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CHEOPS sotto lucidatura

CHEOPS sotto lucidatura

cheopsLo specchio primario di volo di CHEOPS, la piccola missione dell’Agenzia Spaziale Europea per lo studio dei pianeti extrasolari, ha iniziato il processo di finitura della superficie e di lucidatura. CHEOPS è il primo satellite completamente dedicato alla caratterizzazione dei pianeti di piccole dimensioni. Punterà stelle già note per ospitare pianeti, misurando ad altissima precisione la variazione di luminosità stellare prodotta quando il pianeta si trova a transitare davanti alla stella riuscendo quindi a misurarne la dimensione ed altre caratteristiche con alta precisione. Grazie al supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, il telescopio di CHEOPS, un riflettore di 320mm di diametro, molto compatto (è di solo 300 mm la lunghezza del tubo ottico principale), e ottimizzato per misure fotometriche ad altissima precisione, è stato progettato dai ricercatori dell’INAF di Padova e Catania, ed è in fase di realizzazione presso gli stabilimenti dellaDivisione Sistemi Avionici e Spaziali di Finmeccanica a Campi Bisenzio alle porte di Firenze. Le operazioni di finitura della superficie riflettente sono state affidate alla Media Lario S.R.L., una PMI che ha sede a Bosisio Parini in provincia di Lecco. Lo specchio, costruito in ZERODUR®, un materiale in vetroceramica, è stato precedentemente lavorato in modo da rimuovere massa non necessaria, conservando la robustezza per consentirne il volo nello spazio.

“CHEOPS è il primo satellite completamente dedicato alla caratterizzazione dei pianeti di piccole dimensioni” dice Isabella Pagano, dell’INAF di Catania e responsabile scientifico in Italia del progetto. “La gran parte dei pianeti oggetto di studio saranno quelli per cui la massa è già stata misurata grazie all’uso di strumenti ad altissima precisione disponibili presso i grandi telescopi di cui disponiamo a Terra (es. il cacciatore di pianeti HARPSN al Telescopio Nazionale Galileo). CHEOPS cercherà di determinarne la dimensione, che unita alla massa, ci informa sulla struttura, se rocciosa o gassosa, del pianeta”.

“La realizzazione del telescopio di CHEOPS è un riconoscimento della leadership italiana nel campo dell’ottica raggiunta in questi anni dalla comunità scientifica e dall’industria del nostro Paese. L’ASI considera che la missione CHEOPS, in aggiunta all’importante tematica scientifica dello studio dei pianeti extrasolari, rivesta una particolare importanza strategica per gli aspetti tecnologici, anche in vista della realizzazione dei 34 Telescopi che saranno forniti dall’Italia per la missione PLATO” aggiunge Barbara Negri Responsabile dell’Unità Osservazione e Esplorazione dell’Universo dell’ASI e advisor del Science Programme Board dell’ESA che ha selezionato la missione.

“Un pezzo di eccellenza italiana sarà a bordo di CHEOPS” dice ancora Roberto Ragazzoni, ricercatore dell’INAF responsabile del sistema ottico del satellite. “Questo sistema ottico è il frutto del lavoro di una squadra che unisce astronomi ed ingegneri degli Osservatori Astronomici, Università e l’industria Italiana in primis. Garantisce una focalizzazione della luce stellare particolarmente stabile anche nell’ostile ambiente dello spazio circumterrestre”.

Il progetto ottico del telescopio è stato guidato dalla necessità di produrre fotometria stabile e ad altissima precisione.  Oltre la progettazione ottica degli specchi e dell’ottica di piano focale, i ricercatori impegnati nel progetto hanno anche curato l’analisi della luce diffusa.

Cooperazione tra Italia e America Latina

Cooperazione tra Italia e America Latina

CIRA_foto1_web_d0Una tre giorni dedicata alla cooperazione in campo spaziale tra Italia e America Latina, dal 10 al 12 febbraio, dal Centro Italiano Ricerche Aerospaziali di Capua, sede di un ciclo di conferenze, alle visite ai centri di Telespazio al Fucino, Thales Alenia Space a L’Aquila e Roma e all’azienda e-Geos  per l’osservazione della Terra, sempre nella capitale. Un evento a cui sono convenuti ventotto delegati da agenzie spaziali, enti governativi e ambasciate di 12 diversi Paesi latinoamericani, corrispondenti a quasi l’intero subcontinente: Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Cuba, Ecuador, Guatemala, Messico, Nicaragua, Perù, Uruguay e Venezuela.

L’iniziativa è inserita nel vasto programma dell’Anno dell’Italia in America Latina organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. “Si apre di fatto un nuovo canale – spiega Gabriella Arrigo, responsabile ASI delle Relazioni Internazionali – ricco di prospettive. Perché se è vero che l’Italia ha storicamente una radicata presenza in America Latina, la collaborazione così ad ampio spettro in campo spaziale è una novità. Intendiamo condividere con i nostri partner latinoamericani le nostre ‘best practise’ e siamo pronti a contribuire alla specifica formazione dei loro tecnici e professionisti in campo spaziale”.

La tre giorni è stata promossa e organizzata dall’ICE (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) in collaborazione con  l’Agenzia Spaziale Italiana e con il contributo del CIRA (Centro Italiano Ricerche Aerospaziali) e dell’AIAD (Federazione Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza), ed è stata  articolata in diversi momenti, di carattere istituzionale e tecnico scientifico, con la presentazione delle più avanzate tecnologie e dei prodotti sviluppati e realizzati nel settore dello Spazio da parte di alcune aziende del comparto e con due panel tematici: uno relativo alle attività di osservazione della terra e alle applicazioni del sistema COSMO SkyMed e l’altro dedicato alle prospettive sui piccoli satelliti e alle tecnologie abilitanti per le piccole missioni.

Nasce la nuova ALTEC

Nasce la nuova ALTEC

altec torinoL’assemblea straordinaria dei soci di ALTEC, tenutasi il 29 gennaio 2016, ha dato il via al nuovo corso della società torinese, fino ad oggi specializzata nel supporto ingegneristico e logistico spaziale. Tra le novità più rilevanti decise dai soci, Thales Alenia Space Italia e Agenzia Spaziale Italiana, la trasformazione della società in una aerospace company. L’acronimo ALTEC resta immutato ma la denominazione cambia in Aerospace Logistics Technology Engineering Company, portando con sé l’aggiornamento dell’oggetto sociale, con un allargamento dello spettro delle attività ad alto valore tecnologico per i diversi settori del mondo aerospaziale.

Arriva così a compimento il processo di revisione dell’assetto azionario con il definitivo assestamento delle quote tra i gli attuali due soci dopo l’uscita del consorzio ICARUS, con Thales Alenia Space Italia al 63,75% e l’Agenzia Spaziale Italiana al 36,25%. Il rinnovamento di ALTEC era stato avviato negli ultimi mesi del 2015 con il completo rinnovo dei vertici. In quindici anni la società torinese si è affermata in campo internazionale come eccellenza italiana per la fornitura di servizi ingegneristici e logistici per l’utilizzazione della Stazione Spaziale Internazionale e per il supporto alle missioni di esplorazione planetaria. Oggi tenendo conto dell’evoluzione del quadro internazionale del settore e delle strategie degli azionisti, ALTEC avrà un rafforzamento e ampliamento dei compiti nel settore aerospaziale, con un’attenzione maggiore all’ambito commerciale e alle novità della Space Economy.

“Per ALTEC questo passaggio è una grande sfida che accettiamo – ha affermato Fabio Massimo Grimaldi, presidente di Altec – nella certezza di essere all’altezza delle richieste dei nostri azionisti. Le competenze acquisite e i successi realizzati sono la nostra carta d’identità dalla quale svilupperemo il nuovo percorso. Ringrazio Thales Alenia Space Italia e l’Agenzia Spaziale Italiana per aver creduto e supportato il nuovo percorso. Siamo oggi più di ieri un elemento centrale per la crescita delle attività legate all’aerospazio”.

“ALTEC è da sempre una eccellenza del territorio piemontese che va a completare ed arricchire la realtà di Thales Alenia Space Italia”, ha affermato l’Amministratore Delegato Donato Amoroso. “Per questo è fondamentale rafforzarla e valorizzarla, potenziandone le capacità sempre in congiunzione con le strategie, le attività, ma anche con le sfide del settore spaziale in cui la nostra azienda si trova ad operare a fianco dell’Agenzia Spaziale Italiana”.

“L’Agenzia Spaziale Italiana è sempre molto attenta all’allineamento delle attività delle sue partecipate alle proprie strategie e alla verifica costante del loro ruolo”, ha detto il presidente dell’ASI, Roberto Battiston, che ha incontrato anche il personale della società. “Pertanto, in accordo con Thales Alenia Space Italia, pensiamo che il rinnovamento statutario di ALTEC sia solo l’inizio di un nuovo e promettente futuro, un’opportunità che la società dovrà sfruttare per migliorare il già alto livello delle attività in corso e aumentare le prospettive di business”.

Le prossime tappe della corsa allo spazio vedranno ancora ALTEC con un ruolo di primo piano, la società sarà infatti uno dei centri di controllo della missione ExoMars, la prima missione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) su Marte. La società piemontese prosegue le sue tradizionali attività di supporto ingegneristico e logistico per il lavoro degli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale, come la certificazione degli alimenti e la realizzazione di importanti progetti di biomedicina spaziale.

La missione ExoMars

ExoMars è un duplice programma di esplorazione destinato a studiare il sottosuolo  marziano. La missione a guida italiana, grazie al contributo principale dell’Agenzia Spaziale Italiana e al ruolo di Primo Contraente di Thales Alenia Space Italia, è suddivisa in due fasi. Nella prima, il cui lancio è previsto per la metà del mese di marzo 2016, una sonda (TGO, Trace Gas Orbiter) resterà nell’orbita di Marte per indagare la presenza di metano e altri gas presenti nell’atmosfera, possibili indizi di una presenza di vita attiva, mentre un modulo (EDM), denominato Schiaparelli in onore dell’astronomo italiano che ha effettuato la prime osservazione dei ‘canali’ di Marte, contenente la stazione meteo (Dreams) ed altri strumenti, atterrerà su Marte per testare anche nuovi sistemi di discesa.

Nella seconda parte della missione, che prenderà invece il via nel 2018, l’obiettivo è portare sul Pianeta Rosso un innovativo rover capace di muoversi e dotato di strumenti per penetrarne ed analizzarne il suolo. Per questa seconda parte ALTEC ha la responsabilità di progettare, realizzare e operare il Centro di Controllo del Rover di Exomars (Rover Operations Control Centre – ROCC) che sarà localizzato a Torino nella sede della società. In aggiunta ALTEC fornirà supporto remoto durante le fasi di lancio, LEOP e di crociera interplanetaria. Il ROCC ospiterà un team di tecnici e scienziati e costituirà il Centro in cui si svolgeranno tutte le attività di controllo operativo, supporto ingegneristico e analisi scientifiche preliminari di rilievo per le operazioni del Rover sulla superficie marziana, che sarà connesso agli altri elementi del Segmento di Terra europei.

Prima stampa in 3D nello Spazio

Prima stampa in 3D nello Spazio

ISS 3DLa stampante 3D made in Italy, presente a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, è stata attivata e ha funzionato in modo nominale. L’obiettivo dell’esperimento è creare pezzi di ricambio e strumenti di lavoro direttamente in orbita. Stampare in 3d nello spazio è sempre più una realtà. Lo ha dimostrato l’astronauta Scott Kelly che ha attivato Portable on Board Printer 3D la stampante tridimensionale progettata e realizzata in Italia che ha l’obiettivo di creare pezzi di ricambio e strumenti di lavoro direttamente in orbita. Durante l’esperimento, iniziato alle 13 (ora italiana) del 2 febbraio e durato un’ora, tutto si è svolto in modo nominale ed è stato creato un piccolo oggetto di PLA, una plastica biocompatibile e biodegradabile che, una volta espulsa, permette di comporre le forme 3D. L’intera sessione è stata filmata attraverso una finestra trasparente della stampante stessa, consentendo il monitoraggio visivo da terra. L’oggetto fabbricato verrà comparato con un altro analogo stampato a terra, per poter approfondire le diversità strutturali. La stampante è un oggetto tecnologicamente molto avanzato. Deve sottostare ai vincoli estremamente rigorosi che qualunque hardware a bordo della Stazione Spaziale deve rispettare, per consentirne il funzionamento in assenza di gravità.

“Il progetto ha coinvolto un team coordinato dall’Agenzia Spaziale Italiana, in costante contatto con NASA, composto da tecnici e ricercatori di tre industrie nazionali – ha commentato Gabriele Mascetti responsabile dell’unità Volo Umano e Microgravità dell’ASI –  l’utilizzo in orbita della Portable on Board Printer  rappresenta una ulteriore dimostrazione della capacità italiana di ambire e raggiungere traguardi di elevato livello, sia in termini di successo tecnologico che di efficace cooperazione internazionale”.

Portable on board printer rappresenta il primo passo verso l’autoproduzione strumenti in orbita. In futuro sarà possibile creare dei veri e propri impianti di produzione digitale e automatizzata a bordo della ISS e di altri veicoli, riducendo notevolmente il costo delle prossime missioni spaziali. L’esperimento della stampante 3D, partito alla volta della ISS a bordo del cargo Cygnus il 6 dicembre 2015 e arrivato a destinazione il 9, è stato ideato da Altran Italia, nel 2013 ha vinto il bando di “Volo Umano Spaziale per Ricerche e Dimostrazioni Tecnologiche sulla Stazione Spaziale Internazionale” promosso dall’ASI. Il progetto ha visto la collaborazione di Altran Italia come prime contractor e responsabile del concept meccanico e di sistema, Thales Alenia Space per gli aspetti di PA/Safety e di integrazione alla ISS e IIT per la caratterizzazione e l’analisi post-flight.

AVIO e CIRA per sviluppo VEGA C

AVIO e CIRA per sviluppo VEGA C

Vega CAVIO, nel suo ruolo di capocommessa per il programma VEGA C, e il CIRA – Centro Italiano Ricerche Aerospaziali – hanno siglato un accordo da circa 4 milioni di Euro per il nuovo lanciatore, il cui volo inaugurale è previsto nel 2018. L’accordo firmato tra AVIO e CIRA, nell’ambito del programma VECEP (VEGA Consolidation and Evolution Program) prevede l’effettuazione da parte del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali di studi su aerodinamica, acustica e vibroacustica al decollo del VEGA C, utilizzando sia la galleria del vento sia simulazioni CFD (Computational Fluid Dynamics). I tecnici di Capua analizzeranno inoltre, in coordinamento con  la Direzione Tecnica di AVIO, specifici aspetti del comportamento del nuovo motore a solido P120: fluidodinamica non stazionaria della camera di combustione e caratterizzazione meccanica delle strutture in composito.

Con il VEGA C intendiamo migliorare ulteriormente la capacità di offerta sul mercato dei servizi di trasporto di piccoli satelliti in orbita bassa”, commenta Giulio Ranzo, Amministratore Delegato di AVIO, “la capacità di carico sarà incrementata di circa il 50% rispetto alla configurazione attuale. Questa nuova configurazione avrà anche una maggior flessibilità operativa. Infatti nello stesso lancio si potranno gestire sia un maggior numero di piccoli satelliti, anche in diversi piani orbitali, sia satelliti di massa superiore. Le attività che svolgeremo insieme al CIRA sono un ulteriore tassello alla crescita del know how spaziale italiano.

Questo importante accordo ci consente di dare continuità all’importante e fattiva collaborazione che da alcuni anni abbiamo con Avio nel campo della propulsione spaziale. Siamo orgogliosi di partecipare al programma VECEP, contribuendo in tal modo, con il nostro bagaglio di competenze scientifiche e tecnologiche e le nostre infrastrutture di ricerca, a consolidare il ruolo dell’Italia tra i paesi leader in Europa nel settore dei lanciatori e dell’accesso allo spazio” ha detto Luigi Carrino, Presidente del CIRA.

Rete di Imprese per la stampa 3D

Rete di Imprese per la stampa 3D

stampa 3dMBDA, CIRA, FOX BIT, DRAGONFLY e CSM sono le cinque società che, nella sede del CIRA, hanno dato vita alla Rete di Imprese denominata NIAM -Network Italiano Additive Manufacturing- presieduta da Antonio Perfetti. L’obiettivo è di accrescere le conoscenze e la competitività nel settore della Manifattura Additiva (Additive Manufacturing) per l’aeronautica e lo spazio, individuato come uno dei principali fattori di innovazione. A sottoscrivere l’atto costitutivo della Rete NIAM, sono stati i massimi vertici delle cinque società: Antonio Perfetti per MBDA Italia che è anche la capofila del gruppo, Luigi Carrino, per il CIRA, Massimiliano Scarpetta per Fox Bit, Claudio Giarda per Dragonfly, Cesare Murgia per CSM, alla presenza di Mariano Bozza in rappresentanza dell’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Campania.

L’Additive Manufacturing, conosciuta anche come stampa 3D industriale, è il processo attraverso il quale, partendo da modelli numerici 3D e tramite la deposizione di materiali (metalli o compositi) per strati successivi, si possono realizzare componenti meccaniche seriali o prototipali ad elevata complessità. Per questo il suo impiego è molto importante per i settori high-tech ed in particolare per il settore aerospaziale che, con i suoi componenti altamente tecnologici, il loro valore molto elevato, i bassi volumi produttivi e i tempi strettissimi di risposta alla domanda, individua nella Manifattura Additiva la migliore risposta tecnologica.

Cira 3DPer raggiungere l’obiettivo strategico di accrescere la capacità competitiva sullo scenario nazionale ed internazionale nell’ambito delle tecnologie additive, le società della Rete si impegnano a svolgere una serie di azioni che vanno dal miglioramento della conoscenza e del monitoraggio del mercato per favorire un rapido e competitivo ingresso della Rete, all’acquisizione di un approfondito know how sulle fenomenologie e tecnologie relative alla Manifattura Additiva, fino alla caratterizzazione dei propri prodotti e servizi per l’elevato livello innovativo e standard qualitativo. L’acquisizione di macchinari allo stato dell’arte, la messa a punto di standard e di protocolli per la qualifica e la certificazione, la definizione di processi realizzativi anche con multi-materiali per consentire la produzione di prodotti assolutamente nuovi sono altri punti fondamentali dell’accordo. Con i macchinari che presto saranno installati presso il CIRA grazie alla firma di questo accordo, quelli già esistenti e la stampante 3D al titanio presente presso lo stabilimento Citema, Capua si candida a diventare uno dei maggiori poli nel settore della Manifattura Additiva per l’aerospazio.