da Sorrentino | Lug 19, 2016 | Industria, Primo Piano, Programmi

La NASA accelera nel programma di esplorazione del pianeta rosso, Journey to Mars, che prevede l’arrivo dell’uomo su Marte nel decennio del 2030. Cinque aziende aerospaziali (Boeing, Lockheed Martin Space Systems, Northrop Grumman Aerospace Systems, Orbital e Space Systems) sono state selezionate per la realizzazione di studi propedeutici alla costruzione di un nuovo orbiter destinato a fare rotta verso Marte. Oltre a lavorare alla fornitura di strumenti scientifici supplementari e al miglioramento generale delle funzionalità del nuovo veicolo spaziale, le cinque società prescelte svilupperanno innovazioni rispetto alle funzionalità già presenti sui moduli orbitali attualmente impiegati, in particolare l’acquisizione di immagini ad alta risoluzione della superficie del pianeta rosso e le telecomunicazioni. Gli orbiter di futura generazione potranno avvalersi delle tecnologie più avanzate come la propulsione elettrica solare che garantisce consumi più efficienti ed è in grado di fornire una spinta propulsiva per tempi più lunghi. Il progetto sarà gestito dal Jet Propulsion Laboratory e denominato “Mars Exploration Program Analysis Group”, che ha lo scopo di creare un dialogo tra la comunità scientifica e la NASA per lo sviluppo di nuove proposte. Il gruppo ha redatto sei mesi fa un rapporto focalizzato sugli obiettivi scientifici dei prossimi orbiter marziani: un punto di partenza per i prossimi passi dell’agenzia spaziale americana verso Marte. La NASA ha all’attivo due rover sul pianeta rosso – Curiosity e Opportunity – e tre orbiter MRO, Mars Odissey eMaven, i primi due operativi, il terzo attualmente in stand-by ma pronto a tornare in servizio. Nei prossimi quattro anni è previsto il lancio di altri due rover: InSight che avrà il compito di studiare l’interno del pianeta nel 2018 e Mars 2020, l’erede potenziato di Curiosity, nel 2020. Il 19 ottobre, frattanto, è in programma l’ammartaggio del modulo Schiaparelli della missione Exomars, che promuove l’Italia tra i principali partner dell’ambizioso programma di studio, conoscenza e colonizzazione del pianeta rosso.
da Sorrentino | Lug 13, 2016 | Industria, Missioni, Primo Piano
Sarà di progettazione italiana il più grande generatore fotovoltaico mai sviluppato per missioni di esplorazione planetaria e volerà fino a oltre 750 milioni di chilometri dal sole, a bordo della sonda JUICE nel suo viaggio alla scoperta dei segreti di Giove e delle sue lune, che potrebbero ospitare la vita. Dieci pannelli solari per un totale di 97 metri quadrati è il nuovo primato da raggiungere, affidato da Airbus Defence & Space a Leonardo-Finmeccanica. Dopo il record di 64 metri quadrati dei pannelli della sonda Rosetta, che ha permesso a un veicolo costruito dall’uomo di approdare sul nucleo di una cometa, questo nuovo primato conferma il ruolo di primo piano del gruppo industriale italiano nel mercato degli equipaggiamenti e sensori hi-tech per lo spazio. Programmata per essere lanciata nel 2022 e per raggiungere Giove nell’ottobre 2029, la sonda JUICE (JUpiter ICy moon Explorer) verrà realizzata da Airbus Defence & Space in qualità di prime contractor. La missione dell’Agenzia Spaziale Europea, che vede un importante coinvolgimento dell’Italia e in particolare dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), studierà Giove e le sue grandi lune ghiacciate – Ganimede, Callisto ed Europa – scoperte da Galileo Galilei nel 1610 e ritenute di grande interesse per la presenza di vasti oceani sotto la loro superficie ghiacciata. Ne verranno esplorate la superficie e gli strati interni, investigando se possano ospitare condizioni favorevoli alla vita. In particolare, Leonardo utilizzerà celle solari all’Arseniuro di Gallio (GaAs), un cristallo che converte la luce solare in corrente elettrica, ottimizzate per condizioni di bassa intensità di illuminazione e bassa temperatura, sviluppando pannelli in grado di alimentare la sonda anche quando la luce solare, a causa della grande distanza, sarà meno di un venticinquesimo di quella che arriva sulla Terra, e il pannello solare sarà a -230°C. I generatori fotovoltaici non sono l’unico contributo di Leonardo a JUICE: l’azienda partecipa alla realizzazione dello strumento JANUS – finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e sviluppato da un team internazionale sotto la guida dell’Università Parthenope di Napoli e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) – camera ad alta definizione che permetterà di esplorare Giove, le sue grandi lune e il sistema di anelli del pianeta. L’azienda collabora anche allo spettrometro MAJIS, realizzato sotto la guida dell’Istituto di Astrofisica Spaziale francese (IAS) e sviluppato da un team internazionale con la partecipazione dell’INAF e il supporto di ASI.
da Sorrentino | Lug 12, 2016 | Industria, Politica Spaziale, Primo Piano, Programmi, Tecnologie
Leonardo Finmeccanica svilupperà il sistema che esaminerà il sottosuolo lunare in preparazione di possibili future missioni umane. Il contratto con l’Agenzia Spaziale Europea è stato firmato al Farnborough Air Show e impegnerà due anni nella progettazione, realizzazione e test del prototipo di PROSPECT, contributo europeo chiave per Luna-Resurs. Luna-Resurs, frutto della collaborazione tra ESA e Roscosmos (l’agenzia spaziale russa) con il fondamentale supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e di quella britannica (UK Space Agency), dovrebbe portare nel 2021 una sonda di circa una tonnellata sulla Luna alla ricerca di acqua e materie prime utilizzabili per la costruzione di una futura base permanente. Dopo aver realizzato le trivelle per Rosetta ed ExoMars, il team di Leonardo è chiamato a sviluppare analoghi strumenti tecnologici avanzati per consentire di perlustrare il sottosuolo lunare fino a due metri di profondità.
PROSPECT (Package for Resource Observation, in-Situ analysis and Prospecting for Exploration Commercial exploitation and Transportation) è un laboratorio automatico costituito da una trivella robotica e da una suite di strumenti scientifici, che Leonardo svilupperà in collaborazione con la britannica Open University. Il sistema perforerà il suolo lunare fino ad una profondità di due metri, prelevando campioni di materiale e distribuendoli per l’analisi agli strumenti scientifici a bordo della sonda. Verrà testato da Leonardo in un ambiente che replicherà le caratteristiche del Polo sud lunare dove si troverà a operare: il vuoto cosmico e una temperatura di 170 gradi centigradi sotto zero
“Questo risultato, che segue la fornitura di analoghi sistemi per Rosetta ed ExoMars, conferma la nostra leadership mondiale negli apparati di trivellazione e campionamento spaziali. Si tratta di strumenti all’avanguardia, espressione di quell’ingegno di cui il nostro nuovo nome, Leonardo, è la sintesi” – ha dichiarato Mauro Moretti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo. “Le nostre tecnologie spaziali – ha aggiunto Moretti – consentono di esplorare l’Universo a bordo di sonde come Rosetta, Juno, JUICE o Cassini, di monitorare l’ambiente con Copernicus, di studiare le onde gravitazionali con LISA Pathfinder, di fornire con Galileo servizi utili a tutti. Siamo a bordo della missione ExoMars alla ricerca di tracce di vita su Marte, ora lavoreremo con entusiasmo per andare anche sulla Luna”.
“L’arrivo di PROSPECT sulla superficie lunare all’inizio del prossimo decennio dimostrerà il forte interesse dell’ESA a giocare un ruolo importante in uno sforzo internazionale per una esplorazione sostenibile della Luna” – ha commentato David Parker, Direttore ESA per l’Esplorazione Umana e Robotica dello Spazio, aggiungendo: “La Luna è una delle mete dell’emozionante programma di esplorazione spaziale dell’ESA, che prevede operazioni umane in orbita terrestre e un approccio integrato all’esplorazione di Luna e Marte. È fondamentale verificare che sia economicamente sostenibile sfruttare le risorse naturali presenti in loco, così da preparare i futuri sforzi di esplorazione umana. PROSPECT consentirà un importante passo avanti in questo senso”.
da Sorrentino | Lug 11, 2016 | Industria, Primo Piano, Stazione Spaziale
Thales Alenia Space ha siglato nell’ambito del Farnborough International Airshow un nuovo contratto con Orbital ATK per la fornitura di altri nove moduli pressurizzati cargo (PCM) di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il modulo cargo è progettato per trasportare rifornimenti per l’equipaggio ed esperimenti scientifici su navicella spaziale Orbital ATK Cygnus™ in base al contratto di Servizi si Rifornimento Commerciale siglato con la NASA. Recentemente Cygnus ha consegnato circa 3.600 chili di cargo ed esperimenti scientifici agli astronauti a bordo della stazione completando con successo la quinta missione come da contratto. È previsto che Orbital ATK completi 10 missioni CRS-1 alla Stazione Spaziale Internazionale prima di dedicarsi a nuove missioni logistiche di lancio di cargo previste dal contratto CRS-2 nel 2019.
“La firma di questo nuovo contratto rappresenta una rinnovata fiducia alle nostre competenze ingegneristiche e alla nostra abilità nel fornire moduli cargo pressurizzati per il rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale da parte di un cliente prezioso – ha dichiarato Walter Cugno, Responsabile del Dominio Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space – Non solo garantisce continuità al nostro ruolo di leader mondiali nel campo delle infrastrutture spaziali, ma sottolinea anche l’unicità del nostro know-how e delle nostre competenze che continueremo a mettere a disposizione nella realizzazione di future avventure oltre la Stazione Spaziale a supporto dell’esplorazione dello spazio.” “Thales Alenia Space è stata uno dei nostri partner più affidabili e strategici nell’ambito del volo umano nello spazio,” ha dichiarato David Thompson, Presidente e Amministratore Delegato di Orbital ATK: “I moduli pressurizzati sviluppati da Thales Alenia hanno svolto impeccabilmente la loro funzione per far sì che Cygnus diventasse un prodotto di punta per le missioni di rifornimento di cargo e come piattaforma di ricerca per gli esperimenti scientifici che permettono l’esplorazione dello spazio profondo. Il modulo cargo pressurizzato potenziato che ha volato nelle nostre ultime due missioni, ha consentito a Cygnus di trasportare il 50% in più di cargo alla NASA, dimostrando per di più la versatilità e la flessibilità che Cygnus è in grado di offrire ai nostri clienti.”

La navicella Cygnus è formata da due componenti principali: un modulo di servizio (SM), realizzato da Orbital ATK integrato con il Modulo Cargo Pressurizzato (PCM) sviluppato da Thales Alenia Space. Basati sull’esperienza quarantennale nel campo delle infrastrutture e dei sistemi di trasporto, i PCM Cygnus sviluppati da Thales Alenia Space si fondano sulle competenze e capacità acquisite nell’ambito dei precedenti programmi di sviluppo in ambito della Stazione Spaziale Internazionale, quale il MPLM (Multi-Purpose Logistics Module), realizzato dalla società per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana per la NASA ed ATV (Automated Transfer Vehicle) Cargo Carrier, realizzato da Thales Alenia Space per l’Agenzia Spaziale Europea.
La nuova configurazione incorpora una serie di potenziamenti rispetto al PCM standard utilizzato nelle missioni che hanno preceduto quella attuale. Questi includono una soluzione più leggera ed efficiente per l’alloggiamento del carico all’interno del modulo, aumentando, sia in termini di massa che di volume, la capacità di trasporto del carico che può essere trasportato sul laboratorio orbitante. Il nuovo design, inoltre, ha dato prova di essere in grado di alloggiare borse di forma irregolare e con diversi livelli di rigidità. Il PCM potenziato è in grado di contenere un maggior numero di alloggiamenti, se paragonato al design del modulo esistente, potenziando la capacità di trasporto di esperimenti scientifici.
da Sorrentino | Giu 28, 2016 | Eventi, Industria, Politica Spaziale, Primo Piano
L’Agenzia Spaziale Italiana ha ospitato la presentazione del progetto di ricerca CLOSEYE, realizzato con la Marina Militare italiana in collaborazione con il Ministero dell’Interno. Il progetto, basato sull’integrazione tra sistemi satellitari e le unità operative per sorveglianza e l’intervento nel Mar Mediterraneo, è stato finanziato nell’ambito del 7° programma quadro, e si propone di dotare l’Unione Europea di un sistema tecnologico innovativo dedicato al monitoraggio dei confini marittimi meridionali dell’UE, migliorando la capacità di reazione e l’efficacia delle operazioni da parte delle autorità competenti nel controllo delle frontiere marittime europee. Il prototipo, di questo ad oggi si tratta, integra l’utilizzo dei sistemi spaziali duali italiani, come Cosmo SkyMed per la raccolta delle immagini e Athena Fidus per la trasmissione dei dati processati, con un software di riconoscimento della tipologia delle imbarcazioni osservate dallo spazio così da ampliare l’orizzonte operativo delle unità marittime che operano gli interventi nei casi di emergenze migratorie;
“Il punto di forza di questo progetto è la parola integrato”. Così commenta il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Roberto Battiston che aggiunge: “Un sistema dalla a alla z, un prototipo di quello che deve diventare domani la possibilità di fornire un servizio integrato che sfrutti le capacità che abbiamo, in mare, sulla terra e nello spazio gestire al meglio, anche in maniera preventiva, l’emergenza migratoria che l’Europa sta vivendo”. “Stiamo parlando di applicazioni tecnologiche molto avanzate – continua il presidente dell’ASI – e abbiamo la certezza che ci porteranno a delle ricadute economiche molto importanti”. “L’importante è essere tra i primi, e lo siamo. Con Closeye l’Italia ha dimostrato la capacità di integrare tra loro sistemi difficilmente disponibili in Europa e essendo tra i primi le nostre industrie potranno proporre le soluzioni sviluppate ai mercati europei e internazionali”. “Questo è un progetto che dura da un paio d’anni, che ha coinvolto una ventina di realtà istituzionali e industriali, che fa parte del progetto europeo Blu Mass Med e sarà parte di un nuovo progetto europeo che partirà a breve. Insomma è parte di un progetto europeo di grande respiro nel quale il nostro Paese sta svolgendo un ruolo molto importante” conclude Battiston.
Leonardo-Finmeccanica ha partecipato al progetto CLOSEYE guidando una Unione temporale d’Impresa con Indra e aggiudicandosi il ruolo di primo partner industriale per la realizzazione di servizi sperimentali, inclusa la loro verifica e messa in opera nel Mediterraneo Centrale, uno dei due scenari previsti dal progetto. La sperimentazione tecnologica in quest’area ha avuto lo scopo di definire soluzioni innovative per la rilevazione di piccole imbarcazioni, tipicamente utilizzate per la migrazione irregolare o il traffico illegale di merci nonché per le attività di ricerca e soccorso (Search and Rescue). A tale scopo le soluzioni operative sperimentate hanno utilizzato differenti componenti e competenze tecnologiche, quali sensori (radar, elettro-ottici), piattaforme aeree, navali e satellitari, applicazioni geospaziali, nonché sistemi per la gestione delle informazioni; il coordinamento delle operazioni viene realizzato attraverso le nuove funzionalità istallate presso il COIMM (Centro Operativo Interministeriale della Marina Militare Italiana) situato nelle vicinanze di Roma.
da Sorrentino | Mag 23, 2016 | Industria, Missioni, Primo Piano
Si è conclusa con successo la fase di analisi e verifica dello stato dei sistemi di bordo (In Orbit Commissioning Review) del satellite ExoMars in viaggio verso Marte. Thales Alenia Space ha presentato all’Agenzia Spaziale Europea una relazione che conferma la piena funzionalità dei due moduli, l’EDM (Entry Descent Module, modulo di discesa Schiaparelli) e il TGO (Trace Gas Orbiter) che compongono il satellite. Le verifiche effettuate sul modulo orbitale hanno confermato che le temperature del satellite sono nei limiti operativi, l’andamento del Sottosistema di Propulsione è corretto ed il consumo di energia del satellite è nominale. Il trend dei parametri elettrici (tensione e corrente) non mostra variazioni rispetto ai valori misurati durante l’integrazione e test a Terra.
“Siamo lieti di confermare che il satellite è in ottima forma, tutto procede come da Programma e il team di tecnici e ingegneri specializzati di Thales Alenia Space al lavoro per l’atteso appuntamento, l’arrivo della sonda su Marte il 19 Ottobre 2016” – ha dichiarato Walter Cugno, Vice President Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space e Direttore Programma ExoMars. L’Agenzia Spaziale Europea, dal suo canto, ha ringraziato il team per l’eccellente lavoro svolto. Mentre ExoMars procede nella sua rotta verso Marte, Thales Alenia Space sta completando la negoziazione con l’ESA sulle prossime attività relative alla crociera interplanetaria, all’arrivo su Marte e alle operazioni specifiche sui due moduli. Thales Alenia Space ha recentemente siglato un “agreement” per la seconda missione, denominata Rover and Surface Platform Mission, prevista per la fine del 2020.
Le prossime importanti attività previste entro ottobre per la missione Exomars riguardano la seconda analisi funzionalità a metà giugno, il commissioning del motore principale del TGO tramite una piccola manovra propulsiva ai primi di luglio, la manovra da compiersi il 28 luglio per immettere il satellite sulla traiettoria con la giusta inclinazione per l’incontro con Marte seguita l’11 agosto dall’aggiustamento della traiettoria. A seguire, tra settembre e la prima metà di ottobre, una serie di simulazioni dell’arrivo su Marte; il 16 ottobre il distacco del lander Schiaparelli e il 19 ottobre l’inserimento del TGO in orbita marziana e il contemporaneo atterraggio dell’EDM su Marte.
Il programma ExoMars è frutto di una cooperazione internazionale tra l’Agenzia Spaziale Europea e l’Agenzia Spaziale Russa (Roscosmos), fortemente sostenuto anche dall’ Agenzia Spaziale Italiana. Il Programma è sviluppato da un consorzio Europeo guidato da Thales Alenia Space Italia che coinvolge circa 134 aziende spaziali dei Paesi partner dell’ESA. Thales Alenia Space Italia, prime contractor del programma ExoMars, è responsabile della progettazione di entrambe le missioni 2016 e 2020.
Leonardo-Finmeccanica contribuisce ad ExoMars 2016 anche attraverso la fornitura di generatori e unità montate sul modulo EDM, con i sensori di assetto stellari per il TGO e con il cuore optronico dello strumento di osservazione CASSIS. Per la missione 2020, oltre ai pannelli fotovoltaici per l’alimentazione del veicolo spaziale e del Rover, Leonardo-Finmeccanica realizza la speciale trivella con cui per la prima volta l’umanità scaverà nel sottosuolo di Marte ad una profondità che potrebbe conservare tracce di vita passata o presente. Telespazio (Leonardo-Finmeccanica 67%, Thales 33%) è infine responsabile dello sviluppo di alcuni sistemi chiave del segmento di terra della missione, tra cui il Mission Control System, usato per monitorare e controllare il TGO nel 2016.