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Due cargo verso la ISS

Due cargo verso la ISS

NASA#2007945

Due navicelle cargo sono partite a distanza di 24 ore per raggiungere e rifornire la stazione spaziale internazionale. Progress MS-3 è decollata su un razzo vettore Soyuz U dal cosmodromo di Baikonur. Dopo circa nove minuti si è separata con successo dall’ultimo stadio del razzo e si è immessa sulla sua rotta che prevede l’aggancio dopo due giorni di viaggio. Rispetto alla rotta veloce, che richiede sei ora di volo, il cargo Progress MS-3 è segue la rotta già utilizzata dai precedenti Progress MS-1 e MS-2 e per la Soyuz MS-01. La missione della navicella spaziale Progress MS-3 fa parte del programma di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale ed è la terza a impiegare la nuova versione del cargo spaziale Progress. L’agenzia spaziale russa Roscosmos ha già applicato i nuovi sistemi anche alla navicella Soyuz per il trasporto di personale con la missione partita il 6 luglio 2016. Il cargo spaziale Progress MS-3 trasporta un totale di circa 2,4 tonnellate di rifornimenti di vario tipo tra cibo, acqua, aria, ossigeno, propellente e altro ancora. Ci sono anche vari esperimenti scientifici, strumenti, hardware vario e una serie di nanosatelliti di classe CubeSat da mettere in orbita. Solitamente i nanosatelliti vengono lanciati dalla Stazione Spaziale Internazionale ma in questa missione verrà usato per la prima volta il nuovo sistema di lancio diretto dal cargo Progress MS-3. Quattro contenitori sono installati sulla parte esterna della navicella con una capacità totale di 24 unità CubeSat di 10 cm di lato.

Lunedì 18 luglio è partita da Cape Canaveral la navetta cargo Dragon, con un carico di 2,2 tonnellate, lanciata da un razzo Falcon 9 della SpaceX. Il razzo è successivamente atterrato a poca distanza dal sito di lancio e sarà riutilizzato. Il cargo contiene rifornimenti per gli astronauti e alcuni strumenti scientifici, come una macchina per la sequenza del Dna. Un’altra navetta, lanciata dalla Russia, dovrebbe arrivare alla Stazione nelle prossime ore. Il razzo Falcon 9 è decollato come previsto alle 6:45 (ora italiana) dalla Florida. Il primo modulo del razzo si è separato 2,3 minuti dopo il decollo prima di tornare nell’atmosfera frenando la sua discesa grazie ai motori sul blocco posteriore, fino a posarsi al suolo a circa tre chilometri di distanza dal luogo del decollo. Si tratta del quinto successo della manovra di atterraggio del razzo, riuscita una volta al suolo e tre volte su una piattaforma marina galleggiante nel corso del 2015.

Primo buco nero da SRT

Primo buco nero da SRT

compositoIl nuovissimo radiotelescopio Sardinia Radio Telescope (SRT) dell’INAF ha fissato l’immagine radio di un buco nero supermassivo, che ci mostra questo oggetto che avanza ad altissima velocità verso il centro di un remoto ammasso di galassie noto come 3C129. Una osservazione guidate da un team di scienziati dell’INAF a cui hanno collaborato ricercatori dell’Università di Cagliari, che ha meritato la pubblicazione sulla rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society del primo articolo scientifico ottenuto grazie ai dati raccolti dalla sua parabola da 64 metri di diametro e dalla sua strumentazione d’avanguardia. Il buco nero domina il nucleo di un galassia ellittica distante circa 300 milioni di anni luce dalla Terra. La coppia si trova in “rotta di collisione” con un vicino ammasso di galassie, trascinata dalla forza di gravità generata dalla imponente concentrazione di materia oscura, galassie e gas caldo. Le immagini radio rivelano che il buco nero sta attivamente accrescendo materia dal mezzo circostante. Parte di questo materiale non precipita nel buco nero ma viene espulsa lungo due getti di plasma, formando una spettacolare scia radio molto più lunga ed estesa della stessa galassia.

“Il fenomeno è simile in parte alle scie di condensazione prodotte dagli aerei”, spiega Matteo Murgia, ricercatore INAF presso l’Osservatorio Astronomico di Cagliari e primo autore dello studio. “Nel caso di getti associati al buco nero, il ‘carburante incombusto’ consiste di campi magnetici e di elettroni di altissima energia che si raffreddano emettendo onde radio. Confrontando le nuove immagini ottenute da SRT con quelle di altri radiotelescopi abbiamo ottenuto per la prima volta una vera e propria mappa di età di questa radiosorgente, concludendo che il buco nero sta avanzando nello spazio ad una velocità supersonica”. Sulla superficie della Terra, la velocità del suono è pari a 1.200 km/h, mentre nell’ atmosfera dell’ammasso di galassie che circonda il buco nero, un gas ultra rarefatto ad una temperatura di decine di milioni di gradi Kelvin, la velocità del suono è pari a 4 milioni di km/h. Il buco nero supera questa velocità limite di 1,5 volte. “Una ulteriore peculiarità di questo buco nero – spiega ancora Matteo Murgia – è la presenza, davanti alla galassia, di un fronte d’urto simile a quello che precede un jet militare supersonico. Con una certa sorpresa abbiamo constatato che la velocità da noi misurata è esattamente quella che era stata precedentemente teorizzata per giustificare la presenza dell’onda d’urto”.

SRTGrazie a SRT è anche possibile osservare il cielo radio in luce polarizzata. Il grado di polarizzazione di un’onda radio è una importante sorgente di informazioni per gli astronomi: può indicare infatti la forza e l’orientamento dei campi magnetici astrofisici. In prossimità del buco nero il flusso di plasma è turbolento e caotico, ma lungo la scia il flusso del plasma diventa più regolare e il livello di polarizzazione aumenta progressivamente, rivelando campi magnetici altamente ordinati. “Questo studio segna la prima pubblicazione di un risultato scientifico per SRT”, precisa Ettore Carretti, responsabile in carica di SRT e co-autore del lavoro. “Dimostra che SRT è pronto per produrre immagini di alta qualità del cielo radio, anche in polarizzazione, che di norma rappresenta sempre l’ultimo e più impegnativo passo nella messa a punto di un nuovo strumento. Si tratta di una chiara indicazione della maturità raggiunta dalle prestazioni del radiotelescopio che ora è pronto a produrre la scienza di punta per cui è stato costruito”. “SRT è tra i più grandi e sensibili radio telescopi al mondo ed è eccitante vedere come questi primi risultati confermino le sue prestazioni scientifiche. Questa è solo la prima di tante nuove scoperte che ci aspettiamo arrivare da questo telescopio”, dichiara Steven Tingay, a capo della unità scientifica per la Radiostronomia della Direzione Scientifica dell’INAF. “Queste immagini affascinanti esaltano le potenzialità di SRT utilizzato in combinazione con SARDARA, il nuovo sistema di acquisizione dati allo stato dell’arte appena installato al telescopio”, sottolinea Andrea Possenti, Direttore dell’INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari e leader del progetto SARDARA finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna. “È stato possibile raggiungere questi risultati”, continua Possenti, “grazie al lavoro congiunto del team di Validazione Astronomica e degli sviluppatori di SARDARA, due gruppi affiatati composti da scienziati dell’INAF”.

Pannelli record per JUICE

Pannelli record per JUICE

JUICE_artist-impression_1280Sarà di progettazione italiana il più grande generatore fotovoltaico mai sviluppato per missioni di esplorazione planetaria e volerà fino a oltre 750 milioni di chilometri dal sole, a bordo della sonda JUICE nel suo viaggio alla scoperta dei segreti di Giove e delle sue lune, che potrebbero ospitare la vita. Dieci pannelli solari per un totale di 97 metri quadrati è il nuovo primato da raggiungere, affidato da Airbus Defence & Space a Leonardo-Finmeccanica. Dopo il record di 64 metri quadrati dei pannelli della sonda Rosetta, che ha permesso a un veicolo costruito dall’uomo di approdare sul nucleo di una cometa, questo nuovo primato conferma il ruolo di primo piano del gruppo industriale italiano nel mercato degli equipaggiamenti e sensori hi-tech per lo spazio. Programmata per essere lanciata nel 2022 e per raggiungere Giove nell’ottobre 2029, la sonda JUICE (JUpiter ICy moon Explorer) verrà realizzata da Airbus Defence & Space in qualità di prime contractor. La missione dell’Agenzia Spaziale Europea, che vede un importante coinvolgimento dell’Italia e in particolare dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), studierà Giove e le sue grandi lune ghiacciate – Ganimede, Callisto ed Europa – scoperte da Galileo Galilei nel 1610 e ritenute di grande interesse per la presenza di vasti oceani sotto la loro superficie ghiacciata. Ne verranno esplorate la superficie e gli strati interni, investigando se possano ospitare condizioni favorevoli alla vita. In particolare, Leonardo utilizzerà celle solari all’Arseniuro di Gallio (GaAs), un cristallo che converte la luce solare in corrente elettrica, ottimizzate per condizioni di bassa intensità di illuminazione e bassa temperatura, sviluppando pannelli in grado di alimentare la sonda anche quando la luce solare, a causa della grande distanza, sarà meno di un venticinquesimo di quella che arriva sulla Terra, e il pannello solare sarà a -230°C. I generatori fotovoltaici non sono l’unico contributo di Leonardo a JUICE: l’azienda partecipa alla realizzazione dello strumento JANUS – finanziato dall’Agenzia Spaziale Italiana e sviluppato da un team internazionale sotto la guida dell’Università Parthenope di Napoli e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) – camera ad alta definizione che permetterà di esplorare Giove, le sue grandi lune e il sistema di anelli del pianeta. L’azienda collabora anche allo spettrometro MAJIS, realizzato sotto la guida dell’Istituto di Astrofisica Spaziale francese (IAS) e sviluppato da un team internazionale con la partecipazione dell’INAF e il supporto di ASI.

 

Luna di Prospect

Luna di Prospect

luna surfaceLeonardo Finmeccanica svilupperà il sistema che esaminerà il sottosuolo lunare in preparazione di possibili future missioni umane. Il contratto con l’Agenzia Spaziale Europea è stato firmato al Farnborough Air Show e impegnerà due anni nella progettazione, realizzazione e test del prototipo di PROSPECT, contributo europeo chiave per Luna-Resurs. Luna-Resurs, frutto della collaborazione tra ESA e Roscosmos (l’agenzia spaziale russa) con il fondamentale supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e di quella britannica (UK Space Agency), dovrebbe portare nel 2021 una sonda di circa una tonnellata sulla Luna alla ricerca di acqua e materie prime utilizzabili per la costruzione di una futura base permanente. Dopo aver realizzato le trivelle per Rosetta ed ExoMars, il team di Leonardo è chiamato a sviluppare analoghi strumenti tecnologici avanzati per consentire di perlustrare il sottosuolo lunare fino a due metri di profondità.

PROSPECT (Package for Resource Observation, in-Situ analysis and Prospecting for Exploration Commercial exploitation and Transportation) è un laboratorio automatico costituito da una trivella robotica e da una suite di strumenti scientifici, che Leonardo svilupperà in collaborazione con la britannica Open University. Il sistema perforerà il suolo lunare fino ad una profondità di due metri, prelevando campioni di materiale e distribuendoli per l’analisi agli strumenti scientifici a bordo della sonda. Verrà testato da Leonardo in un ambiente che replicherà le caratteristiche del Polo sud lunare dove si troverà a operare: il vuoto cosmico e una temperatura di 170 gradi centigradi sotto zero

“Questo risultato, che segue la fornitura di analoghi sistemi per Rosetta ed ExoMars, conferma la nostra leadership mondiale negli apparati di trivellazione e campionamento spaziali. Si tratta di strumenti all’avanguardia, espressione di quell’ingegno di cui il nostro nuovo nome, Leonardo, è la sintesi” – ha dichiarato Mauro Moretti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo. “Le nostre tecnologie spaziali – ha aggiunto Moretti – consentono di esplorare l’Universo a bordo di sonde come Rosetta, Juno, JUICE o Cassini, di monitorare l’ambiente con Copernicus, di studiare le onde gravitazionali con LISA Pathfinder, di fornire con Galileo servizi utili a tutti. Siamo a bordo della missione ExoMars alla ricerca di tracce di vita su Marte, ora lavoreremo con entusiasmo per andare anche sulla Luna”.

“L’arrivo di PROSPECT sulla superficie lunare all’inizio del prossimo decennio dimostrerà il forte interesse dell’ESA a giocare un ruolo importante in uno sforzo internazionale per una esplorazione sostenibile della Luna” – ha commentato David Parker, Direttore ESA per l’Esplorazione Umana e Robotica dello Spazio, aggiungendo: “La Luna è una delle mete dell’emozionante programma di esplorazione spaziale dell’ESA, che prevede operazioni umane in orbita terrestre e un approccio integrato all’esplorazione di Luna e Marte. È fondamentale verificare che sia economicamente sostenibile sfruttare le risorse naturali presenti in loco, così da preparare i futuri sforzi di esplorazione umana. PROSPECT consentirà un importante passo avanti in questo senso”.

 

Nuovi Cygnus per la ISS

Nuovi Cygnus per la ISS

cygnus-arrivedThales Alenia Space ha siglato nell’ambito del Farnborough International Airshow un nuovo contratto con Orbital ATK per la fornitura di altri nove moduli pressurizzati cargo (PCM) di rifornimento alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Il modulo cargo è progettato per trasportare rifornimenti per l’equipaggio ed esperimenti scientifici su navicella spaziale Orbital ATK Cygnus™ in base al contratto di Servizi si Rifornimento Commerciale siglato con la NASA. Recentemente Cygnus ha consegnato circa 3.600 chili di cargo ed esperimenti scientifici agli astronauti a bordo della stazione completando con successo la quinta missione come da contratto. È previsto che Orbital ATK completi 10 missioni CRS-1 alla Stazione Spaziale Internazionale prima di dedicarsi a nuove missioni logistiche di lancio di cargo previste dal contratto CRS-2 nel 2019.

“La firma di questo nuovo contratto rappresenta una rinnovata fiducia alle nostre competenze ingegneristiche e alla nostra abilità nel fornire moduli cargo pressurizzati per il rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale da parte di un cliente prezioso – ha dichiarato Walter Cugno, Responsabile del Dominio Esplorazione e Scienza di Thales Alenia Space – Non solo garantisce continuità al nostro ruolo di leader mondiali nel campo delle infrastrutture spaziali, ma sottolinea anche l’unicità del nostro know-how e delle nostre competenze che continueremo a mettere a disposizione nella realizzazione di future avventure oltre la Stazione Spaziale a supporto dell’esplorazione dello spazio.” “Thales Alenia Space è stata uno dei nostri partner più affidabili e strategici nell’ambito del volo umano nello spazio,” ha dichiarato David Thompson, Presidente e Amministratore Delegato di Orbital ATK: “I moduli pressurizzati sviluppati da Thales Alenia hanno svolto  impeccabilmente la loro funzione  per far sì che Cygnus diventasse un prodotto di punta per le missioni di rifornimento di cargo e come piattaforma di ricerca per gli esperimenti scientifici che permettono l’esplorazione dello spazio profondo. Il modulo cargo pressurizzato potenziato che ha volato nelle nostre ultime due missioni, ha consentito a Cygnus di trasportare il 50% in più di cargo alla NASA, dimostrando per di più la versatilità e la flessibilità che Cygnus è in grado di offrire ai nostri clienti.”

FAI-2016

La navicella Cygnus è formata da due componenti principali: un modulo di servizio (SM), realizzato da Orbital ATK integrato con il Modulo Cargo Pressurizzato (PCM) sviluppato da Thales Alenia Space. Basati sull’esperienza quarantennale nel campo delle infrastrutture e dei sistemi di trasporto, i PCM Cygnus  sviluppati da Thales Alenia Space si fondano sulle competenze e capacità acquisite nell’ambito dei precedenti programmi di sviluppo in ambito della Stazione Spaziale Internazionale, quale il MPLM (Multi-Purpose Logistics Module), realizzato dalla società per conto dell’Agenzia Spaziale Italiana per la NASA ed ATV (Automated Transfer Vehicle) Cargo Carrier, realizzato da Thales Alenia Space per l’Agenzia Spaziale Europea.

La nuova configurazione incorpora una serie di potenziamenti rispetto al PCM standard utilizzato nelle missioni che hanno preceduto quella attuale. Questi includono una soluzione più leggera ed efficiente per l’alloggiamento del carico all’interno del modulo, aumentando, sia in termini di massa che di volume, la capacità di trasporto del carico che può essere trasportato sul laboratorio orbitante. Il nuovo design, inoltre, ha dato prova di essere in grado di alloggiare borse di forma irregolare e con diversi livelli di rigidità. Il PCM potenziato è in grado di contenere un maggior numero di alloggiamenti, se paragonato al design del modulo esistente, potenziando la capacità di trasporto di esperimenti scientifici.

Un viaggio lungo un anno

Un viaggio lungo un anno

Hyplane-Artistic-View-600x400Il Center for Near Space, centro di competenza spaziale dell’Italian Institute for the Future (IIF), ha celebrato il suo primo anno di attività con un evento svoltosi il 4 luglio alla Città della Scienza di Napoli. Il CNS è nato il 14 luglio 2015 nella cornice della Reggia di Caserta, suscitando grande interesse e partecipazione, con il duplice obiettivo di contribuire alla diffusione della cultura spaziale e stimolare nascita e crescita del settore privato dell’Astronautica Civile. La diffusione della cultura viene vista in modo innovativo al fine di far percepire sempre più al grande pubblico che lo spazio non è appannaggio esclusivo di pionieri o scienziati, ma alla portata di tutti molto più di quanto non si creda. D’altra parte, l’accesso allo spazio e il suo utilizzo non possono basarsi sui fondi istituzionali delle agenzie spaziali che sono molto più esigui di quanto non si pensi, ma devono poter far conto su una moltitudine di attori, fattori ed elementi in grado di far sviluppare un settore merceologico ad alto contenuto tecnologico.

Il CNS, così come l’IIF, non mira a prevedere il futuro né tanto meno a disegnarlo; ha invece l’obiettivo di immaginare futuri ingegneristicamente possibili. Con questo approccio, il presidente di IIF Roberto Paura ha illustrato nel corso dell’incontro l’antologia Segnali dal Futuro di recente pubblicazione, una raccolta di racconti di speculative fiction con associati saggi di approfondimento.

Il direttore generale del Center for Near Space (CNS) e vice-presidente di IIF, ing. Gennaro Russo, ha trattato del setup dell’organizzazione, dall’organigramma al regolamento, dal codice etico alle prospettive strategiche, puntando a diventare in tempi brevi un riferimento nazionale in tema di evoluzione spaziale. I progetti avviati in questo anno riguardano lo studio di un’infrastruttura spaziale di futura generazione denominata SpaceHub, e dell’accesso allo spazio “vicino” con sistemi alati (spazioplani) di piccole dimensioni che sono tecnologicamente e finanziariamente fattibili in tempi brevi e che consentono già di parlare di Turismo Spaziale 2.0. Parallelamente, il CNS ha firmato una serie di accordi con altre entità come la sezione napoletana di Euroavia, associazione europea degli studenti di ingegneria aerospaziale, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri, il Project Management Institute Southern Italy Chapter, Amici di Città della Scienza, Trans-Tech srl, il Distretto Aero Spaziale della Sardegna e il Distretto Tecnologico Aerospaziale della Campania (in finalizzazione). Significativa è stata l’attenzione verso gli studenti delle scuole medie superiori a cui è dedicato il progetto EduSpace ed il contest Future Low Orbit Resort (FLOR2050).

Ospite d’onore il Dr. Pietro Schipani dell’INAF Osservatorio Astronomico di Capodimonte, componente del team partenopeo responsabile dell’esperimento DREAMS che sta attualmente viaggiando verso Marte a bordo della sonda europea ExoMars, e che metterà i suoi piedi metallici sul suolo marziano il prossimo 19 ottobre. Le problematiche astrofisiche del Pianeta Rosso, le caratteristiche ed i dettagli della missione ExoMars insieme alla seconda prevista per il 2020, e la centralina meteorologica di DREAMS hanno suscitato grande interesse nel pubblico e numerose domande. Al suggerimento di predisporre i visti per Marte si è sommato quello di dare uno sguardo alle previsioni meteo marziane prima di imbarcarsi verso il nuovo mondo!

L’architetto Pica Ciamarra, noto a livello internazionale per le sue realizzazioni, ha offerto la visione del CNS su una possibile architettura spaziale futura. Il progetto Orbital Architecture (OrbiTecture) sta consentendo lo sviluppo di un concept di hub spaziale (SpaceHub). Posizionata in orbita terrestre o in un lagrangiano come parte di un villaggio spaziale ben più complesso, SpaceHub integrerà le funzione di molo di attracco ovvero nodo di interscambio per viaggi dalla Terra verso altri pianeti e viceversa, di hangar di manutenzione e costruzione in orbita, di laboratorio scientifico e di resort per le circa 100 persone sistematicamente a bordo. L’architettura è del tutto diversa dall’attuale ISS e si basa su forme molto più naturali nello spazio, come sfere ed anelli. La rotazione sul proprio asse e la giusta dimensione degli anelli consente di avere nello stesso tempo ambienti a gravità lunare ed ambienti a gravità marziana. SpaceHub è basato anche sul concetto di massima autonomia possibile in termini di produzione a bordo di cibo con la realizzazione di grosse serre e produzioni idroponiche. Questo progetto, ampiamente basato sull’impiego di fabbricazione in orbita con stampanti 3D, sarà presentato ufficialmente al grande pubblico entro la fine dell’anno.

spaceshiptwo-featheringIl Turismo Spaziale 2.0 ha visto la presentazione degli ultimi sviluppi del progetto HYPLANE, uno spazioplano da sei posti capace di raggiungere i 100 km di quota e velocità 4-5 volte superiori a quella del suono. Al salto fino a 100 km garantito dallo SpaceShipTwo di Virgin Galactic, HYPLANE contrappone la possibilità di effettuare durante uno stesso volo fino a tre salti offrendo una nuova e prolungata capacità di fare esperienze in microgravità, ma offre anche la possibilità di un trasporto intercontinentale veloce, percorrendo ad esempio la tratta Napoli-New York in meno di 2 ore e al costo non esorbitante di un biglietto di prima classe. Il progetto, ideato da Trans-Tech e Università di Napoli, ha recentemente riscosso diverso consenso tanto che sia a livello nazionale che regionale il volo ipersonico suborbitale di un velivolo piccolo è stato inserito nelle proposte di nuove strategie. E sono stati lanciati alcuni progetti collaterali fondamentalmente di tipo Educational, condotti e realizzati da giovani ingegneri e studenti universitari.

Il progetto ultimo nato è JumpinFuture, dedicato ad offrire opportunità a basso costo di assaggiare le condizioni di microgravità. Voli sportivi su aerei ultraleggeri che eseguono particolari manovre lungo traiettorie paraboliche in cui di producono fino a 5 secondi di bassa gravità. Sono state effettuate già due campagne pilota e si prevede una frequenza media di una campagna al mese. Il prossimo autunno, in occasione del Leadership Workshop di Euroavia (21-30 nov 2016), sarà organizzata una campagna europea con giovani provenienti da diversi Paesi.

L’evento di è concluso con la presentazione e la premiazione dei partecipanti al concorso FLOR2050, associato al tema Extra Terrestrial Architecture Solution del contest Scintille del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Al Team Echelon di studenti dell’Istituto Tecnico Industriale “A. Righi” di Napoli è andata la targa di primo classificato con il progetto di Pontile Gravitazionale, una terrazza magnetica per stazioni spaziali per potersi affacciare nello spazio. Al Team Sfogliatella to Mars di studenti di ingegneria della Università Federico II è andata la targa di secondo classificato con il progetto Spider Robot Suit Explorer, una sorta di esoscheletro da indossare per muoversi più facilmente sulla superficie di Marte.