da Sorrentino | Nov 27, 2012 | Missioni, Programmi, Stazione Spaziale
La stazione spaziale internazionale in orbita terrestre diventerà il laboratorio avanzato di fisiologia umana in vista delle missioni di lungo periodo che dovranno permettere agli astronauti di sbarcare su Marte. Nella primavera 2015 sarà lanciata la missione che vedrà l’americano Scott Kelly e il russo Mikhail Kornienko, selezionati da NASA e Agenzia Spaziale Federale Russa Roscomos, rimanere a bordo un anno intero raccogliere dati sull’adattamento dell’uomo a lunghi periodi in assenza di gravità. Una così lunga permanenza era stata già affrontata in passato dai cosmonauti russi a bordo della stazione Mir. Il 22 marzo 1995 l’astronauta e medico russo, Valery Polyakov, ha toccato terra dopo aver trascorso in orbita 449 giorni. Kelly e Kornienko saranno lanciati a bordo di una capsula russa Soyuz dal Cosmodromo di Baikonur in Kazakistan nella primavera del 2015, e atterreranno in Kazakistan nella primavera del 2016. Un anno intero per simulare dal vivo le condizioni che si creano quando un essere umano deve affrontare condizioni ambientali tali da modificare il comportamento dell’organismo, la densità ossea, la massa muscolare e la visione. Missioni di lungo termine riguardano l’approdo su Marte ma anche le missioni sugli asteroidi. Non a caso sono stati scelti due veterani dello spazio.
Kelly, pilota dello space shuttle nella missione STS-103 nel 1999 e comandante di STS-118 nel 2007, è stato ingegnere di bordo della Expedition 25 sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2010 e comandante della Expedition 26 nel 2011, accumulando oltre 180 giorni nello spazio. Kornienko, nel corpo dei cosmonauti dal 1998, ha svolto il ruolo di ingegnere di bordo negli equipaggi della Expedition 23/24 sulla stazione nel 2010, e ha trascorso oltre 176 giorni nello spazio. Kelly e Kornienko inizieranno un programma biennale di addestramento tra Stati Uniti, Russia e gli altri Paesi partecipanti alla ISS.
da Sorrentino | Ott 8, 2012 | Lanci, Missioni, Primo Piano, Stazione Spaziale
Ha preso il via, non senza qualche momento di apprensione, la prima missione privata di rifornimento della stazione spaziale internazionale. La compagnia privata SpaceX ha lanciato con successo la capsula Dragon dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral. La partenza è avvenuta alle 2.35 ora locale di lunedì 8 ottobre 2012. Il primo volo operativo commerciale della storia prende il nome di Crs-1, acronimo di Commercial Resupply Services, e rientra nel contratto da 1,6 miliardi di dollari che l’agenzia spaziale americana ha sottoscritto con SpaceX, società che fa capo a Elon Musk, inventore del sistema di pagamento via internet Pay Pal, per un totale di 12 lanci diretti alla stazione spaziale per trasferire materiali, pezzi di ricambio e rifornimenti per l’equipaggio. La missione dimostrativa aveva consentito di collaudare con successo nel maggio 2012 il veicolo cargo Dragon, che in quella occasione si è agganciato regolarmente al complesso orbitale. Il razzo vettore Falcon 9 ha portato in orbita il carico di oltre 400 chilogrammi che comprende esperimenti, cibo, indumenti e altro materiale d’uso e consumo a bordo della Iss. Una curiosità: a bordo di Dragon ha viaggiato un piccolo frigorifero in cui, insieme a campioni biologici, ci sono anche dei gelati, dono per gli astronauti.
Momenti di tensione, anche se ottimamente gestiti in sala controllo, sono stati vissuti un minuto e 28 secondi di volo dopo la partenza, quando uno dei nove motori del primo stadio si è spento. Il computer di bordo ha comandato l’allungamento della prima fase di spinta servito a compensare il calo di potenza. Il secondo stadio, invece, ha funzionato regolarmente fino al tempo previsto di 10 minuti e 24 secondo dopo il decollo, permettendo di rispettare i parametri per l’inserimento della capsula in orbita ellittica con apogeo a 326 chilometri all’apogeo e perigeo a 211. Il problema a uno dei nove motori del primo stadio del razzo Falcon 9 non ha trovato impreparati i tecnici di SpaceX, perché questa eventualità è stata prevista in fase di progettazione, così come la manovra che ha posto rimedio al problema propulsivo. Ciò rappresenta un grosso vantaggio anche in vista del possibile utilizzo di Dragon per il trasferimento degli astronauti in orbita, oggi affidato esclusivamente alle capsule russe Soyuz dopo il pensionamento degli Space Shuttle. Peraltro, Dragon è al momento l’unico cargo spaziale in grado di rientrare sulla Terra portando indietro materiali ed esperimenti scientifici completati. In alternativa, sia il cargo russo Progress che l’ATv europeo si disintegrano al rientro nell’atmosfera. Una volta vicino alla Iss, Dragon viene agganciata dal braccio robotico e fatta attraccare, diventando un pezzo della stazione fino al 28 ottobre quando se ne distaccherà per ammarare nel Pacifico, riportando a terra un quantitativo doppio del materiale trasferito in orbita. Agli inizi del 2013 toccherà anche alla Orbital Science esordire con il proprio veicolo automatico Cygnus, il cui involucro pressurizzato è realizzato negli stabilimenti di Torino di Thales Alenia Space. Anche Cygnus appartiene alla categoria delle capsule non recuperabili.
da Sorrentino | Mar 23, 2012 | Attualità, Lanci, Primo Piano, Stazione Spaziale
L’ATV Edoardo Amaldi dell’ESA è stato lanciato alle 05h34 CET (04h34 GMT, 01h34 ora di Kourou) di venerdì 23 marzo dallo spazioporto europeo di Kourou in Guyana Francese, per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale a bordo di un Ariane5 operato da Arianespace. Il Veicolo di Trasferimento Automatico (ATV – Automated Transfer Vehicle), la navicella spaziale più complessa prodotta in Europa, è in viaggio per portare rifornimenti essenziali alla stazione orbitante. Rialzerà inoltre l’orbita della Stazione Spaziale durante i cinque mesi in cui è ad essa agganciato.
L’ATV Edoardo Amaldi è il terzo di una serie di cinque navette di rifornimento sviluppate in Europa per adempiere al proprio obbligo di ammortamento dei costi della Stazione. Questo veicolo è il primo ad essere stato processato e lanciato rispettando l’obiettivo di uno per anno.
“Il fatto che l’Europa fornisca un servizio annuale alla Stazione è diventato realtà grazie alla dedizione, alla competenza ed all’interazione della nostra industria spaziale, delle agenzie nazionali e dell’ESA” ha detto Jean-Jacques Dordain, Direttore Generale dell’ESA. “L’ATV-3 dimostra la capacità dell’Europa di consegnare regolari missioni di alto profilo a supporto delle esigenti operazioni di volo abitato, in coordinamento con i nostri partner internazionali.”
L’ATV si avvale di sistemi di navigazione ad alta precisione, software di volo ridondante e un sistema di auto-controllo, tutti dotati di sistemi indipendenti per la generazione di elettricità. “Siamo fieri che l’ESA stia fornendo il più sofisticato veicolo di rifornimento per la Stazione Spaziale” ha detto Thomas Reiter, Direttore ESA dei Voli Abitati e delle Operazioni. Basandosi sulle capacità e sulla competenza che ESA e l’industria europea hanno sviluppato nel contesto del programma ATV, abbiamo ora l’opportunità di sviluppare ulteriormente questa tecnologia. Ciò aprirà una vasta gamma di opportunità per noi di contribuire a future imprese per l’esplorazione spaziale.”
Il lanciatore con le sue 20 tonnellate di carico ha iniziato il suo volo sopra l’Atlantico proseguendo verso le Azzorre e l’Europa. L’accensione iniziale, della durata di 8 minuti, dello stadio superiore, ha portato l’ATV-3 in orbita bassa inclinata di 51.6 gradi verso l’equatore. Dopo 42 minuti, lo stadio superiore si è riacceso per eseguire un’orbita circolare ad un’altitudine di 260Km. A circa 64 minuti di volo, la navicella con il carico si è separata dallo stadio superiore. Venticinque minuti più tardi, l’ATV-3 ha cominciato a dispiegare i suoi quattro pannelli solari. Il dispiegamento si è completato qualche minuto più tardi, segnando così il termine della fase di lancio. Edoardo Amaldi sta ora eseguendo una serie di manovre per il rendez-vous con la Stazione Spaziale, il 28 marzo, orario previsto ore 00h34 CEST (22h34GMT), quando si aggancerà sotto il proprio controllo con il modulo russo Zvezda. Durante la missione, la navetta sarà monitorata dal Centro di Controllo dell’ATV (ATV-CC), in collaborazione con i centri di controllo della Stazione Spaziale di Mosca e di Houston. ATV-CC è situato a Tolosa, Francia, presso la sede dell’agenzia spaziale francese, il CNES.
da Sorrentino | Mar 2, 2012 | Attualità, Missioni, Primo Piano, Stazione Spaziale
Il lancio del veicolo di trasferimento automatizzato, in acronimo ATV, che l’Agenzia Spaziale Europea ha dedicato allo scienziato italiano Edoardo Amaldi, è stato posticipato rispetto alla data prevista del 9 marzo a seguito di verifiche che hanno suggerito ulteriori controllo. L’ATV sarà messo in orbita con il razzo vettore Ariane 5 dallo spazioporto di Kourou nella Guyana Francese. Dopo il volo di qualifica dell’ATV-1 Julius Verne nel 2008 e la prima missione operativa dell’ATV-2 Johannes Kepler lanciato nel 2011, il terzo esemplare della navetta automatica raggiungerà con il suo carico di rifornimenti la Stazione Spaziale Internazionale, provvedendone a correggere anche l’assetto e la quota orbitale. A bordo 6,6 tonnellate di rifornimenti, di cui 285 kg di acqua e tre tonnellate di propellente per il controllo dell’assetto, oltre che ossigeno, cibo, acqua potabile, gas, materiale per la ricerca e attrezzature per la manutenzione. L’attracco alla Stazione Spaziale Internazionale avverrà il 19 marzo, il distacco è previsto il 27 agosto. La missione di ATV-3, che inizia esattamente nello stesso giorno in cui è avvenuto il lancio inaugurale tre anni fa, avrà una durata di 171 giorni, durante i quali fornirà un supporto logistico fondamentale all’equipaggio della ISS.
Dopo Giulio Verne e Giovanni Keplero, la scelta è caduta su Edoardo Amaldi, eminente figura scientifica, politica e sociale, accademico dei lincei dal 1948 e presidente dell’istituzione dal 1988 al 1989. Edoardo Amaldi, uno dei ragazzi di Via Panisperna, la scuola di fisica di Enrico Fermi, è considerato il padre fondatore della scienza e delle attività spaziali europee. Egli ebbe, infatti, un ruolo decisivo nella costituzione del laboratorio europeo CERN e nella nascita della Agenzia Spaziale Europea. Non a caso, a bordo dell’ATV-3 volerà una cianografia di una lettera scritta dal fisico italiano nel 1958 a Gino Crocco, altra eminente figura di scienziato spaziale, uno straordinario documento storico che rispecchia l’ambiziosa visione di Amaldi per la creazione di un’organizzazione spaziale europea a carattere pacifico e non militare. Alla vigilia del lancio del terzo ATV, l’Accademia dei Lincei ha sottolineato il ruolo di Edoardo Amaldi nella costituzione degli Enti di Ricerca Europei e la sinergia tra CERN e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Agenzia Spaziale Europea e Italiana.