da Sorrentino | Lug 5, 2015 | Missioni, Primo Piano, Stazione Spaziale
Dopo due fallimenti consecutivi, la stazione spaziale internazionale ha ricevuto i rifornimenti necessari allo svolgimento delle attività di bordo. Il cargo russo Progress M28-M dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, partito regolarmente venerdì 3 luglio dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan, ha attraccato al modulo di servizio russo Zvezda del complesso orbitale alle 9:11 ora italiana di domenica 5 luglio. I tre astronauti a bordo, l’americano Scott Kelly, i russi Gennady Padalka e Mikhail Kornienko, hanno accolto le 2,4 tonnellate di materiale, tra cibo, carburante, materiali e pezzi di ricambio, come la slitta di babbo Natale. L’operazione di aggancio è avvenuto in modo automatico, mentre l’equipaggio ha controllato la sequenza di avvicinamento e sempre pronto a intervenire. Per il lancio del modulo cargo Progress è stato impiegato il lanciatore Soyuz-U invece che il tradizionale Soyuz 2-1°, il cui malfunzionamento aveva provocato nel mese di aprile scorso la perdita del Progress M27-M. Peraltro il profilo del volo orbitale, culminato nella manovra di avvicinamento del cargo alla stazione spaziale internazionale, non è stato quello veloce, che prevede l’attracco sei ore dopo la partenza, ma si è basato sulla vecchia procedura con la copertura di 34 giri intorno alla Terra prima di entrare in contatto con l’obiettivo finale.
La prima missione cargo eseguita con successo fa seguito ai fallimenti del Progress, il 28 aprile scorso, e della navetta Dragon della società privata SpaceX a bordo del razzo FalconX il 28 giugno, in entrambi i casi per malfunzionamento del lanciatore. In precedenza, a ottobre 2014, si era verificata l’esplosione del razzo vettore Antares che trasportava il modulo cargo Cygnus CRS-3 della Orbital Science Corporation. Nonostante i seri inconvenienti in fase di lancio, l’equipaggio della ISS aveva scorte vitali fino a tutto il mese di ottobre 2015 e con la nuova fornitura la sopravvivenza è garantita fino a fine anno. La scorta arrivata in orbita comprende per l’esattezza 48 kg di aria ed ossigeno, 420 kg di acqua, 1393 kg di parti di ricambio ed esperimenti scientifici, 520 kg di propellenti, e cibo per un totale di 2381 kg di materiale. I prossimi rifornimenti cargo saranno eseguiti con il modulo giapponese HTV-5, previsto a metà agosto, poi con la capsula Progress M-29M a settembre e a fine novembre con il nuovo modulo russo Progress MS-01. Infine, a dicembre, ritorna sulla rampa il modulo Cygnus per la missione CRS-4, ma a bordo del vettore Atlas 5.
da Sorrentino | Lug 3, 2015 | Politica Spaziale, Primo Piano, Programmi
Il Center for Near Space (CNS), primo dei centri di competenza dell’Italian Institute for the Future, è il nuovo soggetto che si inserisce nella dinamica propositiva delle soluzioni future nel settore spaziale con l’obiettivo di potenziare le attività di ricerca, formazione e divulgazione nell’ambiente circumterrestre. La presentazione del CNS è fissata per martedì 14 luglio alla Reggia di Caserta, dove è esposto il veicolo sperimentale europeo IXV, nella sede dell’Associazione Arma Aeronautica con l’intervento del Presidente del CIRA e del Distretto Aerospaziale Campano, Luigi Carrino, e della direttrice dello United Nations Office for Outer Space, Simona Di Pippo, in collegamento via Skype.
La nascita del Center for Near Space intende incoraggiare anche in Italia l’accesso dei privati all’orbita terrestre, e in primo luogo all’area sub-orbitale per attività non solo di ricerca scientifica ma di sviluppo industriale e turismo spaziale, come primo passo per una space economy che possa trainare lo sviluppo economico nazionale ed europeo. Nel contempo si prefigge di avvicinare lo Spazio al grande pubblico, con una serie di iniziative per sensibilizzare le giovani generazioni, i cittadini e i decisori politici alla cultura spaziale.
Il Center for Near Space è diretto da Gennaro “Rino” Russo, ingegnere aerospaziale con una lunga esperienza composta da dieci anni di lavoro nel settore della microgravità insieme al prof. Luigi G. Napolitano, e 25 anni al CIRA, il Centro Italiano di Ricerche Aerospaziali, dove ha diretto i programmi di trasporto spaziale. L’Italian Institute for the Future, presieduto da Roberto Paura, ha affidato a Rino Russo il compito di implementare e stimolare gli scenari di lungo termine dell’industria spaziale, con il proposito di aprire anche in Italia la nuova frontiera che mira all’accesso dei privati allo Spazio.
Il CNS sarà diviso in cinque linee strategiche, che porteranno avanti le attività previste nei settori della formazione e divulgazione, ma anche in quelli della ricerca: il CNS sosterrà il progetto Hyplane, un velivolo da turismo spaziale che può essere utilizzato anche come spazioplano ipersonico per collegare più velocemente punti distanti della Terra, sfruttando il volo parabolico, e avvierà una ricerca sulla realizzazione di infrastrutture spaziali nella fascia orbitale e sub-orbitale.
Il CNS è il primo dei centri di competenza che l’IIF si appresta a lanciare nei prossimi mesi e anni. L’esigenza di strutturare in maniera più organica i diversi ambiti di azione e di ricerca dell’Istituto, che spaziano dall’economia alla politica internazionale, dallo sviluppo tecnologico all’innovazione sociale, era stata espressa fin dall’ultima assemblea sociale ed è stata assunta come priorità per l’anno 2014-2015, con l’istituzione dei primi tre centri di competenza: a settembre si aggiungeranno al CNS anche il Center for the Future of Europe e il Center for Economic Development and Social Change.
da Sorrentino | Lug 3, 2015 | Eventi, Primo Piano, Programmi
Giovedì 2 luglio, nella prestigiosa cornice della Reggia di Caserta, il CIRA ha inaugurato lo stand che ospita la navicella IXV (Intermediate eXperimental Vehicle) dell’Agenzia Spaziale Europea, per illustrare al grande pubblico i primi risultati della missione e con essi il contributo fondamentale apportato al progetto europeo dalla comunità scientifica e industriale italiana e, in particolare, il ruolo svolto dal CIRA.
Alla cerimonia di inaugurazione, insieme al Presidente del CIRA, Luigi Carrino, sono intervenuti il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston, il Presidente di Confindustria Caserta Luciano Morelli, il Presidente del Centro Altec di Torino, Massimo Grimaldi. Il taglio del nastro, affidato a Paola Mercogliano, una delle più giovani ricercatrici del team CIRA IXV, ha preceduto di una settimana la conferenza di Giorgio Tumino, Program Manager ESA del progetto IXV, sugli sviluppi futuri del velivolo spaziale, in occasione dell’Assemblea nazionale di Confindustria a Caserta.
“La presenza di IXV a Caserta è il segno tangibile del desiderio del CIRA di condividere con il territorio i successi scientifici conseguiti a livello internazionale – ha dichiarato il Presidente del CIRA Luigi Carrino – IXV rappresenta il naturale proseguimento delle esperienze maturate dal CIRA con le due missioni eseguite nell’ambito del programma nazionale USV (Unmanned Space Vehicle) ed è la base di partenza per il programma PRIDE, sostenuto dall’ASI nel corso della Ministeriale ESA”.
“Nella cornice della Reggia Venvitelliana, passato e futuro si fondono e dimostrano – ha ricordato il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston – come la nostra capacità di creare abbia potuto dare vita a eccezionali opere dell’ingegno. Non c’è quindi luogo più simbolico della Reggia per ospitare uno degli oggetti più tecnologici prodotti dal nostro paese. IXV è un elemento determinante per il successo dei futuri e ambiziosi progetti spaziali nei quali l’Europa, grazie all’Italia, è coinvolta. Questa strada passa anche da qui, nella provincia di Caserta, con il CIRA. Dobbiamo ringraziare tutta la nostra industria, il mondo della ricerca e, in particolare, il Cira per aver saputo, con il supporto dell’ASI, realizzare questa sfida. IXV è la conferma che quando facciamo sistema il successo è garantito”.
L’IXV rimarrà esposto alla Reggia fino al 25 luglio: si tratta della tappa più lunga nell’ambito del tour che il veicolo sta compiendo presso gli enti che hanno preso parte all’importante programma spaziale europeo. All’interno dello stand, realizzato dal CIRA in collaborazione con Confindustria e Camera di Commercio di Caserta, è stata ricreata, attraverso un impianto scenografico di luci e musiche, una suggestiva e coinvolgente ambientazione spaziale. Qui i visitatori possono osservare da vicino il veicolo spaziale sperimentale che l’11 febbraio scorso, lanciato dal vettore europeo VEGA, ha effettuato con successo la sua missione di rientro in atmosfera da orbita terrestre bassa (300 km). Un viaggio che IXV, pur riportando segni evidenti sulla superficie esterna, ha superato brillantemente, aprendo nuovi orizzonti al futuro sistema di trasporto spaziale europeo.
L’Italia attraverso l’ASI è stato in assoluto il paese che più ha contribuito al progetto IXV, la cui esecuzione è stata affidata ad un team di aziende e centri di ricerca guidato da Thales Alenia Space Italia. Significativo è stato il ruolo svolto dal CIRA durante tutte le fasi di sviluppo del progetto: dagli studi in materia di aerodinamica e aerotermodinamica, alle attività di qualifica del sistema di protezione termica, dall’integrazione di un prototipo in scala reale del velivolo IXV alla progettazione ed esecuzione del drop test da elicottero per la sperimentazione del sistema di discesa e di recupero. Ed anche nella fase di esecuzione della missione finale, ha fornito assistenza tecnica all’ESA attraverso la partecipazione di propri ricercatori al Team di Progetto impegnato nelle operazioni di lancio presso la Base di Kourou.
da Sorrentino | Lug 1, 2015 | Primo Piano, Servizi Satellitari, Tecnologie, Telescienza
L’Agenzia Spaziale Italiana è impegnata a svolgere un’importante azione di coordinamento nazionale nell’ambito del progetto europeo CLOSEYE, dedicato alla ricerca di tecnologie e soluzioni innovative per il controllo delle frontiere e la sorveglianza marittima. Un passo in avanti nella sorveglianza costiera dallo Spazio, grazie alla banda larga del satellite Athena Fidus. La sperimentazione messa a punto attraverso il progetto CLOSEYE (Collaborative evaLuation Of border Surveillance technologies in maritime Environment bY pre-operational validation of innovativE solutions), ha utilizzato un canale di telecomunicazione a larga banda del payload dell’Agenzia Spaziale Italiana a bordo del satellite italo-francese Athena Fidus.
Una delle sperimentazioni di CLOSEYE coordinate dell’ASI è in corso tra l’Isola di Pantelleria e il centro operativo (CINCNAV) della Marina Militare, ed è realizzata nell’ambito della fase di test, in vista della validazione di scenari pre-operativi per il controllo delle frontiere.
Tracciati radar, immagini ottiche e SAR da mezzi aerei vengono raccolti e inviati grazie al satellite direttamente al centro della Marina Militare. La sperimentazione permette, durante tutta la fase di test, una condivisione ampia e veloce dei dati strategici con i principali enti coinvolti nella sorveglianza costiera, direttamente dagli scenari operativi al centro di raccolta nazionale. In questo modo, grazie alla banda larga del satellite, è possibile avere comunicazioni strategiche e costanti che possono ovviare a qualsiasi problema legato alle comunicazioni satellitari commerciali o di rete fissa.
Athena Fidus si prefigge di soddisfare i fabbisogni crescenti di mezzi di telecomunicazioni spaziali delle amministrazioni pubbliche e delle Difese Italiane e Francese. Il satellite realizza una rete di telecomunicazioni per usi militari e civili governativi (sicurezza, vigili del fuoco, carabinieri ecc.) indipendente da quella terrestre, in grado di operare in ogni condizione di calamità, interruzione delle reti convenzionali, di intervento in territori all’estero con comunicazioni sicure. Il sistema si basa su tecnologie derivate dal settore civile.
CLOSEYE è un progetto di particolare rilevanza strategica sviluppato per rispondere alle esigenze connesse al controllo della pressione migratoria dalla costa nordafricana. L’obiettivo è dotare l’Unione Europea di un sistema operativo e tecnico per il monitoraggio dei confini meridionali dell’UE, migliorando la capacità di reazione delle autorità competenti nel controllo delle frontiere.
da Sorrentino | Lug 1, 2015 | Politica Spaziale, Primo Piano
Il tedesco Johann Dietrich Wörner ha assunto la carica di Direttore Generale dell’Agenzia Spaziale Europea, per un periodo di quattro anni a partire dal primo luglio 2015. Succede a Jean-Jacques Dordain, che ha ricoperto il ruolo per 12 anni. Wörner, nato nel 1954, dal primo marzo 2007 era presidente del Consiglio esecutivo della DLR (il Centro Aerospaziale tedesco) e ha alle spalle una brillante carriera accademica che lo ha portato a collezionare una lunga serie di premi scientifici e incarichi prestigiosi. Dal 1995 era anche presidente della Technische Universität di Darmstadt.
Il passaggio di consegne virtuale tra Dordain e Woerner è avvenuto di fatto all’ultima edizione del Salone Aerospaziale di Parigi Le Bourget, nello stand dell’Agenzia Spaziale Europea dove facevano bella mostra i modelli del lander Philae, primo oggetto artificiale sbarcato su una cometa, e dell’Intermediate Experimental Vehicle.
Intervistato da Euronews, Jean-Jacques Dordain, direttore generale uscente dell’ESA, ha indicato quale tappa più importante del suo incarico il completamento della gamma dei lanciatori europei dall’Ariane alla Soyuz fino a Vega, e tra gli eventi più straordinari l’atterraggio della sonda europea Huygens su Titano, la radiazione cosmica di fondo svelata da Planck fino alla missione Rosetta.

ESA DG press conference
Dordain ha lanciato una riflessione sulla cooperazione internazionale, importante fattore delle attività spaziali. “Non dobbiamo esportare i nostri problemi dal pianeta Terra allo spazio. Al contrario, dovremmo importare sul pianeta Terra la cooperazione trovata nello spazio” – è stato il suo invito, richiamando la collaborazione con i russi sia nel campo dei vettori che della missione Exomars. “L’eredità più importante della Stazione spaziale internazionale sono i partenariati – ha aggiunto – L’hardware finirà un giorno o l’altro, ma i partenariati rimarranno”. Infine, il suo messaggio rivolto al futuro: “Non conosco il calendario, ma sono sicuro che gli esseri umani andranno su Marte”.
Johann-Dietrich Wörner, nuovo direttore generale ESA, impattò proprio con la missione Rosetta al suo arrivo all’Agenzia spaziale tedesca. Alla vigilia del suo insediamento Philae si è riattivato e sta raccogliendo dati sull’ambiente cometario. Toccherà a Wörner salutare nel 2016 la prossima missione europea su Marte e attendere che nel 2018 sbarchi un rover. Quanto alla stazione spaziale internazionale, è già tempo di pensare a sviluppare le infrastrutture che ne prenderanno il posto nel prossimo decennio. Wörner sarebbe propenso ad andare sul lato nascosto della Luna, e installarvi una stazione permanente e costruire un grosso telescopio. Ma intanto deve calarsi nel suo ruolo, svolgere un’azione sempre più marcata di mediatore tra i diversi Paesi con capacità di accesso allo spazio e affrontare una fase di cambiamenti; tra questi la prospettiva di privatizzazione di Arianespace.