel 2020. “Se ci fosse un G8 dello spazio, l’Italia ne farebbe parte” ha dichiarato Saggese, ricordando come durante la missione Volare di Parmitano sulla ISS fossero presenti ben sette moduli costruiti in Italia, aggiungendo che “il nostro Paese si candida con la propria tecnologia a produrre cibo nello spazio”. I successi odierni dell’Italia derivano dalla visione di lungo termine che ebbero i pionieri delle scienze spaziali, a cominciare dal prof. Luigi Broglio, padre del progetto San Marco. L’omonima piattaforma al largo di Malindi in Kenia, oggi utilizzata come stazione di trekking in occasione dei lanci dalla base europea di Kourou, ha rappresentato anche il primo contributo dell’Aeronautica Militare allo spazio italiano. Lo ha ricordato il generale Preziosa, che ha sottolineato l’importanza della competenza nelle scienze astronautiche e il valore strategico ed economico che l’avventura spaziale garantisce alla società, che si misura con una ricaduta valutata in 3,57 euro per ogni euro investito. Per il capo di stato maggiore dell’Aeronautica lo spazio rappresenta l’occasione per vincere il futuro. E Samantha Cristoforetti, forte di un curriculum con pochi eguali, ne è un esempio tangibile. Di lei ha parlato la Vice Ministro Guerra: “è sempre una gioia quando una donna si fa strada in un mondo genericamente maschile, contando sulle sue competenze intellettuali e sulle capacità fisiche. Lo considero un successo per l’Italia e per tutte le donne”. In realtà l’Italia arriva in ritardo ad annoverare una donna astronauta, ma vista l’elevata competenza di Samantha Cristoforetti diremmo che la sua esperienza potrà fare scuola e da traino a quante, forti della preparazione, determinazione e requisiti psicofisici indispensabili, aspirano a vivere l’avventura spaziale FUTURA.
da Sorrentino | Gen 9, 2014 | Attualità, Lanci, Missioni, Primo Piano, Stazione Spaziale
Il modulo di rifornimento Cygnus, destinato a trasportare materiale sulla Stazione Spaziale Internazionale, è in orbita dopo un’attesa di venti giorni. Il lancio, a bordo del razzo Antares della società americana “Orbital Sciences Corporation”, è avvenuto giovedì 9 gennaio 2014 alle 19,08 (ora italiana) dalla base americana di Wallops, sulla costa atlantica della Virginia, la stessa dove mezzo secolo fa partì il “San Marco 1”, primo satellite italiano progettato dal professor Luigi Broglio. Il modulo pressurizzato Cygnus, alla seconda missione dopo quella dimostrativa effettuata nel settembre 2013 durante la permanenza a bordo della ISS dell’astronauta Luca Parmitano, è costruito in Italia dalla Thales Alenia Space e trasporta circa 1400 kg di carico comprendente attrezzature di ricerca e materiale per esperimenti, computer, vestiario, equipaggiamento vario e anche frutta fresca per i sei componenti dell’equipaggio. Cygnus, il cui attracco al Nodo 2 della ISS è previsto a mezzogiorno di domenica 12 gennaio, è intitolato all’astronauta Charles Gordon Fullerton, scomparso nell’estate 2013, che dopo aver pilotato il prototipo dello Space Shuttle, l’Enterprise, fu assegnato sempre in qualità di pilota alla terza missione STS nel 1982 e comandò la missione 19 nel 1985. La missione 2 di Cygnus avrebbee dovuto prendere il via il 19 dicembre 2013, ma il lancio era stato rimandato a causa del guasto di una pompa del circuito di raffreddamento della ISS che aveva reso necessarie due attività extraveicolari condotte dagli astronauti americani Rick Mastracchio e Mike Hopkins, componenti della Expedition 38. Una volta sulla rampa il 4 gennaio, si deciso un ulteriore rinvio a causa delle temperature estremamente basse che hanno caratterizzato il clima meteorologico degli Stati Uniti. Infine un’attesa di altre 24 ore di 24 ore suggerita dall’intensa attività solare che avrebbe potuto compromettere il regolare funzionamento dei sistemi elettronici di bordo. Una volta vicino al complesso orbitale, Cygnus verrà catturato dal braccio robotico CanadArm2 e accostato al Nodo 2 per l’attracco. La missione è seguita costantemente dal Mission Support Center di ALTEC con sede a Torino. Dopo circa 30 giorni di permanenza sulla ISS, il modulo Cygnus con a bordo i materiali di scarto prodotti a bordo della stazione, si sgancerà per disintegrarsi durante la fase di rientro in atmosfera.
La Orbital Science Corporation ha firmato un contratto con la Nasa di 1.9 miliardi di dollari per trasportare, in aggiunta a quello che ha già volato, otto moduli cargo sulla Stazione Spaziale entro il 2016. Thales Alenia Space, che ha già sviluppato i tre moduli pressurizzati logistici MPLM per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana e gli ATV (Automated Transfer Vehicle) Cargo Carrier per conto dell’Agenzia Spaziale Europea, fornirà in totale 9 moduli pressurizzati destinati al trasporto cargo verso la Stazione Spaziale Internazionale, quattro delle quali con la una capacità di carico utile fino a due tonnellate e cinque con una capacità fino a 2,7 tonnellate.
da Sorrentino | Dic 9, 2013 | Missioni, Primo Piano, Stazione Spaziale
L’astronauta Luca Parmitano fa il resoconto della missione Volare, nella sede dell’Agenzia Spaziale Italiana, iniziando dall’incidente occorsogli nella seconda attività extraveicolare condotta durante la permanenza a bordo della stazione spaziale internazionale, quando la rottura di un dispositivo di regolazione del flusso dell’acqua ha rischiato addirittura l’annegamento cosmico. Una situazione tanto paradossale quanto drammatica per come si è sviluppata e, per fortuna, risolta grazie alla straordinaria freddezza del suo protagonista e alla prontezza e collaborazione dei suoi colleghi di equipaggio. Nella sua prima conferenza stampa italiana dopo il rientro a terra, Parmitano ha riferito che la commissione d’inchiesta della Nasa, incaricata di individuare le cause dell’incidente avvenuto durante la seconda attività extraveicolare, ha stabilito che le azioni da lui condotte nei momenti cruciali dell’emergenza nel vuoto hanno contribuito a salvargli la vita. E questo è un titolo di merito assoluto per chi si è ritrovato a vivere un’esperienza mai capitata ad altro astronauta. Era il 16 luglio quando il casco di Luca Parmitano iniziò a riempirsi di acqua, facendolo sentire “come un pesce rosso in una boccia”. Il problema è stato individuato in un’avaria alla pompa che separa il flusso dell’acqua da quello dell’aria, che deve essere rimessa in circolo e tornare nel casco perché l’astronauta possa respirare. Lo strumento funziona grazie a una centrifuga che ruota a 19mila giri al minuto ed è dotata di 8 buchi per il drenaggio del liquido. A causare le perdita sarebbe stata l’ostruzione di questo fori che ha impedito all’acqua di defluire. In assenza di gravità, l’acqua è risalita per il tubo formando una bolla davanti al viso di Parmitano che ha rischiato, incredibile ma vero, di farlo affogare. E’ certo che la preparazione del maggiore pilota dell’Aeronautica Militare Italiana è stata determinante per superare la singolare, pericolosa quanto imprevista criticità, conservando pieni lucidità e controllo della situazione. Le tute destinate alle prossime Eva saranno dotate di un piccolo snorkel agganciato con del velcro che consentirà agli astronauti di respirare anche se il casco dovesse allagarsi.
Di fronte a 150 studenti invitati dall’ASI, alla presenza del presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Enrico Saggese, del direttore dell’Esrin e dei programmi di Osservazione della Terra dell’Esa, Volker Liebig, e del capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Pasquale Preziosa, l’astronauta Parmitano ha ringraziato l’Italia come sistema formativo e l’Arma Azzurra a cui appartiene, e ha fatto il resoconto dei 166 giorni trascorsi in orbita, durante i quali ha svolto 33 esperimenti che hanno riguardato in particolare la fisiologia umana in assenza di gravità e lo studio sui combustibili green, e sottolineato l’importante contributo offerto dall’Itallia alla ricerca scientifica e spaziale, osservando come sia fondamentale guardare oltre la Terra. “Da sempre l’uomo ha guardato verso le stelle cercando di comprendere cosa c’è. Adesso dei mezzi e la possibilità di concretizzare questa nostra ricerca, non solo con le sonde ma anche con l’uomo”. Completata la fase di riabilitazione piena alla gravità terrestre, Luca Parmitano si dedicherà a fornire il suo contributo e la sua esperienza ai programmi futuri, con la speranza di fare da trainer agli equipaggi che saranno scelti per andare su Marte. Il presidente dell’ASI, Enrico Saggese, ha definito Luca Parmitano il migliore ambasciatore della scienza, della tecnologia e dell’ingegno italiano.
da Sorrentino | Dic 4, 2013 | Missioni, Primo Piano, Stazione Spaziale
La Missione spaziale ISS 42/43 del settimo astronauta tricolore e prima italiana nello spazio, Samantha Cristoforetti, è stata battezzata: si chiamerà FUTURA. Il nome è stato scelto in seguito a una call for ideas lanciata lo scorso 4 novembre dall’Agenzia Spaziale Italiana, dall’Agenzia Spaziale Europea e dall’Aeronautica Militare. L’iniziativa “Dai un nome alla Missione di Samantha Cristoforetti” ha avuto l’obiettivo di invitare il grande pubblico e tutti gli appassionati di tematiche spaziali, senza limiti di età, a contribuire all’ideazione del nome italiano ufficiale della Missione ISS 42/43, rispondendo all’annuncio di Samantha Cristoforetti e di Luca Parmitano. Tra le oltre mille proposte arrivate, in base ai criteri di originalità, creatività e agli aspetti del volo spaziale indicati da Samantha Cristoforetti nel suo annuncio, FUTURA è stato il nome più proposto. FUTURA sarà, quindi, il nome italiano ufficiale della Missione ISS 42/43 e verrà impiegato per realizzare gadget, magliette e tutto il materiale di comunicazione della missione stessa in ambito europeo.
Dopo aver trovato il nome, l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Agenzia Spaziale Europea e l’Aeronautica Militare chiedono adesso un nuovo contributo al grande pubblico con il concorso a premi “Disegna la Missione di Samantha Cristoforetti”. L’obiettivo è l’ideazione di un disegno che rappresenti la partecipazione italiana alla Missione ISS 42/43 e la migliore proposta verrà utilizzata come concept grafico per elaborare il logo italiano della Missione. Anche questa volta, il concorso è rivolto a tutti i cittadini italiani e/o residenti in Italia, senza limiti di età, che potranno inviare la propria proposta a:
logomissionecristoforetti@asi.it.
Il disegno per il logo dovrà contenere al suo interno il nome italiano ufficiale della Missione ISS 42/43, “FUTURA” e dovrà simbolicamente rappresentare almeno uno dei seguenti elementi: ricerca, scoperta, scienza, tecnologia, esplorazione, ispirazione, meraviglia, avventura, viaggio, eccellenza, lavoro di squadra, umanità, entusiasmo, sogno e nutrizione. In palio un incontro con Samantha Cristoforetti, nel corso del quale il vincitore avrà l’opportunità di conoscere dal vivo le sue attività, e la partecipazione in Italia alla diretta del lancio della Missione ISS 42/43.
Samantha Cristoforetti è parte del corpo degli astronauti dell’ESA ed è pilota dell’Aeronautica Militare. Selezionata nella nuova classe di astronauti europei del 2009, sarà componente della spedizione ISS 42/43 il cui lancio è previsto per la fine di novembre 2014. Prima italiana, la nostra astronauta, al suo primo lancio nello spazio, raggiungerà con la navicella russa Soyuz la ISS, sarà il primo lancio nello spazio ed essa sarà la prima donna italiana nello spazio, dove, grazie a un accordo bilaterale che lega l’Agenzia Spaziale Italiana e la NASA, resterà per circa sei mesi quale membro effettivo dell’equipaggio della Stazione Spaziale, contribuendo allo svolgimento di tutti i compiti di ricerca, sperimentazione e manutenzione operativa dell’enorme laboratorio spaziale. La partecipazione di Samantha Cristoforetti all’equipaggio della spedizione ISS 42/43 conferma il ruolo di primo piano che il nostro Paese ha nel settore spaziale e, in particolare, nell’attività di ricerca sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ora che la costruzione della Stazione è terminata, è iniziata la fase di utilizzo a tempo pieno di questo avamposto spaziale dell’umanità. L’attività degli astronauti è quindi focalizzata principalmente sull’attuazione del piano di ricerca e sperimentazione multinazionale e multidisciplinare programmato anche con l’utilizzo delle diverse strumentazioni presenti a bordo, alcune delle quali di realizzazione italiana. Samantha sarà protagonista di numerosi esperimenti selezionati da ESA e dall’ASI, ideati e sviluppati da Università, Enti di ricerca e PMI italiane. Una Missione di lunga durata come questa è un’occasione davvero imperdibile, per tutti gli appassionati di spazio, per immergersi nello straordinario scenario che la ISS rappresenta per la scienza, per la tecnologia, per la cooperazione internazionale e per il futuro dell’umanità.